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TENNIS/GOSSIP/NOTIZIE
Inviato: 08/12/2005 - 09:41
da Ghepard
«Sposarsi non più vergini» Le indiane contro il tabù
Sotto tiro campionessa di tennis e attrice Avevano detto sì al sesso prematrimoniale
Il sasso nello stagno lo ha lanciato per prima Khushboo, affascinante attrice di Bollywood. Seguita dalla tennista più famosa del subcontinente, Sania Mirza. E dal (finora) unico pilota di Formula Uno di New Delhi, Narain Karthikeyan. Argomento: il sesso. Tema: possono le donne fare l'amore prima di sposarsi? Khushboo: «Non vedo che cosa ci sia di male per una donna a fare sesso prima del matrimonio, a patto che sia protetto». Sania Mirza: «Non importa se prima o dopo il matrimonio, l'importante è fare sesso sicuro». Narain Karthikeyan: «Rapporti prematrimoniali? Non c'è nulla di sbagliato».
Tema scontato? Forse per il disincantato Occidente. L'India, molto semplicemente, si è infiammata fino a rasentare la rivolta, almeno nel Tamil Nadu, luogo natale della diva trentacinquenne che per prima ha osato infrangere il muro di silenzio e omertà sulla castità delle giovani indiane. Cortei, appelli, minacce. àˆ bastata l'uscita di Khushboo perché la Procura di Chennai, capitale dello Stato, fosse inondata da quaranta e più querele a carico dell'attrice. La quale, per la cronaca, si è vista prima recapitare un ordine di arresto (è libera su cauzione) e poi aggredire in un'aula del tribunale dove era entrata per testimoniare a una delle tante udienze sul caso del momento: urla, spintoni, pomodori e uova marce in faccia, promesse di morte. Tanto che adesso, su ordine delle autorità di polizia, Khushboo gira con la scorta.
Per il resto, il Paese ha accantonato le dispute sul terrorismo o le guerre di religione. Persino il tema della pace con il Pakistan è rimasto nell'ombra mentre giornali e televisioni ospitavano dichiarazioni, smentite, precisazioni e anatemi di stelle dello spettacolo, celebrità varie e, ovviamente, politici. «Khushboo ha offeso l'intera Nazione». «Uno scandalo così non si era mai visto». «Deve essere arrestata». «Basta ipocrisie — ha rincarato Khushboo —. Quale persona istruita, in India, si aspetta che una ragazza arrivi alle nozze ancora vergine?». Persino il primo ministro Manmohan Singh, intervenendo alla giornata mondiale contro l'Aids, si è sentito di affermare che «è ora che gli indiani superino i loro tabù legati al sesso».
Argomento scottante se la tennista Sania Mirza, di religione musulmana (Khushboo è indù), spaventata dalle reazioni, si è affrettata a smentire: «Voglio dire con chiarezza che sono contraria al sesso prematrimoniale, dal momento che per l'Islam si tratta di un peccato molto grave che, ritengo, Allah non potrebbe perdonare». Parola di una sportiva finita nel mirino degli integralisti per il suo abbigliamento in campo. «A nessuno deve importare come mi vesto — si era sempre difesa — almeno finché vinco...».
Più coraggioso Karthikeyan. Che a un pubblico dibattito ha difeso Khushboo: «Ha ragione, non c'è nulla di sbagliato nelle sue parole».
La più grande democrazia del mondo si interroga sul sesso. E non è solo una battaglia tra «alta società » con standard di vita occidentali e le caste inferiori più legate alle tradizioni. Per la prima volta, entra nel dibattito la nuova classe media nata dall'imponente sviluppo tecnologico degli ultimi anni. Dunque studenti e giovani professionisti di entrambi i sessi. Che si trovano più a loro agio con telefonini e computer. E che intervengono, per lo più in difesa dell'attrice e del «diritto a una vita emancipata e libera dai lacci del Medioevo», utilizzando il mezzo più semplice e immediato: Internet. Scrive per esempio Murali sul sito di attualità Rediff.com: «Per favore, svegliatevi e guardate il mondo intorno a voi: non possiamo continuare a vivere come nel Medioevo. Una donna dovrebbe scappare da un futuro marito che la sposa soltanto per la sua verginità ». Una donna Tamil sottolinea: «Un recente sondaggio ha evidenziato come il 90 per cento delle indiane, anche se in ritardo rispetto ad altri Paesi, perdano la verginità intorno ai 19 anni. Ma solo il 10 per cento della ragazze si sposa prima dei vent'anni. Dunque Khushboo ha perfettamente ragione. Tanto rumore per nulla».
In realtà , l'attrice è intervenuta in un contesto particolare, intendendo mettere l'accento — rispondendo a un'indagine del portale Indiatimes — non tanto sul «sesso prematrimoniale» quanto sul concetto di «sesso protetto». Una questione importante in un Paese, l'India, che denuncia oltre 5 milioni di persone colpite dall'Hiv, il virus che provoca l'Aids. Ovviamente il discorso si è allargato: «Le ragazze — dice Khushboo — sono sempre più emancipate. Vanno al pub, in discoteca. àˆ ora di liberarsi da concetti quali: "Una donna deve arrivare vergine al matrimonio"».
«Siamo il Paese del Kamasutra e dei bassorilievi erotici — chiosa Sethi sul forum aperto su Indiatimes —. Ciò mi fa pensare che l'India antica era più aperta di quella di oggi in fatto di sesso. Che cosa ci è successo? Perché è diventato un simile tabù?».
Inviato: 08/12/2005 - 09:45
da Ghepard
Martina aspetta la Sharapova
L'ex numero 1 del mondo è desiderosa di tornare alle competizioni: giocherà agli Australian Open e forse prima un torneo di preparazione. Intanto dichiara: "Voglio giocare contro la Sharapova, l'unica tra le top 10 che no ho ancora affrontato".
Dopo aver annunciato il clamoroso ritorno alle competizioni agonistiche, Martina Hingis non vede l'ora di tornare a giocare e a misurarsi al più presto contro le giocatrici più forti del mondo.
La 25enne svizzera, vincitrice in carriera di cinque prove del Grande Slam, si dichiara pronta alla sfida nonostante i tre anni di assenza dal circuito a causa di una serie infinita di problemi ai piedi e alle caviglie. "Quando sei stata la numero uno per quattro anni" afferma lei "l'unica cosa che ti interessa è competere con le migliori e provare a vincere qualche torneo del Grande Slam".
Martina non si pone nell'immediato (cioè per il prossimo anno) obiettivi particolari, e ancora non sa con precisione dove e quando farà il suo ritorno ufficiale all'attività . Il suo manager, Mario Widmer, ha fatto sapere che "con tutta probabilità " la Hingis giocherà a gennaio uno dei tornei in preparazione agli Australian Open. "Non mi va di parlare di obiettivi perchè sono una persona realistica e non voglio vivere di sogni" - ha detto la svizzera. "Vorrei diventare nuovamente la numero 1 del mondo, ma saprò se ciò è possibile solo una volta che avrò fatto il mio ritorno in campo".
Nell'attesa spende qualche parole sulle rivali di adesso, che non sono poi tanto diverse da quelle che la svizzera ha affrontato prima di abbandonare il tennis tre stagioni orsono Tra le prime 10, infatti , c'è solo una giocatrice che la Hingis non ha mai affrontato, trattasi della russa Maria Sharapova.
"Quando mi domandano con chi mi piacerebbe giocare, rispondo sempre la Sharapova"- confessa la svizzera. "Prima di tutto perché è l'unica tennista contro la quale non ho mai giocato, ma anche perché anche lei come me ha vinto Wimbledon ed è stata numero 1 del Mondo, ed è quindi la giovane con la quale è più opportuno che io mi confronti. Quando vedo che giocatrici come Lindsay Davenport, Mary Pierce, Amelie Mauresmo e belghe Justine Henin e Kim Clijsters figurano ancora tra le top-ten, tutto ciò certamente mi conforta".
Dichiarazioni ambiziose e anche un po' ardite, comunque sulle possibilità della svizzera rimangono le perplessità legate alle sue condizioni fisiche: il suo medico, Heinz Buehlmann, ha rassicurato tutti a tal proposito, ma ha altresì avvertito che la svizzera dovrà svolgere un programma ridotto al fine di evitare pericolose ricadute. "Per quanto riguarda i piedi c'era il problema delle infiammazioni croniche che però è stato risolto - ha spiegato il medico- "Però tutto dipende dalla pressione che la ragazza esercita sul piede, e di conseguenza da quanti tornei e allenamenti vorrà effettuare".
La speranza è quella di poter rivedere Martina esprimersi di nuovo ai massimi livelli; tuttavia, è lecito nutrire qualche perplessità sugli ambiziosi propositi di ritorno da parte della svizzera, e questo indipendentemente dal fatto che i problemi ai piedi siano stati definitivamente risolti oppure no.
Inviato: 08/12/2005 - 09:57
da Ghepard
la Itwa, associazione internazionale dei giornalisti di tennis, dopo aver designato lo svizzero Roger Federer miglior tennista del 2005, ha eletto miglior giocatrice del 2005 la belga Kim Clijsters.
La Clijsters, dopo avere vissuto un 2004 da incubo, martoriata dagli infortuni, nel 2005 e' risalita dal numero 134 del ranking fino a chiudere al numero 2, dopo essersi portata a casa il primo Slam (US Open) della sua carriera 'guarnendolo' con successi in tornei importanti come quelli di Indian Wells, Miami e Toronto. La Clijsters e' stata preferita alla francese Mary Pierce, alla russa Maria Sharapova, alla statunitense Lindsay Davenport e all'azzurra Francesca Schiavone
Inviato: 08/12/2005 - 10:02
da Ghepard
La Dokic torna in Australia
Aveva lasciato l'Australia nel 2001 per tornare a giocare sotto la bandiera della nativa Serbia-Montenegro. Adesso la Dokic spera di tornare a far parte del team australiano di Fed Cup e prima ancora di ottenere una wild card per gli Australian Open; intanto ne ha ricevuta una per Camberra.
Era stata l"Australia ad adottare Jelena Dokic quando, ancora bambina, la tennista yugoslava muoveva i primi passi nel circuito professionistico. Nel 1994, all"età di 11 anni, Jelena, si trasferì con il padre nel continente australiano lasciando Belgrado, sua città natale. Divenne ben presto una campionessa, una delle più forti giocatrici del mondo, collezionando vittorie di prestigio, come quella indimenticabile su Martina Hingis a Wimbledon nel 1999 (aveva sedici anni e sconfisse l"allora numero 1 del mondo con un umiliante 6-2 6-0 al primo turno).
La ragazzina bionda all'epoca difendeva i colori dell'Australia, così venne convocata in Federation Cup e alle Olimipiadi di Sydney nel 2000 per rappresentare il suo Paese adottivo.
Poi la Dokic, spinta da un padre geloso invadente a lasciare il continente, fece ritorno in Europa: agli Australian Open del 2001 cambiò nazionalità , acquisendo quella della Jugoslavia, dove era nata, successivamente diventata Serbia e Montenegro.
Gli anni che seguirono furono ricchi di soddisfazioni, fino al crollo delle ultime due stagioni, per molti aspetti inspiegabile, che va tuttavia ricondotto a ragioni di carattere psicologico prima ancora che tecnico.
La carriera di Jelena, che ha solo 22 anni, sembra mestamente destinata a seguire una parabola discendente nella quale è difficile intravedere una possibile via d'uscita. Lei stessa ha provato a reagire allontanandosi dal padre dispotico, per poi tuttavia accoglierlo nuovamente. Ma i risultati non sono più arrivati, e con loro nemmeno le motivazioni: quest'anno la Dokic ha disertato molti (piccoli) tornei ai quali era iscritta e per questo l'ITF ha deciso di sospenderla e di multarla di 700$.
Adesso che è sprofondata al numero 349 della classifica WTA, Jelena torna in Australia. Dice che il suo sogno è poter tornare a giocare in Fed Cup vestendo i colori del Paese nel quale ha vissuto da bambina. Ha chiesto oltretutto di ottenere una wild card per i prossimi Australian Open di Gennaio: gli organizzatori del torneo e la federazione australiana stanno valutando la possibilità di accogliere la richiesta della loro ex tennista. Intanto la federazione le ha concesso un invito per disputare il torneo di Camberra, che si diputerà sempre a inizio dell'anno nuovo.
Pare che Jelena abbia dichiarato a un'agenzia di stampa:"L'Australia è un Paese meraviglioso, la gente è fantastica, e in passato mi ha aiutata molto; sono stata felicissima di giocare in Fed Cup, è stata un'esperienza straordinaria. Non ho mai rifiutato questa nazionalità , sono pronta a considerarmi nuovamente australiana, altrimenti non sarei ritornata."
L'Australia quindi si prepara a riabbracciare l'ex bambina prodigio: al di là delle ragioni, opportunistiche oppure no, che possono aver spinto la Dokic a prendere questa decisione, è difficile che ciò da solo possa servire a recuperare una ragazza che il mondo del tennis rischia irrimediabilmente di perdere; a meno che non sia già successo
Inviato: 08/12/2005 - 10:06
da Ghepard
Debutta la moviola in campo
In occasione della competizione a squadre della Hopman Cup, che prenderà il via il prossimo 30 Dicembre, la Federazione Internazionale di tennis utilizzerà per la prima volta in via ufficiale la moviola in campo (Hawk-Eye System). Anche l'ATP e la WTA potrebbero introdurla in futuro nei loro tornei.
Tecnicamente prende il nome di “Hawk-Eye systemâ€
Inviato: 08/12/2005 - 17:31
da Ghepard
Serie A1, Geovillage campione d'Italia
Il punto-tricolore e' stato conquistato dalla coppia Volandri-Bracciali
Roma - Nel Campionato di Serie A1 maschile, dopo la vittoria del 2004 da parte del TC Cagliari, il testimone e' passato ad un'altra squadra sarda, il Geovillage di Olbia.
Contrariamente a quanto accaduto nel femminile, si e' giocato all'insegna dell'equilibrio: i sardi, infatti, hanno incassato il primo punto grazie alla vittoria di Pozzi su Cermak. Il Saetta, poi, e' andato in vantaggio grazie alle affermazioni di Galvani su El Aynaoui e di Starace su Volandri, in un match dal sapore di Davis in cui il numero uno italiano ha ceduto al campano in due set. Daniele Bracciali ha poi garantito al Geovillage il punto del 2-2 battendo in due set Giorgio Galimberti.
Ancora una volta, pertanto, sono stati decisivi i punti del doppio. In modo particolare, dopo la vittoria della coppia El Aynaoui-Pozzi su Messori-Starace, il punto-tricolore e' stato conquistato dalla coppia Volandri-Bracciali che, battendo il duo siciliano formato da Galimberti-Cermak trascinavano dopo 10 ore di gara il Geovillage alla vittoria definitiva e allo scudetto. Per il Saetta, dunque il sogno tricolore e' sfumato per la terza volta consecutiva in finale.
Inviato: 08/12/2005 - 22:24
da Ghepard
14 italiani nei top100, 2005 stagione record
Il tennis non ha mai avuto una stagione ben definita. Si gioca sempre, da gennaio a dicembre, in Italia e all'estero, all'aperto e al chiuso, senza pausa perché l'anno che verrà è dietro l'angolo, pronto a mangiarti, con un solo boccone, tutto quello che a fatica ti sei costruito nei dodici mesi precedenti.
Già , quello che tra poco verrà ricordato come il caro e vecchio 2005, se ne sta per andare in archivio, consegnandoci le istantanee di Filippo Volandri, primo italiano nei top 30 dai tempi di Renzo Furlan (era l'agosto del 1996), di Davide Sanguinetti, eroico a Flushing Meadows nell'uscire dal campo a testa alta negli ottavi contro David Nalbandian (lo spezzino è prossimo alle 34 primavere), di Francesca Schiavone, arrivata con un fine stagione esaltante ad un palmo di naso dalle top ten (e non potrà che migliorare avendo in scadenza, da ora agli Internazionali d'Italia, appena tre risultati positivi: i quarti a Doha, il terzo turno all'Open d'Australia e a Miami) e di Silvia Farina, la più grande tennista italiana dell'era moderna, che ha deciso di ritirarsi dopo aver trascorso 17 dei suoi 34 splendidi anni in giro per il mondo a rappresentare il Belpaese. Ma di spunti positivi il 2005 azzurro ne ha forniti talmente tanti da poter essere considerato tra i migliori anni di sempre.
Nel corso dell’anno sono stati 14 gli italiani capaci di raggiungere una posizione fra le prime 100 del mondo (6 uomini e 8 donne) e attualmente ne abbiamo 12 (4 uomini e 8 donne). Per numero di presenze siamo la sesta nazione al mondo, ex aequo con l’Argentina, su un totale di 45 paesi capaci di esprimere almeno un giocatore o una giocatrice di vertice.
Ai tempi di Panatta, ai tempi delle sue vittorie a Roma, a Parigi e in Davis, siamo stati anche la quarta potenza, ma 30 anni fa erano meno le nazioni "produttrici di campioni". C'era meno concorrenza, c'era il dominio degli Stati Uniti e dell'Australia, il resto era tutto livellato.
Siamo alla pari con l'Argentina, che spesso viene presa a modello, abbiamo tre rappresentanti in meno della Repubblica Ceka che ha una tradizione (Drobny, Kodes, Lendl, Navratilova e Mandlikova da soli hanno vinto 36 Slam, noi, è bene ricordarselo, 3) superiore alla nostra e 5 unità in meno della Francia la cui federazione dispone dei proventi del Roland Garros che superano i 100 miliardi delle vecchie lire l’anno. Con gli Stati Uniti non possiamo gareggiare e nemmeno con la Russia, nazione emergente capace di produrre in meno di due anni ben sei ragazze top ten. L'unica nazione che ci ha lasciati a bocca aperta è stata la Spagna ma è un discorso che affronteremo più avanti.
Soltanto una volta avevamo avuto lo stesso numero di giocatori contemporaneamente nell'élite mondiale (era accaduto nel 1991), e non va dimenticato che Potito Starace ha chiuso la stagione appena fuori dai cento: sarebbe bastato un soffio, e il 2005 sarebbe diventato l’anno del record assoluto anziché soltanto eguagliato. Dunque siamo ai nostri massimi storici, per lo meno da quando esistono le classifiche computerizzate (l'Atp le fornisce dal 1973, la Wta dal 1975).
Ma il vanto maggiore, come dicevamo, è forse proprio l'aver avuto nel corso di tutto il 2005 quattordici tennisti che si sono affacciati tra i primi 100.
A questo proposito Riccardo Piatti, membro del Board strategico che detta gli indirizzi del Settore Tecnico con Barazzutti, Lombardi, Carnovale e Dorochenko, ci spiega come si è arrivati a questa onda positiva che dà respiro a tutto il movimento.
"Il tennis in Italia - esordisce Piatti - non è mai stato in crisi o in coma profondo come spesso si voleva farlo passare. Conosco questo sport da tantissimi anni e credo di avere l’esperienza necessaria per giudicare l’operato di un settore tecnico e di un coach in particolare. Al di là dei compiti istituzionali, e cioè promuovere e sviluppare l'attività di base e quella agonistica, una buona Federazione con dei buoni tecnici ha un solo scopo e cioè creare il maggior numero possibile di professionisti in grado di confluire tra i primi 100 giocatori del mondo. Questo è quel che hanno fatto Francia e Spagna nei decenni passati, perché si lavora ora per avere un top 100 nel 2010, non per averlo domani mattina. Siamo partiti in ritardo, è vero, rispetto alla Spagna, ma ora il gap è colmato. Anche noi, anche l’Italia è in grado di produrre 15-20 potenziali top 100 e non è un caso che negli Slam siamo sempre tra le nazioni con più giocatori in tabellone."
Ma l’avvocato del diavolo si opporrebbe subito, controbattendo che non raggiungiamo una finale di uno Slam dal 1976, una semifinale dal 1978, che di tornei se ne vincono pochissimi e che il nostro massimo traguardo in uno Slam sono i quarti di finale. Gli altri lottano per vincere, noi per arrivare alla seconda settimana di gare. Perché non abbiamo un top ten dal gennaio del 1979 e perché Panatta e Barazzutti non hanno funzionato da traino come è accaduto in altri paesi simili al nostro?
In Svezia, quando Borg nel 1979 era numero 1 del mondo, non c'erano altri svedesi tra i primi 100. Ma i ragazzini che all'epoca dei trionfi di Borg avevano 12-15 anni, sono stati catapultati nel grande tennis dall'onda dei successi di Borg. Nel 1990 Edberg era n° 1 del mondo e con lui c'erano altri 11 svedesi nei 100. Stesso discorso per Lendl e la Repubblica Ceka, stesso discorso per la Germania di Becker e la Graf, per la Francia di Noah e Leconte, per la Spagna di Sanchez e Bruguera e per l'Argentina di Vilas e Clerc.
Noi no, da noi il boomerang non ha funzionato; per trovare un giocatore italiano di valore internazionale abbiamo dovuto aspettare la fine degli anni Ottanta con Canè e Camporese, i quali, tuttavia, pur avendo enormi potenzialità hanno dato meno di quello che avrebbero potuto.
E Piatti torna alla carica. "Questo gruppo che si è formato ora è molto simile a quello che avevo in quegli anni, e con orgoglio noto che allora transitarono 16 azzurri nei top 100 tra cui i miei Furlan e Caratti. Questo gruppo che c’è ora gli somiglia molto ed è anche più forte. Quella generazione però aveva due doti che hanno fatto scuola: sono stati i primi professionisti veri che il tennis italiano abbia mai avuto e sul campo sono riusciti a dare tutto quello che avevano dentro. Fu importante allora creare quel gruppo alle Pleiadi perché segnò la strada da percorrere. Se ne sono accorti Sartori, padre spirituale di Seppi, e Fanucci con Volandri, e se ne accorgeranno anche altri che stanno seguendo giocatori di sicuro avvenire sparsi per tutta Italia senza l’assillo di un centro come Riano o Cesenatico.
“Ma non è finita qui, - prosegue Piatti - perché ora, un buon coach di una buona federazione deve far scattare la fase due e cioè quella di creare un top ten. Abbiamo 20 potenziali top 100, ora dobbiamo tirare fuori il giocatore da primi 10 del mondo. Io ci sto riuscendo con il croato Ivan Ljubicic e ci potrò riuscire anche con qualche italiano perché il materiale umano che abbiamo a disposizione è ottimo. E poi chi ha detto che è più difficile creare un top ten piuttosto che 20 top 100? Il procedimento è identico. La Spagna, con realtà differenti e decentrate su tutto il territorio, perfino nelle isole dove sono sbocciati Moya e Nadal, ce lo ha insegnato. Prima ha creato uno stuolo di giocatori di buona classifica e poi ha sfornato autorevoli top ten. Questo mi dimostra che anche noi siamo sulla buona strada. Il resto, Borg, Becker, Agassi, Sampras e non ultimo Federer, li smista la cicogna del Padre eterno, non certo la federazioneâ€
Inviato: 09/12/2005 - 18:56
da Ghepard
Australia Open, entry list: quattro azzurri al via ma è fuori Starace
venerdì 09 dicembre 2005
E' stato resa nota poco fa l'entry list del primo torneo del grande slam dell'anno, l'Australian Open in programma dal 16 al 30 Gennaio 2006. Sono entrati nel tabellone principale 4 tennisti italiani, sono Filippo Volandri,Davide Sanguinetti, Andreas Seppi e Daniele Bracciali. Per il momento è rimasto fuori dal main draw per sole due posizoni il nostro Potito Starace.
E' stato reso noto poco fa l'entry list del primo torneo del grande slam dell'anno, l'Australian Open in programma dal 16 al 30 Gennaio 2006. Sono entrati nel tabellone principale 4 tennisti italiani, sono Filippo Volandri,Davide Sanguinetti, Andreas Seppi e Daniele Bracciali. Per il momento è rimasto fuori dal main draw per sole due posizoni il nostro Potito Starace che comunque nutre buone speranze per giocare nel tabellone principale. Sara' ai nastri di partenza il numero 1 del mondo Roger Federer che cerchera' di imporsi nel torneo australiano dopo il trionfo del 2004 e la sconfitta quest'anno in semifinale ad opera di Marat Safin.
Entry list Australian Open dal 16 al 30 Gennaio 2006Acasuso, Agassi, Ancic, Andreev, Arthurs, Ascione, Baghdatis, K. Beck, Behrend, Berdych, Berlocq, Bjorkman, Blake, BRACCIALI, Calleri, Carlsen, Chela, Clement, Coria, Daniel, Davydenko, Dent, Dlouhly, Djokovic, Federer, Ferrer, Ferrero, Garcia Lopez, Gasquet, Gaudio, Ginepri, Goldstein, F. Gonzalez, S. Gonzalez, Haas, Hanescu, Henman, Hernych, Hewitt, Horna, Hrbaty, J. Johansson, T. Johansson, Karlovic, Kiefer, Kim, Kohlscreiber, N. Lapentti, Ljubicic, F. Lopez, Malisse, Martin, Massu, Mathieu, Mayer, Melzer, Minar, Mirnyi, Monaco, Monfils, Montanes, Moodie, Moya, Muler, Murray, Nadal, Nalbandian, Nieminen, Norman, Novak, Pashanski, Pavel, Phau, Puerta, Reynolds, Robredo, C. Rochus, O. Rochus, Roddick, Rusedski, Safin, SANGUINETTI, Santoro, Saulnier, Schuettler, SEPPI, Serra, Soderling, Spadea, Srichapan, Stepanek, Tursunov, Vanek, Verdasco, Verkerk (PR), Vik, Vliegen, VOLANDRI, Wang, Wawrinka, Youzhny, Zabaleta, Zib. ALTERNATES: 2-STARACE, 21-DI MAURO, 63-ALDI, 72-LUZZI, 80-CIPOLLA, 87-GALIMBERTI, 96-GALVANI, 106-VICO. (Fonte: Tie-Break.org)
Inviato: 09/12/2005 - 18:57
da Ghepard
Itf Bergamo, la quarta wild card alla Brianti
venerdì 09 dicembre 2005
Al via domani la quinta edizione dell'Itf "Città di Bergamo", l’appuntamento internazionale da 50 mila dollari in programma sui campi del Palazzetto dello Sport e del Centro sportivo Italcementi di Bergamo. La manifestazione, organizzata in collaborazione con la Gigi Basso Basset Tennis Friends di Bergamo, si svolgerà in due fasi: domani e l’11 dicembre si partirà con le partite di qualificazione, mentre dal 12 al 17 si disputeranno le partite del tabellone principale.
Tra le numerose atlete iscritte a questo appuntamento indoor che chiude la stagione femminile internazionale in Italia - quella con il ranking più alto è la russa Ekaterina Bychkova, numero 69 della classifica Wta -, ci sono molte azzurre, tra le quali spiccano i nomi di Maria Elena Camerin, Giulia Gabba, Alice Canepa, Valentina Sassi e Alberta Brianti (nella foto). A quest’ultima, che era la numero 1 delle qualificazioni, è toccata la quarta wild card e potrà accedere automaticamente al main draw. Soltanto tre delle wild card, infatti, sono state assegnate: all’austriaca Tamira Paszek, alla russa Regina Kulikova e alla svizzera Emmanuelle Gagliardi. Stasera si conosceranno i tabelloni.
Questi i nomi presenti nell'entry list:
1. BYCHKOVA Ekaterina (RUS) n. 69
2. ANI Maret (EST) n. 90
3. KLOESEL Sandra (GER) n. 93
4. CAMERIN M. Elena (ITA) n. 97
5. BALTACHA Elena (GBR) n. 123
6. MEUSBURGER Yvonne (AUT) n. 147
7. BEYGELZIMER Yulia (UKR) n. 164
8. WOERLE Kathrin (GER) n. 177
9. JUGIC-SALKIC Mervana (BIH) n. 178
10. GEHRLEIN Stephanie (GER) n. 202
11. OZEGOVIC Nika (CRO) n. 206
12. MEZAK Matea (CRO) n. 226
13. GABBA Giulia (ITA) n. 227
14. CANEPA Alice (ITA) n. 230
15. HARING Florence (FRA) n. 234
16. STANCIUTE Lina (LTU) n. 241
17. NOCIAROVA Dominika (SVK) n. 244
18. TIMOTIC Ana (SCG) n. 247
19. BRATCHIKOVA Nina (RUS) n. 255
20. BARNA Adriana (GER) n. 272
21. SAKOWICZ Joanna (POL) n. 285
22. SASSI Valentina (ITA) n. 286
23. GOJNEA Madalina (ROM) n. 289
24. BRIANTI Alberta (ITA) 296
Inviato: 09/12/2005 - 18:59
da Ghepard
Federer saluta e rilancia:"Mi sono sentito invincibile".
Ottantuno vittorie e quattro sole sconfitte - migliore record dell'era open dopo l'82-3 di John McEnroe nel 1984, undici titoli vinti, tra cui Wimbledon, US Open e i Masters Series di Indian Wells, Miami, Amburgo e Cincinnati: tutti risultati che farebbero la gioia di qualunque tennista. Tranne che di Roger Federer, che dopo la sconfitta subita nella finale del Masters di Shanghai contro David Nalbandian, ha già rilanciato per la prossima stagione.
"Dispiace sempre perdere, anche perché non mi capita molto spesso, ma sapevo che rischiavo di perdere certi primati (35 match e 24 finali vinte di fila) - ha spiegato Federer - Del resto, fino a tre settimane fa ero sulle stampelle e ora sono tornato a giocare il mio tennis: non posso che esserne felice, specie sapendo che quello che mi manca è ritrovare la migliore condizione fisica".
Migliore condizione con cui dare l'assalto a nuovi traguardi: "Ovviamente cercherò di difendere il primo posto in classifica. Poi proverò a rivincere Wimbledon e, perché no, cercare di conquistare il Roland Garros. Diciamo che questi saranno i miei tre obbiettivi principali per il 2006", ha spiegato Federer.
"Forse il 2004 è stato per me un anno migliore di questo, con tre titoli dello Slam e il Masters di fine anno: difficilmente riuscirò a fare meglio che in quella stagione - ha aggiunto Roger - Di sicuro, però, anche il 2005 è stato fantastico perché sono stato imbattuto per lunghi periodi e ho perso pochissime partite. Certe volte mi sono sentito invincibile".
"Ora penserò soprattutto a completare la mia riabilitazione alla caviglia: anche in vancanza cercherò di rinforzare l'articolazione così da poter iniziare l'anno prossimo senza problemi - ha concluso Federer - Ho ancora tanti traguardi che vorrei raggiungere". Gli avversari sono avvertiti. (Fonte: Sports)
Inviato: 09/12/2005 - 19:03
da Ghepard
Simone Bolelli:"Nel 2006 obiettivo top100"
E' stato l'eroe di Coppa Europa. La sua vittoria su Ivo Minar, nella finale con la Repubblica Ceca, non è valsa la vittoria, ma ci ha fatto ritrovare un giocatore che, dopo tanti problemi fisici, è tornato ad essere protagonista. Simone Bolelli, che impegno di serie A a parte, ha già chiuso la stagione, al numero 250 delle classifiche mondiali, dalla prossima settimana ripartirà con la preparazione per la campagna 2006, con un obiettivo ambizioso
"Ora spero di avvicinarmi - ha detto - ai primi 100 del mondo. La stagione tutto sommato la reputo positiva. I risultati migliori li ho raggiunti nei mesi di luglio e agosto, e anche se forse potevo fare di più negli ultimi mesi dell'anno, credo di aver fatto vedere cose egregie e i 110, 120 del mondo sono alla mia portata".
Dopo alcune convocazioni in nazionale come riserva, nella recente edizione di Coppa Europa (terminata domenica in Repubblica Ceca con la vittoria per 2-1 dei padroni di casa), Bolelli ha fatto il suo esordio con tanto di scalpo eccellente: "E' stata una esperienza bellissima - ammette - abbiamo giocato bene, il gruppo è unito e il clima era piacevole. Battere Minar è stato un risultato ottimo, soprattutto perchè lui giocava in casa e poteva portare il punto della vittoria. Ma di top 100 ne aveva già incontrati e battuti due (Montanes e Vanek n.d.r.). Forse lui era un po' nervoso, ma io sono stato concreto e l'aiuto di Pistolesi a livello tattico mi è stato di grande aiuto".
Bolelli si allena a Civitino, nell'Accademia di Vavassori, e a gennaio, dopo l'appuntamento di Doha, andrà per la prima volta in Australia, a caccia della prima qualificazione Slam: "Ora mi sento un giocatore vero - ha concluso - se devo trovare un momento di svolta credo siano stati i Giochi del Mediterraneo dello scorso giugno. Lì ho affrontato Garcia Lopez e anche se ho perso, credo mi sia scattato qualcosa. Ho preso fiducia nei miei mezzi e da lì ho capito che potevo fare qualcosa di importante nel tennis".
Inviato: 11/12/2005 - 18:46
da Ghepard
La svizzera Martina Hingins ha affermato di voler tornare nel circuito ed ha iniziato a lavorare sodo per farsi trovare pronta. Intanto ha battuto, anche se solo per abbandono, la russa Anna Kournikova in una partita esibizione che si e' disputata su un campo improvvisato a Copacabana, la spiaggia piu' famosa di Rio de Janeiro. La russa che ha accusato una piccola lesione alla mano destra ha lasciato il confronto quando stava perdendo 6-1, 1-0. Nel poco che e' riuscita a mettere in mostra in meno di mezz'ora di gioco, la Hingins ha dimostrato di essere in una buona condizione fisica e di essere in grado di tornare ad esser competitiva. La tennista svizzera ha ribadito la sua intenzione di tornare nel circuito professionistico nella prossima stagione. La Hingins si ritiro' nel 2002 per una lesione alla caviglia. ''Non sono ancora al 100%, ma spero di esserlo presto -ha detto al svizzera- il circuito e' molto duro ed esigente'', ha assicurato l'ex numero uno del mondo per 209 settimane e vincitrice di 40 titoli in singolare e 36 in doppio.
Inviato: 12/12/2005 - 18:03
da Ghepard
Flavio Cipolla:"Grande scalata, e a gennaio realizzo sogno slam"
lunedì 12 dicembre 2005
Una delle scalate alla classifica mondiale più eclatanti del circuito maschile ha visto come protagonista il tennista romano Flavio Cipolla. Partito a gennaio dalla posizione 530, sta chiudendo la stagione al numero 183. "E' stata una cosa graduale - spiega - sono passato dai satelliti ai futures e poi ai challenger, acquisendo di volta in volta un po' di fiducia".
Una scalata arrivata, tra l'altro, dopo un periodo nero...
Si, lo scorso anno ho avuto molti problemi fisici seri che mi hanno bloccato. Prima una lesione all'adduttore, e poi la caviglia, ed è stato così che ho avuto la possibilità di giocare pochissimo e quando lo facevo non ero al massimo. Poi lo scorso inverno mi sono allenato bene, ho ripreso fiducia e ho cominciato questa bella scalata.
Una scalata che ti permetterà di realizzare un sogno...
Per la prima volta tenterò le qualificazioni in un torneo dello Slam. A gennaio, infatti sarò agli Australian Open e poi dovrei riuscire a giocare anche gli altri tre. Vorrei cominciare a tentare la strada dei tornei maggiori poi continuerò a fare dei challenger.
C'è stato un momento in cui hai capito che qualcosa stava cambiando? Il classico momento della svolta?
"A cavallo tra il torneo di Mantova e quello di Carpi, prima di partire per i tornei in Russia, direi. Anche se a Mantova ho perso subito, poi però ho centrato una finale e fatto tanti buoni risultati. Ho capito lì di aver fatto un piccolo saltino".
Ti alleni a Roma?
"Si, con mio padre (ex ottimo giocatore e maestro n.d.r.) presso l'Accademia di Claudio Pistolesi che, tra le altre cose, è stato suo allievo. claudio mi aiuta molto, e poi ho un ottimo preparatore atletico, Marco Panichi, che mi ha fatto fare un bel salto di qualità ".
Potendo scegliere, qual è il torneo in cui vorresti raccogliere i migliori risultati?
"Da romano rispondo senza alcun dubbio: il Foro Italico. Fare un risultato di prestigio in casa sarebbe bellissimo".
Prima dell'Australian Open quali sono i tuoi programmi?
A Natale rimango a Roma e mi allenerò in vista della partenza per Doha. Poi prima di melbourne tenterò la strada delle qualificazioni a sydney oppure a Auckland".
Inviato: 12/12/2005 - 18:07
da Ghepard
Ranking Atp/Wta, passo indietro di Bracciali
lunedì 12 dicembre 2005
Se in vetta rimane tutto invariato, con Filippo Volandri e Francesca Schiavone a guardare tutti dall'alto, nelle classifiche Atp e Wta pubblicate oggi va segnalato il passo indietro di Daniele Bracciali che passa dalla 72.ma all'81.ma posizione mondiale. Piccoli passi avanti, invece, per Potito Starace, Uros Vico e Paolo Lorenzi. In campo femminile da sottolineare solo il +2 di Giulia Gabba e il +1 di Vierin, Oprandi, Canepa e Adriana Serra Zanetti.
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CLASSIFICA ATP
39 Filippo Volandri (0)
45 Davide Sanguinetti (0)
68 Andreas Seppi (0)
81 Daniele Bracciali (-9)
105 Potito Starace (+1)
125 Alessio Di Mauro (0)
166 Francesco Aldi (0)
177 Federico Luzzi (-2)
183 Flavio Cipolla (0)
190 Giorgio Galimberti (0)
199 Stefano Galvani (0)
207 Uros Vico (+2)
251 Simone Bolelli (0)
253 Paolo Lorenzi (+1)
263 Tomas Tenconi (-1)
CLASSIFICA WTA
13 Francesca Schiavone (0)
23 Flavia Pennetta (0)
41 Roberta Vinci (0)
64 Antonella Serra Zanetti (0)
86 Tathiana Garbin (0)
88 Mara Santangelo (0)
98 Maria Elena Camerin (0)
136 Nathalie Vierin (+1)
187 Romina Oprandi (+1)
220 Giulia Gabba (+2)
226 Alice Canepa (+1)
256 Adriana Serra Zanetti (+1)
271 Alberta Brianti (0)
280 Valentina Sassi (0)
Inviato: 12/12/2005 - 18:11
da Ghepard
Bjorn Borg, il campione "romantico"
Giocava nella categoria juniores quando fece storcere il naso agli "eleganti" del tennis per quel suo sgraziato rovescio a due mani. Poi a suon di vittorie il suo stile è divenuto leggenda.
Nato in Svezia nella città di Sodertalje il 6 giugno 1956, Bjorn Borg è stato il più grande campione del periodo romantico del tennis: quel periodo in cui le racchette erano pesanti e fatte di legno. Nella sua carriera ha vinto cinque volte il trofeo di Wimbledon (dal 1976 al 1980), sei volte il Roland Garros (1974-75, 1978-81) e i Masters gp nel biennio 1979-80.
Dall'anno in cui vinse il torneo dell'Avvenire sino al suo ritiro, lo svedese e' stato protagonista della scena tennistica mondiale.
Cerco' di fare del tennis la cosa piu' semplice possibile, si trattava solo di rimandare la palla una volta in piu' dell'avversario, come lui stesso ebbe modo di dichiarare. Un pallettaro a detta di molti, un pallettaro che fu pero' il piu' grande "passeur" della storia del tennis.
Il suo caratteristico rovescio a due mani, che allora costituiva una novita', per molti era un difetto tecnico. In realtà i risultati smentirono tutti i critici, come accadde per Dick Fosbury nel salto in alto. Borg dimostrò che si poteva essere forti senza saper giocare bene a tennis: era il numero uno ma almeno un centinaio di giocatori al mondo colpivano al volo meglio di lui, servivano meglio di lui e avevano un braccio più "virtuoso" del suo.
Ma nessuno aveva la sua velocità di spostamento, la sua capacità di concentrazione e la sua stessa resistenza negli incontri-maratona.
Bjorn Borg e' entrato nella storia del tennis per le sue cinque vittorie consecutive a Wimbledon, un'impresa che da molti viene considerata della stessa importanza di un Grande Slam. Lo svedese è stato sicuramente un grande giocatore anche sulla terra battuta: vincere sei volte il Roland Garros, di cui quattro consecutive, sarebbe impresa ardua per qualsiasi campione. Borg non aveva pause mentali; non si scommetteva mai sulla durata della prestazione in campo, perché Borg poteva rimanerci due ore più di qualsiasi altro.
Uno dei peggiori momenti della carriera di Bjorn Borg è stato quando ha perso nel 1981 contro John McEnroe la finale degli US Open, un torneo che non riusci' mai ad aggiudicarsi nonostante le quattro finali giocate.
Lo svedese faceva tirare le corde della sua racchetta fino a 40 kg, che per i telai tradizionali di allora era una tensione fuori da ogni standard. L'impatto della palla con le corde aveva un suono inconfondibile, molto acuto.
Borg si ritiro' nel 1983 a soli ventisei anni perche' nauseato dai massacranti allenamenti quotidani. Nel 1989 sposò Loredana Bertè (in passato fidanzata del tennista italiano Adriano Panatta): il matrimonio non durerà a lungo. Introverso e freddo come le terre scandinave in cui e' nato, Borg divenne il simbolo dell'epoca d'oro della sponsorizzazione: fu un personaggio altamente carismatico che contribui' piu' di ogni altro alla diffusione del tennis come sport di massa.
Nel 1991, dopo molti anni di completa inattivita', lo svedese tento' il rientro nel circuito tennistico mondiale al torneo di Montecarlo. Scese in campo sul centre-court del principato contro Jordi Arrese, armato della sua vecchia Donnay di legno, ora priva di serigrafie e di ogni dicitura sul telaio.
E non sembro' diverso da quelli di un tempo, quel passante incrociato tirato dopo una manciata di secondi, con il suo rovescio a due mani, che ha lasciato Arrese fermo, a guardare la pallina scavalcare la rete, imprendibile. In quel momento è sembrato che tutto potesse essere davvero rimasto come dieci anni prima. Ma alla fine fu una partita deludente. Si trattò solo di un romantico lampo, strappato al passato. (tratto da biografieonline.it)