Finanziamenti per l'ippica....
Inviato: 16/10/2012 - 11:51
Quando si sentono le richieste della pseudo-ippica su finanziamenti viene da rabbrividire,sia che li chiedano allo Stato,al Coni,alle slots o in altri modi.
Il finanziamento dell'ippica deve venire quasi esclusivamente dalle scommesse(scommettitore=cliente) e poi da interessi vari collaterali quali sponsors,proprietari disposti a perdere(non esageratamente) per la propria passione(hobby) oppure attività quali bar o ristoranti negli ippodromi ecc.
Una forma di finanziamento, che potrebbe essere fondamentale nell'ambito delle scommesse sarebbe imitare l'operazione dell'ippica Inglese con Betfair,che ha accettato di sborsare all'ippica Inglese circa 40 milioni di sterline e si è impegnata a girare all'ippica il 10,5% dei suoi introiti ippici a favore della stessa.Mi sembra una strada ampiamente percorribile e sensata.Ovviamente ricadiamo sempre nel "punto dolente":se Betfair(o altri betting-exchanges) operasse nella pseudo-ippica italiana sarebbe una farsa-tragedia e sarebbe irregolare al 100% anche il Derby(ora non è regolare,ma la percentuale è più bassa).Per potere percorrere strade percorribili,come questa,è necessario che la pseudo-ippica diventi ippica e la strada obbligata è l'eliminazione degli pseudo-ippici.In caso contrario neanche l'ignobile 185 o similari potrà mantenere in vita le scommesse sulle corse dei cavalli.
PS.Betflag non è certamente la scommessa ippica,ma quella pseudo-ippica.L'altro giorno c'erano le quote dei piazzati su una corsa numerosa,mi sembra a Montegiorgio(ma non sono sicuro del campo) al 545!(ossia al 185 sui piazzati!) e neanche nei miei più peggiori incubi, in sogno, ho visto una cosa simile.Togliere le licenze a simili persone non è solo fare del bene alle corse dei cavalli,ma all'umanità intera.Uno scommettitore pulito, che scommettesse su corse simili avrebbe delle quote all'incirca al 230/240=185 ufficiale+prelievo occulto!
Il finanziamento dell'ippica deve venire quasi esclusivamente dalle scommesse(scommettitore=cliente) e poi da interessi vari collaterali quali sponsors,proprietari disposti a perdere(non esageratamente) per la propria passione(hobby) oppure attività quali bar o ristoranti negli ippodromi ecc.
Una forma di finanziamento, che potrebbe essere fondamentale nell'ambito delle scommesse sarebbe imitare l'operazione dell'ippica Inglese con Betfair,che ha accettato di sborsare all'ippica Inglese circa 40 milioni di sterline e si è impegnata a girare all'ippica il 10,5% dei suoi introiti ippici a favore della stessa.Mi sembra una strada ampiamente percorribile e sensata.Ovviamente ricadiamo sempre nel "punto dolente":se Betfair(o altri betting-exchanges) operasse nella pseudo-ippica italiana sarebbe una farsa-tragedia e sarebbe irregolare al 100% anche il Derby(ora non è regolare,ma la percentuale è più bassa).Per potere percorrere strade percorribili,come questa,è necessario che la pseudo-ippica diventi ippica e la strada obbligata è l'eliminazione degli pseudo-ippici.In caso contrario neanche l'ignobile 185 o similari potrà mantenere in vita le scommesse sulle corse dei cavalli.
PS.Betflag non è certamente la scommessa ippica,ma quella pseudo-ippica.L'altro giorno c'erano le quote dei piazzati su una corsa numerosa,mi sembra a Montegiorgio(ma non sono sicuro del campo) al 545!(ossia al 185 sui piazzati!) e neanche nei miei più peggiori incubi, in sogno, ho visto una cosa simile.Togliere le licenze a simili persone non è solo fare del bene alle corse dei cavalli,ma all'umanità intera.Uno scommettitore pulito, che scommettesse su corse simili avrebbe delle quote all'incirca al 230/240=185 ufficiale+prelievo occulto!