Messaggioda pippobet » 04/08/2003 - 16:20
«Si deve dire no ai parchi urbani di divertimento»
ROMA Non sono ancora legge, e già suscitano ire e allarmi. I 'parchi di divertimento urbanò, locuzione usata dalla commissione Attività produttive della Camera per indicare un nuovo modello di casinò, preoccupano fortemente la Consulta nazionale antiusura, che ne denuncia i rischi.
«Si tratta di una proposta di legge farisaica nell'impostazione - spiega mons. Alberto D'Urso, segretario della Consulta - in quanto legata a progetti di recupero di quei profitti che non si sono raggiunti con il Bingo, ormai fallito».
Secondo la bozza di testo messa a punto da un comitato ristretto, che ha unificato 21 disegni di legge diversi, dovrebbero essere aperti dieci 'strutture in cui si svolge in modo non prevalente gioco d'azzardò in quattro aree, Nord, Centro, Sud, Sicilia e Sardegna. Due parchi per ogni zona da realizzare a una distanza minima di 100 chilometri l'uno dall'altro. Sostanzialmente una sorta di casinò per famiglie, dove accanto a tavoli verdi e slot machine, ci saranno discoteche, bar, cinema, teatri e ristoranti. I ricavi dovrebbero essere ripartiti fra le società gestrici (50%), i Comuni (20%), lo Stato (10%) e le Regioni (10%), con «profitti che non andranno dunque - continua D'Urso - a vantaggio di chiese e monumenti da restaurare».
«E' una nuova trappola - conclude - che produrrà altra povertà a spese delle persone più fragili psicologicamente. Domandiamo spiegazioni al ministro della Pubblica Istruzione, Letizia Moratti, per il suo silenzio, visto che queste case da gioco raccoglieranno i ragazzi che evadono la scuola, e chiarimenti ai ministri del Lavoro, dell'Interno e al sottosegretario agli Interni con delega su usura ed estorsione. Meglio allora che il Governo sostenga davvero gli oratori, che svolgono veramente una funzione sociale, per cui è stata approvata la legge nei giorni scorsi».
da La Gazzetta del Sud 4 agosto 2003