Come confermato dal presidente della Figc Abete, il procuratore federale Palazzi fa il nome delle società
ROMA – Il giorno è arrivato: come confermato ieri dal presidente della Figc (Abete: «In arrivo i primi deferimenti, lavoriamo per tronconi. Si opera sulla base della documentazione pervenuta da Cremona»)oggi il procuratore federale Palazzi annuncerà i deferimenti che coinvolgeranno numerosi tesserati (oltre 50) e club di serie B e Lega Pro (in questo caso una trentina).
Tra questi, dovrebbero comparire anche i nomi di due società di serie A, Atalanta e Novara, che però lo scorso anno si trovavano nella serie cadetta. Una situazione che benché sia stata avallata da Figc e Coni, rischia di creare due binari di giudizio e una condanna a rate con inevitabili polemiche. Il caso del Novara è abbastanza esemplificativo del rischio al quale si sta andando incontro.
La società piemontese dovrebbe esser deferita per le partite con il Chievo (coppa Italia), l'Ascoli e il Siena che però, come altri club di serie A (Lecce, Bari, Genoa, Chievo e Lazio), verrà giudicato solo nel secondo filone. Tra l'altro Palazzi (che a metà mese riceverà alcune carte dalla procura di Bari mentre da Napoli qualcosa - leggasi verbale di Gianello - è già arrivato) deve ancora sentire il presidente Mezzaroma per la gara con il Modena (lo farà dopo il 13 maggio) e il tecnico Conte (coinvolto da un suo ex calciatore, Carobbio, quando era a Siena: per lui l’audizione slitterà invece dopo la finale di Coppa Italia del 20 maggio).
Domanda lecita: come si farà a giudicare la posizione complessiva del Siena, se bisogna ancora ascoltare un personaggio chiave (Mezzaroma), seppur per una sola partita? La scappatoia potrebbe essere quella di deferire in questa prima tranche anche il club toscano (che tra l’altro, lo scorso anno militava in serie B e che rischia di esser chiamato a rispondere per responsabilità diretta anche della gara con l’Albinoleffe, ndc) e giudicarlo eccezion fatta per il match con il Modena. Ipotesi, però, che in via ufficiosa è stata negata ieri in Federazione. Se non sarà così, è inevitabile quindi che il nome del Novara apparirà anche nella seconda ondata di deferimenti.
Per quanto riguarda l’Atalanta – che già quest'anno ha pagato con 6 punti di penalizzazione - stavolta dovrebbe essere giudicata per le gare con Ascoli e Padova, oltre a quella con il Piacenza. Con le pene che debbono essere per gioco forza afflittive, potrebbe ripartire la prossima stagione con una penalizzazione di 2 o 3 punti.
Rivoluzione (e caos) in vista, invece, per quanto riguarda la serie B. I club chiamati in causa, infatti, saranno una quindicina (Ascoli, Bari, Grosseto, Modena, AlbinoLeffe, Padova, Verona, Pescara, Livorno, Reggina, Varese, Crotone, Empoli e Sassuolo), tra i quali potrebbe spuntare a sorpresa anche il Torino. In questo caso la corsa contro il tempo è scontata: con le sentenze di secondo grado che arriveranno presumibilmente a fine mese o a inizio giugno, i margini per completare i giudizi (e le conseguenti pene) prima che inizino i playoff (30 maggio) e i playout (3 giugno) è quantomeno esiguo e molto difficile da rispettare. Il rischio che l’afflittività colpisca qualche club nel torneo in corso e altri invece nella prossima stagione, è dietro l’angolo.
In Lega Pro, coinvolte nelle indagini sarebbero invece Salernitana, Mantova, Piacenza, Frosinone, Rimini, Cremonese e Monza. Tra i dilettanti rischiano l'Ancona e l'Alto Adige (femminile).
IL MESSAGGERO







