Messaggioda mandit » 04/03/2003 - 19:44
Interessante questa discussione. Vediamo un po'.
Non tutti hanno la fortuna di fare un lavoro che gli piace, io mi ritengo tra questi e me lo sono sudato parecchio negli anni. Certo potrebbe darmi più soddisfazioni, anche economiche, ma anche meno, molte meno. Non è poco.
Scommettere è un vizio-passione che mi ha visitato a fasi alterne per tutta la vita. In passato c'ho smollato parecchi soldi prima di migliorare. Adesso direi che me la cavo, con alti e bassi, ma me la cavo anche grazie a questo forum. Quello che proprio non mi riesce, per indole, è tenere i conti. Non ce la faccio assolutamente. So che nel 2003 per ora sto vincendo, ma non so quanto, lo so a occhio, me ne rendo conto quando verifico i conti dei vari book che ho aperto (ancora pochi, li aumenterò un po' alla volta). Considero questo aspetto del mio carattere un grave difetto sul quale lavorare, dopo aver lavorato a fondo (ma non ancora abbastanza) sul modo di scommettere.
Vivere di scommesse? No, non fa per me. E non perché io sia uno che ha paura a mettersi in gioco: nel mio lavoro ho scommesso forte cinque anni fa, poteva andarmi male e mi sarei trovato nella m... E' andata bene, ma è stata davvero una scommessa. E potrei farne ancora, anche se non sono più un ragazzino.
Quando dico che vivere di scommesse non fa per me penso proprio alla routine-lavoro che potrebbe assalirmi. Capisco Anti, che ha un altro spirito, un altro carattere. Ma io temo davvero che poi scommettere non mi piacerebbe più come adesso. E allora che senso avrebbe?
Faccio un esempio un po’ strambo per tentare di spiegarmi: ho un amico che dà l'assalto a qualsiasi donna incontra, bella, brutta, grassa, magra, giovane, vecchia... qualsiasi, va sempre bene. Insomma per lui è diventato anche quello un lavoro. A me una cosa del genere, scusatemi, fa davvero inorridire. Che diavolo di gusto c'è se non ci trovi nessuna differenza?
Ecco, temo che se la scommessa diventasse un lavoro, perderebbe, per me, quel suo aspetto di trasgressione (ragionata) che più mi attira. Temo che non mi piacerebbe più. E magari dovrei sostituirla con qualcos’altro.
Boh, spero di essere riuscito a spiegare, sia pure confusamente me ne rendo conto, le mie sensazioni.