Messaggioda maverik » 30/03/2007 - 14:35
New Slot, indagine de L'Espresso: solo il 15% sarebbe effettivamente connesso, multe mai comminate
giovedì 29 marzo 2007
Il Gat della Finanza ha accertato che gran parte delle macchinette sono scollegate da mesi. Eppure nessuno ha contestato e riscosso le penalità previste. Gli uomini del colonnello Rapetto si sono armati allora di calendario e calcolatrice e hanno moltiplicato per 50 euro (la multa oraria) tutte le ore trascorse dalla mancata risposta ai terminali Sogei. Il risultato è che dal luglio 2005 al 12 gennaio 2007 si sarebbero dovute richiedere sanzioni per 83 miliardi di euro. Sommando questa cifra alle penalità del periodo che va dalla metà di gennaio alla fine di marzo, si arriva al totale mostruoso di cento miliardi di euro. Probabilmente nessuno li chiederà mai. Tutto si chiuderà con un condono o un lodo arbitrale ma si pone un problema sul comportamento dei Monopoli in questi anni. Anche perché stiamo parlando di un ente che gestisce una torta da 40 miliardi e non ha più a che fare con organizzazioni pubbliche come Coni e l'Unire ma con operatori privati scaltri e preparati.
La commissione ministeriale ha accertato altri buchi preoccupanti nella rete delle slot. Su 19 milioni di tentativi di collegamento verso le macchinette, effettuati a campione da Sogei, solo poco più di tre milioni di apparecchi hanno risposto. E anche qui i conti non tornano. Le giocate registrate sul terminale della Sogei sono superiori, e di molto, alle tasse pagate dai concessionari: c'è una differenza di ben 379 milioni di euro. Come se non bastasse, la commissione ha accertato anche che l'Aams in passato ha dato il nulla osta per alcune schede di gioco simili al poker, che poi sono state sequestrate. Infine, il Gat della Finanza segnala un altro fenomeno inquietante: quello dei magazzini virtuali. Locali pubblici dove, stando ai dati ufficiali, dovrebbero essere stipate migliaia di macchine spente. Per esempio, in un locale di Riposto in provincia di Catania, risultavano presenti più di 20 mila macchinette. Non sarebbe bastato uno stadio a contenerle ma i finanzieri hanno accertato che questa Las Vegas siciliana aveva come sede un bar di cinquanta metri quadrati, che ora ha cambiato gestione e non ospita neanche un flipper.
La relazione della commissione ministeriale è stata appena depositata sul tavolo di Visco. E rimette all'ordine del giorno la valutazione sulla gestione dell'Aams da parte di Giorgio Tino. Dopo le ipotesi di reato della procura di Potenza, ora arrivano i rilievi della Corte dei conti e le critiche degli esperti del dicastero. Il sottosegretario Grandi propenderebbe per la linea dura ma il viceministro esita. Probabilmente Visco, più che alle stime di una multa potenziale da 100 miliardi è interessato a un'altra cifra, più piccola ma certa: i 15,5 miliardi raccolti dalle slot nel 2006.
All'ultima convention sui giochi Tino citava i dati trionfali del gettito (circa due miliardi) come se fossero il suo elisir di lunga vita e potessero far dimenticare gli scandali. Anche i concessionari confidano in quest'arma di pressione: "Se mi applicate la revoca farete saltare il mercato", diceva uno di loro al dirigente che lo minacciava di sospendere la licenza. Era il 2005: altro governo, altra maggioranza. Da allora nessun provvedimento è stato preso.
(ha collaborato Roberto Gugliotta) - estrratto da L'Espresso del 30 marzo 2007