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"Blocco siti" davvero efficace ?

Inviato: 04/03/2006 - 10:52
da giallorosso
"Blocco siti" davvero efficace? Un lettore rivolge alcune domande al Direttore Generale di AAMS, Giorgio Tino

Spett.le Redazione Jamma,

Ho letto con molta attenzione la lettera da Voi pubblicata in merito alla
possibilità  di eludere l'inibizione all'accesso dei siti stranieri di gioco.
Il sistema è sicuramente efficiente, ma esistono soluzioni molto più
semplici adottate direttamente dagli operatori stessi. Ad esempio basta
attivare sui banner indirizzi diversi da quelli vietati ed indirizzare così
comunque i clienti al sito. Nessun sito straniero di informazione sul
betting è precluso e quindi quasi tutti gli scommettitori trovano strade
alternative tracciate dovunque nella Rete.
Da i dati pubblicati, anche dal Vostro Sito, emerge che gli italiani che
scommettono e giocano all'estero sono circa 500.0000 e se la chiusura fosse efficace tutti gli operatori legali dovrebbero avere registrato incrementi significativi dei volumi di scommesse e quest'effetto dovrebbe già  aver dato dei risultati, mentre non mi risulta che sia successo, o meglio nessun concessionario nè il Monopolio ha dato informazioni in tal senso.
Ma la vera motivazione per cui scrivo è che l'inibizione al collegamento con
i siti stranieri di gioco personalmente non sono riuscito a riscontrarla , e
comincio a pensare che è stata solo una maniera per pubblicizzare l'attività  del Monopolio in campagna elettorale.
E vorrei chiedere attraverso il Vostro sito al Sig. Tino:
1. Quando la Sua struttura evidenzierà  i risultati che sono stati ottenuti
con questa inibizione degli irregolari.
2. Quanti sono stati i costi di questa operazione e quali quindi i benefici.
3. Quali sono i volumi che gli operatori stranieri sbarcati in Italia per
regolarizzarsi stanno producendo.
Noi scommettitori intanto continueremo a cercare le migliori offerte
presenti sul mercato, e così come costa meno comprare una FIAT in Francia o in Germania(ma bisogna però aggiungere i necessari costi dipendenti dal trasporto e dall'immatricolazione in Italia), continueremo a comprare gioco all'estero(con il gioco il trasporto e l'immatricolazione non esistono) dove le quote sono migliori.
Concludo sperando che il Nostro Stato finisca di gestire questo settore con tassazioni assurde, che ricadono a cascata solo sui consumatori ingenui o non attrezzati.
Saluti
Angelo Chiantera
Quarto(NA)

Inviato: 06/03/2006 - 12:44
da giallorosso
"Filtraggio" dei siti: misure liberticide e inutili


Si scrive sempre "casino", ma si può pronunciare in due modi diversi, con differenti significati: casinò, alla francese, e si intende una casa da gioco. Oppure casìno, all'italiana, e si intendono diverse cose. Secondo il Devoto-Oli: "1. arc. Piccola casa signorile di campagna che serviva part. durante le partite di caccia o di pesca. 2. Edificio destinato a sede di circolo e spec. di casa da gioco. 3. Casa di prostituzione. fig., volg., bega; confusione; frastuono.
Ecco, qui abbiamo insieme i significati n. 2 (casa da gioco) e figurato/volgare: da una parte i siti internet di giochi e scommesse e dall'altra la confusione creata dalle nostre autorità  con la farsa del "filtraggio" degli operatori che non pagano le tasse in Italia.
I fatti sono noti: con i commi 535 e seguenti della legge finanziaria per il 2006 il Governo ha imposto una "schedatura" dei siti internet che offrono giochi e scommesse in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o dei limiti o delle prescrizioni definiti dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS). Alla schedatura segue l'obbligo imposto ai provider (a pena di sanzioni non indifferenti) di "dirottare" gli accessi compiuti dai propri utenti ai siti "schedati" verso un apposito server della stessa AAMS (vedi il decreto del 7 febbraio 2006).

L'effetto è questo: chi cerca di collegarsi a uno dei siti cosiddetti "illeciti" si trova di fronte a una pagina dell'AAMS che dice: "AVVERTENZA - SITO NON RAGGIUNGIBILE - In applicazione del decreto dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) del 7 febbraio 2006, con il quale è stata data attuazione all'art.1, commi da 535 a 538, della Legge 23 dicembre 2005, n°266, disciplinanti l'offerta di giochi per via telematica, il sito richiesto non è più raggiungibile poiché sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per operare la raccolta di giochi in Italia".

In questo modo, tanto per incominciare, l'amministrazione dei monopoli acquisisce alcuni dati degli utenti, che in molti casi sono "dati personali" ai sensi dell'art. 4, c. 1 del "codice della privacy" (DLgv 196/03: 1. Ai fini del presente codice si intende per:.. b) "dato personale", qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione...).
Un trattamento quasi certamente illecito, perché compiuto in assenza della prescritta informativa all'interessato e forse anche perché estraneo ai compiti istituzionali dell'ente: che ne pensa il Garante per la protezione dei dati personali?

Ma la riservatezza è un aspetto collaterale della questione. Gli effetti diretti sono due: a) una sostanziale censura dell'informazione, perché l'accesso a quei siti non è necessariamente finalizzato al gioco o alla scommessa; b) una limitazione alla libera circolazione dei servizi all'interno dell'Unione europea, perché molti siti "censurati" hanno stabilimento in Paesi UE (sugli aspetti giuridici vedi Illegale l’operatore o illegittimo il decreto? di Andrea Pascerini).

Tanto dovrebbe bastare per bollare l'iniziativa come illegittima, ma il problema è più ampio. Infatti questo "filtraggio" è l'ennesimo attacco alla libertà  della Rete, per di più con un pretesto veramente fragile: gli introiti che il fisco italiano perde non potendo tassare giochi e scommesse organizzati da "case da gioco" telematiche basate all'estero (vedi La riforma occulta della Costituzione di Paolo Nuti, L’Indice dei Siti Proibiti di Corrado Giustozzi e il comunicato di ALCEI). Insomma, sono "prove tecniche di censura".

Il bello è che tutto questo ambaradan non serve a nulla: basta collegarsi a un sito come quello della Lotteries and Gaming Authority di Malta (che è nell'Unione europea) per accedere a centinaia di siti di giochi e scommesse, (pochissimi dei quali presenti nell'elenco dell'AAMS). E se proprio ci si vuole collegare a uno di quelli messi all'indice in Italia, basta aprire una connessione al DNS di un provider non italiano: è questione di un minuto inserire il relativo IP nelle "proprietà " della connessione TCP/IP...
Dunque, con quali criteri sono stati "messi all'indice" solo certi siti, mentre molti altri sono esclusi dal "filtraggio" anche se non risultano autorizzati in Italia? Senza contare che, a mano a mano che "si mettono in regola" certi operatori vengono tolti dall'indice e altri potrebbero entrarci? Una confusione che si ripercuote pesantemente sull'attività  dei provider, sempre più vicini al ruolo di censori della Rete.

Insomma, per bloccare on line i casino (con l'accento sulla "o") si è combinato un gran casino (con l'accento sulla "i"). Che si conclude - come al solito - in un aggravio di compiti per i provider, senza peraltro intaccare seriamente la sostanziale libertà  che rimane nel codice genetico dell'internet.

Inviato: 06/03/2006 - 12:46
da giallorosso
Illegale l’operatore o illegittimo il decreto?

di Andrea Pascerini



L’attuazione del decreto 7 febbraio 2006/4249/GIOCHI/UD pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 13 febbraio 2006 ha suscitato infatti interesse, discussioni e perplessità  anche a seguito di una inusuale e reiterata presenza sulla stampa italiana che, attraverso pagine acquistate dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS), ha provveduto ad informare su quanto stava avvenendo.
Quanto segue ha l’obiettivo – limitato e non certo esaustivo – di trattare solo alcuni aspetti (per lo più giuridici), escludendo a priori le polemiche che si sono mosse attorno a questo provvedimento.

Ci occupiamo, al momento, della motivazione che ha portato alla emanazione di questa norma (trattasi dell’ultimo “RITENUTOâ€

Inviato: 07/03/2006 - 18:56
da c41of
Per quanto possa essere d'interesse, segnalo che il sito Goldbet è visibile semplicemente digitando .it anziché .com.

Inviato: 08/03/2006 - 11:46
da Tintagel
c41of ha scritto:Per quanto possa essere d'interesse, segnalo che il sito Goldbet è visibile semplicemente digitando .it anziché .com.


Ma non sono le solite quote di Goldbet.com bensì quelle per gli affiliati di Microgame