Messaggioda guest-dg-48-28323 » 26/07/2015 - 16:26
Alle tue due domande retoriche non si può che darti ragione,ovviamente, ed è per questi motivi che Snai fa schifo,ma io sottolineavo solamente che è la motivazione che è stata data ad essere del tutto,purtroppo, pertinente.I problemi di quota,scommessa,volumi di scommessa,corse fatte,informazioni private e dunque truffaldine,volumi di accettazione,percentuale delle quote fisse,prelievi al totalizzatore,giurie corrotte,gioco scommesse degli addetti ai lavori,doping,aggi dei concessionari, ecc. non si possono considerare separatamente,ma come un tutt'uno inscindibile.Non ragionando in questo modo le contraddizioni sono macroscopiche,come quella di cui tu parli,ma assolutamente non risolvibili:è la Snai che non si deve(per prima) proporre come book istituzionale o sono gli addetti ai lavori(per primi) che non devono fare le corse?E' come chiedersi se è nato prima l'uovo o la gallina.L'unica risposta sensata a queste "contraddizioni" è:scommetteremo nuovamente quando il tutto sarà sistemato,il che significa sistemare tutto o chiudere definitivamente e quando e se ciò avverrà potremo sempre dir loro che l'hanno voluto e meritato.Non mi risulta che vi sia una legge speciale che autorizza tutti questi soggetti a rubare impunemente.Smettere di giocare-scommettere sulle corse dei cavalli(per ora) è l'unico modo(forse) per vedere un'ippica sana,alimentare un ambiente similare è un delitto.Un'ippica sana può essere un divertimento,costoso il giusto,le slots,i gratta e vinci,le corse virtuali sono sfruttamento-alienazione mentale.Gli amanti dell'ippica reale possono cercare di difendersi,il popolo delle slots non ha speranza alcuna:cerchiamo di farlo!