Percentuali vs. Quote
Inviato: 05/09/2003 - 15:04
Apro un thread nuovo perchè gli interventi sul thread relativo alle partite del giorno erano off-topic.
Allora, nonostante l'atteggiamento sprezzante di Jonch, il concetto che sto esprimendo è il seguente:
ogni evento ha una percentuale di riuscita che ciascuno gli assegna. Non esiste un valore assoluto, anche se molto spesso le opinioni di molti si avvicinano.
Ci sono poi le quote, che tengono conto di un'infinità di fattori, non solo le percentuali di riuscita reali. La Juventus nel campionato italiano di calcio avrà una quota più bassa delle sue reali possibilità , perchè la quota è drogata dalla percezione del pubblico.
Ogni quota corrisponde ovviamente ad una percentuale.
Il giocatore intelligente gioca quando la percentuale di un evento è maggiore di quella espressa da una quota. Indipendentemente dall'evento, da quanto un evento piace o meno.
Se c'è valore, si deve giocare. Se Coria contro Agassi vale 30% e la quota è 6, va giocato, anche se secondo noi vince Agassi. Proprio perchè alla lunga acquistare valore vuol dire vincere.
Ciò detto, l'abilità di un giocatore dipende da come costruisce le percentuali degli eventi. Tanto più le percentuali identificano il valore dove questo esiste, tanto meglio il giocatore ha lavorato.
Pertanto, se dico che Agassi contro Ferrero vale 1.25, sto dicendo che ha l'80% di possibilità di vincere la partita.
Il commento di Jonch sui numeri "a casaccio" non è corretto: accetto che mi dica che secondo lui la percentuale è diversa, non che sparo numeri a caso.
Allora, nonostante l'atteggiamento sprezzante di Jonch, il concetto che sto esprimendo è il seguente:
ogni evento ha una percentuale di riuscita che ciascuno gli assegna. Non esiste un valore assoluto, anche se molto spesso le opinioni di molti si avvicinano.
Ci sono poi le quote, che tengono conto di un'infinità di fattori, non solo le percentuali di riuscita reali. La Juventus nel campionato italiano di calcio avrà una quota più bassa delle sue reali possibilità , perchè la quota è drogata dalla percezione del pubblico.
Ogni quota corrisponde ovviamente ad una percentuale.
Il giocatore intelligente gioca quando la percentuale di un evento è maggiore di quella espressa da una quota. Indipendentemente dall'evento, da quanto un evento piace o meno.
Se c'è valore, si deve giocare. Se Coria contro Agassi vale 30% e la quota è 6, va giocato, anche se secondo noi vince Agassi. Proprio perchè alla lunga acquistare valore vuol dire vincere.
Ciò detto, l'abilità di un giocatore dipende da come costruisce le percentuali degli eventi. Tanto più le percentuali identificano il valore dove questo esiste, tanto meglio il giocatore ha lavorato.
Pertanto, se dico che Agassi contro Ferrero vale 1.25, sto dicendo che ha l'80% di possibilità di vincere la partita.
Il commento di Jonch sui numeri "a casaccio" non è corretto: accetto che mi dica che secondo lui la percentuale è diversa, non che sparo numeri a caso.