Il porto delle nebbie
Inviato: 11/11/2004 - 11:28
E' tutto uguale e simpaticamente a caso. Immersi nelle nebbie creiamo ridicoli miti: questo è bravo,questo non capisce un c***o,questa partita è sgobbata(ci sono),quella è una passeggiata,ci sono 2 categorie di differenza,quello non può vincere etc etc.
Da una parte si creano database sostenendo che non si può perdere,da altre si vaneggia che vi possono essere applicazioni di qualche natura scientifica a campi dove girano delle palle. Qui di scientifico non v'è nulla,altrimenti invece di insegnare nelle università o lavorare nelle fabbriche la gente starebbe a casa,al caldo,al mare in Croazia a speculare su avvenimenti sportivi.
Prendo questo alla massima da Ciciripì,mi copro da Kikiriki che ce l'ha ancora + massima. Gioco al 100 "son contento", al 101 "sei nessuno".
La quota,il numero diventa un totem,assume toni di sacralità . La minima e la massima,chi la maneggia diventa il suo scienziato,l'interprete del numero come una sorta di matematico della fava.
La quota conta,nessuno lo discute,ma solo quando questa è sbagliata. L'unico vantaggio che può avere qualche valenza di carattere scientifico è quando in un match riesci a giocare in maniera tale da assicurarti una vincita. Quando non fai questo sempre,ed è difficile - non so peraltro chi qui faccia realmente questo,lavoro di speculazioe neanche molto divertente - conta solo e soltanto l'intuito e la conoscenza,per quanto uno ne possa avere in un campo così spesso casuale, del terreno nel quale ci stiamo muovendo.
Dal momento che qui vi sono molti ragazzi per nulla presuntuosi,simpatici,che hanno gusto,sano,a giocare chi 10,chi 100 o + euro su avvenimenti sportivi,è con loro che fa piacere parlare: non c'è nessuna fottuta scienza applicabile alle scommesse,solo un po' di buon senso. Siccome non sempre siamo sensati ecco che a volte vinciamo e a volte perdiamo.
Se giochi una quota sensata hai dei vantaggi,se giochi una quota dissennata piangi la notte. Ma non aspettatevi che sia il Book a dirvi se la quota è o più o meno sensata. Sarebbe come chiedere al macellaio se il prezzo del suo filetto è giusto. Uno fa la quota,se ti piace la compri,altrimenti ciccia. Poi sento parlare di trading......parafrasando Totò:"ma mi faccino un piacere".
Come tutti i comuni bipedi che si azzannano sul pianeta,abbiamo momenti buoni,dove siamo lucidi,analizziamo le cose per bene,con buon senso,sostenuti anche dalla buona sorte. Altri dove entriamo in crisi,perdiamo lucidità ,strappiamo,rincorriamo in affanno miraggi ammantandoli con le sembianze delle rapine. Così dei momenti vinciamo e degli altri perdiamo. E più perdiamo più diciamo cazzate..
Siccome oltre che dirne tante se ne giocano anche tante,c'è un modo molto pratico per riappropiarsi di un po' di buon senso: capire quando si è giocato una cazzata.
Qualcuno lo sa fare,si vede anche nel forum,qualcun altro vive nel suo sogno,ci si crogiola,prendendosi beffe degli altri,credendo di essere + furbo o + bravo.
Ho conosciuto al raduno di Bologna un giocatore che mi sembra di intuire sia uno di quelli che gioca + forte. Bravo,modesto,non parla di soldi,di quantità ,affabile. Scrive poco ma segue molto,mi par di capire quando ci parliamo. Sono certo che ieri dopo 30 m di giocoaveva già capito dove stava l'anello debole della catena della giornata di betting,dove avevano teso il trappolone(qualcuno peraltro sbigottito dal fatto che sembrasse un quotone). E siccome è dotato di buon senso,basta parlargli per capire,mi sa che sarebbe tornato volentieri indietro.
Riconoscere l'errore è l'unico modo per limitarne altri e dunque avere chances di vincita. Cosa che nessuno può garantire,ma che qualcuno cerca di far credere.
Oggi è nuovamente una giornata piovosa e fredda,è realmente arrivato l'inverno. Prenderò di nuovo acqua col mio monopattino.
Come sempre Cordiali Salumi
ps oggi riavrò il pc a casa,ho risolto qualche problemino legato a traslochi vari e credo che nel 2005 tornerò a un impegno + concreto. Spero.
Da una parte si creano database sostenendo che non si può perdere,da altre si vaneggia che vi possono essere applicazioni di qualche natura scientifica a campi dove girano delle palle. Qui di scientifico non v'è nulla,altrimenti invece di insegnare nelle università o lavorare nelle fabbriche la gente starebbe a casa,al caldo,al mare in Croazia a speculare su avvenimenti sportivi.
Prendo questo alla massima da Ciciripì,mi copro da Kikiriki che ce l'ha ancora + massima. Gioco al 100 "son contento", al 101 "sei nessuno".
La quota,il numero diventa un totem,assume toni di sacralità . La minima e la massima,chi la maneggia diventa il suo scienziato,l'interprete del numero come una sorta di matematico della fava.
La quota conta,nessuno lo discute,ma solo quando questa è sbagliata. L'unico vantaggio che può avere qualche valenza di carattere scientifico è quando in un match riesci a giocare in maniera tale da assicurarti una vincita. Quando non fai questo sempre,ed è difficile - non so peraltro chi qui faccia realmente questo,lavoro di speculazioe neanche molto divertente - conta solo e soltanto l'intuito e la conoscenza,per quanto uno ne possa avere in un campo così spesso casuale, del terreno nel quale ci stiamo muovendo.
Dal momento che qui vi sono molti ragazzi per nulla presuntuosi,simpatici,che hanno gusto,sano,a giocare chi 10,chi 100 o + euro su avvenimenti sportivi,è con loro che fa piacere parlare: non c'è nessuna fottuta scienza applicabile alle scommesse,solo un po' di buon senso. Siccome non sempre siamo sensati ecco che a volte vinciamo e a volte perdiamo.
Se giochi una quota sensata hai dei vantaggi,se giochi una quota dissennata piangi la notte. Ma non aspettatevi che sia il Book a dirvi se la quota è o più o meno sensata. Sarebbe come chiedere al macellaio se il prezzo del suo filetto è giusto. Uno fa la quota,se ti piace la compri,altrimenti ciccia. Poi sento parlare di trading......parafrasando Totò:"ma mi faccino un piacere".
Come tutti i comuni bipedi che si azzannano sul pianeta,abbiamo momenti buoni,dove siamo lucidi,analizziamo le cose per bene,con buon senso,sostenuti anche dalla buona sorte. Altri dove entriamo in crisi,perdiamo lucidità ,strappiamo,rincorriamo in affanno miraggi ammantandoli con le sembianze delle rapine. Così dei momenti vinciamo e degli altri perdiamo. E più perdiamo più diciamo cazzate..
Siccome oltre che dirne tante se ne giocano anche tante,c'è un modo molto pratico per riappropiarsi di un po' di buon senso: capire quando si è giocato una cazzata.
Qualcuno lo sa fare,si vede anche nel forum,qualcun altro vive nel suo sogno,ci si crogiola,prendendosi beffe degli altri,credendo di essere + furbo o + bravo.
Ho conosciuto al raduno di Bologna un giocatore che mi sembra di intuire sia uno di quelli che gioca + forte. Bravo,modesto,non parla di soldi,di quantità ,affabile. Scrive poco ma segue molto,mi par di capire quando ci parliamo. Sono certo che ieri dopo 30 m di giocoaveva già capito dove stava l'anello debole della catena della giornata di betting,dove avevano teso il trappolone(qualcuno peraltro sbigottito dal fatto che sembrasse un quotone). E siccome è dotato di buon senso,basta parlargli per capire,mi sa che sarebbe tornato volentieri indietro.
Riconoscere l'errore è l'unico modo per limitarne altri e dunque avere chances di vincita. Cosa che nessuno può garantire,ma che qualcuno cerca di far credere.
Oggi è nuovamente una giornata piovosa e fredda,è realmente arrivato l'inverno. Prenderò di nuovo acqua col mio monopattino.
Come sempre Cordiali Salumi
ps oggi riavrò il pc a casa,ho risolto qualche problemino legato a traslochi vari e credo che nel 2005 tornerò a un impegno + concreto. Spero.