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Re: CHALLENGERS, FUTURES ed altre storie...
Messaggioda Ghepard » 21/03/2015 - 15:32
Gugaste ha scritto:1° set 4/2 servizio Karatsev: 6/4 Bhambri, bella prestazione del russo
uomo di poca fede...4-6 6-0 6-4
...non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare...
Re: CHALLENGERS, FUTURES ed altre storie...
Messaggioda Ghepard » 22/03/2015 - 17:50
in CANADA dalle 18.00 finale tra DANCEVIC e SMITH...
giustamente favorito il giocatore di casa, andato comunque vicino all' eliminazione al 2° turno, contro il sudafricano WOLMARANS...l' australiano mi pare un buon giocatore e lo provo , soprattutto, per come ha eliminato GIGOUNON giustiziere del MITICO...quota 2.37 BET365...
dalle 22.00 finale ITF a BAKERSFIELD...
favoritissimo il più che promettente statunitense TIAFOE 17enne n° 800 del ranking, semifinalista agli AUSOPEN JUNIOR e già vincitore di ITF, come peraltro il suo avversario francese TABATRUONG 25enne n° 583 del ranking...
stando alle premesse, e soprattutto la prospettiva dell' americano, il match sarebbe da passare, stando invece alle indicazioni del torneo in gioco si può provare lo sfava attorno a 2.70...
giustamente favorito il giocatore di casa, andato comunque vicino all' eliminazione al 2° turno, contro il sudafricano WOLMARANS...l' australiano mi pare un buon giocatore e lo provo , soprattutto, per come ha eliminato GIGOUNON giustiziere del MITICO...quota 2.37 BET365...
dalle 22.00 finale ITF a BAKERSFIELD...
favoritissimo il più che promettente statunitense TIAFOE 17enne n° 800 del ranking, semifinalista agli AUSOPEN JUNIOR e già vincitore di ITF, come peraltro il suo avversario francese TABATRUONG 25enne n° 583 del ranking...
stando alle premesse, e soprattutto la prospettiva dell' americano, il match sarebbe da passare, stando invece alle indicazioni del torneo in gioco si può provare lo sfava attorno a 2.70...
...non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare...
Re: CHALLENGERS, FUTURES ed altre storie...
Messaggioda pamando » 24/03/2015 - 21:26
E' un'intervista del 2011...per me un'altra bella storia...
di Sergio Pastena
Cioè… ve lo giuro ragazzi, sembrava uno spot del Dash. Da un lato Alex Corretja: pettinatura impeccabile, quasi cotonata, rasatura a puntino (all’epoca pensavo che la barba proprio non gli crescesse), maglia bianca, pantaloni bianchi, calzini e scarpe bianchi. Uno che quando diventa vecchio si mimetizza su un lenzuolo, più bianco non si può. Io ero l’altro, quello lavato col detersivo scarso. Occhi da licantropo, capelli lunghi, basettoni e filo di barba incolta, cappello e maglia con striature che andavano dal verde al grigio. La maglia, a dire il vero, mi piaceva, era intonata al personaggio: ero talmente brutto che ancora oggi le mamme spagnole dicono ai figli “Fai il bravo o ti mando Carretero”. Ah, vero, per i più giovani e per chi non si ricorda più di me, mi presento: mi chiamo Roberto Carretero, uno con un nome e un aspetto che se ci aggiungi “& Los Locos” sembro un cantante gitano. Eccomi qui, mentre mi iscrivo alle qualificazioni di Amburgo. Sono il numero 143 del mondo eppure quasi quasi entravo in tabellone… nelle qualificazioni sono testa di serie numero 4. D’altronde si sa, Amburgo era un mezzo Masters. Lo dico subito, beccare Skoff come primo avversario non è che mi abbia fatto piacere. E’ tignoso, incazzoso, irascibile, io sono un pagliaccio in campo. In generale, però, è più forte di me, ci sarà da sudare. Il primo lo vinco, il secondo dormo e perdo 1-6, nel terzo lo breakko e lui sbrocca, spara fuori di tutto. Sapete una cosa? All’epoca pensavo “Ma rilassati, così finisce che non arrivi ai quaranta”. Purtroppo davvero non ci è arrivato, è morto proprio ad Amburgo nel 2008. Mi dispiace davvero…
Comunque, si va avanti. Ora gioco con Venero-Montes, peruviano. Sto tizio l’unica cosa buona che ha è il nome. Monte di Venere, spero solo di non distrarmi pensando alla figa. Vabbè che… insomma… io non sono un fenomeno ma questo ha la potenza di mio cugino piccolo, impossibile perderci. Mi gioco l’accesso al main draw, allora. Contro Wilchs… Witzch… Wichkz… non ce la farò mai a dirlo. Ecco, Wiltschnig, maledetti ‘striaci che non comprano mai una vocale. Anche questo, però, di ostico ha solo il nome, vinco e sono in tabellone. Non male, vero? Se il sorteggio mi dice bene mi avvicino ai Top 100 ed è grasso che cola. Ma il primo turno dice Arrese, un altro col cognome fuori posto. Come fai a chiamare “Arrese” un dannatissimo pallettaro che non si arrende mai, che ti fa sudare sangue. Eppure il primo set lo vinco anche bene, ma niente, lui mi rimanda tutto indietro, si prende il secondo e al terzo andiamo al tie-break. Devo prendere i miei rischi, ma mi va bene: sono al secondo turno. MaliVai Washington, testa di serie numero 16, meglio che preparo le valigie. Non avevo molta fiducia, lo confesso, e se avessi saputo che quel tizio avrebbe fatto finale a Wimbledon poco dopo ne avrei avuta ancora di meno. La partita finisce in 47 minuti, 6-1 6-0. Per lui dite? No, per me. Tiravo alla grande, eh… ma lui quel giorno non è sceso in campo e non so perchè. Se non mi conoscessi penserei di essere persino diventato bravo. Ora mi tocca Boetsch, ma stavolta ci credo, non fosse altro che per la proprietà transitiva. Voglio dire, con Washington ne ha perse quattro su cinque. Ci metto quasi un’ora, ma la porto a casa. Quarti di finale in un Masters Series. A fine carriera avrò qualcosa da raccontare ai nipoti, va…
Il quarto di finale, tra l’altro, non è manco di quelli impossibili. Gilbert Schaller, un altro ‘striaco, sembra di essere a Klagenfurt. Vince lui il primo, ma si può fare, è combattuta: infilo un break chirurgico per set e, signore e signori, Roberto Carretero-Diaz è in semifinale. No, no, non applaudite troppo che mi imbarazzo, tanto ora Kafelnikov mi fa a fettine. Se voglio giocarmela ci vuole una strategia originale, devo trovare un modo per mettere in crisi sto maledetto omino del Kgb, almeno per salvare la faccia. Non voglio arrivare al punto di proporgli un 4-6 4-6 combinato, ma qualcosa devo fare. Poi il colpo di genio. Mi avvicino alla rete per stringergli la mano prima del match e gli sussurro “Sono il cugino di Corrado Borroni! Do you remember? SONO IL CUGINO DI CORRADO BORRONI, I’M BORRONI’S COUSIN!”. Lui mi guarda, vede i capelli lunghi, strabuzza gli occhi e piomba in depressione cosmica. Funziona talmente bene che vinco 7-5 6-2.
Ormai sono convinto che non è più tennis, è una specie di congiunzione astrale. Pensate che dopo quel torneo Washington, come detto, farà finale a Wimbledon, Kafelnikov comincerà la sua scalata verso il numero 1 e quello che ho di fronte in finale, Corretja, otterrà i migliori risultati della sua carriera. Bastava beccarli due mesi dopo e non avrei visto palla. Ma ora ci sono, e voglio giocarmela. Voglio godere nel sentire tutti quelli che parlano di “Masters Series di serie B”, che si scandalizzano perché ha vinto uno col ranking così basso, un mezzo buffone. Forse è anche vero, ma ormai sono come un bambino, non mi capacito di quello che succede. Perdo il primo set ma continuo a sparare fino a che non mi fa male il braccio, e ad ogni punto esulto manco avessi segnato nella finale del Mondiale. 6-4 6-4 5-4, match point. Chiudo con uno smash e posso coronare il mio sogno: esibire uno sguardo alla Schillaci. Alex non mi fa i complimenti, no: mi abbraccia, festeggia con me, è contento per la mia vittoria. La classe non è acqua, se ancora viene ricordato come esempio di correttezza un motivo ci sarà.
Da quel momento in poi sarà polvere e oblio, vincerò un paio di Challenger, uscirò rapidamente dai 100 e mi ritirerò a soli ventisei anni. Oggi ne ho 35, meno di tanti tennisti ancora in attività. Però, se non altro, se becco Murray per strada posso dirgli “Cala la cresta, bimbo, al massimo hai vinto un Masters Series, proprio come me”. Spacconata? Forse sì, ma perdonatemi. Sono pur sempre Roberto Carretero.
di Sergio Pastena
Cioè… ve lo giuro ragazzi, sembrava uno spot del Dash. Da un lato Alex Corretja: pettinatura impeccabile, quasi cotonata, rasatura a puntino (all’epoca pensavo che la barba proprio non gli crescesse), maglia bianca, pantaloni bianchi, calzini e scarpe bianchi. Uno che quando diventa vecchio si mimetizza su un lenzuolo, più bianco non si può. Io ero l’altro, quello lavato col detersivo scarso. Occhi da licantropo, capelli lunghi, basettoni e filo di barba incolta, cappello e maglia con striature che andavano dal verde al grigio. La maglia, a dire il vero, mi piaceva, era intonata al personaggio: ero talmente brutto che ancora oggi le mamme spagnole dicono ai figli “Fai il bravo o ti mando Carretero”. Ah, vero, per i più giovani e per chi non si ricorda più di me, mi presento: mi chiamo Roberto Carretero, uno con un nome e un aspetto che se ci aggiungi “& Los Locos” sembro un cantante gitano. Eccomi qui, mentre mi iscrivo alle qualificazioni di Amburgo. Sono il numero 143 del mondo eppure quasi quasi entravo in tabellone… nelle qualificazioni sono testa di serie numero 4. D’altronde si sa, Amburgo era un mezzo Masters. Lo dico subito, beccare Skoff come primo avversario non è che mi abbia fatto piacere. E’ tignoso, incazzoso, irascibile, io sono un pagliaccio in campo. In generale, però, è più forte di me, ci sarà da sudare. Il primo lo vinco, il secondo dormo e perdo 1-6, nel terzo lo breakko e lui sbrocca, spara fuori di tutto. Sapete una cosa? All’epoca pensavo “Ma rilassati, così finisce che non arrivi ai quaranta”. Purtroppo davvero non ci è arrivato, è morto proprio ad Amburgo nel 2008. Mi dispiace davvero…
Comunque, si va avanti. Ora gioco con Venero-Montes, peruviano. Sto tizio l’unica cosa buona che ha è il nome. Monte di Venere, spero solo di non distrarmi pensando alla figa. Vabbè che… insomma… io non sono un fenomeno ma questo ha la potenza di mio cugino piccolo, impossibile perderci. Mi gioco l’accesso al main draw, allora. Contro Wilchs… Witzch… Wichkz… non ce la farò mai a dirlo. Ecco, Wiltschnig, maledetti ‘striaci che non comprano mai una vocale. Anche questo, però, di ostico ha solo il nome, vinco e sono in tabellone. Non male, vero? Se il sorteggio mi dice bene mi avvicino ai Top 100 ed è grasso che cola. Ma il primo turno dice Arrese, un altro col cognome fuori posto. Come fai a chiamare “Arrese” un dannatissimo pallettaro che non si arrende mai, che ti fa sudare sangue. Eppure il primo set lo vinco anche bene, ma niente, lui mi rimanda tutto indietro, si prende il secondo e al terzo andiamo al tie-break. Devo prendere i miei rischi, ma mi va bene: sono al secondo turno. MaliVai Washington, testa di serie numero 16, meglio che preparo le valigie. Non avevo molta fiducia, lo confesso, e se avessi saputo che quel tizio avrebbe fatto finale a Wimbledon poco dopo ne avrei avuta ancora di meno. La partita finisce in 47 minuti, 6-1 6-0. Per lui dite? No, per me. Tiravo alla grande, eh… ma lui quel giorno non è sceso in campo e non so perchè. Se non mi conoscessi penserei di essere persino diventato bravo. Ora mi tocca Boetsch, ma stavolta ci credo, non fosse altro che per la proprietà transitiva. Voglio dire, con Washington ne ha perse quattro su cinque. Ci metto quasi un’ora, ma la porto a casa. Quarti di finale in un Masters Series. A fine carriera avrò qualcosa da raccontare ai nipoti, va…
Il quarto di finale, tra l’altro, non è manco di quelli impossibili. Gilbert Schaller, un altro ‘striaco, sembra di essere a Klagenfurt. Vince lui il primo, ma si può fare, è combattuta: infilo un break chirurgico per set e, signore e signori, Roberto Carretero-Diaz è in semifinale. No, no, non applaudite troppo che mi imbarazzo, tanto ora Kafelnikov mi fa a fettine. Se voglio giocarmela ci vuole una strategia originale, devo trovare un modo per mettere in crisi sto maledetto omino del Kgb, almeno per salvare la faccia. Non voglio arrivare al punto di proporgli un 4-6 4-6 combinato, ma qualcosa devo fare. Poi il colpo di genio. Mi avvicino alla rete per stringergli la mano prima del match e gli sussurro “Sono il cugino di Corrado Borroni! Do you remember? SONO IL CUGINO DI CORRADO BORRONI, I’M BORRONI’S COUSIN!”. Lui mi guarda, vede i capelli lunghi, strabuzza gli occhi e piomba in depressione cosmica. Funziona talmente bene che vinco 7-5 6-2.
Ormai sono convinto che non è più tennis, è una specie di congiunzione astrale. Pensate che dopo quel torneo Washington, come detto, farà finale a Wimbledon, Kafelnikov comincerà la sua scalata verso il numero 1 e quello che ho di fronte in finale, Corretja, otterrà i migliori risultati della sua carriera. Bastava beccarli due mesi dopo e non avrei visto palla. Ma ora ci sono, e voglio giocarmela. Voglio godere nel sentire tutti quelli che parlano di “Masters Series di serie B”, che si scandalizzano perché ha vinto uno col ranking così basso, un mezzo buffone. Forse è anche vero, ma ormai sono come un bambino, non mi capacito di quello che succede. Perdo il primo set ma continuo a sparare fino a che non mi fa male il braccio, e ad ogni punto esulto manco avessi segnato nella finale del Mondiale. 6-4 6-4 5-4, match point. Chiudo con uno smash e posso coronare il mio sogno: esibire uno sguardo alla Schillaci. Alex non mi fa i complimenti, no: mi abbraccia, festeggia con me, è contento per la mia vittoria. La classe non è acqua, se ancora viene ricordato come esempio di correttezza un motivo ci sarà.
Da quel momento in poi sarà polvere e oblio, vincerò un paio di Challenger, uscirò rapidamente dai 100 e mi ritirerò a soli ventisei anni. Oggi ne ho 35, meno di tanti tennisti ancora in attività. Però, se non altro, se becco Murray per strada posso dirgli “Cala la cresta, bimbo, al massimo hai vinto un Masters Series, proprio come me”. Spacconata? Forse sì, ma perdonatemi. Sono pur sempre Roberto Carretero.
Re: CHALLENGERS, FUTURES ed altre storie...
Messaggioda Ghepard » 25/03/2015 - 08:52
THE PERFECT PLAYER

di LORENZO CAZZANIGA
Inizio Anni 2000, infinite discussioni su quali fossero i migliori colpi del circuito: il rovescio di Agassi o quello di Safin, il servizio di Sampras o quello di Ivanisevic e via discorrendo. Per mettere tutti a tacere, decisi di chiedere ai diretti interessati. Presi 50 dei top 100, compreso Agassi, Sampras, Federer e compagnia: un semplice schema su cui votare la loro top 5, colpo per colpo. Li rincorrevo ad ogni torneo, mi infilavo in conferenze stampa in finlandese per avere le opinioni di un Nieminen e solo quando si è trattato di avvicinare Marcelo Rios (non esattamente un santo) all’ATP di Palermo ho preferito inviare il buon Federico Ferrero, che allora era giovane e ingenuo. Ne uscì quello che, senza troppa fantasia, ribattezzai The Perfect Player.
Ora, la fantasia è rimasta quella ma cambiano i giudici. Questa volta optiamo per i coach, coloro che da anni vivono il circuito accompagnando i giocatori professionisti. Coloro che devono studiare le evoluzioni del gioco e soprattutto gli avversari dei loro allievi. Insomma coloro che, meglio di chiunque altro, conosce i punti di forza di ciascun professionista.
Il lavoro completo verrà pubblicato nel mese di aprile. Oggi vi diamo un piccolo assaggio. Ho avuto il piacere di moderare una serata al Teatro Sociale di Como con Riccardo Piatti (studiata per lanciare ad un’opera teatrale dedicata alla vita di Andre Agassi che andrà in scena a breve). Terminato l’intervento, siamo finiti in un ristorante nella bella piazza principale di Como e gli ho infilato tra un risotto al persico e una panna cotta, una serie di A4 in cui gli chiedevo di votare i migliori colpi del circuito.
Coach Piatti è andato via spedito, deciso quando si trattava di votare il suo Raonic come miglior servizio, mugugnando quando ha dovuto scegliere i migliori volleatori (“Nessuno è più capace di giocare una volée” dice sorridendo), un filo indeciso solo nello scegliere il quinto miglior diritto (“Berdych? Nooo. Preferisco Robredo”), mentre nell’aspetto fisico mette Federer appena dietro a Djokovic ma davanti a Murray e Nadal (“Perché avere un buon fisico vuol dire anche saper prevenire gli infortuni e restare sempre sano”).
E se poi gli chiedi di scegliere quale, fra tutte quelle citate, sia l’arma più importante del circuito, lui abbozza: “Direi… il fisico di Djok… anzi no… la testa di Novak Djokovic!”.
LE SCELTE DI RICCARDO PIATTI
SERVIZIO
1. Milos Raonic
2. Ivo Karlovic
3. Sam Groth
4. Roger Federer
5. John Isner
DIRITTO
1. Rafael Nadal
2. Roger Federer
3. Milos Raonic
4. Juan Martin Del Potro
5. Tommy Robredo
ROVESCIO
1. Richard Gasquet
2. Novak Djokovic
3. Stanislas Wawrinka
4. Kei Nishikori
5. Gael Monfils
VOLEE
1. Radek Stepanek
2. Roger Federer
3. Grigor Dimitrov
4. Feliciano Lopez
5. Sergiy Stakhovsky
FISICO
1. Novak Djokovic
2. Roger Federer
3. Andy Murray
4. Rafael Nadal
5. David Ferrer
MENTAL
1. Novak Djokovic
2. Rafael Nadal
3. Andy Murray
4. Roger Federer
5. Tommy Robredo
di LORENZO CAZZANIGA
Inizio Anni 2000, infinite discussioni su quali fossero i migliori colpi del circuito: il rovescio di Agassi o quello di Safin, il servizio di Sampras o quello di Ivanisevic e via discorrendo. Per mettere tutti a tacere, decisi di chiedere ai diretti interessati. Presi 50 dei top 100, compreso Agassi, Sampras, Federer e compagnia: un semplice schema su cui votare la loro top 5, colpo per colpo. Li rincorrevo ad ogni torneo, mi infilavo in conferenze stampa in finlandese per avere le opinioni di un Nieminen e solo quando si è trattato di avvicinare Marcelo Rios (non esattamente un santo) all’ATP di Palermo ho preferito inviare il buon Federico Ferrero, che allora era giovane e ingenuo. Ne uscì quello che, senza troppa fantasia, ribattezzai The Perfect Player.
Ora, la fantasia è rimasta quella ma cambiano i giudici. Questa volta optiamo per i coach, coloro che da anni vivono il circuito accompagnando i giocatori professionisti. Coloro che devono studiare le evoluzioni del gioco e soprattutto gli avversari dei loro allievi. Insomma coloro che, meglio di chiunque altro, conosce i punti di forza di ciascun professionista.
Il lavoro completo verrà pubblicato nel mese di aprile. Oggi vi diamo un piccolo assaggio. Ho avuto il piacere di moderare una serata al Teatro Sociale di Como con Riccardo Piatti (studiata per lanciare ad un’opera teatrale dedicata alla vita di Andre Agassi che andrà in scena a breve). Terminato l’intervento, siamo finiti in un ristorante nella bella piazza principale di Como e gli ho infilato tra un risotto al persico e una panna cotta, una serie di A4 in cui gli chiedevo di votare i migliori colpi del circuito.
Coach Piatti è andato via spedito, deciso quando si trattava di votare il suo Raonic come miglior servizio, mugugnando quando ha dovuto scegliere i migliori volleatori (“Nessuno è più capace di giocare una volée” dice sorridendo), un filo indeciso solo nello scegliere il quinto miglior diritto (“Berdych? Nooo. Preferisco Robredo”), mentre nell’aspetto fisico mette Federer appena dietro a Djokovic ma davanti a Murray e Nadal (“Perché avere un buon fisico vuol dire anche saper prevenire gli infortuni e restare sempre sano”).
E se poi gli chiedi di scegliere quale, fra tutte quelle citate, sia l’arma più importante del circuito, lui abbozza: “Direi… il fisico di Djok… anzi no… la testa di Novak Djokovic!”.
LE SCELTE DI RICCARDO PIATTI
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1. Milos Raonic
2. Ivo Karlovic
3. Sam Groth
4. Roger Federer
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1. Rafael Nadal
2. Roger Federer
3. Milos Raonic
4. Juan Martin Del Potro
5. Tommy Robredo
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2. Novak Djokovic
3. Stanislas Wawrinka
4. Kei Nishikori
5. Gael Monfils
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...non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare...
Re: CHALLENGERS, FUTURES ed altre storie...
Messaggioda pamando » 25/03/2015 - 19:15
effettivamente...è una bestemmia....ricordate la piuma agli Ao?
- DrittoPèDritto
- Cicuta

- Messaggi: 2731
- Iscritto il: 23/03/2015 - 16:09
- Località: Verona
Re: CHALLENGERS, FUTURES ed altre storie...
Messaggioda DrittoPèDritto » 26/03/2015 - 19:08
Roger a livello mentale (considerando tutta la sua carriera, non gli ultimi 2-3 anni, che comunque non sono affatto da buttar via) per me è il N°1
Re: CHALLENGERS, FUTURES ed altre storie...
Messaggioda Ghepard » 29/03/2015 - 18:40
21.00 finale del torneo ITF di CALABASAS 15.000$
TIAFOE-NOVIKOV_____1
si gioca attorno a 2.50, con TIAFOE (800) che ha classifica protetta ed il connazionale NOVIKOV (256) ha faticato per tutto il torneo...
TIAFOE-NOVIKOV_____1
si gioca attorno a 2.50, con TIAFOE (800) che ha classifica protetta ed il connazionale NOVIKOV (256) ha faticato per tutto il torneo...
...non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare...
Re: CHALLENGERS, FUTURES ed altre storie...
Messaggioda Kook » 29/03/2015 - 19:16
C'è grande pubblicità attorno a questo ragazzotto che ancora non professionista è stato chiamato a palleggiare con la squadra di Davis nell'ultimo turno con gli inglesi.
Novikov è sicuramente più esperto, ottimo servizio, ma c'è meno attesa nei suoi confronti.
Ha battuto l'altro pallino del tennis americano McDonald in semifinale, boh...faccio fatica a credere in Tiafoe. Ovviamente, in bocca al lupo
Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna. Soffiaci dentro tu.
Ugo Ojetti
Ugo Ojetti
Re: MIAMI Atp-Wta
Messaggioda lapayette » 01/04/2015 - 12:21
oce dodin con la gemella pliskova 1/2 puglia@1.806...altra mezza per il live se sopra pari
poi vedo il da farsi ma vedo una quota per me errata,la Krejcikova con la brengle su terra 2.39
fra poco inizia dove sono esposto parecchio e non riesco a motivare
ciaooo
di sfuggita oce per me giocata della settimana,la ceca per quota falsata,usa ok ma terra non può valere 140
poi vedo il da farsi ma vedo una quota per me errata,la Krejcikova con la brengle su terra 2.39
fra poco inizia dove sono esposto parecchio e non riesco a motivare
ciaooo
di sfuggita oce per me giocata della settimana,la ceca per quota falsata,usa ok ma terra non può valere 140
Re: CHALLENGERS, FUTURES ed altre storie...
Messaggioda peliwo 91 » 01/04/2015 - 12:28
Oggi provo una singola abbastanza difficile
Challenger raanana
Cervantes-Berrer over 20.5(1.83)
Partita che statistiche alla mano sarebbe un 2-0 netto per Berrer, Lo spagnolo ha problemi su cemento e negli ultimi tempi anche su terra battuta dove perde anche negli itf, Berrer alla soglia dei 35 anni sta giocando un ottimo tennis su queste superfici veloci. Voi dite allora perché giochi over? Il mio ragionamento é questo Berrer una settimana fa era a Miami ora subito a giocare in Israele, il viaggio è pesante e a 35 anni non lo smaltisci così facilmente da giocare subito, la superficie é diversa passiamo dal plexipave slow di Miami al decoturf medio veloce israeliano, Infine Cervantes serve sempre abbastanza ace e un buon servizio basta da solo su queste superfici per andare avanti di game.
Tuttavia la differenza in campo è grande quindi andate cauti
Challenger raanana
Cervantes-Berrer over 20.5(1.83)
Partita che statistiche alla mano sarebbe un 2-0 netto per Berrer, Lo spagnolo ha problemi su cemento e negli ultimi tempi anche su terra battuta dove perde anche negli itf, Berrer alla soglia dei 35 anni sta giocando un ottimo tennis su queste superfici veloci. Voi dite allora perché giochi over? Il mio ragionamento é questo Berrer una settimana fa era a Miami ora subito a giocare in Israele, il viaggio è pesante e a 35 anni non lo smaltisci così facilmente da giocare subito, la superficie é diversa passiamo dal plexipave slow di Miami al decoturf medio veloce israeliano, Infine Cervantes serve sempre abbastanza ace e un buon servizio basta da solo su queste superfici per andare avanti di game.
Tuttavia la differenza in campo è grande quindi andate cauti
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