Massi8183 ha scritto:=
Per Zeroverde: non voglio certo convincerti a continuare una cosa di cui potrei in seguito sentirmi in colpa.
Ricordo solo un termine che usò molto tempo fa, se non sbaglio, l'amico Davide: DISCIPLINA.
Sembra un "parolone" nell'ambito di un discorso di scommesse e sport, ma dato che corrono soldi (tanti o pochi non importa, sempre denaro è) è la parola che deve essere usata prima di ogni altra, anche di COMPETENZA.
Cosa vuol dire? Semplicemente che uno deve fare molta attenzione a cosa e quanto mette in ballo ogni volta che rischia dei soldi.
Le corse dei cavalli, parlo di quelle giocabili a quota fissa e quindi UK in quanto per quelle al tot non c'è speranza per alcun essere vivente, sono affatto diverse da ogni altro tipo di scommessa. La percentuale delle quote è l'unico vero metro di valutazione pertanto 102% del calcio equivale a 102% di una corsa di cavalli: su questo non ci sono dubbi.
E da qualche anno è possibile, usando bookmakers stranieri e il "famigerato" betfair arrivare a poter usare simili percentuali.
Poi, per quello che riguarda la scelta dei soggetti, ci vuole molta pazienza e attenzione perchè a buttare nel cesso si fa molto presto.
Prima regola non andare mai oltre uno stake ben fissato in partenza e, anche quando una cosa piace per i massimi, alzare solo di poco il predetto stake.
Se invece piace ma non troppo, allora è meglio farne di niente. Non ha senso voler dimostrare di essere un fenomeno tramite il rischio dei propri denari.
Lasciar perdere laddove non si è sicuri di poter valutare cavalli e quote in maniera completa. In ogni corsa può esserci uno o più cavalli che magari per la fretta e l'entusiasmo si tralascia di considerare e invece....
Preferenza per il banco piuttosto che la punta, non sempre, ma spesso.
E' più facile trovare un cavallo che perderà di uno che vincerà . Fermo restando che anche in questo caso non si può dire: "questo non mi piace, quindi lo banco..." senza dare un valore perentuale alle possibilità del soggetto prescelto per il lay.
A me non piaceva Sariska, ma non piaceva ad un massimo di 3-1 (25% di possibilità di vittoria accordatele). Già a 4-1.....MI PIACEVA
Questo ultimo punto è basilare, direi determinante per un risultato positivo o negativo nel lungo periodo.
E, come si vede, si può fare un paragone con qualsiasi altro sport e non dire che le corse dei cavalli sono, per il gioco, più difficili di tutto.
Non mi piaceva il Bayern contro l'Inter, sì ma a 3-1 lo avrei giocato vincente la Champions. Il cavallo Bayern equivale, nell'esempio, alla squadra Sariska
In ogni corsa c'è un cavallo che vince ed una quota corrispondente prima della partenza, si tratta di interpretare al meglio.
Niente di diverso da tennis, calcio, basket, freccette o qualsiasi.
Oggi. Se si va indietro di diversi anni, beh, allora il punter doveva sottostare a lavagne con oltre il 115%, sempre più oneste del tot

, e allora il discorso cambiava ma sempre in senso matematico.
Ma si fa notte di questo passo

E forse ho perso anche il filo del discorso.
In ogni caso, caro Zeroverde, rifletti bene su tutto quello che hai fatto negli ultimi sei mesi (parlo naturalmente di scommesse

) e vedrai che molto prob ti è venuta a mancare quella che appunto Davide ha chiamato: DISCIPLINA.
Ciao e a presto risentirci.