Serie A, giocatori in quarantena e le ipotesi di ripresa

Le ipotesi per la ripartenza, allenamenti il 4 maggio e campionato a giugno, ma vanno risolti i problemi logistici e quello del ritorno degli stranieri dall'estero

Alcuni sport, come il basket, il rugby e il volley, hanno alzato bandiera bianca sulla stagione. Parleremo più approfonditamente del caso degli sport minori, legati a doppio filo agli incassi del botteghino e alla vendita di biglietti per la propria sopravvivenza e per questo impossibilitati a ipotizzare la ripresa della stagione a porte chiuse. Discorso opposto invece per il calcio di vertice, che non può interrompere il campionato proprio per non perdere gli introiti derivanti dai diritti televisivi. Un discorso che vale per l’Italia ma anche per altri paesi come la Germania nella quale le squadre hanno ricominciato ad allenarsi e per la Spagna che proverà in tutti i modi a salvare la Liga. Le ipotesi sulla ripartenza della serie A nelle ultime ore si sono fatte più forti e legate soprattutto alla fase 2, ma forse sarebbe più corretta definirla fase 3, nella quale ipoteticamente verranno allentate le limitazioni allo spostamento dei cittadini e sarà possibile riprendere gli allenamenti per le squadre professionistiche. Sicuramente la ripresa delle attività non avverrà prima di maggio e non soltanto perché il governo potrebbe prorogare per tutto aprile il divieto. C’è anche in ballo il ritorno dei giocatori stranieri che hanno lasciato l’Italia e che tornando dovranno essere sottoposti alla quarantena obbligatoria con l’isolamento di quattordici giorni. Se si ricominciasse con gli allenamenti il 4 maggio, sarebbe necessario il loro ritorno subito dopo Pasqua.

Giocatori serie A attualmente all’estero

Questa è la lista dei giocatori che dopo l’interruzione del campionato hanno lasciato l’Italia e che al momento del loro ritorno dovranno sottoporsi all’isolamento obbligatorio di due settimane.

Bologna Krejci
Cagliari Olsen
Genoa Schone, Eriksson, Ankersen, Lerager, Ichazo
Inter Handanovic, Godin, Brozovic, Moses, Lukaku
Juventus Szczesny, Khedira, Pjanic, Alex Sandro, Danilo, Douglas Costa, Rabiot, Higuain, Cristiano Ronaldo
Lazio Lulic, Lukaku, Proto
Parma Kukca, Kulusevski, Kurtic, Cornelius, Gervinho
Sampdoria Askildsen, Yoshida, Vieira
Spal Zukanovic

 

La Juve è la squadra con più giocatori all’estero, ma anche Inter, Genoa e Lazio ne hanno diversi. Ci sarà una grande attenzione alle condizioni sanitarie e alle precauzioni da prendere soprattutto nella prima fase della ripresa, con protocolli differenziati e percorsi sanitari diversi a seconda delle diverse condizioni. I risultati positivi verranno sottoposti a visite mediche particolarmente accurate per stabilire il loro grado di salute visto che ancora non è chiaro se il virus lasci conseguenze sul fisico di chi ne è colpito. Diverse le procedure per chi ha solo accusato sintomi e per chi non ne ha avuti. Al momento non tutte le società hanno ancora richiamato ufficialmente i propri tesserati.

Le date per la ripresa

Le ipotesi più probabili sono la possibile ripresa degli allenamenti nella settimana del 4 maggio e la ripartenza nel weekend del 7 giugno anche se alcuni ottimisti si sono spinti a ipotizzare la data del 31 maggio. Con la Fifa che ha dato il via libera alla possibilità di prolungare i contratti oltre il 30 giugno, di sicuro ogni calendario per la ripartenza verrà impostato alla massima cautela e quindi è difficile pensare che il campionato possa ricominciare entro la fine di maggio e probabilmente anche metà giugno è una data troppo ravvicinata. Inoltre un problema che andrà affrontato è anche quello logistico. Se non ci saranno ulteriori evoluzioni, la serie A proverà a ripartire in un’Italia praticamente divisa in due dal punto di vista delle condizioni sanitarie. In regioni come Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, difficilmente anche all’inizio dell’estate un prefetto si prenderà la responsabilità di autorizzare lo svolgimento di una partita anche se dovesse svolgersi a porte chiuse. Parliamo di Juventus, Torino, Milan, Inter, Brescia, Atalanta, Spal, Bologna, Sassuolo, Parma, dieci società, ovvero la metà esatta di quelle che compongono la serie A. L’ipotesi di disputare numerose partite in campo neutro in zone del paese meno a rischio è già stata presa in considerazione in alcuni ambienti ma ritenuta irricevibile da diverse società. E’ tuttavia uno scenario da prendere in considerazione visto che il fattore campo, con il pubblico escluso, viene obiettivamente annullato e quindi non farebbe molta differenza giocare in una città piuttosto che in un’altra. Uno dei tanti nodi da sciogliere in vista di una ripresa che rimane comunque in salita.