Bega ha scritto:Che tristezza
Quello che hanno fatto ripetutamente, quindi non il caso di una giornata, è da ricordare: nei programmi uffciali in agenzia ippica, delle corse in Sudafrica
ma anche in Francia se non sbaglio, si leggeva che alcuni cavalli erano nati nel....1968, uno addirittura era figlio di uno stallone nato nel 1944
Non so se questa ennesima presa in giro nei confronti dei "forzati" che passano il loro tempo a strappare biglietti oppure a incassare metà di quanto spettante aggirandosi tra slot machines di ogni genere continui tuttora.
Ma tanto a nessuno di costoro, probabilmente, interessa che il cavallo Daddyfield (prendo un esempio a caso) sia nato nel 1972
Fortunatamente siamo vicini alla definitiva e vera resa dei conti. Il Ministero ha già detto che non darà più una lira all'ippica quindi il giochetto delle sovvenzioni sulle quali la stessa si reggeva, sia pure molto a stento, è finito. ed era l'ora essendo l'Italia l'unico Paese nel quale si praticava tale sistema di contributo pubblico a questo sport.
Il quale sport, ippica, deve riuscire ad autofinanziarsi se vuole sopravvivere decentemente. Ma fintanto che si correrà negli ippodromi-burletta, con cavalli che (poveretti non è colpa loro) sono stati fatti nascere e....correre

solo per riscuotere le provvidenze agli allevatori, finchè ci sarà un tot che paga meno delle slot-machines, una tv ufficiale che spara caxate a ripetizione, insomma: finchè quasi tutto non sarà cambiato a cominciare dagli uomini (e donne) , predisposti a guidare l'attività in ogni sua forma e contenuto, non s'è speranza di poter parlare seriamente di ippica in Italia.
Per non parlare dei premi al traguardo che non potranno assolutamente più essere pagati, basta fare due conti per capirlo.