Le tre "i" (lettera aperta a tutti i Dirigenti che
Inviato: 24/02/2006 - 22:08
Vorrei fare una analisi "industriale" di quello che sta accadendo in questi giorni. Lo spunto me l'ha dato il servizio fatto sui "puschette" pizzicati nei vari Casinò europei. Chi vigila su questi tipi di reati ha una capacità ed un "know how" assoluto. E' inimmaginabile pensare, considerando il valore stesso della nostra Polizia Postale, o della nostra Guradia di Finanza (una volta ho fatto pure l'esame per Allievo Ufficiale) che non si siano resi conto della superficialità e inconsistenza di questa legge.
Ed allora credo che bisognerebbe prendere spunto da questo punto di partenza per creare qualcosa di positivo ed appunto "industriale".
Le tre "i":
INTERNET
INGLESE
INDUSTRIA
Questa legge è l'assoluta negazione del credo del nostro capo del Governo, ed è contro ogni principio di sviluppo. C'è una opportunità unica, forntita dalla tecnologia che è ora disponibile a tutti, per creare un volano economico che oltre a oggettivamente portare un controllo serio su questa difficile materia può creare tantissime opportunità di lavoro.
La concorrenza è la base dello sviluppo e della difesa dei diritti di ognuno. Ed allora mi immagino aziende italiane non soffocate dalle tasse in libera concorrenza con le altre aziende straniere del settore. Entrare prepotentemente nei mercati esteri, offrire un prodotto all'altezza della situazione, ne saremo veramente capaci.
Guardiamo che fine hanno fatto le Sale Bingo con prelievi al 50% sul montepremi o che fine sta facendo la nostra povera ippica (30%). In una società che adesso è in grado di dominare ed usare a suo vantaggio ogni forma di tecnologia è impensabile nascondersi ancora dietro l'alibi di un Monopolio, una strenua difesa di qualche diritto acquisito e perdere così opportunità che altri sapranno cogliere. Certo ci sono campi molto più importanti dove intervenire, la ricerca (dove un nostro ricercatore laureato con master arriva a prendere poco più di 1000€ con l'unico obiettivo quello di emigrare all'estero), oppure l'idustria stessa messa in ginocchio dai giganti emergenti.
Signori, che si voglia o no noi viviano in una SOCIETA' POST-INDUSTRIALE, dove l'industria sara soppiantata dallo sviluppo del terziario e dei servizi. Non si rislveranno mai i nostri problemi se continueremo ad affrontarli facendo finta di niente o peggio ancora negandosi alle opportunità che il mercato stesso offre.
Cina ed India hanno un mercato di tre milioni di persone affamate di tutto quello che è occidentale, e noi cosa facciamo affrontiamo la sfida da "cioccolatai" (con tutte le mie scuse a quella categoria) lasciando agli altri la parte più golosa e prendendoci solo l'aspetto più negativo con l'invasione della merce a basso costo e bassa qualità (si contano sulla punta delle dita i nostri industriali che hanno sfondato nel mercato cinese ed indiano).
Scusate lo sfogo.
D.
Ed allora credo che bisognerebbe prendere spunto da questo punto di partenza per creare qualcosa di positivo ed appunto "industriale".
Le tre "i":
INTERNET
INGLESE
INDUSTRIA
Questa legge è l'assoluta negazione del credo del nostro capo del Governo, ed è contro ogni principio di sviluppo. C'è una opportunità unica, forntita dalla tecnologia che è ora disponibile a tutti, per creare un volano economico che oltre a oggettivamente portare un controllo serio su questa difficile materia può creare tantissime opportunità di lavoro.
La concorrenza è la base dello sviluppo e della difesa dei diritti di ognuno. Ed allora mi immagino aziende italiane non soffocate dalle tasse in libera concorrenza con le altre aziende straniere del settore. Entrare prepotentemente nei mercati esteri, offrire un prodotto all'altezza della situazione, ne saremo veramente capaci.
Guardiamo che fine hanno fatto le Sale Bingo con prelievi al 50% sul montepremi o che fine sta facendo la nostra povera ippica (30%). In una società che adesso è in grado di dominare ed usare a suo vantaggio ogni forma di tecnologia è impensabile nascondersi ancora dietro l'alibi di un Monopolio, una strenua difesa di qualche diritto acquisito e perdere così opportunità che altri sapranno cogliere. Certo ci sono campi molto più importanti dove intervenire, la ricerca (dove un nostro ricercatore laureato con master arriva a prendere poco più di 1000€ con l'unico obiettivo quello di emigrare all'estero), oppure l'idustria stessa messa in ginocchio dai giganti emergenti.
Signori, che si voglia o no noi viviano in una SOCIETA' POST-INDUSTRIALE, dove l'industria sara soppiantata dallo sviluppo del terziario e dei servizi. Non si rislveranno mai i nostri problemi se continueremo ad affrontarli facendo finta di niente o peggio ancora negandosi alle opportunità che il mercato stesso offre.
Cina ed India hanno un mercato di tre milioni di persone affamate di tutto quello che è occidentale, e noi cosa facciamo affrontiamo la sfida da "cioccolatai" (con tutte le mie scuse a quella categoria) lasciando agli altri la parte più golosa e prendendoci solo l'aspetto più negativo con l'invasione della merce a basso costo e bassa qualità (si contano sulla punta delle dita i nostri industriali che hanno sfondato nel mercato cinese ed indiano).
Scusate lo sfogo.
D.