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26.12 2010 Gala' Internazionale del trotto

Inviato: 26/12/2010 - 21:12
da libromaker
Gala' Internazionale del trotto.
Premessa.
Chi di voi mi conosce sa' che sono un appassionato delle corse al trotto
francesi.
Oggi non ero a casa, ma essendoci un programma stellare a Vincennes, registro da Equidia (TV ippica francese). Alla fine mi accorgo che ho registrato anche il Gala' di Roma (c'e' gioco anche sul tot francese): non mi interessa granche', ma ci sono anche Lisa America e Lana del Rio che spesso bazzicano sul Plateau du Gravelle e allora guardiamo...
Irving Rivarco, secondo in corda, sposta in arrivo per battere Lisa America, battistrada tutta strada ed in arrivo ferma di passo...Anche
Irving non ne ha molta, ed il suo driver (R.Vecchione) scalcia una, due, tre, quattro volte (si vede bene in primo piano) il cavallo oltre che frustinarlo ripetutamente....forse in Francia non sono abituati, tanto che
i commentatori di Equidia (erano tre) nel reply della retta dicono:
"regardez...regardez...il tape le cheval avec la jambe, une, due, trois fois et encore" dice uno dei tre (P.E.Mary) e l'altro..."sont des italians...". Non credo di avere sentito bene dal francese; ascolto due, tre volte...si hanno proprio detto "sont des italians".
Premetto ancora che R.Vecchione qualche anno fa' fu sospeso per l'utilizzo
di frustino chiodato, e che comunque in generale e' un ottimo driver che tira fuori tutto dal cavallo.
Considerazioni?
- i francesi tendono a guardarci dall'alto al basso (nell' ippica a ragion veduta ) e spesso siamo oggetto di apprezzamenti irrisori.
- non e' la prima volta che mi capita di ascoltare dileggio du Equidia quando si parla di Italia ed italiani: non so' se essere disgustato dal comportamento dei francesi (di solito sono dei giornalisti ippici, ma credo che sia un opinione diffusa), oppure se comprendere le loro motivazioni e vergognarmi di essere italiano...
Dite la vostra.

A bientot.

Inviato: 26/12/2010 - 21:23
da Bega
Ciao brokmaker,

ho visto il Galà  e in effetti all'arrivo si notava una certa voglia di Vecchione di arrivare al palo con Irving.. :lol:

Seguo discretamente anche il trotto francese, dove per discretamente si intende quando il palinsesto italiano permette di giocarlo..quindi, insomma..
in ogni caso, per le poche corse che vedo, difficilmente vedo i cavalli sostenuti come si fa qui in Italia..sarà  dovuto al diverso rispetto per l'animale, o forse anche a uno stile di guida diverso!!

In ogni caso, mi sembra che anche qui stiamo producendo ottimi soggetti negli ultimi anni..Lana non mi sembra proprio una sprovveduta anche a livello internazionale, tanto per dirne una..con tutti i difetti congeniti della nostra ippica, questo va ricordato

Saluti!!

Inviato: 26/12/2010 - 23:29
da vichi
Ciao Libromaker,
sul fatto che i francesi (con la f minuscola) abbiano la puzza al naso e guardino tutti dall'alto in basso non si inventa niente, tantomeno nel mondo ippico. Se per molti anni loro si sono sentiti sulla vetta di questo mondo, ne avevano motivo di pensarlo. A parte il mondo americano, in Europa c'era solo il trotto francese, il resto era considerato terzo mondo, tant'è vero che la corsa per eccellenza è sempre stata il "Grand Prix d'Amerique", fatto ad uso e consumo dei cavalli di origine più che francese, Normanna. Poi le cose piano piano sono cambiate, anche e soprattutto a livello allevatorio. Ad esempio una volta era impensabile che ci fosse un incrocio tra sangue francese e quello americano, parlo sempre del versante francese. I primi a seguire questo incrocio sono stati, non a caso gli Italiani, e lo splendido risultato è stato, uno fra tutti Sharif di Jesolo, considerato il capostipite del trotto Italiano degli ultimi tempi. E che capostipite. Poi anche i transalpini si sono convertiti a tali incroci, e ne sono venuti fuori fior di cavalli, tra gli allevatori si può guardare ai Dubois e ai loro innumerevoli prodotti. Non voglio dilungarmi oltre, sono stato varie volte in Francia, e tutte le volte sono stato a Vincennes, posso dire solo una cosa, hanno avuto grandi uomini di cavalli ma non altrettanto grandi guidatori. I vari Jean René Geugeon e fratello, tanto per ricordarne un paio ai nostri Brighenti e Vivaldone, tanto per dirne anche qui un paio, non legavano nemmeno le ghette, vincevano, certo, in francia però, quando venivano qui da noi venivano spesso spazzolati. Ricordare che le piste transalpine sono fatte ad uso e consumo della loro razza è una banalità , certificare che un campione è tale quando vince su tutte le piste del Mondo, è un'altra banalità . Quello che purtroppo al momento ci distingue è la differente popolarità  dellìippica, da noi siamo allo sfacelo o quasi, da loro si vive ancora bene d'ippica. Questo però sarebbe un discorso troppo lungo, e non ha niente a che fare nè con i cavalli nè con i drivers, le colpequi da noi, si sa, sono da dividere equamente con il mondo politico, i dirigenti ottusi, lo stato strangolatore, e comunque ci metto anche la miopia di tante altre persone che gravitano dentro questo splendido, alla vista di ormai pochi, mondo.
Ciao