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Betfair ha perso e adesso che succede?
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guest_13719
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Betfair ha perso e adesso che succede?
Messaggioda guest_13719 » 28/01/2011 - 21:55
Ordinanza Cds-Betfair: confermato il distacco dal totalizzatore
Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail
Scritto da Gt Mercoledì 26 Gennaio 2011 18:21
consiglio_di_statoI bookmakers esteri che operano in Italia tramite concessione non possono operare al contempo nei siti 'dot com' e collegati ad essi direttamente o indirettamente e accettare giocate da utenti residenti in Italia. Il principio in questione fonda l'ordinanza del Consiglio di Stato (IV sezione) che ha respinto il ricorso di Betfair.it, la 'borsa del betting internazionale' che opera in Italia dall'apertura delle licenze di scommesse grazie alla legge Bersani e che si era vista distaccare dal totalizzatore nazionale con la decadenza immediata della concessione Aams.
Il motivo è, va ribadito, il collegamento delle società di questo tipo a siti 'dot com' che accettano ancora, così pare, il gioco dagli scommettitori italiani.
Ad essere violato è l'articolo 23 (comma terzo) della convenzione di concessione per lo sportsbook che prevede "la sospensione cautelare della raccolta nel caso in cui il concessionario commercializzi, in proprio od attraverso società in qualsiasi modo ad esso collegate, sul territorio italiano o anche attraverso siti telematici situati al di fuori dai confini nazionali, giochi assimilabili alle scommesse a quota fissa ovvero ad altri giochi pubblici".
Per Betfair la situazione non si mette bene Aams ha sospeso la raccolta per tre mesi e ora rischia di perdere la concessione e gettare al vento i soldi per l'acquisto della licenza stessa oltre che i coscpicui investimenti per il 'punto it' sia a livello informatico che a livello pubblicitario.
Ecco un abstract della pronuncia del Cds:
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso in appello nr. 10617 del 2010, proposto dalla BETFAIR S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Marcello Clarich e Luca Ulissi, con domicilio eletto presso il primo in Roma, piazza di Montecitorio, 115,
contro
il MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro tempore, e dalla AMMINISTRAZIONE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO, in persona del Dirigente pro tempore, rappresentati e difesi ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliati per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12,
per la riforma
dell'ordinanza cautelare del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE II nr. 5457/2010, resa tra le parti, concernente CONVENZIONE PER L'AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DELL'ESERCIZIO DI GIOCHI PUBBLICI - MCP.
Visto l'art. 62 cod. proc. Amm;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli atti di costituzione in giudizio delle Amministrazioni appellate;
Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;
Viste le memorie difensive;
Relatore, alla camera di consiglio del giorno 25 gennaio 2011, il Consigliere Raffaele Greco;
Udito l'avv. Clarich per la appellante e l'avv. dello Stato Luca Ventrella per l'Amministrazione;
Ritenuto, nei limiti della sommaria delibazione propria della fase cautelare, che della clausola contrattuale in contestazione occorre dare un'interpretazione conforme ai canoni di buona fede, nel senso di un impegno dell'affidataria a impedire che un'attività proibita sia svolta da soggetti a qualsiasi titolo legati da relazioni giuridiche con l'affidataria medesima, e che nella specie - pur non rispondendo al vero che vi sarebbe stato un "riorientamento" degli utenti dal sito dell'istante a quello su cui si svolgeva l'attività illecita - tale risulta essere, allo stato, la situazione ravvisata dall'Amministrazione;
Rilevato altresì che non è contestato dall'Amministrazione il limite trimestrale di efficacia della sospensione cautelare della concessione (termine, peraltro, allo stato non ancora decorso);
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) respinge l'appello (Ricorso numero: 10617/2010) Condanna la appellante, in favore dell'Amministrazione, al pagamento delle spese del presente grado del giudizio cautelare, che liquida equitativamente in euro 3000,00 oltre accessori di legge.
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Scritto da Gt Mercoledì 26 Gennaio 2011 18:21
consiglio_di_statoI bookmakers esteri che operano in Italia tramite concessione non possono operare al contempo nei siti 'dot com' e collegati ad essi direttamente o indirettamente e accettare giocate da utenti residenti in Italia. Il principio in questione fonda l'ordinanza del Consiglio di Stato (IV sezione) che ha respinto il ricorso di Betfair.it, la 'borsa del betting internazionale' che opera in Italia dall'apertura delle licenze di scommesse grazie alla legge Bersani e che si era vista distaccare dal totalizzatore nazionale con la decadenza immediata della concessione Aams.
Il motivo è, va ribadito, il collegamento delle società di questo tipo a siti 'dot com' che accettano ancora, così pare, il gioco dagli scommettitori italiani.
Ad essere violato è l'articolo 23 (comma terzo) della convenzione di concessione per lo sportsbook che prevede "la sospensione cautelare della raccolta nel caso in cui il concessionario commercializzi, in proprio od attraverso società in qualsiasi modo ad esso collegate, sul territorio italiano o anche attraverso siti telematici situati al di fuori dai confini nazionali, giochi assimilabili alle scommesse a quota fissa ovvero ad altri giochi pubblici".
Per Betfair la situazione non si mette bene Aams ha sospeso la raccolta per tre mesi e ora rischia di perdere la concessione e gettare al vento i soldi per l'acquisto della licenza stessa oltre che i coscpicui investimenti per il 'punto it' sia a livello informatico che a livello pubblicitario.
Ecco un abstract della pronuncia del Cds:
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso in appello nr. 10617 del 2010, proposto dalla BETFAIR S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Marcello Clarich e Luca Ulissi, con domicilio eletto presso il primo in Roma, piazza di Montecitorio, 115,
contro
il MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro tempore, e dalla AMMINISTRAZIONE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO, in persona del Dirigente pro tempore, rappresentati e difesi ope legis dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliati per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12,
per la riforma
dell'ordinanza cautelare del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE II nr. 5457/2010, resa tra le parti, concernente CONVENZIONE PER L'AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DELL'ESERCIZIO DI GIOCHI PUBBLICI - MCP.
Visto l'art. 62 cod. proc. Amm;
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli atti di costituzione in giudizio delle Amministrazioni appellate;
Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado;
Viste le memorie difensive;
Relatore, alla camera di consiglio del giorno 25 gennaio 2011, il Consigliere Raffaele Greco;
Udito l'avv. Clarich per la appellante e l'avv. dello Stato Luca Ventrella per l'Amministrazione;
Ritenuto, nei limiti della sommaria delibazione propria della fase cautelare, che della clausola contrattuale in contestazione occorre dare un'interpretazione conforme ai canoni di buona fede, nel senso di un impegno dell'affidataria a impedire che un'attività proibita sia svolta da soggetti a qualsiasi titolo legati da relazioni giuridiche con l'affidataria medesima, e che nella specie - pur non rispondendo al vero che vi sarebbe stato un "riorientamento" degli utenti dal sito dell'istante a quello su cui si svolgeva l'attività illecita - tale risulta essere, allo stato, la situazione ravvisata dall'Amministrazione;
Rilevato altresì che non è contestato dall'Amministrazione il limite trimestrale di efficacia della sospensione cautelare della concessione (termine, peraltro, allo stato non ancora decorso);
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) respinge l'appello (Ricorso numero: 10617/2010) Condanna la appellante, in favore dell'Amministrazione, al pagamento delle spese del presente grado del giudizio cautelare, che liquida equitativamente in euro 3000,00 oltre accessori di legge.
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guest_13719
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Messaggioda guest_13719 » 28/01/2011 - 22:01
Caso Aams-Betfair: allontanerà i nuovi operatori pronti all'ingresso in Italia?
Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail
Scritto da Ca Venerdì 28 Gennaio 2011 13:24
giulio_coraggioL'avvocato Giulio Coraggio, tra gli esperti di gaming a livello legale, ha analizzato il caso Aams-Betfair per alcuni operatori esteri. Il risultato sembra essere una teoria in grado di modificare lo scenario che si va delineando con l'ingresso di 200 nuove concessioni per il gioco a distanza. In particolare: la presa di posizione rigida di Aams contro Betfair che continuava ad offrire gioco ai players italiani attraverso anche il suo portale dot com, condizionerà l'arrivo di altri operatori che già gravitano sul mercato italiano? Ecco l'analisi di Coraggio.
"Sembra che la tolleranza della Gaming Authority Italiana (AAMS) per l'offerta illegale di giochi a distanza ai residenti italiani da parte di società che operano in italia con regolare concessione sia ormai arrivata alla fine. Aams ha contestato a Betfair Italia, la società del gruppo omonimo in possesso di un titolo italiano per l'offerta di giochi a distanza, di violare le disposizioni del contratto di concessione che vieta l'offerta, anche attraverso società affiliate, di giochi ai residenti italiani da siti dot com e quindi in violazione della legge italiana.
Nonostante le sanzioni applicabili, Betfair avrebbe continuato ad offrire i suoi giochi illegali ai residenti italiani tramite Betfair.com, appunto, il sito che non ha licenza Aams.
L'accordo tra le parti prevede che, in prima battuta, ci sia la sospensione della licenza a scopo cautelare e successivamente la cessazione del rapporto. Aams ha avviato la sospensione della licenza a Betfair Italia per tre mesi e l'avvio del provvedimento finalizzato alla cessazione della concessione.
Betfair ha cercato di opporsi alla sospensione mettendo in discussione il provvedimento nei tribunali. La società inglese ha ricevuto due gravi sconfitte sia al Tribunale Amministrativo Regioanle che alla Corte d'Appello, al Consiglio di Stato. C'è il rischio che la licenza venga eliminata definitivamente e Betfair.it sparisca dal mercato italiano.
Si tratta di una modifica dell'atteggiamento del regolatore italiano. Questo nuovo approccio, in combinazione con le nuove leggi introdotte alla fine dell'anno scorso che obbligano gli operatori che offrono giochi per i residenti italiani senza una licenza di gioco italiano di pagare le tasse italiane in merito agli importi illegittimamente acquisiti, potrebbero finalmente spingere tutti gli operatori a rispettare il regime concessorio italiano.
Un'azione che appare tempestiva soprattutto quando mancano ormai pochi giorni per la pubblicazione del decreto che prevede l'assegnazione di 200 nuove concessioni per il gioco a distanza. Chissà se questa presa di posizione dell'Aams condizionerà tutti quegli operatori che hanno espresso il desiderio di entrare in Italia grazie alle nuove concessioni?", conclude Giulio Coraggio.
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Scritto da Ca Venerdì 28 Gennaio 2011 13:24
giulio_coraggioL'avvocato Giulio Coraggio, tra gli esperti di gaming a livello legale, ha analizzato il caso Aams-Betfair per alcuni operatori esteri. Il risultato sembra essere una teoria in grado di modificare lo scenario che si va delineando con l'ingresso di 200 nuove concessioni per il gioco a distanza. In particolare: la presa di posizione rigida di Aams contro Betfair che continuava ad offrire gioco ai players italiani attraverso anche il suo portale dot com, condizionerà l'arrivo di altri operatori che già gravitano sul mercato italiano? Ecco l'analisi di Coraggio.
"Sembra che la tolleranza della Gaming Authority Italiana (AAMS) per l'offerta illegale di giochi a distanza ai residenti italiani da parte di società che operano in italia con regolare concessione sia ormai arrivata alla fine. Aams ha contestato a Betfair Italia, la società del gruppo omonimo in possesso di un titolo italiano per l'offerta di giochi a distanza, di violare le disposizioni del contratto di concessione che vieta l'offerta, anche attraverso società affiliate, di giochi ai residenti italiani da siti dot com e quindi in violazione della legge italiana.
Nonostante le sanzioni applicabili, Betfair avrebbe continuato ad offrire i suoi giochi illegali ai residenti italiani tramite Betfair.com, appunto, il sito che non ha licenza Aams.
L'accordo tra le parti prevede che, in prima battuta, ci sia la sospensione della licenza a scopo cautelare e successivamente la cessazione del rapporto. Aams ha avviato la sospensione della licenza a Betfair Italia per tre mesi e l'avvio del provvedimento finalizzato alla cessazione della concessione.
Betfair ha cercato di opporsi alla sospensione mettendo in discussione il provvedimento nei tribunali. La società inglese ha ricevuto due gravi sconfitte sia al Tribunale Amministrativo Regioanle che alla Corte d'Appello, al Consiglio di Stato. C'è il rischio che la licenza venga eliminata definitivamente e Betfair.it sparisca dal mercato italiano.
Si tratta di una modifica dell'atteggiamento del regolatore italiano. Questo nuovo approccio, in combinazione con le nuove leggi introdotte alla fine dell'anno scorso che obbligano gli operatori che offrono giochi per i residenti italiani senza una licenza di gioco italiano di pagare le tasse italiane in merito agli importi illegittimamente acquisiti, potrebbero finalmente spingere tutti gli operatori a rispettare il regime concessorio italiano.
Un'azione che appare tempestiva soprattutto quando mancano ormai pochi giorni per la pubblicazione del decreto che prevede l'assegnazione di 200 nuove concessioni per il gioco a distanza. Chissà se questa presa di posizione dell'Aams condizionerà tutti quegli operatori che hanno espresso il desiderio di entrare in Italia grazie alle nuove concessioni?", conclude Giulio Coraggio.
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tuttorosso
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Messaggioda tuttorosso » 28/01/2011 - 22:23
pimario ha scritto:
Betfair ha cercato di opporsi alla sospensione mettendo in discussione il provvedimento nei tribunali. La società inglese ha ricevuto due gravi sconfitte sia al Tribunale Amministrativo Regioanle che alla Corte d'Appello, al Consiglio di Stato. C'è il rischio che la licenza venga eliminata definitivamente e Betfair.it sparisca dal mercato italiano.
Chi ha conto con betfair.it in questo momento può giocare? Il sito accetta giocate, versamenti ecc? Non mi rispondete apritelo e vedi perché io ai book AAMS non ci gioco di sicuro
A volte vince il cavallo favorito, a volte l'outsider, lo scalper vince sempre.
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guest_13719
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Messaggioda guest_13719 » 28/01/2011 - 22:31
Speriamo che adesso si decidano di mollare definitivamente il punto it e tenersi stretti gli italiani sul punto com.
Messaggioda ElNancio » 29/01/2011 - 12:39
pimario ha scritto:Speriamo che adesso si decidano di mollare definitivamente il punto it e tenersi stretti gli italiani sul punto com.
Beh al momento prendono ancora tempo per tenersi buoni i monopoli in vista dell'apertura ufficiale dell'exchange italico... bf sa bene le premesse se non garantisce la liquidità internazionale e palinsesti decenti può scordarsi che i giocatori italiani continuino..
Lo scrittore dell'articolo dovrebbe essere denunciato per diffamazione avendo affermato che bf.com offre 'giochi illegali' nell'ambito europeo.
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guest_13719
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Messaggioda guest_13719 » 29/01/2011 - 12:55
Ma io sono molto scettico che Betfair riesca ad aprire in Italia l'exchange sul punto it, con tutte le minchiate legislative che devono sottostare.La cosa sicura è che se dovessero perdere gli italiani sul punto com il titolo in borsa avrebbe sicuramente una bella flessione.
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tuttorosso
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Messaggioda tuttorosso » 29/01/2011 - 18:24
Cmq dopo la sentenza mi sarei aspettato qualche dichiarazione da parte di Bancora o di chi per lui, qua tutto tace
. Secondo me è segno che neanche loro sanno che pesci prendere al momento.
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Messaggioda carpe diem » 30/01/2011 - 00:21
rebus sic stantibus hanno buttato una licenza nel cesso.
A questo punto gli restano solo due strade e senza compromessi:
1)tenersi solo il .com e rinunciare al tanto ambito riconoscimento formale da parte del governo italiano, continuando a districarsi tra "black list" di aams e fornire mail con indirizzi alternativi.
E a questo punto non lo escluderei, anche per ripicca, visto quello che è successo..
2)Comprarsi un'altra licenza (da utilizzare in futuro per l'exchange italico) ed escludere tutti gli italiani dal .com, perchè a quel punto se non lo facessero aams farebbe ulteriore distacco con ennesima licenza buttata nel suddetto cesso.
A questo punto gli restano solo due strade e senza compromessi:
1)tenersi solo il .com e rinunciare al tanto ambito riconoscimento formale da parte del governo italiano, continuando a districarsi tra "black list" di aams e fornire mail con indirizzi alternativi.
E a questo punto non lo escluderei, anche per ripicca, visto quello che è successo..
2)Comprarsi un'altra licenza (da utilizzare in futuro per l'exchange italico) ed escludere tutti gli italiani dal .com, perchè a quel punto se non lo facessero aams farebbe ulteriore distacco con ennesima licenza buttata nel suddetto cesso.
Messaggioda ElNancio » 31/01/2011 - 09:17
Nick R ha scritto:Intanto dalla emzzanotte di oggi il sito è in manutenzione di routine![]()
Spero sia veramente manutenzione e non dipenda dalla sentenza, non vorrei fosse come accaduto ai clienti del .it che si sono visti quella pagina per mesi.
certo di cag..te ne sparate eh.
Messaggioda jacopo21 » 31/01/2011 - 09:20
Nick R ha scritto:Intanto dalla emzzanotte di oggi il sito è in manutenzione di routine![]()
Spero sia veramente manutenzione e non dipenda dalla sentenza, non vorrei fosse come accaduto ai clienti del .it che si sono visti quella pagina per mesi.
e' scritto da una settimana che lunedi avrebbero fatto un giorno di manutenzione del sito
c'e' scritto per mezzogiorno cercheranno di tornare available
se per mezzogiorno e per stasera non ce la dovessero fare,non t'allarmare..hanno avvertito sul forum di betfair che ce la metteranno tutta per essere agibili quando partiranno le uk horse racing
ma non lo assicurano
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tuttorosso
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Messaggioda tuttorosso » 31/01/2011 - 13:35
carpe diem ha scritto: 1)tenersi solo il .com e rinunciare al tanto ambito riconoscimento formale da parte del governo italiano, continuando a districarsi tra "black list" di aams e fornire mail con indirizzi alternativi.
E a questo punto non lo escluderei, anche per ripicca, visto quello che è successo..
Magari
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tuttorosso
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Messaggioda tuttorosso » 31/01/2011 - 13:54
ElNancio ha scritto:Sito ripristinato, ma quasi quasi metto la mano sul fuoco che mi s'impallerà durante una partita sicuramente prima di poter limitare le perdite
Infatti...oggi è meglio fermarsi
A volte vince il cavallo favorito, a volte l'outsider, lo scalper vince sempre.
- scandinavo
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Messaggioda scandinavo » 31/01/2011 - 13:58
tuttorosso ha scritto:ElNancio ha scritto:Sito ripristinato, ma quasi quasi metto la mano sul fuoco che mi s'impallerà durante una partita sicuramente prima di poter limitare le perdite
Infatti...oggi è meglio fermarsi. Cmq tornando al discorso "betfair che farà " venerdì ho fatto scrivere a un mio amico su facebook sulla bacheca della pagina ufficiale di betfair italia. Gli ho fatto scrivere un commento del tipo "Visto che avete perso la causa contro aams cosa intendete fare? Che futuro avrà il sito? Una risposta da parte vostra sarebbe benvenuta, anche per rispetto degli utenti italiani." Quindi educato e senza offese/insulti. E loro che hanno fatto? Non si sono degnati di risposta e hanno cancellato il commento
infatti è inutile creare allarmismi,meno se ne parla è meglio è,vedo troppi 3d aperti sul nulla a me telefonicamente hanno assicuraro che non cambierà nulla e che addirittura non hanno disposizioni dall' alto
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