sareste in grado di fare le quote di una corsa di cavalli?
Inviato: 18/07/2015 - 18:44
da jacopo21
http://www.sportinglife.com/racing/race ... e-handicapla corsa e' questa,le quote gia ci sono..alcune si son mosse molto,altre meno..secondo voi chi e' il più puntato dalla massa?
secondo me quello che ha vinto!..e con la massima onesta,voi sareste in grado di dire chi e' il favorito,il controfavorito,chi sta fra 8-12 come quota?
gli ultimi 5 minuti succedono sempre un sacco di cose che a noi umani non son concesse sapere,le voglio escludere dalla valutazione..prendo a riferimento le quote prima che arriva il turbine di denaro..voi a che quota avreste fatto partire,a 10minuti dallo start(prima che arriva il turbine di denaro) i primi 5 cavalli(da tornaby ad amood)..
e dei chiari sfava,partiti a 30 di quota (roayah-my single malt-lazarus bell) avreste fatto royah a 15,mentre gli altri 2 rimasti allo stacco a @30-35?
insomma,facendo finta di non sapere,che quote avreste fatto dei cavalli in questa gara?
Re: sareste in grado di fare le quote di una corsa di cavall
Inviato: 18/07/2015 - 18:47
da jacopo21
mi rendo conto che e' impresa estremamente ardua...anche bf si cimenta nello stabilire un fattore di riduzione,e dunque una quota, e sbaglia pesantemente sempre..
Re: sareste in grado di fare le quote di una corsa di cavall
Inviato: 20/07/2015 - 16:30
da guest-dg-48-28323
Fare le quote di qualsiasi evento è estremamente arduo per chiunque.Agli albori del calcio-scommesse in Italia quasi nessuno,se non nessuno, era in grado di uscire con quote sensate e si vedevano quote allucinanti,per cui con percentuali al 120 soventissimo si sarebbe potuto effettuare surebets,ossia scommettere sui tre risultati guadagnando in tutti i casi.Quando rimasero a far le quote quei pochi,pochissimi,forse uno solo, in grado di affrontare il problema tecnicamente le cose andarono a posto ed i banchi cominciarono a mietere utili.Il problema universale è questo:non è possibile fare le quote, se gli eventi non sono regolari o se le informazioni non sono condivise equamente tra gli scommettitori.E' il motivo per cui i bravi quotisti dell'ippica non sono mai stati solamente dei bravi tecnici,pur essendo certamente necessaria la competenza,ma essenzialmente degli informati al pari della punta o più della punta e dei fabbricatori o se preferite contro-fabbricatori.Com'era e com'è strutturata l'ippica non vi è altra possibilità.Esempio:se devo fare delle quote non sapendo se x manda y oppure no(e la punta lo sa) come posso far la quota,parimenti se un cavallo rientra,se è stato "curato",come ha lavorato,se l'ultima ha steccato, perchè ha perso un ferro oppure no oppure se la corsa è fatta o semplicemente aveva del catarro(ormai è un ritornello.....),se ha fatto un viaggio tragico per giungere all'ippodromo?Possiamo parlare di quote e di quotisti solo con eventi regolari,tranne rarissime eccezioni,ma se la regola assoluta è quella dell'ippica-italica si possono fare le quote schifose dei concessionari attuali.ma gli informati-fabbricatori portano via al banco,che com'è ovvio recupera con qualche contro-fatta e soprattutto massacrando coloro che giocano-scommettono di bello e devono perdere percentuali bulgare, per consentire ai ladroni ippici di lucrare ed ai concessionari semi-impallinati da costoro di fare comunque qualche utile,nonostante vi sia un quotista di un concessionario che tira fuori delle quote "sufficientemente ciucche" da far fare utili ai suoi compari,senza dar troppo nell'occhio(occhi chiusi,ovviamente),tanto il tutto viene rimborsato dai soliti sprovveduti(gli amici scommettitori,come li definiscono gli pseudo-giornalisti).Poi affermano che il calo di gioco è "disaffezione generazionale","concorrenza sleale","un briciolo di prelievo in più(Zamai dice sovente che le quote sul 140 sono più che concorrenziali),"le quote schiacciate dei favoriti" ecc. ecc.Sintetizzando:non c'è corsa tra fabbricatori e quotisti,i primi fanno sempre un canter.