
Calcio Juventus appagamento dietro l’angolo? Non si direbbe…
Se qualcuno, dribblando De Coubertein, ha dichiarato che “l’importante non è vincere ma ritirare il premio” e invece nessuno ha mai pensato di affermare che “l’importante è confermarsi ad alti livelli” un motivo ci deve pur essere. E cioè che l’incubo dell’atleta di ogni disciplina è quello di alzare, almeno una volta nella sua vita, un trofeo.
Non a caso grandi campioni si sono decisi a cambiare casacca pur di essere messi nelle condizioni di vincere mentre quasi nessuno ha scelto di cambiare aria per ritrovare nuove motivazioni dopo aver vinto.
Perché se è vero che l’appetito vien mangiando è anche vero che la quasi esclusiva preoccupazione di un’atleta è quella di addentare il primo boccone, di entrare nella storia, di incidere un pezzettino di albo d’oro.
Calcio Juventus appagamento dietro l’angolo? Non si direbbe…
Anche perché la digestione del boccone è spesso meno semplice di quanto sembri e tra gli effetti collaterali può indurre sonnolenza, irritazioni e stati di ipertensione.
Meglio quindi decidersi a consultare un medico perché chi vince, da che mondo e mondo, è condannato a rivincere: per inerzia, per tradizione, per abitudine, perché lo impone la stampa e lo chiedono i tifosi, cui basta veramente poco per entrare nel club degli snob.
Calcio Juventus appagamento dietro l’angolo? Non si direbbe…
Fa eccezione la Juventus, ancora a oggi capolista solitaria in campionato pure se infastidita recentemente da qualche turbolenza di troppo, a fronte delle quattro sconfitte che al termine del girone di andata hanno permesso alla Roma di rimanere alle costole dei bianconeri.
Quando si eredita una stagione vincente, quando cioè la consapevolezza nei propri mezzi può rasentare la presunzione, gli equilibri interni si fanno più delicati perché, come disse Michael Jordan, “Il successo ri-trasforma il noi in me”. Parole di uno che ha vinto sei anelli NBA con i Chicago Bulls.
Tutta l’Italia non Juventina attende vanamente da cinque anni che le zebre rallentino, facendo riferimento alla legge dei grandi numeri e alla speranza che qualche sottile forma di egoismo possa essersi inoculata a Vinovo.
Calcio Juventus appagamento dietro l’angolo? Non si direbbe…
Sulla presenza in campo di Dybala, Higuain, Mandzukic dal primo minuto della partita con la Lazio, qualche malelingua ha trovato il modo di spettegolare. Si è trattato di un modo per stemperare le tensioni dello spogliatoio evitando la panchina a un big (e tra questi Pjanic)? Difficile da dirsi perché poi il campo ha dato ragione ad Allegri ma certamente il pericolo che dopo tanti anni di trofei alzati qualcosa nello spogliatoio si incrini è più alto.
Nel 2002, dopo aver completato il triplete con la Virtus Bologna, Ettore Messina dichiarò al Guerin Sportivo. “Il limite che in un giocatore separa la fiducia dalla superficialità è sottile, per le mie capacità quasi impossibile da classificare. Ogni atteggiamente va analizzato singolarmente, alcune volte l’ostentazione di sicurezza nasconde un’insicurezza di fondo. Quanto alla società, è fondamentale che sia equilibrata ma forte.
In una parola che si dimostri coerente, anche con fermezza se necessario nel ribadire la propria identità, giusta o sbagliata che sia. Ripetersi è più difficile che vincere, perché non si ha la percezione dell’incremento del valore dell’avversario, che contro i campioni giocherà al massimo e senza pressione. E il paradosso è che quel cambio di atteggiamento l’hai provocato tu, vincendo”.
Calcio Juventus appagamento dietro l’angolo? Non si direbbe…
Negli sport individuali, invece, riuscire a ripetersi a grandissimo livello è legato alla capacità dell’atleta stesso di gestire il successo, di rimettersi in discussione, di sopportare la pressione esterna e la competizione degli avversari.
Tutto da solo, al massimo con un trainer personale ma senza l’ausilio di allenatori, staff tecnico e compagni di squadra con cui ripartire le responsabilità dell’eventuale fallimento.
La storia dello sport è piena di esempi di talenti inarrivabili consumatisi nell’arco di una serata così come di campioni incredibilmente abili a ripetersi nel corso degli anni.
I più eclatanti?
– Bjorn Borg, tennista. Vincitore di Wimbledon 5 volte consecutive, dal 1976 al 1980, nonostante il suo gioco fosse giudicato inadatto all’erba. Ma lo svedese dominava gli avversari prima con la testa e poi con la racchetta. I suoi problemi semmai sono iniziati dopo il precoce ritiro, a 26 anni.
– Emanuel Fangio, pilota. Si è aggiudicato per quattro anni di seguito il campionato del mondo, dal 1954 al 1957: il suo nome può essere accostato solo a quelli di Senna e Schumacher, altrimenti si sconfina nel sacrilegio.
– Joe Di Maggio, baseball. Nel 1941 realizzò atterrò a casa base per 56 partite consecutive. Poi conobbe Marylin…
– Sergei Bubka, saltatore con l’asta. Una macchina, tra gli altri titoli si distinguono i sei campionati del mondo (’83, ’87, ’91, ’93, ’95, ’97). Asta la victoria, siempre!
– Miguel Indurain, ciclista. Si è aggiudicato il Tour per 5 volte consecutive, l’ultima nel 1995. Anche Mercks e Hinault vantano 5 successi ma non uno dietro l’altro.
– Cassius Clay, pugile e leggenda. Rimase campione del mondo dei massimi per 7 anni filati, vincendo 20 incontri consecutivi.
– Teofilo Stevenson, pugile. In quanto cubano non passò mai professionista ma asfaltò di fatto tutti i malcapitati avversari dei Giochi Olimpici del 1972, 1976 e 1980.
– Rocky Marciano, pugile. La sua carriera conta 49 vittorie e 0 sconfitte con 43 conclusioni prima del limite. Poi un incidente aereo nell’agosto 1969 lo mise vigliaccamente ko.
– Abebe Bikila, maratoneta. L’unico ad affermarsi in due maratone olimpiche consecutive, nei Giochi del 1960 e del 1964.
– Mark Spitz, nuotatore. Nel corso della sua carriera ha stabilito 23 record mondiali e 35 statunitensi portando a casa anche la bellezza di 7 medaglie d’oro ai Mondiali.
– Edwin Moses, 400 ostacoli. Credeteci o no, è rimasto imbattuto per la bellezza di 122 corse e per un periodo che va dal 1977 al 1987. L’unico ostacolo che non riuscì a superare fu il boicottaggio americano alle Olimpiadi di Mosca nel 1980. Si rifece vincendo quelle del 1976 e del 1984.
– Usain Bolt. Il campione mondiale in carica è l’unico atleta nella storia ad avere vinto la medaglia d’oro nei 100 metri, nei 200 e nella staffetta 4×100 in tre Olimpiadi consecutive (2008, 2012 e 2016).
– Michael Phelps. Lo squalo di Baltimora è il primo nuotatore ad aver vinto in quattro Olimpiadi la stessa disciplina individuale. Ha raggiunto questo obiettivo a Rio con la vittoria sui 200 misti e delle staffette 4×200 stile libero e 4×100 mista.









