__3__ ha scritto:La vittoria di Wollow nelle 2000 ghinee del 76 con il "mostro" in sella
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questa poi è una scelta che mi fa emozionare ancora oggi a distanza di sette lustri, e devo ringraziare __3__ perchè non l'avevo cercata sul "tubo" e ora la metto in una speciale videoteca
che giornata

....non sapevo dove mettere le sterline e il tutto che ripeteva esattamente la scena di 12 mesi prima, ancora un protagonista in bianco e rosso, Bolkonski.
L'Avvocato che fingeva impassibilità con un lieve sorriso, ma in realtà (me lo confessò due ore dopo) avrebbe voluto comportarsi come quando la sua amata Lazio vinceva un derby
E intanto ho trovato una corsa vinta proprio da Bolkonski nel 1975, le "Sussex Stakes" (è la seconda nel video)
e c'è un motivo ulteriore per cui mi piace ricordare Bolkonski: il fatto che lo si può definire una creatura di uno dei più grandi alenatori e uomini del turf italiano di tutti i tempi:
Lorenzo Brogi, detto anche Sir Lorenz, anche lui come i Renzoni, i Miliani, i Cumani, i Botti e altri, faceva parte di una dinastia ippica.
Il fondatore fu Alfredo, prima della Grande Guerra. Veniva da una terra aspra come allora era decisamente la Maremma, Roccastrada per la precisione. Ma dove già esisteva una profonda cultura del cavallo.
Lavora duro il Sor Alfredo, non si parte certo nella elite a quei tempi per uno che viene da Roccastrada; ma la strada la fa a grandi passi. Anche con Luchino Visconti, grande proprietario di cavalli oltre che regista, e infine con la grande "Mantova" di quei irripetibili signori che furono Gino e Luciano Mantovani.
Una scuola che forgia anche il figlio Roberto (Big Bob) e in seguito pure Lorenzo che è stato anche jockey sia in piano che ostacoli.
E poi mettono su...bottega. La fortuna, oltre la bravura, li aiuta: trovano Endo, un figlio di Tissot, che vince a cavallo dei '70, cifre importanti.
Poi vegono Diaspro e Prisco, ma il capolavoro è Royal Paste, preso a vendere mezzo zoppo, tutto fasciato. Diventa un ottimo corridore.
Da allora in poi i due "ragazzi Brogi" troveranno il meglio del turf italiano che chiederà i loro servigi.
Lorenzo inizia con Joseph Cassar e poi tutto il gotha nazionale: la "Cieffedi" appunto, la AJB dei Balzarini, la "Spineta" dei Palmieri (Moon Ingraver che vince l'"Astartè" a Deauville nel 1980), la "Nordovest" di Luciano Crespi e Aldo Cirla (viene il nodo in gola a ricordare questi nomi vero?) e poi la "Nuova Sbarra" di ergio Scarpellini e la "Colle di Papa" di Mario Masini.
E intanto si forma un nuovo Brogi: Fabio il figlio di Lorenzo.
Uomo riervato, Lorenzo Brogi, quasi scontroso se uno non lo conosceva. Invece nascondeva un animo nobilissimo e una passione sconfinata per il suo lavoro e i cavalli.
E' scomparso il 19 agosto del 2008, a 77 anni, e in tale occasione meritava una maggiore attenzione soltanto per l'esempio che aveva dato ai più giovani che hanno provato a seguirne le orme (pochissimi purtroppo ci sono riusciti, ma questo fa parte della "Nuova Ippica Italiana"

).