Dibattito FONDAMENTALE per la sopravvivenza dell'ippica.
Inviato: 02/08/2014 - 08:45
Ho letto su Gaet una riflessione di uno dei peggiori pseudo-ippici presenti in Italia,D'Alesio,che il 99% delle volte dice ignominie dovute agli sporchi interessi suoi e del settore,ma che nel caso specifico afferma una necessità che credo debba essere dibattuta da tutti coloro che hanno a cuore la sopravvivenza delle corse dei cavalli in Italia.Mi riferisco al dibattito che ho più volte cercato,senza fortuna,di far nascere riguardo al non permettere agli addetti ai lavori(tipo i Gasparini) di scommettere(Zuccoli diceva addirittura che questo pseudo-scommettitore,scommettendo faceva del bene all'ippica e Zuccoli non è assolutamente un disonesto...quindi è solamente cecità,nel senso di Saramago).Peraltro,afferma D'Alesio,la scommessa in Italia è vietata a guidatori,fantini,allenatori,proprietari,agli addetti ai lavori pena la radiazione ed ai dipendenti delle società di corse,pena il licenziamento.
A mio avviso non è solamente una questione di legalità o meno,ma di semplice buon senso comune.Com'è possibile non capire(o fingere di non capire) che un allenatore(tipo Gasparini) nel momento che effettua una scommessa non rende più credibile tutto il mondo delle scommesse per qualunque scommettitore,anche poco raziocinante possa essere?.Gli addetti ai lavori non devono lucrare,nè pensare di lucrare sulle scommesse,se si vuole che queste possano funzionare,nemmeno indirettamente e quindi non devono dare informazioni "private",ma solo "pubbliche".Qualche cosa si è mosso in tal senso ed ora l'informazione giornalistica cerca di darne,nel disperato tentativo(strumentale) di riacquisire scommettitori,ma è tutto l'ambiente che deve comprendere una tale imprescindibile necessità.Questa "imprescindibile necessità" è quella che chiede a gran voce l'espulsione di coloro che nella pseudo-ippica hanno fatto e fanno le fatte,ma anche di coloro che informano "privatamente" e quindi anche di coloro(interni all'ambiente) che lucrano od anche solamente cercano di lucrare sul gioco-scommesse.E tutto ciò vale non solo per il presente,ma anche per il passato,perchè è il passato che ha provocato il disastro ed è stato provocato dagli addetti ai lavori e non dai politici,come si cerca di far credere, spudoratamente.
Volete o vogliamo un'ippica funzionante?Solo gli scommettitori possono finanziarla e quindi bisogna dar loro tutto quello che loro spetta,senza infingimenti e senza mezzi termini,facendo capire agli addetti ai lavori che il gioco-scommesse non è "COSA LORO", ma "cosa degli scommettitori",al 100%.
A mio avviso non è solamente una questione di legalità o meno,ma di semplice buon senso comune.Com'è possibile non capire(o fingere di non capire) che un allenatore(tipo Gasparini) nel momento che effettua una scommessa non rende più credibile tutto il mondo delle scommesse per qualunque scommettitore,anche poco raziocinante possa essere?.Gli addetti ai lavori non devono lucrare,nè pensare di lucrare sulle scommesse,se si vuole che queste possano funzionare,nemmeno indirettamente e quindi non devono dare informazioni "private",ma solo "pubbliche".Qualche cosa si è mosso in tal senso ed ora l'informazione giornalistica cerca di darne,nel disperato tentativo(strumentale) di riacquisire scommettitori,ma è tutto l'ambiente che deve comprendere una tale imprescindibile necessità.Questa "imprescindibile necessità" è quella che chiede a gran voce l'espulsione di coloro che nella pseudo-ippica hanno fatto e fanno le fatte,ma anche di coloro che informano "privatamente" e quindi anche di coloro(interni all'ambiente) che lucrano od anche solamente cercano di lucrare sul gioco-scommesse.E tutto ciò vale non solo per il presente,ma anche per il passato,perchè è il passato che ha provocato il disastro ed è stato provocato dagli addetti ai lavori e non dai politici,come si cerca di far credere, spudoratamente.
Volete o vogliamo un'ippica funzionante?Solo gli scommettitori possono finanziarla e quindi bisogna dar loro tutto quello che loro spetta,senza infingimenti e senza mezzi termini,facendo capire agli addetti ai lavori che il gioco-scommesse non è "COSA LORO", ma "cosa degli scommettitori",al 100%.