Comunicato Stampa Betfair
Inviato: 23/02/2006 - 17:54
Comunicato stampa
Milano, 23 febbraio 2006
Condannata la politica Internet del Governo italiano
I maggiori operatori del settore delle scommesse
si uniscono contro la legge Finanziaria italiana
Milano, 23 febbraio 2006 – Secondo i principali operatori europei del settore delle scommesse, le misure che il Governo italiano sta introducendo per obbligare gli Internet Service Provider (ISP) a bloccare l'accesso ai siti di scommesse online non aventi sede nel Paese, al fine di non incorrere in denunce penali e forti sanzioni finanziarie, sono in chiaro contrasto con la Costituzione italiana, la legge europea e la carta dei Diritti dell'Uomo.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Milano, Betfair, il bookmaker britannico che propone i propri servizi a clienti in Europa e nel mondo, ha dichiarato che la nuova legislazione introdotta dal Governo italiano per bloccare i siti di scommesse offshore, che entrerà in vigore il 24 febbraio, non è stata approvata con un iter corretto, dal momento che non è stata segnalata alla Commissione Europea prima di deciderne l'implementazione.
Betfair si è unita al coro di bookmaker che hanno formato fronte comune contro la nuova legge. La dichiarazione odierna è supportata dalla Remote Gambling Association (RGA).
Mark Davies, Managing Director della divisione di lobbying internazionale di Betfair, ha affermato: "Stiamo considerando quali azioni legali intraprendere per proteggere la nostra attuale posizione al fine di poter continuare a offrire i nostri servizi alle centinaia di migliaia di italiani desiderosi di utilizzarli in maniera legittima.
"Secondo la nuova legge, i consumatori italiani non potranno più approfittare dei prezzi competitivi offerti da Betfair e dagli altri provider di servizi di scommesse online in Europa. La minore competizione ridurrà il valore ottenuto dagli scommettitori italiani lasciandoli alla mercé dell'attuale monopolista AAMS. La nuova legge non solo limita la nostra capacità di offrire servizi, ma anche il nostro diritto fondamentale di libertà d'impresa. La censura a favore di un monopolio locale è una vergogna, è l'equivalente tecnologico di un rogo di libri".
Clive Hawkswood, Chief Executive della RGA, ha commentato: "Tutti gli operatori di servizi remoti di scommesse appartenenti alla RGA possiedono una apposita licenza all'interno dell'area economica europea, e aderiscono a standard di condotta e responsabilità sociale elevati. Non esiste un motivo legittimo affinché non debbano essere autorizzati a fornire i loro servizi ai residenti italiani.
L'assoggettamento degli ISP a queste restrizioni costituisce chiara violazione della legge europea, in particolare la libertà d'impresa e la libertà di fornire servizi a livello transnazionale così come previsto dagli Articoli 43 e 49 del Trattato della Comunità Europea, successivamente accolti dalla Corte europea di Giustizia.
I nostri associati stanno attualmente esaminando l'opportunità di intraprendere un'azione legale, e abbiamo già espresso le nostre preoccupazioni di fronte alla Commissione Europea. Le autorità italiane sappiano che il nostro settore combatterà duramente per fermare questa legge protezionista e illecita".
Milano, 23 febbraio 2006
Condannata la politica Internet del Governo italiano
I maggiori operatori del settore delle scommesse
si uniscono contro la legge Finanziaria italiana
Milano, 23 febbraio 2006 – Secondo i principali operatori europei del settore delle scommesse, le misure che il Governo italiano sta introducendo per obbligare gli Internet Service Provider (ISP) a bloccare l'accesso ai siti di scommesse online non aventi sede nel Paese, al fine di non incorrere in denunce penali e forti sanzioni finanziarie, sono in chiaro contrasto con la Costituzione italiana, la legge europea e la carta dei Diritti dell'Uomo.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Milano, Betfair, il bookmaker britannico che propone i propri servizi a clienti in Europa e nel mondo, ha dichiarato che la nuova legislazione introdotta dal Governo italiano per bloccare i siti di scommesse offshore, che entrerà in vigore il 24 febbraio, non è stata approvata con un iter corretto, dal momento che non è stata segnalata alla Commissione Europea prima di deciderne l'implementazione.
Betfair si è unita al coro di bookmaker che hanno formato fronte comune contro la nuova legge. La dichiarazione odierna è supportata dalla Remote Gambling Association (RGA).
Mark Davies, Managing Director della divisione di lobbying internazionale di Betfair, ha affermato: "Stiamo considerando quali azioni legali intraprendere per proteggere la nostra attuale posizione al fine di poter continuare a offrire i nostri servizi alle centinaia di migliaia di italiani desiderosi di utilizzarli in maniera legittima.
"Secondo la nuova legge, i consumatori italiani non potranno più approfittare dei prezzi competitivi offerti da Betfair e dagli altri provider di servizi di scommesse online in Europa. La minore competizione ridurrà il valore ottenuto dagli scommettitori italiani lasciandoli alla mercé dell'attuale monopolista AAMS. La nuova legge non solo limita la nostra capacità di offrire servizi, ma anche il nostro diritto fondamentale di libertà d'impresa. La censura a favore di un monopolio locale è una vergogna, è l'equivalente tecnologico di un rogo di libri".
Clive Hawkswood, Chief Executive della RGA, ha commentato: "Tutti gli operatori di servizi remoti di scommesse appartenenti alla RGA possiedono una apposita licenza all'interno dell'area economica europea, e aderiscono a standard di condotta e responsabilità sociale elevati. Non esiste un motivo legittimo affinché non debbano essere autorizzati a fornire i loro servizi ai residenti italiani.
L'assoggettamento degli ISP a queste restrizioni costituisce chiara violazione della legge europea, in particolare la libertà d'impresa e la libertà di fornire servizi a livello transnazionale così come previsto dagli Articoli 43 e 49 del Trattato della Comunità Europea, successivamente accolti dalla Corte europea di Giustizia.
I nostri associati stanno attualmente esaminando l'opportunità di intraprendere un'azione legale, e abbiamo già espresso le nostre preoccupazioni di fronte alla Commissione Europea. Le autorità italiane sappiano che il nostro settore combatterà duramente per fermare questa legge protezionista e illecita".