Vi voglio raccontare una storia che può essere istruttiva ed educativa anche per i più piccini...
Ieri vado a prendere Agassone in stazione e lo trovo in forma come non mai, con una strana
camicia viola intenso dalla peculiare abbottonatura che al mondo avrebbero l'ardore di indossare solo lui, Brad Pitt in Ocean's Eleven e Costantino Vitaliano (la suddetta camicia non ha i bottoni equidistanti come quelle di noi comuni mortali, bensì li ha raggruppati a 3 e 3 con ampi spazi tra le terzine

).
Lo carico e andiamo a casa a vedere il quinto set di gonnella che Agassone aveva diverse gamborelle sullo scottish, ovviamente giocate a caso mentre era in treno partendo con una bet orrorifica al 15% su Murray
Dopo la partita faccio rotta verso un aperitivo-cena e siccome Agassone è un falso accomodante che vuole i suoi agi, c'è il problema di trovargli una stanza perché non può dormire sul divano in salotto in cui la mattina dopo noi lavoratori (io e il mio coinquilino) dovremo transitare per fare un caffè e uscire di casa... ok ci sta, pretesa comprensibile. Alla prima svolta su via tiburtina adocchio subito il "tradizionalissimo" Hotel Felice, 2 stelle, una struttura alberghiera di sicuro riferimento nella zona popolare in cui vivo, quella di S. Lorenzo (non l'avevo mai visto prima). Agassone scende con passo baldanzoso e siccome la crisi ha colpito anche gli imprenditori comodi come lui, una stanza a Roma a €60 euro non si può mica rifiutare

, e anche se non c'è il bagno in camera completa il deal e corrompe l'anziano consierge per ottenere un late check out delle 11:00 anziché le previste 10:00 del regolamento alberghiero.
Dopo siamo liberi di andare all'aperitivo dove ci aspettano femmine di un certo livellame (Agassone potrà confermare...). L'apoteosi della serata, però, lo si raggiunge già al momento di parcheggiare. Squilla il cell di Agassone.
«E' l'albergo», mi fa. «c***o lo sapevo che non dovevo dargli il numero a quel vecchio rincoglionito!».
«E vabbè» dico io, «rispondi, cosa vuoi che sia...»
Agassone risponde e inizia a fare facce strane. Dall'altra parte c'è il vecchio consierge, che chiameremo Sergio per motivi di assonanza.
Sergio gli dice «Salve signore».
Agassone cortesemente risponde «Salve, mi dica».
«Volevamo sapere» dice Sergio «se lei ha dei documenti validi e in regola».
Evidentemente l'Hotel Felice è abituato ad un tipo di clientela particolare...
Ad ogni modo poi raggiungiamo queste amiche tra cui la peratissima Giulia

, sguardo da cerbiatto alla Olivia Newton John e dolcissimo sorriso ammaliante: dopo due minuti Agassone è già pazzo di lei. Inizia ad inanellare una serie infinita di bicchieri di vino bianco, che tanto l'aperitivo era open bar seppur con Vermentino di infima qualità, e dopo mezz'ora è chiaramente già sbronzo. Sogna in grande un altro po' immaginandosi felice nel letto dell'Hotel Felice, ma poi ha una netta presa di coscienza e dei suoi limiti e davanti alla Giulia si butta giù con ironia esclamando uno strepitoso:
«Ma tu come puoi venire con uno che non ha nemmeno il bagno in camera?!?»
LEGGENDARIO
Inutile dirvi che quando la Giulia è stata ad un certo punto importunata da un signore attempato, Agassone ha giustificato la possibile debacle con una serie di «Quello lì avrà il bagno piastrellato di mosaici», «Deve essere Richard Ginori» and so on...
SOCCIA CHE CRETINO!!!