Ecchime qua, scusate il ritardo. Dunque, che dire: una figata pazzesca!
Trattati da signori da Betfair e scusate se è poco. Soprattutto grazie a Graham che si è rivelato una persona davvero eccezionale, un inglese davvero sui generis, per me uno dei migliori personaggi di Ken Loach...
Ma andiamo con ordine: arriviamo a Londra. Trasporto da Stanstead a Liverpool Street Station. Prendiamo la metro? «Ma no, facciamo i signori...», mi fa l'Amerigo. E sia. «TAXIIIIIIIIIII».
Appena entrati nel taxi guidato da un omone modello-boscaiolo, c'è giusto il tempo di comunicargli la destinazione e subito volume a palla della radio per ascoltare.......massì, una gara cavallara del primo giorno di Cheltenham...
Alla fine del commento esagitato del cronista, provo a chiedere al tassista se si trattasse effettivamente di Cheltenham...NON HO ALCUNA RISPOSTA. Scende il gelo in taxi, il boscaiolo è scurissimo in volto e io e l'Ameba capiamo che si sarà stirato ben bene...
Arriviamo all'albergo: pienissimo centro a Londra, 4 stelle Deluxe, ognuno in una camera doppia...ma li mortacci degli inglesi, sempre senza bidè e senza miscelatore al lavandino del bagno: risultato, ci si lava solo con l'acqua a temperatura sotto zero....BRRRRRRRRRR.....
La sera siamo ospiti di Graham in un bellissimo pub sul Tamigi: facciamo amicizia con una coppia, lui inglese vissuto in Italia, lei cubana da schianto con 2 gambe infinite....
Ma poi arriva il giorno dopo.........: CHELTENHAM. Beh, il ricordo è, per me, bellissimo: non solo perchè non ero mai stato in un ippodromo, ma per una serie di motivi.
Vedersi sfilare sotto il naso i cavalli volanti sul prato è molto suggestivo: il prato che restituisce il rumore degli zoccoli, il salto a ogni siepe che si rivela un brivido per la folla (60.000 persone, cornice stupenda) e poi la tensione spasmodica che tutti hanno col loro bravo bigliettino della scommessa in mano. Una cosa impensabile qui da noi.
E poi i picchetti, in competizione tra di loro con le quote, l'andirivieni della folla frenetico, il profumo dell'evento che si confonde tra i tailleur color pastello e l'odore insopportabile degli innumerevoli Hamburger-Salsicciotti-Hot Dog-e-birra-a-fiumi...
Nello stand di Betfair stiamo come pascià : mangiamo quando vogliamo al self-service (ma le pietanze sono una ciofeca pazzesca), beviamo, pasteggiamo e, insomma, l'ospitalità è davvero di casa. Una serie di postazioni internet ci consentono di piazzare scommesse a go-go e poi degli inviati di GQ ha già detto tutto Amerigo (diciamo che erano ambedue a digiuno di scommesse e che, a contatto con me e Amerigo, qualche dubbio esistenziale sul tempo perduto gliel'avremo fatto venire...)
Comunque avrete riconosciuto Luca Sofri, figlio di Adriano e qualche tempo fa in Tv su LA7. Una persona per bene e a modo, senza dubbio. Attendiamo il servizio sul mondo del betting su GQ di Maggio.
E poi lo studio frenetico sul mitico "Racing Post", la tensione sul volto degli inglesi durante le corse, il silenzio irreale, i «C'MOOOOOONNNNNN!!!!!!!» che si sprecano a 200 mt. dall'arrivo, la voglia di vivere questa specie di "Oktober Fest" cavallaro come un vero evento annuale...
Beh, ragazzi, quella di Cheltenham è un'esperienza da fare, ve l'assicuro, anche se i prezzi sono alquanto proibiitivi (quello nostro costava 60 sterline, anche queste offerte dal gentilissimo staff di BF).
Per il resto ha detto tutto Amerigo. Probabilmente ho anch'io, da adesso, un po' le stimmate del cavallaro....
LUNGA VITA A CHELTENHAM E GRAZIE ANCORA GRAHAM!
