Decreto Dignità, Nota di lettura Senato: “Entro il 2021, circa 550 milioni di minor gettito dai giochi per il divieto di pubblicità”Sarà di circa 550 milioni di euro il minor gettito derivante dal divieto di pubblicità dei giochi. Sono le stime del Servizio Bilancio del Senato, pubblicate nella nota di lettura. Per il gioco online gli effetti del divieto saranno più negativi rispetto a quelli evidenziati in precedenza. Il giocato perderà circa il 20%. Ecco il testo integrale della Nota di Lettura del Servizio Bilancio del Senato, nella parte riguardante i giochi:
Articolo 9 (Divieto di pubblicità giochi e scommesse) L’articolo in esame al fine della tutela del consumatore e per un efficace contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, vieta, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto in esame, qualsiasi forma di pubblicità anche indiretta relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo. A decorrere dal 1 gennaio 2019 il divieto si applica anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale. La Camera dei Deputati ha introdotto un nuovo comma (1-bis) che ha definito “disturbi da gioco d’azzardo (DGA)” quelli correlati a giochi o scommesse con vincite di denaro. Inoltre con il nuovo comma 1-ter, il quale interviene sul D.L. n. 158 del 2012, si prevede che per le lotterie istantanee indette dal 1° gennaio 2019 o ristampate da tale data i premi uguali o inferiori al costo della giocata non sono ricompresi nelle indicazioni della probabilità di vincita. Nel caso di inosservanza del divieto di pubblicità si introducono sanzioni amministrative pecuniarie – a carico del committente, del proprietario del mezzo, del sito di diffusione o di destinazione e dell’organizzatore dell’evento – di importo pari, così come modificato durante l’esame parlamentare, al 20%31 del valore della sponsorizzazione o della pubblicità ed in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, a euro 50.000. Si indica l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni32 come quella competente alla contestazione ed all’irrogazione delle sanzioni. Le risorse rivenienti dalle sanzioni amministrative sono versati ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio delle Stato e riassegnati allo stato di previsione della spesa del Ministero della salute per essere destinati al fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico33. In via transitoria è previsto che ai contratti di pubblicità in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore del decreto all’esame, resta applicabile la normativa previgente, fino alla loro scadenza e comunque non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del decreto. Viene inoltre innalzata la misura del prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi AWP34, che passa dal vigente 19%, all’aliquota del 19,25% a decorrere dal 1 settembre 2018, ed al 19,6% dal 1° maggio 201935, e sugli apparecchi VLT36 che dall’attuale 6%, passa all’aliquota del 6,25% a decorrere dal 1 settembre 2018, ed al 6,65% a partire dal 1 maggio 201937. Durante l’esame presso la Camera dei Deputati è stata prevista una nuova modulazione dell’aliquota del PREU: per le AWP si passa al 19,68% a decorrere dal 1 gennaio 2020, al 19,75% a decorrere dal 1 gennaio 2021, per poi discendere al 19,6% a decorrere dal 1 gennaio 2023; per le VLT l’aliquota sale al 6,68% a decorrere dal 1 gennaio 2020, al 6,75% a decorrere dal 1 gennaio 2021, per poi scendere al 6,6% a decorrere dal 1 gennaio 2023. Con il nuovo comma 6-bis, introdotto durante l’esame parlamentare, si affida al Governo, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame, il compito di proporre una riforma complessiva in materia di giochi pubblici in modo da assicurare l’eliminazione dei rischi connessi al disturbo del gioco d’azzardo e contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario ed in grado di garantire almeno l’invarianza delle corrispondenti entrate, ivi comprese le maggiori entrate derivanti dalla rimodulazione delle aliquote del PREU suddette38 . Infine quantifica gli oneri, derivanti dalla disposizione relativa al divieto di pubblicità, pari a 147 milioni di euro per l’anno 2019 e a 198 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020 alla cui copertura si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate da innalzamento dell’aliquota del PREU.
La RT utilizza i dati e le informazioni provenienti dai concessionari dai quali si stima che gli investimenti pubblicitari e di sponsorizzazione nel settore giochi si aggirino all’incirca su un valore complessivo di 150/200 milioni di euro annui con oggetto i giochi del lotto, delle lotterie, ed i giochi a distanza (c.d. giochi da casinò); specifica che la pubblicità degli apparecchi da divertimento (slot) è vicina allo zero, come anche per la pubblicità del Bingo. Per analizzare gli impatti finanziari derivanti dal divieto in esame considera che gli investimenti pubblicitari vengono effettuati dai concessionari mentre l’Agenzia delle dogane e dei monopoli non promuove il gioco legale in alcuna forma. Specifica che il divieto può avere impatti negativi sulle entrate erariali dopo i primi 4/5 mesi di vigenza del divieto, quindi è ragionevole ipotizzare che il primo anno non registrerebbe impatti negativi che invece verrebbero ad emergere dal 2019 ed in forma ridotta per il primo semestre.
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