Analisi delle quote in early per trovare valore
Inviato: 28/02/2011 - 14:03
Buongiorno a tutti, sono da poco parte attiva del forum, anche se lo leggo da parecchio. Mi sono già presentato nella sezione del calcio scozzese che seguo da vicino e oggi volevo rendere tutti partecipi di un'idea che mi è venuta in settimana.
E' un'idea che nasce dalla necessità di trovare valore nelle puntate.
Ho sempre pensato, e sono sicuro di non essere il solo, che tra le caratteristiche principali di un punter vincente la qualità che non deve mai mancare è la ricerca della quota.
Essere un buon pronosticatore è sicuramente importante, ma al fine di ottenere un segno positivo a bilancio bisogna capire quali sono le quote reali dell'evento su cui abbiamo effettuato un pronostico.
Fin quì nulla di nuovo.
Il problema sorge quando si tenta di stabilire questa quota. Criteri oggettivi non ce ne sono quando si parla di valore.
Stiamo parlando di scommesse, dove tutto è un pò aleatorio, e non di testa o croce, dove sappiamo bene quali sono le probabilità di uscita di un segno e di conseguenza conosciamo le ipotetiche quote.
Nelle scommesse invece quello che può essere valore per una persona può non esserlo per qualcun altro.
Avere in mente le quote reali di un evento, o qualcosa che vi si avvicini con buona approssimazione, dovrebbe essere la chiave di volta, il sacro graal del punter IMHO.
E' un obiettivo non facile da raggiungiere, probabilmente una chimera.
Si possono tentare picchetti, analisi della forma, studio attento delle squadre ma non si potrà mai arrivare, almeno sulla carta, alla completezza delle analisi fatte dai books in virtù dei sistemi da essi posseduti.
Ora non sto dicendo che non sia possibile batterli (e credo che su questo stesso forum vi siano persone che lo fanno regolarmente), anche perchè noi abbiamo l'arma di non dover scommettere per forza su ogni evento, ma solo su quelli attentamente periziati e su cui riponiamo fiducia.
Il problema principale e fondamentale consiste nel trovare una quota per cui quell'evento valga la pena di essere giocato.
La mia idea nasce proprio da questa riflessione che penso tutti abbiamo fatto.
Come stabilire una quota accettabile? Come farsi un'idea delle quote reali?
La mia risposta a queste questioni è ancora in divenire ed in fase di sviluppo e credo che un dibattito possa aiutarmi a fare un altro passo in avanti, come potrebbe servire anche a qualcun altro.
Al momento credo che in virtù del fatto che i books dispongono di strumenti di analisi non ripetibili per l'utente comune, la conoscenza della loro opinione su un match non solo non può essere snobbata ma anzi dovrebbe essere SFRUTTATA.
La prima cosa da fare sarebbe quindi osservare le quote proposte in apertura.
Ovviamente un solo bookmaker può uscire con delle quote diverse da un altro a seconda della propria lavagna e basate sulle previsioni del comportamento dei suoi clienti.
Quindi, per avere una STIMA di una quota reale di un evento, bisognerebbe confrontare le quote di un tot di book, in early, e rapportarle al netto dell'aggio.
Una volta avute le quote reali in early, che altro non sono che la stima che quell'evento si verifichi, bisognerebbe giocare un evento solo quando la quota ad un certo punto, per effetto del mercato, subisca una variazione tale da superare quella reale dell'evento precedentemente ricavata.
Faccio un esempio riferito ad un evento a due chances.
Con due quote a 1,85 e 1,85, la lavagna in questo caso è al 108% e, secondo le stime, la possibilità di verificarsi di entrambi i segni è del 50%.
A questo punto bisognerebbe giocare uno dei due segni solo laddove raggiungesse una quota superiore al 2.
Questo, al netto di cambiamenti evidenti che possano influenzare l'evento dopo l'apertura, per esempio infortunio di un calciatore importante, meteo che rende un campo impraticabile etc.
Insomma laddove non ci siano sostanziali stravolgimenti delle forze in gioco e si pensi che la variazione di quota a nostro favore (ammesso che avvenga) sia dovuta solamente al bilanciamento del book stesso.
Siccome l'idea mi è venuta in settimana, ho monitorato solo la serie C girone B , le cui quote escono il giovedì generalmente, per farmi un'idea e ho preso in considerazione le quote quando erano uscite su almeno 7 book, facendone una media, calcolando l'aggio e ricavando la quota reale, o presunta tale.
Secondo questo 'metodo',senza saper leggere nè scrivere, si sarebbero dovuti giocare nove eventi.
Nella fattispecie
Barletta – Siracusa 2, passato dal 3.14 in apertura a 4.08
Cavese – Pisa, sia l'X che il 2 a 3,53 e 5,6
Foggia – Gela, sia l'x che il 2
Lucchese – Taranto, il 2
Nocerina – Atletico Roma, il 2
Viareggio – Juve Stabia, l'1
Benevento – Cosenza di stasera il 2.
Supponendo di aver puntato una unità su ognuno di questi segni, il bilancio segnerebbe +6,15 al momento, in attesa dell'incontro del benevento di stasera.
Il campione è chiaramente davvero troppo poco rappresentativo per tirare conclusioni o anche solo pensare che significhi qualcosa, ma mi interesserebbe conoscere il parere dei più scafati su un approccio del genere.
Io personalmente, unendo a questa analisi un pronostico personale,avrei giocato solo la vittoria del siracusa e il pari del gela, pensando ad un overbet sul foggia.Pari che comunque avrei preso fortunosamente visto il gol 'scorretto' dei pugliesi. Avrei preso valore, indipendentemete dai risultati?
I punti contrari che mi vengono da pensare a questo tipo di giocata fatta su tutti gli eventi senza pronosticare sono:
1- L'aggio dei bookmakers non è equamente ripartito tra i segni, per cui rapportare tutti i segni in modo sostanzialmente uguale alla lavagna, non fornisce accuratezza al 100%.
2- Giocare in questo modo significa fondamentalmente andare contro il mercato e, sebbene questo possa dare soddisfazioni quando si è alla ricerca di valore, alla lunga non sono sicuro possa garantire un ritorno,specie se fatto alla cieca.
Tuttavia credo che un approccio del genere non sia del tutto sbagliato.
Voi cosa ne pensate?
Quali sono i fattori da tenere in cosiderazione quando si vanno a studiare le quote che secondo voi sono quì ignorati?
Vi ringrazio anticipatamente per le risposte e soprattutto per la pazienza nell'aver letto fin quì (per chi ci è riuscito
)
E' un'idea che nasce dalla necessità di trovare valore nelle puntate.
Ho sempre pensato, e sono sicuro di non essere il solo, che tra le caratteristiche principali di un punter vincente la qualità che non deve mai mancare è la ricerca della quota.
Essere un buon pronosticatore è sicuramente importante, ma al fine di ottenere un segno positivo a bilancio bisogna capire quali sono le quote reali dell'evento su cui abbiamo effettuato un pronostico.
Fin quì nulla di nuovo.
Il problema sorge quando si tenta di stabilire questa quota. Criteri oggettivi non ce ne sono quando si parla di valore.
Stiamo parlando di scommesse, dove tutto è un pò aleatorio, e non di testa o croce, dove sappiamo bene quali sono le probabilità di uscita di un segno e di conseguenza conosciamo le ipotetiche quote.
Nelle scommesse invece quello che può essere valore per una persona può non esserlo per qualcun altro.
Avere in mente le quote reali di un evento, o qualcosa che vi si avvicini con buona approssimazione, dovrebbe essere la chiave di volta, il sacro graal del punter IMHO.
E' un obiettivo non facile da raggiungiere, probabilmente una chimera.
Si possono tentare picchetti, analisi della forma, studio attento delle squadre ma non si potrà mai arrivare, almeno sulla carta, alla completezza delle analisi fatte dai books in virtù dei sistemi da essi posseduti.
Ora non sto dicendo che non sia possibile batterli (e credo che su questo stesso forum vi siano persone che lo fanno regolarmente), anche perchè noi abbiamo l'arma di non dover scommettere per forza su ogni evento, ma solo su quelli attentamente periziati e su cui riponiamo fiducia.
Il problema principale e fondamentale consiste nel trovare una quota per cui quell'evento valga la pena di essere giocato.
La mia idea nasce proprio da questa riflessione che penso tutti abbiamo fatto.
Come stabilire una quota accettabile? Come farsi un'idea delle quote reali?
La mia risposta a queste questioni è ancora in divenire ed in fase di sviluppo e credo che un dibattito possa aiutarmi a fare un altro passo in avanti, come potrebbe servire anche a qualcun altro.
Al momento credo che in virtù del fatto che i books dispongono di strumenti di analisi non ripetibili per l'utente comune, la conoscenza della loro opinione su un match non solo non può essere snobbata ma anzi dovrebbe essere SFRUTTATA.
La prima cosa da fare sarebbe quindi osservare le quote proposte in apertura.
Ovviamente un solo bookmaker può uscire con delle quote diverse da un altro a seconda della propria lavagna e basate sulle previsioni del comportamento dei suoi clienti.
Quindi, per avere una STIMA di una quota reale di un evento, bisognerebbe confrontare le quote di un tot di book, in early, e rapportarle al netto dell'aggio.
Una volta avute le quote reali in early, che altro non sono che la stima che quell'evento si verifichi, bisognerebbe giocare un evento solo quando la quota ad un certo punto, per effetto del mercato, subisca una variazione tale da superare quella reale dell'evento precedentemente ricavata.
Faccio un esempio riferito ad un evento a due chances.
Con due quote a 1,85 e 1,85, la lavagna in questo caso è al 108% e, secondo le stime, la possibilità di verificarsi di entrambi i segni è del 50%.
A questo punto bisognerebbe giocare uno dei due segni solo laddove raggiungesse una quota superiore al 2.
Questo, al netto di cambiamenti evidenti che possano influenzare l'evento dopo l'apertura, per esempio infortunio di un calciatore importante, meteo che rende un campo impraticabile etc.
Insomma laddove non ci siano sostanziali stravolgimenti delle forze in gioco e si pensi che la variazione di quota a nostro favore (ammesso che avvenga) sia dovuta solamente al bilanciamento del book stesso.
Siccome l'idea mi è venuta in settimana, ho monitorato solo la serie C girone B , le cui quote escono il giovedì generalmente, per farmi un'idea e ho preso in considerazione le quote quando erano uscite su almeno 7 book, facendone una media, calcolando l'aggio e ricavando la quota reale, o presunta tale.
Secondo questo 'metodo',senza saper leggere nè scrivere, si sarebbero dovuti giocare nove eventi.
Nella fattispecie
Barletta – Siracusa 2, passato dal 3.14 in apertura a 4.08
Cavese – Pisa, sia l'X che il 2 a 3,53 e 5,6
Foggia – Gela, sia l'x che il 2
Lucchese – Taranto, il 2
Nocerina – Atletico Roma, il 2
Viareggio – Juve Stabia, l'1
Benevento – Cosenza di stasera il 2.
Supponendo di aver puntato una unità su ognuno di questi segni, il bilancio segnerebbe +6,15 al momento, in attesa dell'incontro del benevento di stasera.
Il campione è chiaramente davvero troppo poco rappresentativo per tirare conclusioni o anche solo pensare che significhi qualcosa, ma mi interesserebbe conoscere il parere dei più scafati su un approccio del genere.
Io personalmente, unendo a questa analisi un pronostico personale,avrei giocato solo la vittoria del siracusa e il pari del gela, pensando ad un overbet sul foggia.Pari che comunque avrei preso fortunosamente visto il gol 'scorretto' dei pugliesi. Avrei preso valore, indipendentemete dai risultati?
I punti contrari che mi vengono da pensare a questo tipo di giocata fatta su tutti gli eventi senza pronosticare sono:
1- L'aggio dei bookmakers non è equamente ripartito tra i segni, per cui rapportare tutti i segni in modo sostanzialmente uguale alla lavagna, non fornisce accuratezza al 100%.
2- Giocare in questo modo significa fondamentalmente andare contro il mercato e, sebbene questo possa dare soddisfazioni quando si è alla ricerca di valore, alla lunga non sono sicuro possa garantire un ritorno,specie se fatto alla cieca.
Tuttavia credo che un approccio del genere non sia del tutto sbagliato.
Voi cosa ne pensate?
Quali sono i fattori da tenere in cosiderazione quando si vanno a studiare le quote che secondo voi sono quì ignorati?
Vi ringrazio anticipatamente per le risposte e soprattutto per la pazienza nell'aver letto fin quì (per chi ci è riuscito