Condivisione e comprensione del problema basilare
Inviato: 13/12/2011 - 11:06
Voglio insistere sull'argomento seguente, perchè ritengo che sia fondamentale per un eventuale continuazione delle corse e che ritengo non sia perlopiù compreso nella giusta luce.Quasi tutti affermano che tutti gli sports e dovunque si scommette vi sono irregolarità varie:ciclismo,tennis,calcio ecc.(ed è,purtroppo,vero ed indubitabile),ma bisogna riflettere alla peculiarità dell'ippica,che credo sia la sola che si regge esclusivamente sul gioco scommesse ed è l'unica che vincola coloro che sono gli attori principali(gli addetti ai lavori) alla più assoluta ed obbligatoria regolarità ,poichè lavorano,mangiano,vivono quasi esclusivamente con questi soldi(il quasi è "regalato",poichè l'altro introito, che dovrebbe provenire dallle perdite dei proprietari, in Italia, non esiste "quasi" più,per il semplice motivo che i grossi proprietari italiani o perdono poco o guadagnano(essendo proprietari-allevatori), oppure sono gli addetti ai lavori stessi i piccoli proprietari.La posizione degli addetti ai lavori in Italia,che lucrano sul gioco-scommesse, è equivalente ai croupiers di casino' che rubano dei pezzi sul pagamento dovuto ai clienti,quindi irregolarità -furto e reato.Voglio fare un esempio per far capire la differenza.Io giocavo a biliardo delle cifre notevoli e sovente vi erano persone,del tutto scollegate con me,che a volte scommettevano su di me ed a volte mi rimproveravano, perchè affermavano che non avevo voluto vincere.Soventissimo non era vero,ma alcune volte lo era,non perchè io fregassi qualcuno,ma semplicemente perchè ritenevo non mi convenisse "tirare",poichè stavo tentando di scommettere molto di più un'altra volta o stavo cercando di apparire più debole per riuscire a combinare una partita favorevole.Questa però non era una scorrettezza, perchè io non prendevo un cents da coloro che scommettevano per loro decisione, niente dovevo loro nè li invitavo a scommettere e rispondevo che questi erano affari miei(anche perchè non ero d'accordo con i loro avversari-scommettitori).La differenza con l'ippica è proprio quì:se io fossi campato sui soldi di coloro che dall'esterno scommettevano avrei dovuto comportarmi in modo del tutto diverso e non avrei potuto rispondere"se voglio tiro e se no mollo",così come fanno ogni giorno della loro esistenza gli addetti ai lavori.
Nessuno può razionalmente spiegare(è un punto di vista che fa' comodo agli addetti ai lavori-ladri),dal punto di vista pratico,che è così difficile bloccare gli addetti ai lavori ai quali il discorso deve essere"prima ti spieghiamo ciò di cui ho parlato sopra,poi tu puoi provare a scommettere o a far scommettere,ma la prima telefonata intercettata o il primo legame dimostrato tra te e qualcun altro(e non è assolutamente difficile farlo,come si pensa a volte) ti strappo la licenza e se non ti prendi una condanna penale sei stato molto fortunato".L'ippica mantenendosi esclusivamente con il gioco-scommesse ha degli obblighi tassativi,invece risponde dicendo"tu mi dai lo stipendio,ma io vengo a lavorare quando voglio e se voglio,faccio il tipo di lavoro che voglio,ammesso che abbia voglia di farlo".Provate a dirlo e farlo nelle aziende in cui lavorate.Gli addetti ai lavori ippici godono forse di diritti diversi dagli altri?Ritengo questo cambiamento dell'avvertire il "problema basilare",a mio avviso,del fallimento dell'ippica italiana ed intendo nel "sentire comune" e non solamente negli addetti ai lavori,l'unica vera possibilità di continuazione(seppur ridimensionata) delle corse in Italia.
Nessuno può razionalmente spiegare(è un punto di vista che fa' comodo agli addetti ai lavori-ladri),dal punto di vista pratico,che è così difficile bloccare gli addetti ai lavori ai quali il discorso deve essere"prima ti spieghiamo ciò di cui ho parlato sopra,poi tu puoi provare a scommettere o a far scommettere,ma la prima telefonata intercettata o il primo legame dimostrato tra te e qualcun altro(e non è assolutamente difficile farlo,come si pensa a volte) ti strappo la licenza e se non ti prendi una condanna penale sei stato molto fortunato".L'ippica mantenendosi esclusivamente con il gioco-scommesse ha degli obblighi tassativi,invece risponde dicendo"tu mi dai lo stipendio,ma io vengo a lavorare quando voglio e se voglio,faccio il tipo di lavoro che voglio,ammesso che abbia voglia di farlo".Provate a dirlo e farlo nelle aziende in cui lavorate.Gli addetti ai lavori ippici godono forse di diritti diversi dagli altri?Ritengo questo cambiamento dell'avvertire il "problema basilare",a mio avviso,del fallimento dell'ippica italiana ed intendo nel "sentire comune" e non solamente negli addetti ai lavori,l'unica vera possibilità di continuazione(seppur ridimensionata) delle corse in Italia.