Messaggioda piaga » 25/05/2012 - 12:07
nb: si legge che siamo legali... ma privi di concessione!! hahahah!!!
Scommesse e reti parallele: per Ginestra a rischio chiusura fino a 1.200 agenzie entro il 2012
Venerdì 18 Maggio 2012 11:56
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Per il presidente di Assosnai a causa della rete parallela, Rischiamo il collasso dei due terzi delle agenzie entro il 2012. Tra 900 e 1.200 le aziende a rischio chiusura
La rete italiana delle agenzie di scommesse soffre la concorrenza di altri giochi autorizzati (come newslot e Gratta e Vinci) ma soprattutto quella delle rete parallela, tanto che sono "Tra 900 e 1.200 le aziende a rischio chiusura" e 20mila i posti di lavoro che si potrebbero perdere: "7mila i dipendenti diretti a rischio cassa integrazione, 13mila quelli dell'indotto". E' il monito che lancia Francesco Ginestra, presidente di Assosnai, in un'intervista al Sole24Ore. "Senza una stabilizzazione dei punti vendita scommesse" aggiunge, "rischiamo il collasso dei due terzi delle agenzie entro il 2012, decretando la fine della legalità, delle imprese, dell'occupazione e del gioco lecito". Infatti, si spiega nell'articolo, "L'aumento di centri raccolta scommesse, legali ma privi di concessione dello Stato, (stimati dall' ;associazione in circa 7mila) hanno sottratto alla cosiddetta rete Bersani movimenti di gioco sempre più significativi". Le agenzie parallele sono agevolate "per via dello squilibrio della tassazione applicata unicamente agli operatori nazionali" sottolinea Ginestra. E a risentirne quindi, sarà lo stesso Stato, a causa della contrazione del gettito. "Le entrate erariali a rischio sono circa 250 milioni dalle scommesse e 600 milioni raccolti nelle agenzie attraverso slot machine e videolotteries" si spiega nell'articolo. E quindi il presidente di Assosnai lancia un J'accuse: "Lo Stato sta perseguendo una politica senza logica: da un lato l'espansione dell'offerta regolamentata che sta distruggendo la rete di raccolta stritolata dalla concorrenza degli altri giochi pubblici, dall'altro l'inefficace azione nei confronti degli operatori privi di concessione".