da sportmediaset
Zenga e Zeman: l'Inter allunga la lista dei tecnici
Continua la ricerca del sostituto di Stramaccioni
19/04/13

Consultando la sua agendina, Massimo Moratti è arrivato alla zeta: la lettera di Walter Zenga e Zdenek Zeman, gli ultimi due allenatori in ordine di tempo che il numero uno dell'Inter sta prendendo in considerazione per il dopo-Stramaccioni. La conferma dell'attuale tecnico, decisa fino a qualche settimana fa, si fa sempre meno convinta e, studiando le alternative possibili, il presidente nerazzurro allunga di giorno in giorno la sua lista.
Attualmente, a meno di ulteriori sorprese, i nomi sono più o meno questi: Blanc, che piace da parecchio tempo, è libero, ma non ha esperienza in Italia; Mazzarri, con cui c'è già stato un contatto ma per il quale bisogna comunque attendere il "via-libera" da de Laurentiis; Mihajlovic, sul quale Moratti ha però qualche riserva e ora, come detto, Zenga e Zeman.
La sensazione, almeno oggi, è che la "zeta" sia fin qui in fondo alla hit del presidente dell'Inter. L'uomo in cima ai pensieri di Moratti dovrebbe essere Mazzarri, ma il tecnico livornese si siederà solo nelle prossime settimane al tavolo con il Napoli per discutere l'eventuale rinnovo. Se dal summit con de Laurentiis arrivasse la fumata bianca - probabile, dicono sotto il Vesuvio -, Moratti dovrebbe per forza di cose cambiare obiettivo. Quindi Blanc, numero due del presidente. Il francese piace molto e per diversi motivi, ma su di lui resta la perplessità legata alla scarsa conoscenza del nostro campionato. Insomma, Blanc attrae ma un poco spaventa, perché quel che di sicuro Moratti non vuole fare è ripetere l'esperienza Benitez, arrivato con l'accompagnamento delle fanfare e mandato via a suon di pernacchie.
Di qui il pensiero stupendo di affidare l'Inter a un interista. Walter Zenga, quindi, uno che si è fatto le ossa in giro per il mondo e che, già in passato, era stato vicino alla panchina nerazzurra. L'ex portiere, cuore ampiamente interista e amico della Nord, è sempre stato respinto a causa del carattere fumantino ma negli anni, pare ovvio, è maturato e, da questo punto di vista, cambiato molto. Non basta, ha fatto esperienza e sempre lavorato con discreto profitto anche se non gli è mai stata assegnata una panchina davvero importante. Panchina importante, invece, che ha avuto Zeman, pallino da tempo immemore del presidentissimo. Il boemo, però, ha mostrato qualche scricchiolio nell'ultima esperienza alla Roma. Insomma, se è andato male lì dove lo hanno accolto come un re, cosa potrebbe fare a San Siro? Questa è la domanda che si sta facendo Moratti, la cui unica certezza, non detta, è oggi che la corsa di Strama è finita. Anzi, strafinita.












