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PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Problemi e discussioni generiche sul mondo dei bookmaker. I sistemi di pagamento.
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Il Web » 20/03/2013 - 22:36
Le aspettative di una certa tipologia di scommettitore saranno molto difficili da conciliare con una certa realtà. Il punto chiave, per capire, è cercare di astrarsi dal contesto personale per valutare le cose nel complesso.
L'intervento di bastiat è interessante perché viene da una persona che sul campo ha vissuto questa realtà ricoprendo ruoli importanti. Anche se prospetta uno scenario che ad alcuni qui sul forum forse non piace, è bene rifletterci ... perché spesso le cose prendono una certa direzione anche se non ci piace ed allora meglio essere pronti.
In realtà, dati i numeri, i margini di manovra non sono molti, non credo che arriverà nessuna consulenza illuminante.
Questo non vuol dire che anche un grande bookmaker (non mi riferisco ad uno in particolare) non possa migliorare in qualcosa. Dal mio osservatorio vedo che ci sono delle differenze e quindi suppongo che ci possano essere strategie diverse ma il margine di manovra, ripeto, è quello che è.
L'intervento di bastiat è interessante perché viene da una persona che sul campo ha vissuto questa realtà ricoprendo ruoli importanti. Anche se prospetta uno scenario che ad alcuni qui sul forum forse non piace, è bene rifletterci ... perché spesso le cose prendono una certa direzione anche se non ci piace ed allora meglio essere pronti.
In realtà, dati i numeri, i margini di manovra non sono molti, non credo che arriverà nessuna consulenza illuminante.
Questo non vuol dire che anche un grande bookmaker (non mi riferisco ad uno in particolare) non possa migliorare in qualcosa. Dal mio osservatorio vedo che ci sono delle differenze e quindi suppongo che ci possano essere strategie diverse ma il margine di manovra, ripeto, è quello che è.
adess biciclett e vuvuzela ...
I miei articoli scritti per il nostro blog: https://www.infobetting.com/blog/author/ilweb/
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Look » 21/03/2013 - 00:44
bastiat ha scritto:Look, facciamo così... forse mi sono spiegato male
Diciamo che sei tu il banco
Cosa fai? Lasci giocare tutti? Anche quelli che che vincono più del 98% del loro turnover (ovvero, dove con la tassa perdi)? Fammi capire se hai una strategia innovativa che funzioni in un mercato dove ci sono questi paletti, perché di aziende in questo mercato ne ho lanciate diverse ed un paio hanno raggiunto dei risultati diciamo discreti...
E poi, io non ho scritto che quella è LA soluzione, ho scritto che è la cosa più semplice/veloce che fanno la maggior parte dei bookmakers. E poi dimmi: "noi .it" lo facciamo tanto diversamente dal .com? Mollo diceva che 365 sega i conti peggio di un .it, e quindi? Loro che hanno tassa sul ggr, offerta libera e void.... loro che sono i numeri 1 indiscussi per reputazione sul live betting ecc... Quindi?
Mi piacerebbe sostenere delle discussioni sensate visto che ci metto nome, cognome ed esperienza. Quindi attendo proposte concrete. Magari ci scappa una consulenza
Innanzitutto non mi hai (se mi permetti di passare alla seconda persona...in fondo siamo quasi coetanei) risposto alla seconda parte del discorso...ma davvero non siete minimamente preoccupati del fatto che a tenervi buoni solo i cavigli tra un pò dovrete inventarvi chissà quali diavolerie per 'gonfiare' un pò i vostri numeri e mantenerli ad un livello tale da giustificare gli investimenti fatti sul mercato italiano? Son curioso di saperlo. Come sarei curioso di sapere se il vostro target è quello cui strizzate l'occhio su 7Gold...
La questione del confronto con i .com l'ha affrontata benissimo Mollo nel post di apertura: allo stato attuale, tolti asia, fair (per chi lo usa) e pinna, resta ben poco d'altro. 'Puntoit ' e 'puntocom' pari siete sotto questo aspetto, ma per una mera ragione di attinenza al titolo del 3d è ovvio che si parli di voi.
Guarda...sono totalmente d'accordo (come quasi tutti qua sopra, credo) sulla non praticabilità del lasciar giocare 'chiunque'. Ma l'impressione che abbiamo, stanti le vostre continue mannaie, è che di fatto non lasciate giocare nessuno. Nessuno che non sia il classico 'pollo italico da spennare'. Il che, per un soggetto che ha scelto di esercitare attività di impresa (attività per sua stessa natura correlata al concetto di 'rischio') stride alquanto.
Poi...ricordo piuttosto bene i tuoi interventi in radio a PdP. Promettevi vita eterna ai conti di chi si fosse astenuto dal castigarvi su inversioni, virgole ed altre prelibatezze. Sappiamo com'è finita con l'altro bookie...ma, parlando di Paddy, mi pare proprio un flop anche qua.
Semplicemente voi bookies non riuscite ad accettare l'idea che ci siano persone capaci di scommettere con raziocinio e che quindi possano ottenere dal betting un ritorno nel lungo periodo. Dunque vietato giocare massime (figurarsi poi se sotto il 100), vietato giocare quote che allo stacco risulteranno calate, vietatissimo come detto sfruttare i palpable. Insomma, o si va di lenzuoli e minime, altrimenti...mannaia. In una parola, senza girarci troppo intorno, o si perde...o si perde.
Cito in proposito un paio di simpatici aneddoti, che rendono l'idea più di qualsiasi parola.
Il primo con .it, allorché a breve distanza di tempo mi trovai a piazzare due giocate, di cui una singola ed una multipla: singola da una unità...tempi biblici per accettazione...scommessa rifiutata; multipla da 100 unità...accettazione fulminea...giocata accettata.
Altro caso con .com...rimasi a bocca aperta nel constatare il repentino incremento dei massimali di cui fui gentilmente...omaggiato nell'immediato seguito di una sequela di multiple scagliate.
Insomma...per come la si giri e la si rigiri si torna sempre al solito punto: il motto 'Winners are welcome' vale solo per quella ristrettissima cerchia di realtà sopracitate. Altrove, l'ostracismo è garantito.
Alessandro, qui tutti apprezziamo molto la tua disponibilità al confronto...ma mi sembra che le posizioni continuino, adesso come in passato, ad esser troppo distanti. All'epoca della tua promessa in radio in molti eravamo d'accordo nel 'barattare' l'integrità dei nostri conti con la rinuncia ai...colpi bassi. I fatti purtroppo ci dicono che questo non è servito a nulla.
In ultimo, premesso che onestamente non penso di essere all'altezza di fornire addirittura consulenze ad un bookie che ha alle spalle un colosso internazionale...posso soltanto suggerire che qualsiasi strategia adotterete in futuro non dovreste compiere l'errore di sfuggire al confronto con il giocatore, cosa che fate sistematicamente neutralizzando gli account 'sgraditi', ma piuttosto dovreste affrontarlo...forti non solo del fatto che partite, sempre e cmq, da una posizione di vantaggio matematico nei nostri confronti, ma naturalmente anche del fatto di esservi debitamente dotati, in primis, di risorse umane in possesso di capacità adeguate allo scopo da perseguire...
Saluti
...con la TESTA.....e con il CUORE
Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Daiquiri » 21/03/2013 - 10:02
Look ha scritto:bastiat ha scritto:Look, facciamo così... forse mi sono spiegato male
Diciamo che sei tu il banco
Cosa fai? Lasci giocare tutti? Anche quelli che che vincono più del 98% del loro turnover (ovvero, dove con la tassa perdi)? Fammi capire se hai una strategia innovativa che funzioni in un mercato dove ci sono questi paletti, perché di aziende in questo mercato ne ho lanciate diverse ed un paio hanno raggiunto dei risultati diciamo discreti...
E poi, io non ho scritto che quella è LA soluzione, ho scritto che è la cosa più semplice/veloce che fanno la maggior parte dei bookmakers. E poi dimmi: "noi .it" lo facciamo tanto diversamente dal .com? Mollo diceva che 365 sega i conti peggio di un .it, e quindi? Loro che hanno tassa sul ggr, offerta libera e void.... loro che sono i numeri 1 indiscussi per reputazione sul live betting ecc... Quindi?
Mi piacerebbe sostenere delle discussioni sensate visto che ci metto nome, cognome ed esperienza. Quindi attendo proposte concrete. Magari ci scappa una consulenza
Innanzitutto non mi hai (se mi permetti di passare alla seconda persona...in fondo siamo quasi coetanei) risposto alla seconda parte del discorso...ma davvero non siete minimamente preoccupati del fatto che a tenervi buoni solo i cavigli tra un pò dovrete inventarvi chissà quali diavolerie per 'gonfiare' un pò i vostri numeri e mantenerli ad un livello tale da giustificare gli investimenti fatti sul mercato italiano? Son curioso di saperlo. Come sarei curioso di sapere se il vostro target è quello cui strizzate l'occhio su 7Gold...![]()
La questione del confronto con i .com l'ha affrontata benissimo Mollo nel post di apertura: allo stato attuale, tolti asia, fair (per chi lo usa) e pinna, resta ben poco d'altro. 'Puntoit ' e 'puntocom' pari siete sotto questo aspetto, ma per una mera ragione di attinenza al titolo del 3d è ovvio che si parli di voi.
Guarda...sono totalmente d'accordo (come quasi tutti qua sopra, credo) sulla non praticabilità del lasciar giocare 'chiunque'. Ma l'impressione che abbiamo, stanti le vostre continue mannaie, è che di fatto non lasciate giocare nessuno. Nessuno che non sia il classico 'pollo italico da spennare'. Il che, per un soggetto che ha scelto di esercitare attività di impresa (attività per sua stessa natura correlata al concetto di 'rischio') stride alquanto.
Poi...ricordo piuttosto bene i tuoi interventi in radio a PdP. Promettevi vita eterna ai conti di chi si fosse astenuto dal castigarvi su inversioni, virgole ed altre prelibatezze. Sappiamo com'è finita con l'altro bookie...ma, parlando di Paddy, mi pare proprio un flop anche qua.
Semplicemente voi bookies non riuscite ad accettare l'idea che ci siano persone capaci di scommettere con raziocinio e che quindi possano ottenere dal betting un ritorno nel lungo periodo. Dunque vietato giocare massime (figurarsi poi se sotto il 100), vietato giocare quote che allo stacco risulteranno calate, vietatissimo come detto sfruttare i palpable. Insomma, o si va di lenzuoli e minime, altrimenti...mannaia. In una parola, senza girarci troppo intorno, o si perde...o si perde.
Cito in proposito un paio di simpatici aneddoti, che rendono l'idea più di qualsiasi parola.
Il primo con .it, allorché a breve distanza di tempo mi trovai a piazzare due giocate, di cui una singola ed una multipla: singola da una unità...tempi biblici per accettazione...scommessa rifiutata; multipla da 100 unità...accettazione fulminea...giocata accettata.
Altro caso con .com...rimasi a bocca aperta nel constatare il repentino incremento dei massimali di cui fui gentilmente...omaggiato nell'immediato seguito di una sequela di multiple scagliate.
Insomma...per come la si giri e la si rigiri si torna sempre al solito punto: il motto 'Winners are welcome' vale solo per quella ristrettissima cerchia di realtà sopracitate. Altrove, l'ostracismo è garantito.
Alessandro, qui tutti apprezziamo molto la tua disponibilità al confronto...ma mi sembra che le posizioni continuino, adesso come in passato, ad esser troppo distanti. All'epoca della tua promessa in radio in molti eravamo d'accordo nel 'barattare' l'integrità dei nostri conti con la rinuncia ai...colpi bassi. I fatti purtroppo ci dicono che questo non è servito a nulla.
In ultimo, premesso che onestamente non penso di essere all'altezza di fornire addirittura consulenze ad un bookie che ha alle spalle un colosso internazionale...posso soltanto suggerire che qualsiasi strategia adotterete in futuro non dovreste compiere l'errore di sfuggire al confronto con il giocatore, cosa che fate sistematicamente neutralizzando gli account 'sgraditi', ma piuttosto dovreste affrontarlo...forti non solo del fatto che partite, sempre e cmq, da una posizione di vantaggio matematico nei nostri confronti, ma naturalmente anche del fatto di esservi debitamente dotati, in primis, di risorse umane in possesso di capacità adeguate allo scopo da perseguire...
Saluti
Carpi 22/05/2008, : IO C'ERO!!! 3 cm sopra il cielo
D.B.121 DO IT BETTER
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda bastiat » 21/03/2013 - 14:43
Look,
torno ai tuoi punti.
"Innanzitutto non mi hai (se mi permetti di passare alla seconda persona...in fondo siamo quasi coetanei) risposto alla seconda parte del discorso...ma davvero non siete minimamente preoccupati del fatto che a tenervi buoni solo i cavigli tra un pò dovrete inventarvi chissà quali diavolerie per 'gonfiare' un pò i vostri numeri e mantenerli ad un livello tale da giustificare gli investimenti fatti sul mercato italiano? Son curioso di saperlo. Come sarei curioso di sapere se il vostro target è quello cui strizzate l'occhio su 7Gold..."
Qua ti correggo: noi (non so altri) non gonfiamo un bel nulla, quindi quando guarderai i dati di mercati e vedrai la nostra market share (a dicembre era al 5% circa del mercato) ci leggerai un certo numero di milioni giocati tutti veri. Non mi è chiaro se sottovalutate il mercato .it in generale o se, semplicemente, ignorate i numeri. Qua non c'è da giustificare l'investimento! Qua c'è da fare business e, per fortuna, da quando siamo partiti lo stiamo facendo.
Sulla campagna non mi stuzzicare!! Se ci segui saprai che facciamo gran parte delle nostre attività nel territorio del non convenzionale; che comunichiamo soprattutto su Sky e Premium; che siamo molto concentrati sul social... il progetto 7Gold è molto divertente e stimolante perché ci permette di interagire con personaggi che in qualche modo sono molto affini allo stile di Paddy Power.
"Guarda...sono totalmente d'accordo (come quasi tutti qua sopra, credo) sulla non praticabilità del lasciar giocare 'chiunque'. Ma l'impressione che abbiamo, stanti le vostre continue mannaie, è che di fatto non lasciate giocare nessuno. Nessuno che non sia il classico 'pollo italico da spennare'. Il che, per un soggetto che ha scelto di esercitare attività di impresa (attività per sua stessa natura correlata al concetto di 'rischio') stride alquanto."
Falso. In altro thread ho risposto ad un utente assiduo del forum che sottolineava come riesca a giocare forte "PUR" essendo in attivo. Lato nostro sappiamo perfettamente quali sono i problemi ma stiamo cercando di risolverli e per ora l'aumento delle giocate "importanti" testimonia che qualcosa stiamo facendo in questa direzione.
"Poi...ricordo piuttosto bene i tuoi interventi in radio a PdP. Promettevi vita eterna ai conti di chi si fosse astenuto dal castigarvi su inversioni, virgole ed altre prelibatezze. Sappiamo com'è finita con l'altro bookie...ma, parlando di Paddy, mi pare proprio un flop anche qua.
Semplicemente voi bookies non riuscite ad accettare l'idea che ci siano persone capaci di scommettere con raziocinio e che quindi possano ottenere dal betting un ritorno nel lungo periodo. Dunque vietato giocare massime (figurarsi poi se sotto il 100), vietato giocare quote che allo stacco risulteranno calate, vietatissimo come detto sfruttare i palpable. Insomma, o si va di lenzuoli e minime, altrimenti...mannaia. In una parola, senza girarci troppo intorno, o si perde...o si perde."
Questa davvero non te la perdono!!
Sai benissimo che quando intervenni a PdP gestivo un book che poi è stato acquisito da una società internazionale. E' ovvio che le strategie possano cambiare. Ma quell'approccio era giusto. Come è giusto che noi dobbiamo ascoltare il cliente. Guarda, ti confesso (e mollo non si arrabbierà spero) che dissi a mollo qualche giorno fa che nella stesura di una nuova disciplina dell'errore di quota/Void ritengo fondamentale la collaborazione VOSTRA, di questo forum, e gli chiedevo qualche suggerimento su chi potrebbe essere coinvolto per giudicare le proposte. Quindi non credo di essere uno di quelli che va dritto per la sua strada e basta.
In chiusura, ti sbagli se pensi di non poter contribuire alla strategia. Che siamo un'azienda da oltre 3 miliardi di euro di capitalizzazione è cosa nota, ma le aziende son fatte da persone e le persone possono migliorare. Io ritengo di aver dato e ricevuto parecchio da questo forum in oltre 10 anni di "militanza" e ancora molto c'è da fare. Quindi ogni consiglio sarà ricevuto, digerito e valutato.
A presto
torno ai tuoi punti.
"Innanzitutto non mi hai (se mi permetti di passare alla seconda persona...in fondo siamo quasi coetanei) risposto alla seconda parte del discorso...ma davvero non siete minimamente preoccupati del fatto che a tenervi buoni solo i cavigli tra un pò dovrete inventarvi chissà quali diavolerie per 'gonfiare' un pò i vostri numeri e mantenerli ad un livello tale da giustificare gli investimenti fatti sul mercato italiano? Son curioso di saperlo. Come sarei curioso di sapere se il vostro target è quello cui strizzate l'occhio su 7Gold..."
Qua ti correggo: noi (non so altri) non gonfiamo un bel nulla, quindi quando guarderai i dati di mercati e vedrai la nostra market share (a dicembre era al 5% circa del mercato) ci leggerai un certo numero di milioni giocati tutti veri. Non mi è chiaro se sottovalutate il mercato .it in generale o se, semplicemente, ignorate i numeri. Qua non c'è da giustificare l'investimento! Qua c'è da fare business e, per fortuna, da quando siamo partiti lo stiamo facendo.
Sulla campagna non mi stuzzicare!! Se ci segui saprai che facciamo gran parte delle nostre attività nel territorio del non convenzionale; che comunichiamo soprattutto su Sky e Premium; che siamo molto concentrati sul social... il progetto 7Gold è molto divertente e stimolante perché ci permette di interagire con personaggi che in qualche modo sono molto affini allo stile di Paddy Power.
"Guarda...sono totalmente d'accordo (come quasi tutti qua sopra, credo) sulla non praticabilità del lasciar giocare 'chiunque'. Ma l'impressione che abbiamo, stanti le vostre continue mannaie, è che di fatto non lasciate giocare nessuno. Nessuno che non sia il classico 'pollo italico da spennare'. Il che, per un soggetto che ha scelto di esercitare attività di impresa (attività per sua stessa natura correlata al concetto di 'rischio') stride alquanto."
Falso. In altro thread ho risposto ad un utente assiduo del forum che sottolineava come riesca a giocare forte "PUR" essendo in attivo. Lato nostro sappiamo perfettamente quali sono i problemi ma stiamo cercando di risolverli e per ora l'aumento delle giocate "importanti" testimonia che qualcosa stiamo facendo in questa direzione.
"Poi...ricordo piuttosto bene i tuoi interventi in radio a PdP. Promettevi vita eterna ai conti di chi si fosse astenuto dal castigarvi su inversioni, virgole ed altre prelibatezze. Sappiamo com'è finita con l'altro bookie...ma, parlando di Paddy, mi pare proprio un flop anche qua.
Semplicemente voi bookies non riuscite ad accettare l'idea che ci siano persone capaci di scommettere con raziocinio e che quindi possano ottenere dal betting un ritorno nel lungo periodo. Dunque vietato giocare massime (figurarsi poi se sotto il 100), vietato giocare quote che allo stacco risulteranno calate, vietatissimo come detto sfruttare i palpable. Insomma, o si va di lenzuoli e minime, altrimenti...mannaia. In una parola, senza girarci troppo intorno, o si perde...o si perde."
Questa davvero non te la perdono!!
In chiusura, ti sbagli se pensi di non poter contribuire alla strategia. Che siamo un'azienda da oltre 3 miliardi di euro di capitalizzazione è cosa nota, ma le aziende son fatte da persone e le persone possono migliorare. Io ritengo di aver dato e ricevuto parecchio da questo forum in oltre 10 anni di "militanza" e ancora molto c'è da fare. Quindi ogni consiglio sarà ricevuto, digerito e valutato.
A presto
Perché? Perché mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere... perché esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità .
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Gaetaniello » 21/03/2013 - 18:36
Alessandro cosa aspettate a mettere la serie D piu si scende di categoria e piu vince il banco non lo sanno all' AAMS ? è come nelle corse dei cavalli è piu facile indovinare un cavallo in un gran premio oppure uno su un ascendente di minima 1000 metri in sabbia a Corridonia ?
Tanto le torte sono finite che problemi hanno ? I com in molti hanno gia messo e sai bene chi c'è a capo di quelli che fanno giocare 150 in singola mica sono dei crucchi loro li
Tanto le torte sono finite che problemi hanno ? I com in molti hanno gia messo e sai bene chi c'è a capo di quelli che fanno giocare 150 in singola mica sono dei crucchi loro li
non scrivetemi messaggi non posso ne leggerli ne rispondere,grazie
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Severino Cicerchia » 21/03/2013 - 19:04
Bastiati, la mia idea è banale, ma pensare di migliorare ed essere allo stesso livello dei punter, no?
Io nello sport in cui sono competente mi sentirei di sfidare chiunque se avessi un book, lo faccio quotidianamente pur non avendolo... perchè non fate altrettanto voi? Vi costruite un team di gente in gamba, concedete cifre discrete, vi conquistate una grandissima fetta di mercato, turnover importante, credibilità e quant'altro. Avendo un gruppo preparato, testato, aggiornato e motivato, avrete una gestione rischio attenta ed oculata, non ci saranno invertite e palpable error, ma soltanto valutazioni da parte del quotista.
Poi ovvio, prima che l'esposizione diventi troppo alta vi allineate al mercato, ma se siete un book è normale che vi assumiate anche qualche rischio, altrimenti potete tenere soltanto gratta e vinci, bingo e slot machine.
Io nello sport in cui sono competente mi sentirei di sfidare chiunque se avessi un book, lo faccio quotidianamente pur non avendolo... perchè non fate altrettanto voi? Vi costruite un team di gente in gamba, concedete cifre discrete, vi conquistate una grandissima fetta di mercato, turnover importante, credibilità e quant'altro. Avendo un gruppo preparato, testato, aggiornato e motivato, avrete una gestione rischio attenta ed oculata, non ci saranno invertite e palpable error, ma soltanto valutazioni da parte del quotista.
Poi ovvio, prima che l'esposizione diventi troppo alta vi allineate al mercato, ma se siete un book è normale che vi assumiate anche qualche rischio, altrimenti potete tenere soltanto gratta e vinci, bingo e slot machine.
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda AgainstBook » 21/03/2013 - 21:32
Severino Cicerchia ha scritto:Bastiati, la mia idea è banale, ma pensare di migliorare ed essere allo stesso livello dei punter, no?
Io nello sport in cui sono competente mi sentirei di sfidare chiunque se avessi un book, lo faccio quotidianamente pur non avendolo... perchè non fate altrettanto voi? Vi costruite un team di gente in gamba, concedete cifre discrete, vi conquistate una grandissima fetta di mercato, turnover importante, credibilità e quant'altro. Avendo un gruppo preparato, testato, aggiornato e motivato, avrete una gestione rischio attenta ed oculata, non ci saranno invertite e palpable error, ma soltanto valutazioni da parte del quotista.
Poi ovvio, prima che l'esposizione diventi troppo alta vi allineate al mercato, ma se siete un book è normale che vi assumiate anche qualche rischio, altrimenti potete tenere soltanto gratta e vinci, bingo e slot machine.
metter su un dipartimento rischio autonomo costa, e costa pure parecchio....figurati se poi deve essere composto pure da gente competente...la gente competente non si fa pagare 1500 euro al mese per vendersi ad un bookmaker
secondo me alcuni di voi ragionano a senso unico. Stiamo parlando di aziende multinazionali con il fior fiore dei manager e degli analisti....se la strada percorsa da tutti è tenere odds compiler e non quotisti oltre che ghiacciare a destra e manca, è evidente che questa sia la strada più comoda ma anche la più profittevole
che paddy,in un ottica meramente aziendale, stia facendo un ottimo lavoro è assolutamente palese...guardate che numeri fanno in termini di raccolta e sopratutto fate caso all'enorme percentuale di budini imperiali che si iscrive su questo forum per denunciare fantomatici furti di 2 euro ( e ripeto 2 euro) commessi da paddy power....
chi credete che faccia guadagnare i bookmaker? I budini o la gente che scommette di mestiere? Al bookmaker interessa poco che un cliente sia uno speculatore, un periziatore ecc...tutte queste categorie di giocatori rientrano alla voce "costo", e come tale vale abbattuto...è una triste realtà, oltre che una guerra eterna....gli interessi di chi vince al gioco e quelli del bookmaker saranno sempre inconciliabili...
nella mia ottica paddy fa pena, me se chiedo in giro ai miei amichetti che scommettono per divertimento, ne danno un giudizio ottimo....
Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda psyduck » 21/03/2013 - 21:51
bravo severino, hai centrato uno dei punti focali del discorso.
d'altronde se si parla di " un azienda da oltre 3 miliardi di euro di capitalizzazione" (cit.), non credo proprio che ci sian problemi a trovare la retribuzione adeguata per i migliori su piazza e provvedere cosi ad avere un dipartimento rischio numeroso e sempre un passo avanti rispetto ai clienti.
Invece la via perseguita e' la piu' semplice, sottopagare dei quotisti o presunti tali che ormai hanno quasi solo lo scopo/funzione di allinearsi al mercato, riconoscere il cliente che gioca speculativo o vincente e ghiacciarlo immediatamente...manca solo l'ultimo gradino, creare un bot che riesca a fare tutto questo e poi non ci si servira' nemmeno piu' dei risk traders.
Anche la strategia dei bookmaker italiani e' terribile agli occhi di una persona che ne capisca un po, si basa escluviamente su pubblicita' di disinformazione, facendo leva sulle debolezze del giocatore italico (budino ovviamente,quello che loro van cercando)... tra l'altro l'importanza del ruolo di Aams nel corso degli anni e' andato via via defilandosi sempre piu', con i monopoli preoccupati solo di ricevere la cagnotta e concedendo tutto a tutti, senza poi preoccuparsi minimamente di svolgere il ruolo di tutela sia per il cliente che per il bookmaker.
Comunque ricordiamoci stiamo parlando di due entita' in completa antitesi: il giocatore professionista e il banco..essendo entrambi vincenti, nessuno dei due vuole/puo' perdere, quindi Bastiat/Alessandro sa benissimo riconoscere e comprendere il nostro punto di vista ma sa anche che ci sara' sempre una pronta risposta del banco/bookmaker con una contrindicazione alle nostre osservazioni.
saluti
d'altronde se si parla di " un azienda da oltre 3 miliardi di euro di capitalizzazione" (cit.), non credo proprio che ci sian problemi a trovare la retribuzione adeguata per i migliori su piazza e provvedere cosi ad avere un dipartimento rischio numeroso e sempre un passo avanti rispetto ai clienti.
Invece la via perseguita e' la piu' semplice, sottopagare dei quotisti o presunti tali che ormai hanno quasi solo lo scopo/funzione di allinearsi al mercato, riconoscere il cliente che gioca speculativo o vincente e ghiacciarlo immediatamente...manca solo l'ultimo gradino, creare un bot che riesca a fare tutto questo e poi non ci si servira' nemmeno piu' dei risk traders.
Anche la strategia dei bookmaker italiani e' terribile agli occhi di una persona che ne capisca un po, si basa escluviamente su pubblicita' di disinformazione, facendo leva sulle debolezze del giocatore italico (budino ovviamente,quello che loro van cercando)... tra l'altro l'importanza del ruolo di Aams nel corso degli anni e' andato via via defilandosi sempre piu', con i monopoli preoccupati solo di ricevere la cagnotta e concedendo tutto a tutti, senza poi preoccuparsi minimamente di svolgere il ruolo di tutela sia per il cliente che per il bookmaker.
Comunque ricordiamoci stiamo parlando di due entita' in completa antitesi: il giocatore professionista e il banco..essendo entrambi vincenti, nessuno dei due vuole/puo' perdere, quindi Bastiat/Alessandro sa benissimo riconoscere e comprendere il nostro punto di vista ma sa anche che ci sara' sempre una pronta risposta del banco/bookmaker con una contrindicazione alle nostre osservazioni.
saluti
Stai sereno....sempre
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Gaetaniello
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Gaetaniello » 21/03/2013 - 21:55
AgainstBook ha scritto:Severino Cicerchia ha scritto:Bastiati, la mia idea è banale, ma pensare di migliorare ed essere allo stesso livello dei punter, no?
Io nello sport in cui sono competente mi sentirei di sfidare chiunque se avessi un book, lo faccio quotidianamente pur non avendolo... perchè non fate altrettanto voi? Vi costruite un team di gente in gamba, concedete cifre discrete, vi conquistate una grandissima fetta di mercato, turnover importante, credibilità e quant'altro. Avendo un gruppo preparato, testato, aggiornato e motivato, avrete una gestione rischio attenta ed oculata, non ci saranno invertite e palpable error, ma soltanto valutazioni da parte del quotista.
Poi ovvio, prima che l'esposizione diventi troppo alta vi allineate al mercato, ma se siete un book è normale che vi assumiate anche qualche rischio, altrimenti potete tenere soltanto gratta e vinci, bingo e slot machine.
metter su un dipartimento rischio autonomo costa, e costa pure parecchio....figurati se poi deve essere composto pure da gente competente...la gente competente non si fa pagare 1500 euro al mese per vendersi ad un bookmaker
secondo me alcuni di voi ragionano a senso unico. Stiamo parlando di aziende multinazionali con il fior fiore dei manager e degli analisti....se la strada percorsa da tutti è tenere odds compiler e non quotisti oltre che ghiacciare a destra e manca, è evidente che questa sia la strada più comoda ma anche la più profittevole
che paddy,in un ottica meramente aziendale, stia facendo un ottimo lavoro è assolutamente palese...guardate che numeri fanno in termini di raccolta e sopratutto fate caso all'enorme percentuale di budini imperiali che si iscrive su questo forum per denunciare fantomatici furti di 2 euro ( e ripeto 2 euro) commessi da paddy power....
chi credete che faccia guadagnare i bookmaker? I budini o la gente che scommette di mestiere? Al bookmaker interessa poco che un cliente sia uno speculatore, un periziatore ecc...tutte queste categorie di giocatori rientrano alla voce "costo", e come tale vale abbattuto...è una triste realtà, oltre che una guerra eterna....gli interessi di chi vince al gioco e quelli del bookmaker saranno sempre inconciliabili...
nella mia ottica paddy fa pena, me se chiedo in giro ai miei amichetti che scommettono per divertimento, ne danno un giudizio ottimo....
oooooooooo Pietro ma un lo sai che è cosi ? vatti a leggere i nuovi forum nati da qualche anno ,ci sono metodi di pulcinella - di arlecchino e gambadilegno non sanno piucosa inventare per cercare metodi vincenti che non esistano
non scrivetemi messaggi non posso ne leggerli ne rispondere,grazie
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Gaetaniello » 21/03/2013 - 22:00
psyduck ha scritto:bravo severino, hai centrato uno dei punti focali del discorso.
d'altronde se si parla di " un azienda da oltre 3 miliardi di euro di capitalizzazione" (cit.), non credo proprio che ci sian problemi a trovare la retribuzione adeguata per i migliori su piazza e provvedere cosi ad avere un dipartimento rischio numeroso e sempre un passo avanti rispetto ai clienti.
Invece la via perseguita e' la piu' semplice, sottopagare dei quotisti o presunti tali che ormai hanno quasi solo lo scopo/funzione di allinearsi al mercato, riconoscere il cliente che gioca speculativo o vincente e ghiacciarlo immediatamente...manca solo l'ultimo gradino, creare un bot che riesca a fare tutto questo e poi non ci si servira' nemmeno piu' dei risk traders.
Anche la strategia dei bookmaker italiani e' terribile agli occhi di una persona che ne capisca un po, si basa escluviamente su pubblicita' di disinformazione, facendo leva sulle debolezze del giocatore italico (budino ovviamente,quello che loro van cercando)... tra l'altro l'importanza del ruolo di Aams nel corso degli anni e' andato via via defilandosi sempre piu', con i monopoli preoccupati solo di ricevere la cagnotta e concedendo tutto a tutti, senza poi preoccuparsi minimamente di svolgere il ruolo di tutela sia per il cliente che per il bookmaker.
Comunque ricordiamoci stiamo parlando di due entita' in completa antitesi: il giocatore professionista e il banco..essendo entrambi vincenti, nessuno dei due vuole/puo' perdere, quindi Bastiat/Alessandro sa benissimo riconoscere e comprendere il nostro punto di vista ma sa anche che ci sara' sempre una pronta risposta del banco/bookmaker con una contrindicazione alle nostre osservazioni.
saluti
Davide ma rispondimi ad una domanda,tu facevi questo mestiere nei tempi giusti quando è nato il betting,ma con tutti gli oscuramenti ai com con tutte le pubblicità ingannevoli in tv,lo scritto sopra cosa fanno i giovani di adesso,e dove lo trovi un quotista di questi di ora con le palle ? e come fanno ad imparare a fare il quotista se nessuno lo insegna ? quelli nati negli ultimi 15 -20 anni credo sarà molto ma molto dura per loro seguire la nostra strada,mi sbaglio?
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Gaetaniello » 21/03/2013 - 22:06
ma guarda ti dico pure questa,a mio figlio ho aperto sbobet tre anni fa nel breve ha imparato le quote asiatiche io ho insegnato solo alcune cose,giocare di testa tua e giocare quote da 1,80 in su,se gioca un multiplo o mi torna a casa con una bolla snai lo prendo a nocchini,io non lo forzo non li dico nulla lui gioca a calcio ci è innamorato gioca a _b -premier-spagna e coppe sta venendo su bene,a me i miei amici mi hanno dato del matto quando hanno saputo,ma trovo spesso i figli di questi a giocare bollette alla snai,sarò matto ma perlomeno non si rovinerà con bolle-grattini-o slot machine perche sa già da solo che se vuole ogni tanto qualche soldino deve giocare solo singole,son matto ?
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Gaetaniello » 21/03/2013 - 22:40
oooooooooo ma potete anche risponde no ? la peste ancora un lo presa
scrivo troppo ? mi intrometto dove non devo e scrivo cagate ? basta dirlo al web ho scritto venti volte se scrivo cagate di cancellare ma un ci posso mia fa nulla se scrivo tanto o che devo fa ? con chi devo parla di betting ?
se scrivo cagate un vi vergognate un divento mica rosso,d'altronde son fatto cosi non vi dice nulla il mio primo nickke

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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Severino Cicerchia » 21/03/2013 - 22:52
AgainstBook ha scritto:Severino Cicerchia ha scritto:secondo me alcuni di voi ragionano a senso unico. Stiamo parlando di aziende multinazionali con il fior fiore dei manager e degli analisti....se la strada percorsa da tutti è tenere odds compiler e non quotisti oltre che ghiacciare a destra e manca, è evidente che questa sia la strada più comoda ma anche la più profittevole
E' più proficuo fare il vino chimico piuttosto che andare a vendemmiare. Ma quale ti sembra più buono?
Pensi che non ci sia gente che gioca k di pura perizia? Sei sicuro che se te book la metti sullo stesso piano non trovi un quotista più bravo del puntatore?
Poi facciano un po' come gli pare, alla fine se paddy accetta gioco oppure no non è che mi rivoluziona la vita
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Re: PANORAMA BOOKMAKERS ITALIANI
Messaggioda Il Web » 21/03/2013 - 23:32
Gaetaniello: le risposte non arriveranno più facilmente su richiesta, partecipa ... se quello che scrivi risulta interessante gli altri risponderanno. A tutti capita di non ricevere risposte.
Non sono molto sulla linea di Severino (e PSY). Un conto è fare le quote... 'contro' qualcuno che se le sbagli ti gioca .. e quando le fai giuste no. Altro è conto è stare dietro un muretto, mirare, e sparare solo quando l'altro sbaglia, potendo scegliere se giocare un colpo al giorno o al mese o all'anno. E' evidente che anche chi spara può sbagliare, e che si siano persone che si credono dei cecchini ed invece non lo sono ... ma alla fine carta canta.
Attenzione, questo non significa che non si possa svolgere con profitto l'attività di bookmaker in modo tradizionale (la parola bookmaker ormai ha infatti perso, per così dire, parte del suo significato originario), ma che, tenendo conto delle oggettive difficoltà, occorre che il quadro normativo (regolamenti, leggi, fiscalità) sia di un certo tipo.
Non sono molto sulla linea di Severino (e PSY). Un conto è fare le quote... 'contro' qualcuno che se le sbagli ti gioca .. e quando le fai giuste no. Altro è conto è stare dietro un muretto, mirare, e sparare solo quando l'altro sbaglia, potendo scegliere se giocare un colpo al giorno o al mese o all'anno. E' evidente che anche chi spara può sbagliare, e che si siano persone che si credono dei cecchini ed invece non lo sono ... ma alla fine carta canta.
Attenzione, questo non significa che non si possa svolgere con profitto l'attività di bookmaker in modo tradizionale (la parola bookmaker ormai ha infatti perso, per così dire, parte del suo significato originario), ma che, tenendo conto delle oggettive difficoltà, occorre che il quadro normativo (regolamenti, leggi, fiscalità) sia di un certo tipo.
adess biciclett e vuvuzela ...
I miei articoli scritti per il nostro blog: https://www.infobetting.com/blog/author/ilweb/
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