Comparazione bonus scommesse
Avvenire: “Ogni italiano ha speso nel 2019 per il gioco d’azzardo 1.830 euro pro capite”. Ma il dato reale è 390 euro.
Situazione attuale, prospettive, notizie.
Questa sezione non è un mercato. Gli obiettivi primari sono: a) raccogliere informazioni attendibili sul tema raccolta del gioco sul territorio attraverso CTD/CED, PVR, corner, agenzie etc. etc. b) approfondire i temi più importanti, gli aspetti legali e regolamentari del settore.
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Ricordate che qui non si parla di online, ma solo di raccolta su territorio.
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Avvenire: “Ogni italiano ha speso nel 2019 per il gioco d’azzardo 1.830 euro pro capite”. Ma il dato reale è 390 euro.
Messaggioda advocatus » 15/02/2020 - 10:56
Avvenire: “Ogni italiano ha speso nel 2019 per il gioco d’azzardo 1.830 euro pro capite”. Ma il dato reale e corretto è invece di 390 euro
15/02/2020 08:52
Sul numero di oggi in edicola di Avvenire viene riportata una spesa media nel 2019 per il gioco d’azzardo di ogni italiano di 1.830 euro pro capite. Si tratta di un dato che comprende tutti gli oltre 60 milioni di italiani e basato sulla raccolta. Come più volte evidenziato da analisti e tecnici, i soldi veramente spesi dagli italiani al gioco non riguardano la raccolta ma la stessa meno le vincite. I soldi quindi veramente usciti dalle tasche degli italiani nel 2019 sono stati 19,3 miliardi e non oltre 110 miliardi come riportato da Avvenire, questo perché circa 90 miliardi sono tornati agli appassionati sotto forma di vincite. Questo fa sì che il dato reale di spesa media di ogni italiano per tentare la fortuna nel 2019 sia stata di 320 euro pro capite. Ma il dato va ulteriormente corretto, infatti Avvenire prende tutta la popolazione italiana, mentre ricordiamo che il gioco è vietato per Legge ai minori. I 19,3 miliardi di spesa reale dello scorso anno, quindi, vanno imputati vanno imputati alla popolazione maggiorenne e la spesa pro capite reale è di 390 euro. lp/AGIMEG
https://www.agimeg.it/datitalia/gioco-a ... e-raccolta
15/02/2020 08:52
Sul numero di oggi in edicola di Avvenire viene riportata una spesa media nel 2019 per il gioco d’azzardo di ogni italiano di 1.830 euro pro capite. Si tratta di un dato che comprende tutti gli oltre 60 milioni di italiani e basato sulla raccolta. Come più volte evidenziato da analisti e tecnici, i soldi veramente spesi dagli italiani al gioco non riguardano la raccolta ma la stessa meno le vincite. I soldi quindi veramente usciti dalle tasche degli italiani nel 2019 sono stati 19,3 miliardi e non oltre 110 miliardi come riportato da Avvenire, questo perché circa 90 miliardi sono tornati agli appassionati sotto forma di vincite. Questo fa sì che il dato reale di spesa media di ogni italiano per tentare la fortuna nel 2019 sia stata di 320 euro pro capite. Ma il dato va ulteriormente corretto, infatti Avvenire prende tutta la popolazione italiana, mentre ricordiamo che il gioco è vietato per Legge ai minori. I 19,3 miliardi di spesa reale dello scorso anno, quindi, vanno imputati vanno imputati alla popolazione maggiorenne e la spesa pro capite reale è di 390 euro. lp/AGIMEG
https://www.agimeg.it/datitalia/gioco-a ... e-raccolta
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Re: Avvenire: “Ogni italiano ha speso nel 2019 per il gioco d’azzardo 1.830 euro pro capite”. Ma il dato reale è 390 eur
Messaggioda Il Web » 15/02/2020 - 12:40
Avvenire non è nuovo a queste cose, è una posizione ideologica. E come tale si tenta di giustificarla anche a costo di non riportare dati esatti.
adess biciclett e vuvuzela ...
I miei articoli scritti per il nostro blog: https://www.infobetting.com/blog/author/ilweb/
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- scommettitore siracusano
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Re: Avvenire: “Ogni italiano ha speso nel 2019 per il gioco d’azzardo 1.830 euro pro capite”. Ma il dato reale è 390 eur
Messaggioda scommettitore siracusano » 16/02/2020 - 07:54
Per quanto mi riguarda, questi numeri, sia quelli di Avvenire (falsati) e sia quelli cosiddetti "reali", sono poco significativi.
Prendiamo, ad esempio, in esame questo documento dell'Istituto Superiore della Sanità:
https://www.quotidianosanita.it/allegat ... 259529.pdf
ISS, 18 ottobre 2018
Quanti sono i giocatori in Italia?
Gli adulti
Il 36,4% degli italiani (circa 18.450.000 persone) ha giocato d’azzardo almeno una volta nei 12 mesi
antecedenti l’intervista. Il gioco d’azzardo nell’ultimo anno ha interessato quasi un uomo su due
(43,7% pari a oltre 10.500.000 residenti) e una donna su tre (29,8% pari a 7.900.000 residenti). Si
gioca d’azzardo soprattutto tra i 40 e 64 anni. Si inizia a giocare soprattutto tra i 18 e i 25 anni
(51,8%) e tra i 26 e i 35 anni (18,4%), più raramente si inizia a giocare oltre i 46 anni (7,4%).
Considerando le diverse aree geografiche, la prevalenza di giocatori d’azzardo maggiore è nel
Centro, (42,7% vs 36,4% di media nazionale), seguono i residenti del Nord Ovest (39,3% vs 36,4%
di media nazionale), i residenti delle Isole (35,8% vs 36,4% vs 36,4% di media nazionale), i residenti
dell’area Sud (33,8% vs 36,4% di media nazionale) e infine i residenti del Nord Est (29,3% vs 36,4%
di media nazionale).
A cosa giocano gli italiani?
In generale, si gioca prevalentemente alle lotterie istantanee o in tempo reale (26,2%), al lotto o
lotterie a esito differito (12,8%), ai giochi numerici a totalizzatore (10,9%), alle slot machine (7,4%).
Il 4% dei giocatori pratica anche sia le scommesse sportive sia gli altri giochi a base sportiva,
mentre le VLT (Video Lottery Terminal) sono scelte dal 2,6 % dei giocatori.
Dove giocano gli italiani?
Si gioca soprattutto dal tabaccaio (82,6%), al bar (61,8%) nelle ricevitorie (26,9%), nelle sale
scommesse (12,5%) e nelle sale bingo (8,2%). Gli italiani scelgono il luogo dove giocare
preferibilmente perché vicino casa (47,3%), casualmente (31%), o perché ritenuto fortunato
(11,5%), seguono luoghi vicini al posto di lavoro (14,6%) e luoghi con disponibilità di altri servizi
(9,9%).
Quanti sono in Italia i giocatori problematici?
Il 26,5% (pari a circa 13.435.000) si è dedicata al gioco d’azzardo in modo “sociale”, con differenze
significative tra maschi e femmine (rispettivamente 30,2% vs 23,1%). I giocatori a basso rischio
sono il 4,1% (circa 2.000.000 di residenti) e i giocatori a rischio moderato sono il 2,8% (circa
1.400.000 residenti). I giocatori problematici sono il 3% (circa 1.500.000 residenti). Tra i giocatori
problematici la fascia di età 50 – 64 anni è la più rappresentata (35,5%).
Istituto Superiore di Sanità Pag. 2 a 4
Nelle diverse aree geografiche l’alta prevalenza di gioco d’azzardo non corrisponde all’alta
prevalenza di comportamento problematico. Infatti, considerando la distribuzione geografica si
osserva che si gioca di più nel Centro Italia anche se la prevalenza di giocatori problematici è molto
sotto la media (1,7% vs 3% di media nazionale); di contro nelle Isole dove la prevalenza di giocatori
è al di sotto della media nazionale (35,8% valore al di sotto della media nazionale 36,4%), la
prevalenza di giocatori problematici è del 5,8% maggiore della media nazionale del 3%. Nel Sud la
prevalenza di giocatori è 33,8% (sotto la media nazionale del 36,4%) e la prevalenza di giocatori
problematici è 4,6% contro il 3% di media nazionale. La prevalenza di giocatori nel Nord Ovest è
39,3% (sopra la media nazionale 36,4%) e la prevalenza di giocatori problematici è il 3%, in linea
con la media nazionale. Infine, la prevalenza di giocatori nel Nord Est è 29,3% (al di sotto della
media nazionale 36,4%) e la prevalenza di giocatori problematici è 0,8% nettamente al di sotto
della media nazionale del 3%.
Gli stili di vita e il giocatore problematico
L’indagine ISS riscontra l’associazione positiva tra comportamento problematico e comportamenti
eccessivi negli stili di vita che suggerisce la “vulnerabilità” di alcuni individui. Infatti, tra i giocatori
d’azzardo problematici rispetto ai giocatori sociali è maggiore la percentuale di chi fuma (fumatori
occasionali o abituali 44,5% vs 31,7%). Inoltre, tra i giocatori problematici sono maggiori le
percentuali del consumo di alcolici 4 o più volte a settimana, in particolare di birra (9,7% vs 4,3%)
ready to drink (1,9% vs 0,3%), aperitivi (4.9% vs 0.9%) e superalcolici (5.4% vs 0.6%) rispetto ai
giocatori sociali. Infine, sembra caratterizzare maggiormente il giocatore problematico, il
fenomeno del binge drinking (3,8% vs 0,2%) e il consumo di sostanze stupefacenti (10,6% vs 2,3%;
consumo negli ultimi 12 mesi)
A cosa giocano i giocatori problematici?
Il comportamento problematico di gioco si associa all’uso di Slot e VLT. Considerando l’arco
temporale degli ultimi 12 mesi, la percentuale dei giocatori problematici che giocano alle slotmachine (51,9%), alle VLT (33,6%) e alle scommesse virtuali (11,7%) è nettamente superiore
rispetto alle percentuali osservate nel gruppo di giocatori sociali (slot-machine 11,9%; VLT 2,5%;
scommesse virtuali 0,6%). Le lotterie istantanee risultano l’unica categoria di giochi con
percentuale più alta tra i giocatori sociali rispetto ai giocatori problematici (71.2% vs 68.4%).
Inoltre, considerando l’indicatore per la frequenza di gioco “almeno una volta a settimana”, si
osserva che i giocatori problematici giocano di più alle slot machine rispetto ai giocatori sociali
(28,8% vs 1,8%), alle VLT (17,9% vs 0,3%), alle lotterie istantanee (45,9% vs 26,6%) e alle lotterie a
esito differito (27,8% vs 10,8%).
Istituto Superiore di Sanità Pag. 3 a 4
Dove giocano i giocatori problematici e con quali motivazioni?
Se i giocatori problematici e i giocatori sociali frequentano con le stesse percentuali i tabaccai (83%
circa), si osservano differenze nelle percentuali rispetto a bar (70,6% vs 58,4%), altra ricevitoria
(47,4% vs 20,9%), sale scommesse (27,6% vs 7,3%), sale bingo (17% vs 5,6) e sale VLT (15,8% vs
0,5%). I dati dell’indagine mostrano che il giocatore problematico predilige i luoghi lontani da casa
(11,3% vs 2,5%) e dal lavoro (2,3% 0,8%), quelli che garantiscono la maggior privacy (10,7% vs
1,5%), con un’area fumatori (8,7% vs 1%), o in base al pay out (0,8% vs 0,1%). D’altro canto, i
giocatori sociali scelgono più spesso i luoghi vicino casa (49,2% vs 37,5%) o vicino al lavoro (14,9%
vs 9,6%), con disponibilità di altri servizi (10,5% vs 6,6%) e più spesso scelgono casualmente il
luogo di gioco (33,2% vs 19,3%).
Pubblicità
Solo il 19,3% dei giocatori che dichiarano di aver notato la pubblicità di un gioco d’azzardo ha
scelto di giocare in base alla pubblicità vista o sentita, l’80,7% dichiara di non aver scelto di giocare
in base alla pubblicità. I giocatori problematici scelgono più spesso (30%) dei giocatori sociali
(14,5%) di giocare sulla base della pubblicità vista o sentita.
Gioco legale vs gioco illegale
Le risposte dei giocatori hanno consentito di individuare un gruppo di soggetti che hanno
dichiarato di aver giocato negli ultimi 12 mesi antecedenti la ricerca anche presso aziende illegali.
Nella popolazione adulta si osserva che nella pratica del gioco fisico tra i giocatori problematici la
percentuale di chi ha praticato anche gioco illegale è doppia (5,1%) rispetto ai giocatori sociali
(2,7%). Nella pratica del gioco on line tale percentuale è tre volte maggiore (12,8% giocatori
problematici vs 4,8% giocatori sociali). Si evidenzia che un’alta percentuale di rispondenti ha
dichiarato di giocare presso aziende diverse da quelle indicate nel questionario.
Aspetti economici È interessante osservare che il giocatore problematico ha ottenuto la cessione
del quinto sullo stipendio (5,8%), prestiti da parenti e/o amici (27,7%), da società finanziarie
(11,1%) o da privati (14,2%) in percentuale maggiore rispetto agli altri cluster di giocatori e tale
situazione si manifesta con percentuali crescenti all’aumentare della gravità del comportamento di
gioco.
*******
Ora facciamo qualche considerazione:
Anche con una prima semplificazione, dividiamo 19,3 miliardi di spesa per 18.450.000 milioni di persone che abbiano giocato almeno una volta in un anno (poco influisce se nel 2019 o nel 2017 o 2018):
Otteniamo: 1046, 07 euro a giocatore in un anno; e già non è una cifra trascurabile, ma dopo dobbiamo tener conto sia del fatto che molti di solo giocano raramente e sia del fatto che ci sono delle grandissime vincite, tipo super enalotto, cinquine e quaderne al lotto, etc. che influiranno sulla media REALE dei giocatori.
Per cui, un giocatore medio abituale, penso che spenderà almeno 2000,00 euro l'anno; che nei giocatori di SLOT e VLT aumenterà in modo consistente. Cifre che costoro potrebbero benissimo risparmiare
Per la cronaca, personalmente, ho giocato per la prima volta (in un gioco gestito dallo Stato) solo dopo i 33 anni e al totocalcio, e dopo i 35 anni al lotto, ma per brevi periodi, quando conveniva. Poi ho giocato dal 2000 al betting.
Per il resto, ho sempre considerato e considero gli altri giochi gestiti dallo stato, ad iniziare dalle SLOT, VLT, LOTTO attuale, 10 e Lotto, Gratta e Vinci, scommesse virtuali, etc., LA TASSA SUGLI IMBECILLI, o meglio delle persone che non sanno calcolare le probabilità e la convenienza delle scommesse.
Prendiamo, ad esempio, in esame questo documento dell'Istituto Superiore della Sanità:
https://www.quotidianosanita.it/allegat ... 259529.pdf
ISS, 18 ottobre 2018
Quanti sono i giocatori in Italia?
Gli adulti
Il 36,4% degli italiani (circa 18.450.000 persone) ha giocato d’azzardo almeno una volta nei 12 mesi
antecedenti l’intervista. Il gioco d’azzardo nell’ultimo anno ha interessato quasi un uomo su due
(43,7% pari a oltre 10.500.000 residenti) e una donna su tre (29,8% pari a 7.900.000 residenti). Si
gioca d’azzardo soprattutto tra i 40 e 64 anni. Si inizia a giocare soprattutto tra i 18 e i 25 anni
(51,8%) e tra i 26 e i 35 anni (18,4%), più raramente si inizia a giocare oltre i 46 anni (7,4%).
Considerando le diverse aree geografiche, la prevalenza di giocatori d’azzardo maggiore è nel
Centro, (42,7% vs 36,4% di media nazionale), seguono i residenti del Nord Ovest (39,3% vs 36,4%
di media nazionale), i residenti delle Isole (35,8% vs 36,4% vs 36,4% di media nazionale), i residenti
dell’area Sud (33,8% vs 36,4% di media nazionale) e infine i residenti del Nord Est (29,3% vs 36,4%
di media nazionale).
A cosa giocano gli italiani?
In generale, si gioca prevalentemente alle lotterie istantanee o in tempo reale (26,2%), al lotto o
lotterie a esito differito (12,8%), ai giochi numerici a totalizzatore (10,9%), alle slot machine (7,4%).
Il 4% dei giocatori pratica anche sia le scommesse sportive sia gli altri giochi a base sportiva,
mentre le VLT (Video Lottery Terminal) sono scelte dal 2,6 % dei giocatori.
Dove giocano gli italiani?
Si gioca soprattutto dal tabaccaio (82,6%), al bar (61,8%) nelle ricevitorie (26,9%), nelle sale
scommesse (12,5%) e nelle sale bingo (8,2%). Gli italiani scelgono il luogo dove giocare
preferibilmente perché vicino casa (47,3%), casualmente (31%), o perché ritenuto fortunato
(11,5%), seguono luoghi vicini al posto di lavoro (14,6%) e luoghi con disponibilità di altri servizi
(9,9%).
Quanti sono in Italia i giocatori problematici?
Il 26,5% (pari a circa 13.435.000) si è dedicata al gioco d’azzardo in modo “sociale”, con differenze
significative tra maschi e femmine (rispettivamente 30,2% vs 23,1%). I giocatori a basso rischio
sono il 4,1% (circa 2.000.000 di residenti) e i giocatori a rischio moderato sono il 2,8% (circa
1.400.000 residenti). I giocatori problematici sono il 3% (circa 1.500.000 residenti). Tra i giocatori
problematici la fascia di età 50 – 64 anni è la più rappresentata (35,5%).
Istituto Superiore di Sanità Pag. 2 a 4
Nelle diverse aree geografiche l’alta prevalenza di gioco d’azzardo non corrisponde all’alta
prevalenza di comportamento problematico. Infatti, considerando la distribuzione geografica si
osserva che si gioca di più nel Centro Italia anche se la prevalenza di giocatori problematici è molto
sotto la media (1,7% vs 3% di media nazionale); di contro nelle Isole dove la prevalenza di giocatori
è al di sotto della media nazionale (35,8% valore al di sotto della media nazionale 36,4%), la
prevalenza di giocatori problematici è del 5,8% maggiore della media nazionale del 3%. Nel Sud la
prevalenza di giocatori è 33,8% (sotto la media nazionale del 36,4%) e la prevalenza di giocatori
problematici è 4,6% contro il 3% di media nazionale. La prevalenza di giocatori nel Nord Ovest è
39,3% (sopra la media nazionale 36,4%) e la prevalenza di giocatori problematici è il 3%, in linea
con la media nazionale. Infine, la prevalenza di giocatori nel Nord Est è 29,3% (al di sotto della
media nazionale 36,4%) e la prevalenza di giocatori problematici è 0,8% nettamente al di sotto
della media nazionale del 3%.
Gli stili di vita e il giocatore problematico
L’indagine ISS riscontra l’associazione positiva tra comportamento problematico e comportamenti
eccessivi negli stili di vita che suggerisce la “vulnerabilità” di alcuni individui. Infatti, tra i giocatori
d’azzardo problematici rispetto ai giocatori sociali è maggiore la percentuale di chi fuma (fumatori
occasionali o abituali 44,5% vs 31,7%). Inoltre, tra i giocatori problematici sono maggiori le
percentuali del consumo di alcolici 4 o più volte a settimana, in particolare di birra (9,7% vs 4,3%)
ready to drink (1,9% vs 0,3%), aperitivi (4.9% vs 0.9%) e superalcolici (5.4% vs 0.6%) rispetto ai
giocatori sociali. Infine, sembra caratterizzare maggiormente il giocatore problematico, il
fenomeno del binge drinking (3,8% vs 0,2%) e il consumo di sostanze stupefacenti (10,6% vs 2,3%;
consumo negli ultimi 12 mesi)
A cosa giocano i giocatori problematici?
Il comportamento problematico di gioco si associa all’uso di Slot e VLT. Considerando l’arco
temporale degli ultimi 12 mesi, la percentuale dei giocatori problematici che giocano alle slotmachine (51,9%), alle VLT (33,6%) e alle scommesse virtuali (11,7%) è nettamente superiore
rispetto alle percentuali osservate nel gruppo di giocatori sociali (slot-machine 11,9%; VLT 2,5%;
scommesse virtuali 0,6%). Le lotterie istantanee risultano l’unica categoria di giochi con
percentuale più alta tra i giocatori sociali rispetto ai giocatori problematici (71.2% vs 68.4%).
Inoltre, considerando l’indicatore per la frequenza di gioco “almeno una volta a settimana”, si
osserva che i giocatori problematici giocano di più alle slot machine rispetto ai giocatori sociali
(28,8% vs 1,8%), alle VLT (17,9% vs 0,3%), alle lotterie istantanee (45,9% vs 26,6%) e alle lotterie a
esito differito (27,8% vs 10,8%).
Istituto Superiore di Sanità Pag. 3 a 4
Dove giocano i giocatori problematici e con quali motivazioni?
Se i giocatori problematici e i giocatori sociali frequentano con le stesse percentuali i tabaccai (83%
circa), si osservano differenze nelle percentuali rispetto a bar (70,6% vs 58,4%), altra ricevitoria
(47,4% vs 20,9%), sale scommesse (27,6% vs 7,3%), sale bingo (17% vs 5,6) e sale VLT (15,8% vs
0,5%). I dati dell’indagine mostrano che il giocatore problematico predilige i luoghi lontani da casa
(11,3% vs 2,5%) e dal lavoro (2,3% 0,8%), quelli che garantiscono la maggior privacy (10,7% vs
1,5%), con un’area fumatori (8,7% vs 1%), o in base al pay out (0,8% vs 0,1%). D’altro canto, i
giocatori sociali scelgono più spesso i luoghi vicino casa (49,2% vs 37,5%) o vicino al lavoro (14,9%
vs 9,6%), con disponibilità di altri servizi (10,5% vs 6,6%) e più spesso scelgono casualmente il
luogo di gioco (33,2% vs 19,3%).
Pubblicità
Solo il 19,3% dei giocatori che dichiarano di aver notato la pubblicità di un gioco d’azzardo ha
scelto di giocare in base alla pubblicità vista o sentita, l’80,7% dichiara di non aver scelto di giocare
in base alla pubblicità. I giocatori problematici scelgono più spesso (30%) dei giocatori sociali
(14,5%) di giocare sulla base della pubblicità vista o sentita.
Gioco legale vs gioco illegale
Le risposte dei giocatori hanno consentito di individuare un gruppo di soggetti che hanno
dichiarato di aver giocato negli ultimi 12 mesi antecedenti la ricerca anche presso aziende illegali.
Nella popolazione adulta si osserva che nella pratica del gioco fisico tra i giocatori problematici la
percentuale di chi ha praticato anche gioco illegale è doppia (5,1%) rispetto ai giocatori sociali
(2,7%). Nella pratica del gioco on line tale percentuale è tre volte maggiore (12,8% giocatori
problematici vs 4,8% giocatori sociali). Si evidenzia che un’alta percentuale di rispondenti ha
dichiarato di giocare presso aziende diverse da quelle indicate nel questionario.
Aspetti economici È interessante osservare che il giocatore problematico ha ottenuto la cessione
del quinto sullo stipendio (5,8%), prestiti da parenti e/o amici (27,7%), da società finanziarie
(11,1%) o da privati (14,2%) in percentuale maggiore rispetto agli altri cluster di giocatori e tale
situazione si manifesta con percentuali crescenti all’aumentare della gravità del comportamento di
gioco.
*******
Ora facciamo qualche considerazione:
Anche con una prima semplificazione, dividiamo 19,3 miliardi di spesa per 18.450.000 milioni di persone che abbiano giocato almeno una volta in un anno (poco influisce se nel 2019 o nel 2017 o 2018):
Otteniamo: 1046, 07 euro a giocatore in un anno; e già non è una cifra trascurabile, ma dopo dobbiamo tener conto sia del fatto che molti di solo giocano raramente e sia del fatto che ci sono delle grandissime vincite, tipo super enalotto, cinquine e quaderne al lotto, etc. che influiranno sulla media REALE dei giocatori.
Per cui, un giocatore medio abituale, penso che spenderà almeno 2000,00 euro l'anno; che nei giocatori di SLOT e VLT aumenterà in modo consistente. Cifre che costoro potrebbero benissimo risparmiare
Per la cronaca, personalmente, ho giocato per la prima volta (in un gioco gestito dallo Stato) solo dopo i 33 anni e al totocalcio, e dopo i 35 anni al lotto, ma per brevi periodi, quando conveniva. Poi ho giocato dal 2000 al betting.
Per il resto, ho sempre considerato e considero gli altri giochi gestiti dallo stato, ad iniziare dalle SLOT, VLT, LOTTO attuale, 10 e Lotto, Gratta e Vinci, scommesse virtuali, etc., LA TASSA SUGLI IMBECILLI, o meglio delle persone che non sanno calcolare le probabilità e la convenienza delle scommesse.
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Re: Avvenire: “Ogni italiano ha speso nel 2019 per il gioco d’azzardo 1.830 euro pro capite”. Ma il dato reale è 390 eur
Messaggioda scommettitore siracusano » 16/02/2020 - 08:01
A parte qualche errore di battitura nel commento precedente, le mie considerazioni nascono dal fatto che ho fatto il gestore di ricevitorie totocalcio e lotto prima; e gestore di agenzie ippiche e sportive dopo, e mi sono fatto una idea realistica di quanto spende un giocatore abituale.
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Re: Avvenire: “Ogni italiano ha speso nel 2019 per il gioco d’azzardo 1.830 euro pro capite”. Ma il dato reale è 390 eur
Messaggioda Il Web » 16/02/2020 - 17:07
Però qui non credo che si debba discutere sul fatto che scommettere in modo non professionale (quindi sistematicamente in svantaggio matematico) sia conveniente o meno dal punto di vista finanziario.
La gente, a parte la piccola quota di ludopatici, gioca per divertimento. E spende.
Ci sono cose che alcune persone pagano per poter fare che altre non farebbero nemmeno essendo pagate. Ognuno si diverte come gli pare.
Il gioco legale andrebbe tutelato così come tutte le persone che operano nella legalità. La prima distinzione da fare è questa.
La ludopatia è un fenomeno da contenere in modo intelligente senza demonizzare tutto il comparto.
La gente, a parte la piccola quota di ludopatici, gioca per divertimento. E spende.
Ci sono cose che alcune persone pagano per poter fare che altre non farebbero nemmeno essendo pagate. Ognuno si diverte come gli pare.
Il gioco legale andrebbe tutelato così come tutte le persone che operano nella legalità. La prima distinzione da fare è questa.
La ludopatia è un fenomeno da contenere in modo intelligente senza demonizzare tutto il comparto.
adess biciclett e vuvuzela ...
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- scommettitore siracusano
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Re: Avvenire: “Ogni italiano ha speso nel 2019 per il gioco d’azzardo 1.830 euro pro capite”. Ma il dato reale è 390 eur
Messaggioda scommettitore siracusano » 16/02/2020 - 18:50
In effetti il settore da demonizzare è quello delle SLOT e VLT, in cui la spesa, secondo il grafico che si trova nel LINK sotto, è pari a circa il 48,5% del totale del comparto giochi e scommesse:
https://www.lenius.it/gioco-azzardo-in-italia/
E secondo i dati del mio primo commento, alle SLOT gioca circa il 7,4% dei giocatori, e alle VLT circa il 2,6%. Quindi semplificando il 10% gioca con "le macchinette".
Da qui, rifacendo i conti per questo settore, abbiamo:
19,3 miliardi x 48,5% = 9,3605 miliardi di spesa nel settore SLOT + VLT
e pro capite, mediamente: 9,3605 miliardi diviso 1,845 milioni di giocatori del settore = 5.073,44 euro a testa ogni anno
Personalmente mi sembra una cifra media abbastanza alta e da demonizzare.
Lo avevo detto, non così esplicitamente, nel mio primo commento (Per cui, un giocatore medio abituale, penso che spenderà almeno 2000,00 euro l'anno; che nei giocatori di SLOT e VLT aumenterà in modo consistente. Cifre che costoro potrebbero benissimo risparmiare)
Poi, guarda caso, è quello maggiormente interessato dalle mafie, che spesso impongono le slot e VLT nei locali, e dalle LOBBY che si interessano ai centri scommesse, soprattutto per piazzare SLOT e VLT.
Giocare dovrebbe essere un modo per divertirsi, ma con queste cifre, si esagera.
Potrei capire il betting, in cui ognuno dovrebbe essere anche libero di scommettere quanto vuole, perchè è un rischio calcolato, spesso in modo razionale, ma nelle SLOT e VLT, nel medio e lungo termine, la perdita è certa e costante.
Soluzioni?
Bene la tessera sanitaria, a cui aggiungerei anche qualche metodo di riconoscimento personale come già esiste negli smartphone e un sistema centralizzato che limitasse ogni giocatore con un massimale mensile.
https://www.lenius.it/gioco-azzardo-in-italia/
E secondo i dati del mio primo commento, alle SLOT gioca circa il 7,4% dei giocatori, e alle VLT circa il 2,6%. Quindi semplificando il 10% gioca con "le macchinette".
Da qui, rifacendo i conti per questo settore, abbiamo:
19,3 miliardi x 48,5% = 9,3605 miliardi di spesa nel settore SLOT + VLT
e pro capite, mediamente: 9,3605 miliardi diviso 1,845 milioni di giocatori del settore = 5.073,44 euro a testa ogni anno
Personalmente mi sembra una cifra media abbastanza alta e da demonizzare.
Lo avevo detto, non così esplicitamente, nel mio primo commento (Per cui, un giocatore medio abituale, penso che spenderà almeno 2000,00 euro l'anno; che nei giocatori di SLOT e VLT aumenterà in modo consistente. Cifre che costoro potrebbero benissimo risparmiare)
Poi, guarda caso, è quello maggiormente interessato dalle mafie, che spesso impongono le slot e VLT nei locali, e dalle LOBBY che si interessano ai centri scommesse, soprattutto per piazzare SLOT e VLT.
Giocare dovrebbe essere un modo per divertirsi, ma con queste cifre, si esagera.
Potrei capire il betting, in cui ognuno dovrebbe essere anche libero di scommettere quanto vuole, perchè è un rischio calcolato, spesso in modo razionale, ma nelle SLOT e VLT, nel medio e lungo termine, la perdita è certa e costante.
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