Caro, sono bollitissimo in questo periodo, non mi sono accorto di niente. Vabbè non vedo nulla di molto grave. Se han tempo da perdere lasciali fare.
Prossima settimana sono dalle tue parti. Dalle tue parti "per modo di dire", a Rosa Marina nelle vicinanze di Ostuni per un weekendino e per vedere qualche sistemazione per le vacanze. Conosci? me ne han parlato bene.
Mi scuso con Ala per la divagazione.
So che a Reggio Emilia c'è un'associazione molto professionale che si occupa di queste tematiche da anni.
Siccome ho avuto modo di conoscere nell'ambito del mio lavoro anni fa uno dei responsabili ti garantisco che sono persone davvero competenti. Hanno anche pubblicato un volumetto ben fatto dal titolo: "ma a che gioco giochiamo" dove ho trovato alcuni spunti interessanti e , a dire il vero, qualche inesattezza. Ci sono anche alcune narrazioni di vita vissuta davvero pesanti, però mai si trattava di giocatori di scommesse sportive.
Chiudo dicendo una cosa che forse potrà sembrare irrispettosa però è quello che penso:
io credo sia molto difficile rovinarsi con le scommesse sportive. Se uno gioca con un minimo di disciplina senza imbarcarsi in improbabili multiploni come fa a perdere tanto?
Insomma, se uno gioca a quota competitiva, riesce a collocare il proprio denaro poco sopra al 100% per cui, per quanto si possa essere scagliatori, nel lungo periodo ci vuole un'impresa per dilapidare un capitale. Credo che un buon metodo per non cadere nel comportamento compulsivo sia quello di evitare i live dove è molto facile che ti scenda la catena facendo saltare settimane e settimane di disciplina e buonsenso.
Penso che il termometro del comportamento compulsivo sia quello di valutare il proprio stato d'animo il giorno successivo a una sonora scoppola. Se al risveglio si sente ancora il dolore delle ustioni significa che si è ancora "sani" e che la lezione insegnerà qualcosa.
Se invece si riparte con foga, come se nulla fosse accaduto, resettando e archiviando il giorno prima come una botta di sfiga meglio andare subito a Reggio Emilia.
Diverso è il discorso per il poker, per le macchinette da bar o per l'ippica. Qui le percentuali di successo sono praticamente nulle, insomma sei condannato dalla matematica. Qui la compulsione produce effetti devastanti.