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Come vincere scommettendo al Tennis (e vivere felici?)

Inviato: 14/10/2004 - 16:23
da bacchino
Calmi, nessun nuovo Messia si profila all'orizzonte con la pretesa di diffondere il Verbo.
Vi leggo da un pezzo cercando di "distillare" le idee più interessanti, gli approcci al betting più originali e stimolanti.
Mi restava l'intenzione di provare una qualche "sistematizzazione". Ora ci provo, vediamo quanti ne trovo d'accordo.
Possiamo dire, in linea di pura teoria, che:
ALLA LUNGA SI VINCE SCOMMETTENDO EVENTI (nella fattispecie, vittorie di tennisti) A QUOTE PIU ALTE DELLA LORO INTRINSECA PROBABILITA'?
Si può dire, credo proprio di si, e cerco di spiegarmi meglio.
Per ogni partita, di ciascun tennista, esiste una quota di riferimento (QRIF), ovvero quella che rappresenta la probabilità  di vittoria a lui attribuita dall'universo degli scommettitori in un ipotetico trasparente mercato globale (Betfair rappresenta in questo senso una discreta utile approssimazione)
Poi esiste la mia quota (QMIA), ovvero quella che risulta dalla mia personale valutazione di probabilità .
Infine c'è la quota che realmente riesco a giocare (QREA) usando con rapidità , intuito, fortuna l'insieme (quanto più ampio possibile) dei miei books.
Cosa fa allora lo scommettitore esperto, Mandit ad esempio?
Periziando e periziando scova quelle partite in cui il mercato propone:

QRIF > QMIA

e poi si mette a cercare (spesso freneticamente), se esiste, tra i suoi books

QREA > QRIF

per poter ancor piu allargare la "forbice" tra la quota EFFETTIVAMENTE GIOCABILE e quella che, secondo lui, DOVREBBE INVECE AVERE quel tennista in quella partita, cioè

QREA > QMIA (*)

Tirando le somme, se il nostro Mandit riesce nel lungo periodo a mantenere mediamente questo divario diciamo al 20%, si assegna una equivalente probabilità  di vincita in quanto (sempre teoricamente) è come se giocasse tutto il tempo ad una roulette "truccata" al 20% a suo vantaggio (mentre sappiamo che nella realtà  lo è al 2,78 a favore del banco).
Tutto ciò teoricamente, è ovvio, perchè il problema c'è (eccome se c'è) e sta tutto in quella QMIA.
Cioè, mentre QRIF, e ancor più QREA, sono certe e oggettive, QMIA dipende per definizione DA ME, dalle mie conoscenze e valutazioni, da quanto in sintesi SONO BRAVO.
La questione non é: CHI VINCERA' LA PARTITA ma piuttosto DOVE STA LA QUOTA SBAGLIATA?

E qui intervengono secondo me 2 vere e proprie SCUOLE DI PENSIERO.

Quella (ampiamente) maggioritaria fonda le proprie valutazioni (perizia) su INTUITO e CONOSCENZE, valutando con molta artigianalità , e a volte un poco di arte, moltissime variabili. Per me, in ordine di importanza:
1) FORMA ATTUALE - nel tennis equilibrato ed esasperato di oggi per me al primo posto
2) MOTIVAZIONI - come in ogni sport (nella fattispecie, ad esempio, punti da difendere e il fatto di giocare in casa)
3) PRECEDENTI e valutazioni tecniche conseguenti.
4) ATTITUDINE alla superficie - spesso sopravvalutata e foriera di tragici equivoci.
5) CARRIERA E (PRESUNTO) VALORE ASSOLUTO - messo un poco provocatoriemente all'ultimo posto.

Si intrecciano in quest'area dati oggettivi, conoscenze tecniche, capacità  di analisi, intuito personale.
Il migliore in questo è per me TACITO, un vero artista nel "sentire le quote che puzzano" partendo dal (quasi) assioma che la maggior parte delle partite sono A SCELTA, nonostante le apparenze. Ma anche DAX non scherza.

L'altra linea di pensiero, del tutto minoritaria, si potrebbe definire OGGETTIVISTICA e trova in SARDAR il suo grande sostenitore.
L'idea di fondo mi pare questa: cercare un metodo statistico/quantitativo che ci permetta di pesare oggettivamente il primo e piu importante dei parametri, la FORMA ATTUALE, cercando di fare elaborare automaticamente, sulla base dei risultati recenti "pesati" in funzione del valore (anche questo presuntamente oggettivo) degli avversari incontrati,
di calcolare quindi QMIA, cioè la mia quota, quella che secondo me (secondo il mio sistema) dovrebbe avere quel tennista in quella partita.
Sardar poi non esclude di valutare anche il resto (motivazioni, precedenti ecc.) per cui il suo approccio non rappresenta una linea totalmente divergente dall'altra ma la integra con una CONSISTENTE INIEZIONE DI OGGETTIVITA' nel punto principale.
Interessante?
Siamo (e siete) sicuri di averla considerata con sufficente attenzione?

Scusate lo sproloquio, spero di avere aiutato qualcuno





(*) tutti i ragionamenti fatti sulle QUOTE rimangono validi sia se riferiti a EVENTI SINGOLI che MULTIPLI.
In altre parole, mi è parsa del tutto incomprensibile (perchè infondata e immotivata) la intransigente arroganza con cui vengono normalmente trattati nel forum quelli che propongono scommesse multiple.
Signori, se la quota rappresenta una probabilità  (e quindi in definitiva un rischio) mi spiegate che differenza c'è tra il giocare una singola a 2,7 e un triplo che dà  la stessa quota?
Il problema non sta nella MOLTEPLICITA' ma nella "GRANDEZZA" DELLA QUOTA.
Quota maggiore ----> minore probabilità  -----> maggiore rischio.
Più facile prendere un triplo a 2,1 o una singola a 2,7?

Inviato: 14/10/2004 - 16:28
da tacito
Sei sicuro di stare bene? Con stima e comprensione

Inviato: 14/10/2004 - 16:34
da paztuman
Scusami,ma non ce l'ho fatta ha leggerlo fino in fondo,
Un saluto e benvenuto.

Inviato: 14/10/2004 - 16:41
da tacito
Era dal tempo in cui studiavo il teorema di Godel di "incompletezza" che non vedevo una cosa di tal complessità . Io poi scherzavo prima,sapete che non sono mai offensivo,era una battuta per una cosa che mi sembrava un po' folle. Ciao al nostro amico,non ho + l'età  e mi resta una dimensione intuitiva del gioco e senza pretese,solo di vincere quando son dritto e perdere poco quando son storto.Vorrei evitare di mangiare come un uccellino e cagare come un elefante.

Inviato: 14/10/2004 - 16:47
da senegal
Bella quella dell'uccellino e dell'elefante... :lol:


Cmq. apprezzo l'amico x l'impegno profuso nello studiare e nello scrivere il messaggio. :smoke:

Inviato: 14/10/2004 - 17:10
da sardar
Doveroso il mio intervento.

Bravo Bacchino, hai sintetizzato in pochi passaggi quello che sarebbe più giusto esprimere in concetti molto più complessi, e sui quali sono stati scritti fiumi di inchiostro.

Purtroppo si rimane sempre minoritari perchè lo scommettitore puro è sempre completamente avulso da ragionamenti logico-statistici perchè considera la scommessa un fatto intuitivo, io stesso prima di creare il mio sistema di determinazione della quota oggettiva mi basavo esclusivamente sulle mie conoscenze e competenze, ed intuizioni ma mi sono dovuto arrendere all'evidenza.

Nel tennis il dato statistico è fondamentale, dirò di più bancando tutte le partite a tappeto al di sotto della quota minima formata dal mio sistema praticamente non si può perdere, ma io sono presuntuoso perchè spesso riesco a battere il mio stesso sistema basandomi su quello che riesco ad osservare e sulle notizie che riesco ad avere, anche dal forum.

Ultimamente Soderling non è che uno dei tanti casi.
Ciao

Inviato: 14/10/2004 - 17:58
da malandrino
ciao sardar quale sarebbe questa quota minima?

Inviato: 14/10/2004 - 17:59
da tacito
"In pochi passaggi"? Come dice Behra:Sta minchia! Io trasecolo,sogno,mi do i pizzicotti,mi sbuffeggio le guance. Spero che stiate scherzando e vi siate messi d'accordo. E' l'unica spiegazione che so darmi.

Inviato: 14/10/2004 - 18:35
da NewYork
Benvenuto bacchino ;)

le cose a mio parere stanno come dici, l'analisi della quota è quella...se un ottimo scommettitore chiude l'anno al 5% di vincita mettiamo, per lui, se non giocasse sempre attorno ad una lavagna di 99-100-101 ma non so a 110 con le stesse giocate chiuderebbe in rosso.

Inviato: 14/10/2004 - 19:27
da behrajan
l'importante è andare a gnocca

Inviato: 14/10/2004 - 19:33
da ALEXEEV
behrajan ha scritto:l'importante è andare a gnocca




Fantastico,straordinario :lol: ;)
da' un senso a sto tread terrificante :cry:
BEHRA......aggiungi un posto a tavola.........ma niente zucchini per me ;)
Il MOET per il dopo,lo porto io :smoke:

Inviato: 14/10/2004 - 20:01
da behrajan
a questo punto sta meglio in vernacolo
"andè bà n a gnocca c'l'é mei"
e sugli zucchini uno di quei terrificanti bianchi frizzanti che amano i bolognesi :D

ad ogni modo al mio tavolo c'è posto per tutti
(non oso pensare alle bottiglie morte che ci saranno sul tavolo alla fine
dlla cena del 23)

Inviato: 14/10/2004 - 21:07
da jonch
Signori, se la quota rappresenta una probabilità  (e quindi in definitiva un rischio) mi spiegate che differenza c'è tra il giocare una singola a 2,7 e un triplo che dà  la stessa quota? ( bacchino)

Nel tennis il dato statistico è fondamentale, dirò di più bancando tutte le partite a tappeto al di sotto della quota minima formata dal mio sistema praticamente non si può perdere, ma io sono presuntuoso perchè spesso riesco a battere il mio stesso sistema basandomi su quello che riesco ad osservare e sulle notizie che riesco ad avere, anche dal forum. ( sardar)






siete fantastici.

Inviato: 14/10/2004 - 21:12
da Mello
bacchino ha scritto:Signori, se la quota rappresenta una probabilità  (e quindi in definitiva un rischio) mi spiegate che differenza c'è tra il giocare una singola a 2,7 e un triplo che dà  la stessa quota?



...temo di essermi perso qualcosa oggi... :shock:

Singola: possibilità  di uscita (indipendentemente dalla quota) 50%
Triplo: possibilità  di uscita (indipendentemente dalla quota) 12,5%

;)

Re: Come vincere scommettendo al Tennis (e vivere felici?)

Inviato: 14/10/2004 - 21:24
da Agassi
[quote="bacchino"]Il problema non sta nella MOLTEPLICITA' ma nella "GRANDEZZA" DELLA QUOTA.
[quote]


AHahaahahaaha.....Bello sto post..mi era sfuggito...

Bocchino Idolo