Ciao a tutti sono un nuovo iscritto e volevo raccontarvi le giornate qui ad Ascot
Day 1 - impressioni e commenti.
Dopo il contenuto ma sentito ricordo di Sir Henry la giornata si è aperta, per la gioia dei bookies, con il flop clamoroso di Animal Kingdom. Qualche indizio c’era, tipo la quota su BF salita tantissimo poco prima del via, oltre ai soliti dubbi sugli yankees in UK(questo addirittura da padre brasiliano…) fatto sta che AK ha corso come una 100/1 chance, disgustato dalla pista. Vince comunque bene, più di quanto dica il distacco sul palo, il Coolmore Declaration of War, segno che a Newbury era stata solo una giornata storta e il gamble pazzesco di quel giorno aveva una giustificazione. Secondo il cresciuto Aljamaheer di Varian, terzo Gregorian, solo quarta la femmina Elusive Kate, che forse ha pagato corsa troppo garibaldina al rientro.
Nelle King Stand’s pareva fatta per il favorito Shea Shea, ma Soumillon perde, diciamo così, la concentrazione e si fa passare all’interno dal vecchio leone Sole Power, che più passa il tempo meno è firm-dipendente come qualche anno fa. L’irlandese è forse uno dei cavalli più sottovalutati degli ultimi anni nel confronto profilo/risultati. Buon terzo al rientro di Pearl Secret mentre l’appoggiato Reckless Abandon pareva potere addirittura vincere, ma scarta verso il near side perdendo il ritmo e finendo quinto. Per lui decisamente meglio un furlong in più e comunque a soli 3 anni è in buone mani ed ha la possibilità di riprovarci i prossimi anni. Bene anche il Goldie Jack Dexter, quarto, altro nuovo profilo per le corse dei flyers nei prossimi anni, e ci voleva un po’ di nuova linfa visto che da anni si va avanti coi soliti vecchi bucanieri!
Le St.James Palace hanno visto l’ennesimo colpo gobbo della lunga carriera di Jim Bolger. Dawn Approach la spunta dopo un testa a testa serratissimo con Toronado, che pareva poter passare, dimostrando che sul miglio (e non di più) è un cavallo di grande classe. Corsa molto “rough” comunque, una vera guerra, con tanti cross in retta e i jockeys chiamati dagli stewards per diversi minuti dopo la corsa.I primi due appaiono meglio del resto della compagnia, delude Magician, cui va data l’attenuante di una corsa strana e poco lineare, mentre Mars potrebbe essere un buon 4 anni sui 2000 metri. Poca roba gli altri.
Nelle Coventry altro War Front al palo dopo la prima corsa: War Command disperde il resto del plotone con facilità irrisoria, pur essendo al betting ampiamente la terza scelta del team Ballydoyle. Very very impressive, una one horse race e limiti ancora sconosciuti per questo Allen, chiaramente molto più precoce da pedigree rispetto agli altri Coolmore tra cui il meglio pare Sir John Hawking, che con la madre che ha di sicuro gradirà l’up in distance. Dal secondo in poi sono comunque davvero tutti li, troppo presto per giudicare.
Nella maratona vince facile Well Sharp per McManus, ma parecchi rimpianti per chi ha puntato Tiger Cliff, con Queally che si addormenta al momento topico. Tolti i siepisti, sono sempre meno gli stayers competitivi in UK.
Nelle deliranti Windsor di chiusura con cinque cavalli in una lunga e poco più, prima vittoria al Royal Ascot per il rookie trainer Ollie Stevens col suo Extortionist, che è pure l’unico cavallo inglese (pur se di proprietà Qatar) a spuntarla, e doppio in giornata di Johnny Murtagh. Questo figlio di Dandy Man (sire che si conferma da tenere d’occhio nelle corse veloci) dopo il buon debutto aveva sbagliato solo la prova di York, campo che come qualcuno ripete sempre (io per primo) fa veramente linea a se. Ah, ovviamente disperso lo yankee "che volava"... forgetaboutit come diceva Lefty.
Day 2
Jersey stakes in apertura e terzo sigillo per Ballydoyle nel meeting: Gale Force Ten si dimostra un 3 anni d’acciaio, e nonostante l’intensa campagna primaverile riesce ad avere la meglio sull’Hannon Montridge. Tantissimi però i rimpianti per quest’ultimo, montato con troppa sufficienza da un Richard Hughes che, per usare un eufemismo, non sta vivendo il suo miglior Royal Ascot.
Nelle Duke of Cambridge (ex Windsor Forest) betting equilibratissimo con tre cavalle praticamente alla stessa quota; la spuntava l’irlandese Duntle, che andava via di forza alla battistrada Lady Loch (ottima) contenendone poi il ritorno. Terza Dank, che fa il suo, mentre male l’attesa Chingun. La vincitrice, una bella figlia di Danehill Dancer, ha ora davvero un curriculum invidiabile, con 5 vittorie su otto corse, e a questo punto mirerà alla vendetta nelle Matron Stakes, dove fu retrocessa dal primo a secondo posto l’anno passato.
Nel clou di giornata, le Prince of Wales, l’arrivo più bello di giornata. Quando Paul Hanagan sull’Haggas Mukhadram pareva aver azzeccato la fuga della vita, un coriaceo Al Khazeem è riuscito a raggiungerlo e batterlo sul palo grazie alla bravura dell’uomo del giorno, quel James Doyle che vincerà altre due corse oltre questa. Capolavoro al training pure per Roger Charlton, che ha portato questo soggetto a una vittoria che pareva utopia fino a un anno fa, anche se c’è da dire che la qualità dei partenti appare decisamente inferiore rispetto al solito, ma gli assenti, si sa, hanno sempre torto. Camelot deludeva ancora, chissà se per altri problemi fisici o perché he's simply not good enough, fatto sta che quest’anno non ha mai convinto e la freccia pare ormai definitivamente in giù. Buon rientro della femmina The Fugue, mentre Maxios, come tutti i francesi finora, ha offerto una prestazione pessima senza dare mai nemmeno un minimo segnale di vita, al di la del going poco gradito.
Le ultime tre corse erano vere e proprie lotterie (ma è necessario fare 5 giorni e doverli riempire di prove praticamente uguali?).
James Doyle completava il suo pomeriggio da sogno prima con Belgian Bill nella Royal Hunt Cup e poi con Rizeena nelle Queen Mary, per la gioia del vecchio Clive Brittain. Chiudeva la Portman Annecdote che bissava il successo di Newbuy e ora mi sa che dovrà provare qualcosa in più degli hcap.
Sulla qualità di questi cavalli tocca ripetersi: in troppi hanno ormai chance di essere Royal Ascot winner, e scommetto che di tanti di questi puledri al palo fra un anno non ci ricorderemo più.
Day 3
Tanto tuonò…che non piovve. Il terreno rimasto good to firm favoriva nelle Norfolk lo yankee No Nay never, su cui sono arrivate pure bet pesanti e che ha vinto da tipico cavallo stars and stripes, veloce e precoce. Dietro di lui il favorito Coach House, e tutti gli altri molto vicini fra loro.
Le Ribblesdale erano condizionate dal ritiro della netta favorita Alive Alive Oh, e vedevano la prima “storia” del giorno col successo di Riposte, Lady Cecil alla colonna training ma in realtà lavoro del Maestro che, se ci fosse stato, avrebbe di sicuro spiazzato l’intervistatore con la descrizione minuziosa degli incroci di sangue che la avvicinano a Frankel, mentre la vedova ha a stento trattenuto le lacrime. Manca già tanto Sir Henry.Nettamente indietro le altre, comandate dalla Coolmore Just Pretending.
E veniamo al clou, forse la corsa flat più attesa dell’anno, la Gold Cup. La Regina, felice ed emozionata in tribuna, riusciva finalmente a vincere con la femmina Estimate, che grazie a una super monta di Ryan Moore (con le buone e con le cattive, infatti verrà appiedato due giorni) riusciva a tenere botta sul coriaceo Simenon e sul francese Top Trip, cornuto, mazziato e finito in un sandwitch senza il quale forse avrebbe potuto rovinare la festa di tutta l’Inghilterra, salita virtualmente in sella alla portacolori di Her Majesty nell’ultimo furlong.
Il Britannia andava in Irlanda (tanto per cambiare) col Morgan Roca Tumu, in un arrivo serratissimo dove il favoritissimo Wenthwort era quarto a causa dell’ennesima discutibile monta di Richard Hughes.
Il Tercentenary vedeva un altro favorito al palo, Remote, prima vittoria per John Gosden, che la spuntava sull Aga Khan Shirkapur. Malissimo gli attesi Chopin e Indian Chief, quest’ultimo in versione “scarico” pur in graded.
Nell’hcap finale solita riffa e bussolotto su Elidor del bomber Channon, che dopo aver fallito il tentativo di togliersi la maiden in carriera a Lingfield e Pontefract pesca il jolly qui… mica male.
Oggi
Day 4
Le Albany Stakes, prova che di solito regala la favorita in antepost delle 1000 Guineas, vedeva un one fillie show, grazie alla qatariota Kyihoshi che, nonostante uno scarto, vinceva letteralmente a paletti, lasciando lontana la favorita Sandiva e tutte le altre. Limiti ancora da scoprire per la figlia di Dubawi, che forse nemmeno il team pensava potesse andare così forte, visto che le linee delle due prove precedenti erano decisamente ordinarie.
Nelle King Edward continuava la maledizione per i favoriti reduci da Epsom, anche se a differenza degli ultimi anni (At first Sight, Astrology), Battle of Marengo faceva il suo, venendo via dopo la curva, ma non poteva nulla sull’affondo esterno dello Stoute Hillstar (solito perfetto Moore in sella) che veniva a vincere di una lunga buona, candidandosi a un autunno e una carriera 4 anni da protagonista. Non bocciato sicuramente nemmeno il Tabor, che portava pure 3 lbs di più.
Clou della giornata le Coronation, e conferma della linea di Newmarket, ancora più netta, con Sky Lantern che “from last to first” veniva a dominare le avversarie, dimostrando di essere di una categoria meglio di queste. La coraggiosa Just the Judge, col 17 di draw non poteva opporsi, e perdeva nel finale anche il secondo dalla francese Kenhope (33/1). Una gioia, finalmente, per i due Riccardi, Hannon e Hughes.
Un Nicky Henderson sempre al top, flat o jumps che siano, metteva la griffe pure nel Wolferton hcap con Forgotten Voice sull’amato terreno firm, prima del Queen’s Vase dedicato quest’anno a Henry Cecil, dove il favorito Leading Light vinceva da cavallo superiore, nonostante il sovraccarico. Bel prospetto questo Montjeu, in odore di Gold Cup l’anno prossimo o fra due al massimo.
Tombola di chiusura con squillo di Lightning Cloud, Neil Callan per Kevin Ryan.
E domani final day! 