Messaggioda guest-dg-48-28323 » 25/09/2013 - 14:48
Marco Zamai inneggia giustamente alla proposta,forse solo una voce,per adesso,di ripristinare i books(picchetti) nell'ippica(pseudo per ora),rendendoli dei liberi professionisti,che pagherebbero sugli utili realizzati e non sull'incasso,sebbene non discuta,pur accennandone,al fisso che dovrebbero corrispondere agli ippodromi,che potrebbe avere risvolti particolari,facendo rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta....Verrebbe comunque meno,perlomeno in buona parte,l'interesse per il clandestinaggio,che era gestito in percentuale elevatissima dai medesimi picchettari sia direttamente,sia tramite intermediari,finti indipendenti,ma in realtà loro soci.D'altronde la "coesione" delle varie componenti pseudo-ippiche è conosciuta e conclamata e non è necessario ribadire ciò che tutti sanno....
Ciò che Zamai sostiene fino al ripristino dei books è ampiamente condivisibile,mentre non è assolutamente condivisibile il solito nauseante ritornello per cui l'ippica(pseudo) sia stata distrutta dall'avidità dei politici ecc. ecc.Si è auto-distrutta rubando(fatte+informazioni) agli scommettitori puliti,con i prelievi mostruosi,truffando continuativamente i piccoli proprietari e ottenendo gli allevatori,i proprietari di ippodromi e gli assuntori di gioco tali e tante sovvenzioni e vantaggi(dopo avere avuto il vergognoso monopolio delle scommesse per mezzo secolo) da stufare,come si dice,gli uomini e gli Dei(il potere vero).Non è quindi assolutamente positivo cercare di replicare i vecchi books-ladroni(tranne pochissime eccezioni,che appunto confermano la regola),ma bisogna creare una nuova generazione(e coloro che ambiscono disperatamente ad un nuovo lavoro di certo non scarseggiano),che deve essere professionale,gestire i propri soldi,pagare imposte "solo" sul reddito e non sui volumi,ma non essere ricattata nè dai proprietari di ippodromi,non costituirsi in "associazione di stampo..dubbio...",come ai "bei tempi",potere operare avendo a disposizione un prodotto pulito ossia con corse regolari,ma d'altra parte avere come vincolo e costrizione di operare con quote percentualmente elevate e stabilite,pena l'immediata decadenza della licenza.Tutto ciò sarà possibile,ovviamente,solo dopo il ripulisti nelle categorie(chi ha rubato vada a fare altro,se è in grado),l'introduzione dell'insider trading e con controlli futuri preventivi e successivi sul gioco-scommesse,oltrechè alle informazioni pubbliche,veritiere,costanti,controllate ed obbligatorie date dagli addetti ai lavori agli scommettitori(i clienti che pagano tutto ed a tutto hanno diritto,nel lecito).
I picchettari e l'ambiente interno debbono essere completamente separati.I picchettari non devono potere nè scommettere,nè essere proprietari di cavalli,così come non devono potere scommettere i guidatori,i fantini,gli artieri,gli allevatori,le giurie,i veterinari ecc...I picchetti devono rispettare determinate scoperture(oltre che alle percentuali delle lavagne),piuttosto basse(penso a 300-500 euro),ma devono avere una via diretta per difendersi(offendendo) dalle fatte,ma ancor più dalle cosiddette informazioni.Per sintetizzare:il gioco-scommesse deve essere scorporato dalla parte tecnica-interna e per essere ancora più chiari,gli addetti ai lavori non debbono poter lucrare nemmeno un euro sul gioco-scommesse(nè tentare di farlo,anche se non andasse a buon fine) sia direttamente che indirettamente,pena lo stralcio immediato della licenza.
A queste condizioni "w la reintroduzione" dei books.Alle condizioni dei vari Zamai e similari sarebbero solamente una nuova cosca,inutile ed anzi dannosa per un ippica vera.