and71 ha scritto:ma la tris non la segue nessuno?
Ciao And71 e ben arrivato. Non te la prendere, ma quella che hai fatto tu è, sarebbe, stata la mia classica domanda di un anno fa, ovvero di un assoluto routiner della sala, poco attento a lavagne e percentuali.
Probabilmente parlo a vanvera, e non posso pensare che la "trasformazione" che ho subito non sia già stata fatta da chi scrive su queste pagine, però, siccome la possibilità esiste non voglio nemmeno pensare che qualcuno possa ripetere gli errori che ho commesso io per tantianni.
Chi gioca, a qualunque gioco, in qualunque posto del mondo, al toto, ai book, ai clanda è destinato a perdere, a prescindere dalla propria abilità (che rimanda solo l'esito finale) solo esclusivamente per il tipo di gioco che siamo abituati a fare.
Vorrei che si capisse questo concetto. Io, che tutto sommato non mi ritengo una personsa superficiale e sciocca (laureato, masterizzato, fordizzato ed integrato etc etc etc) sono arrivato a capire l'importanza del punto percentuale solo dopo insistenze semestrali di GC e del mio amico LUCA (ai quali la mia riconoscenza non avrà mai limiti). Lasciare sul campo il 30% ed oltre (per la TRIS) solo per il modo di giocare diventa quindi insostenibile. Chi non ha ancora capito questo concetto si deve porre una semplice domanda. Chi paga le tipotte (sempre bone!!!!!) delle macchinette in sala? Chi paga i montepremi delle corse? Ci paga tutto il baraccone. E soldi non si inventao si riclicano, cambiano di mano e dal niente non si fanno. Il capitalismo moderno è solo una sofisticata catena di Sant'Antonio dove, in questo caso, in ultima posizione c'è il pensionato da 500ERUO il mese che lascia parte della sua pensione sul piazzato a 1.21 alla quarta corsa di Agnano.
Quello che vorrei far capire è che, certo è possibile giocare e vincere alla tris, ma inevitabilmente se si gioca con rigore e continuità ci si deve prepare a lasciarci percentuali altissime del proprio capitale (che brutta parola!)
Non intendo colpevolizzare niente e nessuno, come ho già sostenuto in altre sedi secondo me si dovrebbe fare un discorso serio e ponderato su cosa s'ignifichi effettivamente giocare ai giochi organizzati e gestiti pubblicamente, e di quale siano le vere percentuali di possibilità di vittoria.
Se i book, le corse, il lotto il cretacico "gratta e vinci", il BINGO (ma per favore!) esistono ancora vuol dire una semplicissima cosa "che alle folle è vietato vincere", e per i pochi che possono ritenersi bravi e vincitori ne esistono migliaia (in questi giochi il rapporto W/L, che ci crediato o no, è di 1/150) che vanno in bianco.
Probabilmente se trombassi di più fare meno discorsi a bischero!
Un saluto toscano dal vostro Davide