
Fino a venerdì le società di calcio professionistiche e l’Aic guidata da Damiano Tommasi si sono confrontate, per meglio dire scontrate, sull’ipotesi di taglio degli stipendi ai giocatori durante il periodo di quarantena. I club vorrebbero una sospensione o un taglio per quattro mesi, l’associazione calciatori non vuole andare oltre un mese, il quadro generale prevede la volontà di completare la stagione soprattutto per non rischiare di perdere la quota di maggio dei diritti televisivi su cui si basa grande parte della serie A. Tanto che sono venute a galla notizie estreme, come la possibilità di mettere in quarantena, in un ritiro che durerebbe dalla rirpesa fino alla fine del campionato, squadre, arbitri e addetti ai lavori. Nessun contatto esterno, nemmeno con le famiglie, per centinaia di persone. Difficilmente fattibile. Ma ecco nel dettaglio quanto le società della serie A spendono nel 2019-20 di stipendi per i loro giocatori, dal budget più alto a quello più basso.
Monte ingaggi serie A 2019-20
| Squadra | Monte ingaggi (milioni di euro) |
| Juventus | 283 |
| Roma | 125 |
| Inter | 113 |
| Milan | 106 |
| Napoli | 99 |
| Lazio | 68 |
| Torino | 50 |
| Fiorentina | 47 |
| Cagliari | 43 |
| Bologna | 39 |
| Genoa | 37 |
| Sampdoria | 35 |
| Atalanta | 34 |
| Lecce | 33 |
| Sassuolo | 31 |
| Parma | 27 |
| Spal | 27 |
| Udinese | 21 |
| Verona | 21 |
| Brescia | 17 |
Di base è interessante notare che il monte ingaggi stipendi complessivo, cioè la somma composta dagli stipendi delle 20 squadre di serie A, è sempre andato in crescita nelle ultime tre stagioni. Nel 2017-18 era di 955 milioni, nel 2018-19 è salito a 1129 milioni, nel 2019-20 è di 1256 milioni. E’ cresciuto perciò del 30% netto in tre anni in corrispondenza del contratto triennale dei diritti televisivi 2018-21 ed è questo il motivo principale per il quale si cercherà in tutti i modi di concludere la stagione. Senza quegli introiti, semplicemente, le società non saprebbero come pagare gli stipendi. Non volendo entrare in questioni legali che probabilmente non verranno evitate e che è difficile dirimere (non è noto se esistano clausole che regolamentino la materia contrattuale in caso di sospensione della stagione per cause di forza maggiore come la pandemia e di conseguenza se si possano non pagare gli stipendi a professionisti che non stanno svolgendo il proprio lavoro per motivi non dipendenti dalla propria volontà), è evidente come un taglio percentuale degli ingaggi dei giocatori abbia percentualmente un impatto più elevato per le squadre che spendono di più, ce ne sono quattro oltre il tetto dei 100 milioni e il Napoli è a ridosso, e che la Juve ha più necessità delle altre di sistemare la situazione e non a caso si è mossa prima e per prima ha trovato un accordo con i suoi tesserati. Non casualmente negli ultimi giorni è rimbalzata dalla Spagna la notizia, non necessariamente attendibile, che a causa dei problemi finanziari dei bianconeri il prossimo anno Cristiano Ronaldo potrebbe tornare al Real Madrid. Anche se le squadre della Liga, con il Barcellona in testa, si troveranno di fronte a problemi analoghi. Ma mentre il Milan è stato l’unica squadra in questa stagione a ridurre significativamente il budget per gli stipendi (-34 milioni rispetto al 2018-19), ci sono squadre come la Fiorentina e il Cagliari che hanno incrementato questa voce (i viola sono passati da 37 a 47 milioni, i sardi da 29 a 43) e potrebbero avere più problemi a gestire questo momento, così come la Roma che ha il secondo monte ingaggi della serie A, passando da 100 a 125 la scorsa estate, e che senza la transazione tra Pallotta e Friedkin rischia di non riuscire a fare quadrare i conti.






