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PARLAMENTO EUROPEO
Ancora interrogazioni Parlamentari sulle scommesse in Italia.
Roma, 3 febbraio 2005 - Ore 18,50 - SCOMMESSE:
PRESENTATE, DA ALCUNI DEPUTATI, DUE INTERROGAZIONI AL PARLAMENTO EUROPEO PER CHIARIRE LA NORMATIVA ITALIANA IN MATERIA DI GIOCHI E SCOMMESSE
In un comunicato inviato dalla Stanley International Betting, viene reso noto che alcuni deputati hanno depositato due interrogazioni al Parlamento Europeo per far luce sulla normativa italiana in materia di giochi e scommesse. Ecco il testo integrale del comunica:
"Oggi Marco Pannella, Luciana Sbarbati, Karin Riis-Jorgensen, Anders Samuelsen, Malcolm Harbour e Diana Wallis hanno depositato due interrogazioni al Parlamento Europeo per fare luce sulla normativa italiana in materia di giochi e scommesse. Le Incompatibilità con il Trattato e violazione di numerosi principi europei da parte dello Stato italiano, sono gli argomenti delle sue interrogazioni.
In particolare, un’interrogazione ha come oggetto la sentenza Gambelli del 6 novembre 2003, in cui la Corte di Giustizia Europea dichiarava l’incompatibilità della normativa italiana in materia di giochi e scommesse con gli articoli del Trattato che sanciscono la libertà di stabilimento e prestazione dei servizi. A seguito di questa sentenza la Corte di Cassazione ha formulato una propria interpretazione della sentenza in oggetto, non conformandosi alle direttive della Corte di Giustizia. Tale posizione ha comportato la palese violazione del principio di supremazia del Diritto Comunitario sul diritto nazionale.
Pannella, leader del Partito Radicale italiano e membro dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa, ha inoltre accolto le istanze di Stanley International Betting per operare in Italia su licenza.
La seconda interrogazione, complementare alla precedente, esamina nel dettaglio le ripetute violazioni del Trattato commesse dallo Stato Italiano dal 1999 ad oggi.
Tra il 1999 e il 2004, infatti, la Commissione Europea ha avviato diverse procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia per avere penalizzato gli operatori di giochi e scommesse autorizzati da altri Stati Membri. Oltre alla violazione della libertà di stabilimento, la Commissione ha ravvisato infrazioni anche nelle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi e delle disposizioni relative alle procedure di ricorso in questo settore. Le violazioni hanno riguardato anche la normativa sugli aiuti di Stato che l’Italia ha concesso a società che operano nel mercato dei giochi e delle scommesse.
Oggi Marco Pannella, Luciana Sbarbati, Karin Riis-Jorgensen, Anders Samuelsen, Malcolm Harbour e Diana Wallis chiedono pertanto alla Commissione Europea come intende intervenire per ovviare alla situazione di incertezza giuridica cui sono costretti gli operatori degli altri Stati Membri e per mettere fine alle violazioni che lo Stato Italiano continua a perpetrare.
Questo il commento di Adrian Morris, Director of Finance – Betting Division, Stanley Leisure: “Gli operatori stranieri sono costretti in uno stato di estrema incertezza. Non hanno modo di esercitare i propri diritti e dunque offrono i loro servizi attraverso centri di trasmissione e siti web che spesso sono a loro volta oggetto di ingiustificata repressione. Le garanzie per il consumatore e l’attenzione agli aspetti di ordine pubblico sono, pertanto, di livello molto inferiore a quello che sarebbe garantito con regole chiare e uguali per tutti. Siamo lieti che parlamentari europei appartenenti a diversi Stati Membri e a differenti schieramenti si siano interessati alla situazione che coinvolge la Stanley e altri operatori e speriamo fortemente che la sua iniziativa possa rendere più trasparente e concorrenziale il mercato italiano del gioco e della scommessa sportiva. Ci auguriamo dunque che i clienti italiani possano trarre vantaggio da condizioni di libera e corretta concorrenza in un mercato ben regolatoâ€







