Pella senz’anima, Fognini rimonta e spegne l’Argentina. Trionfo Italia

Nella quinta partita l'Azzurro rimonta dallo 0-2 e ispira uno storico successo a Buenos Aires. La squadra di Corrado Barazzutti ad aprile sfiderà il Belgio.

Coppa Davis Fognini batte Pella, l’Italia supera l’Argentina 3-2

Ci sono voluti quattro giorni, cinque partite, ventidue set, quasi 19 ore di gioco e 201 games ma alla fine l’Italia ce l’ha fatta. Sconfitta di Pesaro vendicata, gli Azzurri bissano a Buenos Aires il successo ottenuto due anni fa a Mar del Plata, campioni in carica eliminati e Italia che dal 7 al 9 aprile sfiderà il Belgio (fuori casa) nel secondo turno. 

E’ finita nel modo che tutti sognavamo. Con Fognini a baciare la terra rossa, Corrado Barazzutti a
festeggiare col suo staff e Diego Armando Maradona a schiumare rabbia in tribuna insieme al resto del pubblico argentino. Si temeva per la tenuta mentale dell’Azzurro, che del suo tennis oggi ci ha fatto vedere il peggio e poi il meglio, ma di testa Fabio ha retto alla grande in un ambiente tutt’altro che semplice.

Una sfida praticamente già vinta, dopo il 2-0 del venerdì, e poi rimessa in discussione dal match-point sprecato sabato nel quinto set del doppio. Colpo sbagliato proprio da Fognini e Argentina tenuta in vita.

Perché se non ci complichiamo la vita, noi non ci divertiamo. Nel quarto incontro, tra ripetute sospensioni per la pioggia, Berlocq ha regolato Lorenzi apparecchiando la sfida per lo psicodramma perfetto. Quello andato oggi in scena oggi al Parque Sarmiento di Buenos Aires.

La partita – Barazzutti sceglie Fognini al posto di Seppi per sfidare Pella, maltrattato venerdì da Lorenzi ma evidentemente rivitalizzato dal successo di Berlocq, e l’avvio è più che preoccupante. In un amen 0-4 e primo set mollato in pratica senza giocare. Sugli spalti il remake 2.0 di quanto accadeva al Foro Italico negli anni ’80, quando il pubblico capitolino costringeva Jose Higueras al ritiro punendo lo spagnolo per aver avuto l’ardire di sfidare Adriano Panatta a Roma. Schiamazzi a
ogni prima palla sbagliata da Fognini, smash disturbati da urla. A fine partita Barazzutti parlerà anche di continui insulti a giocatori e staff. Non è bastato, sorry.

Anche il secondo set scivola via come il primo. Fognini sbaglia troppo e spreca il break del 3-1 con un passaggio a vuoto che gli costa 4 giochi di fila. Nel frattempo due racchette volano sulla terra rossa, un paio di miracoli di Pella in versione Nadal e sul 4-5 uno scazzo forte col giudice arbitro: “Chiamalo ’sto warning, una volta”. La panchina argentina canta in piedi, neanche fosse a Sanremo. Una veloce inquadratura sul nostro box ci regala lo sbadiglio di un nostro componente dello staff, cappellino FIT di ordinanza in bella vista. Non benissimo.

Il terzo set si risolve grazie al break ottenuto dall’Azzurro all’ottavo game, dopo sei occasioni sprecate, un’infinita serie ai vantaggi e nove minuti di gioco. Prime crepe nel volto e nel gioco dell’argentino, che va sotto 3-5 e per la prima volta perde fiducia. Si chiude 6-3, siamo ancora vivi.

Il break al terzo gioco del quarto set vale il pareggio e la corrida del quinto set. Fognini cambia ritmo, comanda gli scambi e guadagna campo e confidenza. Sul 3-1 contesta una chiamata del giudice di linea facendogli il segno del matto, sul 3-2 sbaglia uno smash col campo aperto disturbato dallo strillo proveniente dalla curva.

Temiamo il peggio e invece Fognini rimane con la testa nel match, fatica ma continua ad arrampicarsi su una partita che inizia ad assumere tonalità epiche. E’ 6-4 Italia, l’Azzurro torna in panchina sorridendo a 60 denti. A Barazzutti. Ai suoi. A Pella. A Maradona. A tutta Buenos Aires.

E’ il sorriso di chi sa che sette volte in carriera è resuscitato da 0-2 e sette volte ha vinto. E’ il sorriso di chi sa che Pella ha smarrito la magia e in Davis non ha mai giocato un quinto set. Il break Fognini lo sfiora in più occasioni e lo coglie al quinto game con un paio di traccianti che zittiscono tutta l’Argentina.

Sul 3-2 Pella ha una palla break, si rifugia in lob e sullo smash dell’Azzurro arriva un altro strillo dalle tribune. Stavolta Fognini piazza il colpo in campo e poi incenerisce per venti secondi la tribuna da cui è arrivato l’urlo “modalità Wimbledon”. E’ il segnale. C’è un solo uomo in campo, Pella è alle corde e sveste definitivamente i panni dell’eroe per caso.

Fognini chiude 6-2 una partita indimenticabile, è tutto suo il sigillo a un successo che l’Italia del tennis ricorderà a lungo.