La tv ippica e le quote dei favoriti....
Inviato: 24/04/2015 - 10:55
Guardando la TV ippica sentirete soventissimo discutere i giornalisti tra di loro su quanto vale il favorito x o y e la risposta,quasi una litania,è sempre uguale:la quota è troppo bassa ed i concessionari che gestiscono il banco a quota fissa non vogliono rischiare nulla ed offrono una quota del favorito "schiacciata",non invogliando gli scommettitori a far volume.Questa discussione,in apparenza a favore dello scommettitore,è in realtà una mistificazione del problema.Il medesimo problema si era verificato nel calcio-scommesse(chiamatelo come volete,toto-nero o altrimenti) dove la pletora di banchi veniva pressata da giocatori-scommettitori ad offrire la quota delle favorite più alte,rischiando ovviamente di più.Anche in questo caso l'osservazione era una mistificazione.Mi spiego meglio.Il banco ha diritto "completo ed assoluto" di offrire la quota che ritiene a lui più conveniente e la quota stessa non è sindacabile da nessuno(intendo se gli eventi sono regolari,se sono truccati tutti i discorsi vanno a farsi friggere).A questo punto può sembrare che io sia dalla parte dei concessionari avidi e incapaci o dalla parte dei banchi dell' ex calcio-scommesse similari,ma così non è.Il banco può fare la quota del favorito, che gli pare e piace,ma deve attenersi a delle percentuali enormemente più elevate.Il risultato è,per esempio,che i tre-quattro favoriti marci di PG,a 20%,ad Albenga,porterebbero i vari contro-favoriti o outsiders a quota doppia e quindi......
Già trenta-quaranta anni or sono i picchetti alla Remigio Gandolfi (Tutti)operavano in maniera simile(anche se non esasperata come oggi giorno) ed i risultati erano similari,con la variante(pur minima),che clandando, i clandestini veri oppure i clandestini-picchettari, riequilibravano,in piccola parte il gap-quote fisse.
So di non avere evidenziato niente di nuovo,ma,a volte sottolineare le "finte verità" o "le verità apparenti" o "mezze verità", utilizzate per danneggiare ancor più la controparte debole può servire a farla risvegliare in massa ed organizzare una mini-rivoluzione(ippica),che potrebbe estrinsecarsi sia con l'astensione totale dello scommettere, sia nel "tentare" uno o più concessionari a saltare il fosso,offrendo quote tipo Inglese(appena pagheranno tasse sulle vincite e non sui volumi,a meno che non sia già così ed io non ne sia al corrente),adoprandosi per schiacciare le fatte e le informazioni interne senza pietà(come diceva una vecchia pubblicità"contro lo sporco più sporco").
Già trenta-quaranta anni or sono i picchetti alla Remigio Gandolfi (Tutti)operavano in maniera simile(anche se non esasperata come oggi giorno) ed i risultati erano similari,con la variante(pur minima),che clandando, i clandestini veri oppure i clandestini-picchettari, riequilibravano,in piccola parte il gap-quote fisse.
So di non avere evidenziato niente di nuovo,ma,a volte sottolineare le "finte verità" o "le verità apparenti" o "mezze verità", utilizzate per danneggiare ancor più la controparte debole può servire a farla risvegliare in massa ed organizzare una mini-rivoluzione(ippica),che potrebbe estrinsecarsi sia con l'astensione totale dello scommettere, sia nel "tentare" uno o più concessionari a saltare il fosso,offrendo quote tipo Inglese(appena pagheranno tasse sulle vincite e non sui volumi,a meno che non sia già così ed io non ne sia al corrente),adoprandosi per schiacciare le fatte e le informazioni interne senza pietà(come diceva una vecchia pubblicità"contro lo sporco più sporco").