1984, Roma-Liverpool all’Olimpico: da che parte stai?

Roma-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni del 1984, compie trentasei anni e un giorno. Luca Pisanu la ricorda celebrando un decennio indimenticabile non solo per il calcio ma anche per la musica

Come si sa Roma-Liverpool finale di Coppacampioni tuttoattaccato del 1984 non si è mai giocata, lo ben spiegò Enrico Lazzaretti, in arte Chicco, in una leggendaria puntata de I ragazzi della terza C. Ma se si fosse giocata, si sarebbe giocata il 30 maggio 1984, ventisei anni e un giorno fa esatti. Avremmo potuto pubblicare questo articolo ieri, ma sarebbe stato troppo netto, troppo preciso, per utilizzare un termine caro alle compagnie di assicurazioni che non vogliono pagare i loro clienti quando gli incendi ai loro locali sono sinistramente simili a maldestri tentativi di incassare un risarcimento fittizio. Dunque perciò Roma-Liverpool non può essere spiegata né da un romanista né da un tifoso dei Reds perché nessuno dei due sarebbe equidistante. Quella partita e quella finale non furono solo una partita e una finale, ma anche uno spaccato (monte) e una fotografia sui favolosi anni Ottanta che regalarono non solo grande calcio ma anche grande musica, grande arte e (un po’ meno) grande moda. Per questo Luca Pisanu abbandona momentaneamente la bici per regalarci questo capolavoro nel quale compare un’impressionante serie di citazioni che la maggior parte di voi sarà in grado di riconoscere con un gruppo in gola e una lacrima sul viso. Roma-Liverpool non si è mai giocata. Ma se si fosse giocata, sarebbe andata così.

Roma-Liverpool, da che parte stai?

di Luca Pisanu

GIULIA, o mia cara, Roma o Liverpool? “WHOSE SIDE ARE YOU ON?” chiedeva Matt Bianco nel 1984. Da che parte stai? La Roma arriva alla finale in casa contro ogni probabilità, AGAINST ALL ODDS, dopo l’andata della semifinale contro il Dundee United e sa che contro i Reds di JOE “TEMERARIO” Fagan non sarà facile e, per dirla con Albano Ariccia e Romina, CI SARA’ da soffrire. Gli inglesi sono abituati a questo tipo di partite e verranno all’Olimpico in totale RELAX perché si sa, i REDS come le loro GIRLS JUST WANNA HAVE FUN. Ma i giallorossi d’altro canto non vogliono certo passare per VICTIMS sacrificali. TWO TRIBES e modi diametralmente opposti di vedere il calcio si affrontano JUST FOR TONIGHT in quella che sarà appunto “THE NIGHT”. VOICES di corridoio parlano di un Falcao che sta pagando CARA la tensione per una gara che richiede invece notevoli dosi di SELF-CONTROL. Le CARELESS WHISPERS dei giocatori del Liverpool invece SOUND LIKE A MELODY negli spogliatoi dell’Olimpico. In città la partita è sentitissima anche perché una vittoria ti farebbe festeggiare ALL NIGHT LONG e rimanere FOREVER YOUNG, in pratica tredicenne a vita. Lo stadio è ovviamente stracolmo, THE REFLEX del Tevere è giallorosso. Tifosi che TIME AFTER TIME prendono posto sugli spalti, è arrivata addirittura PEOPLE FROM IBIZA che però trova troppo alto il prezzo imposto per un biglietto di curva sud:
“NO TENGO DINERO!” gridano al bagarino che replica “NON VOGLIO MICA LA LUNA!”.

Inizia finalmente la partita e per una coppa si sta sotto una cappa di CIGARETTES AND COFFEE Borghetti. Istantanee indelebili da FOTOROMANZA i visi dei calciatori.
Dopo il vantaggio firmato Phil Neal, SMALLTOWN BOY e capitano dei Reds, PER UNA BAMBOLA della difesa (e forse dell’arbitro…), per la Roma si mette male ma “MOVIN’ ON!” sprona il Barone Liedholm. Non andrebbe bene, WOULDN’T BE GOOD chiudere la prima frazione sotto di un gol e sul finire del primo tempo Pruzzo salta, JUMP!, più in alto di tutti e firma il pari di testa.

COME SI CAMBIA tra primo e secondo tempo? Forse servirebbe un po’ più di coraggio, giocare con più FREEDOM mentale per mettere la ciliegina su questi ANNI RUGGENTI della compagine capitolina ma non succede praticamente nulla, la WAR SONG che aveva devastato il Dundee United è una SERENATA di Toto Cutugno e, FATALITA’, si arriva ai rigori, decisi dalla sceneggiata di Grobbelar che SNEAKIN’ OUT THE BACK DOOR disorienta Conti e Graziani. Falcao non tira il rigore e Sebino Nela gli dice che “LIKE TO GET YOU KNOW YOU WELL cosi te menavo prima!”.
SUCH A SHAME! Sarà il Liverpool ad andarsi a giocare la coppa intercontinentale a Tokyo per diventare BIG IN JAPAN. ALL CRIED, OUT dall’Olimpico, EYES WITHOUT A FACE di FRIENDS che da oggi portano con sé lo status di SURVIVOR tornano mestamente a casa mentre Venditti riprende a cantare SAD SONGS al Circo Massimo. LET THE MUSIC PLAY, Antonello!

In questi momenti CI VORREBBE UN AMICO cui telefonare per dirgli “ti voglio bene”. A Liverpool sono invece DANCE HALL DAYS e qualcuno, con STATE OF THE NATION ben diverso, sicuramente l’avrà fatto… “I JUST CALLED TO SAY I LOVE YOU”. MAYBE ONE DAY la Roma raggiungerà la sua TERRA PROMESSA, per ora solo MIRAGGI. Ma Osso de Testaccio, ad un tifoso del Liverpool direbbe un qualcosa che va oltre i risultati, tendando di tradurre la cosa in inglese:
“La Roma è l’amore della gente comune, LOVE OF THE COMMON PEOPLE… è la proprietaria di un cuore solitario, OWNER OF A LONELY HEART… con lei non più ho notti solitarie, NO MORE LONELY NIGHT… è la mia vita, IT’S MY LIFE!”
Il FIORE DI MAGGIO è appassito con Greame Souness che solleva la coppa dalle grandi orecchie ma già da domani sarà LOVE RESURRECTION, Roma, perché YOUR LOVE IS KING. Però, ogni tanto, REGALAMI UN SORRISO…