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Analisi delle quote in early per trovare valore

Inviato: 28/02/2011 - 14:03
da FocoDePaglia
Buongiorno a tutti, sono da poco parte attiva del forum, anche se lo leggo da parecchio. Mi sono già  presentato nella sezione del calcio scozzese che seguo da vicino e oggi volevo rendere tutti partecipi di un'idea che mi è venuta in settimana.

E' un'idea che nasce dalla necessità  di trovare valore nelle puntate.
Ho sempre pensato, e sono sicuro di non essere il solo, che tra le caratteristiche principali di un punter vincente la qualità  che non deve mai mancare è la ricerca della quota.
Essere un buon pronosticatore è sicuramente importante, ma al fine di ottenere un segno positivo a bilancio bisogna capire quali sono le quote reali dell'evento su cui abbiamo effettuato un pronostico.
Fin quì nulla di nuovo.
Il problema sorge quando si tenta di stabilire questa quota. Criteri oggettivi non ce ne sono quando si parla di valore.
Stiamo parlando di scommesse, dove tutto è un pò aleatorio, e non di testa o croce, dove sappiamo bene quali sono le probabilità  di uscita di un segno e di conseguenza conosciamo le ipotetiche quote.
Nelle scommesse invece quello che può essere valore per una persona può non esserlo per qualcun altro.
Avere in mente le quote reali di un evento, o qualcosa che vi si avvicini con buona approssimazione, dovrebbe essere la chiave di volta, il sacro graal del punter IMHO.
E' un obiettivo non facile da raggiungiere, probabilmente una chimera.
Si possono tentare picchetti, analisi della forma, studio attento delle squadre ma non si potrà  mai arrivare, almeno sulla carta, alla completezza delle analisi fatte dai books in virtù dei sistemi da essi posseduti.
Ora non sto dicendo che non sia possibile batterli (e credo che su questo stesso forum vi siano persone che lo fanno regolarmente), anche perchè noi abbiamo l'arma di non dover scommettere per forza su ogni evento, ma solo su quelli attentamente periziati e su cui riponiamo fiducia.
Il problema principale e fondamentale consiste nel trovare una quota per cui quell'evento valga la pena di essere giocato.
La mia idea nasce proprio da questa riflessione che penso tutti abbiamo fatto.

Come stabilire una quota accettabile? Come farsi un'idea delle quote reali?
La mia risposta a queste questioni è ancora in divenire ed in fase di sviluppo e credo che un dibattito possa aiutarmi a fare un altro passo in avanti, come potrebbe servire anche a qualcun altro.
Al momento credo che in virtù del fatto che i books dispongono di strumenti di analisi non ripetibili per l'utente comune, la conoscenza della loro opinione su un match non solo non può essere snobbata ma anzi dovrebbe essere SFRUTTATA.
La prima cosa da fare sarebbe quindi osservare le quote proposte in apertura.
Ovviamente un solo bookmaker può uscire con delle quote diverse da un altro a seconda della propria lavagna e basate sulle previsioni del comportamento dei suoi clienti.
Quindi, per avere una STIMA di una quota reale di un evento, bisognerebbe confrontare le quote di un tot di book, in early, e rapportarle al netto dell'aggio.

Una volta avute le quote reali in early, che altro non sono che la stima che quell'evento si verifichi, bisognerebbe giocare un evento solo quando la quota ad un certo punto, per effetto del mercato, subisca una variazione tale da superare quella reale dell'evento precedentemente ricavata.

Faccio un esempio riferito ad un evento a due chances.
Con due quote a 1,85 e 1,85, la lavagna in questo caso è al 108% e, secondo le stime, la possibilità  di verificarsi di entrambi i segni è del 50%.
A questo punto bisognerebbe giocare uno dei due segni solo laddove raggiungesse una quota superiore al 2.
Questo, al netto di cambiamenti evidenti che possano influenzare l'evento dopo l'apertura, per esempio infortunio di un calciatore importante, meteo che rende un campo impraticabile etc.
Insomma laddove non ci siano sostanziali stravolgimenti delle forze in gioco e si pensi che la variazione di quota a nostro favore (ammesso che avvenga) sia dovuta solamente al bilanciamento del book stesso.

Siccome l'idea mi è venuta in settimana, ho monitorato solo la serie C girone B , le cui quote escono il giovedì generalmente, per farmi un'idea e ho preso in considerazione le quote quando erano uscite su almeno 7 book, facendone una media, calcolando l'aggio e ricavando la quota reale, o presunta tale.
Secondo questo 'metodo',senza saper leggere nè scrivere, si sarebbero dovuti giocare nove eventi.
Nella fattispecie
Barletta – Siracusa 2, passato dal 3.14 in apertura a 4.08
Cavese – Pisa, sia l'X che il 2 a 3,53 e 5,6
Foggia – Gela, sia l'x che il 2
Lucchese – Taranto, il 2
Nocerina – Atletico Roma, il 2
Viareggio – Juve Stabia, l'1
Benevento – Cosenza di stasera il 2.

Supponendo di aver puntato una unità  su ognuno di questi segni, il bilancio segnerebbe +6,15 al momento, in attesa dell'incontro del benevento di stasera.
Il campione è chiaramente davvero troppo poco rappresentativo per tirare conclusioni o anche solo pensare che significhi qualcosa, ma mi interesserebbe conoscere il parere dei più scafati su un approccio del genere.
Io personalmente, unendo a questa analisi un pronostico personale,avrei giocato solo la vittoria del siracusa e il pari del gela, pensando ad un overbet sul foggia.Pari che comunque avrei preso fortunosamente visto il gol 'scorretto' dei pugliesi. Avrei preso valore, indipendentemete dai risultati?

I punti contrari che mi vengono da pensare a questo tipo di giocata fatta su tutti gli eventi senza pronosticare sono:
1- L'aggio dei bookmakers non è equamente ripartito tra i segni, per cui rapportare tutti i segni in modo sostanzialmente uguale alla lavagna, non fornisce accuratezza al 100%.
2- Giocare in questo modo significa fondamentalmente andare contro il mercato e, sebbene questo possa dare soddisfazioni quando si è alla ricerca di valore, alla lunga non sono sicuro possa garantire un ritorno,specie se fatto alla cieca.

Tuttavia credo che un approccio del genere non sia del tutto sbagliato.

Voi cosa ne pensate?
Quali sono i fattori da tenere in cosiderazione quando si vanno a studiare le quote che secondo voi sono quì ignorati?

Vi ringrazio anticipatamente per le risposte e soprattutto per la pazienza nell'aver letto fin quì (per chi ci è riuscito :lol: )

Inviato: 28/02/2011 - 14:26
da psyduck
Ciao Foco, e benvenuto; tutto giusto cio' che dici e anche particolarmente interessante, tocchi alcuni punti chiave del betting nella prima parte, soprattutto quando consideri nel momento della value il fondamento di prendersi un vantaggio che vada a superare sull'aggio proposto dai bookmaker..sono in contrasto solo con il discorso dei book "troppo avanti" rispetto a noi, un punter scafato secondo me non parte svantaggiato su di loro.
La tua analisi sui sette match in questione a mio (modestissimo) parere non e' un metodo che mi convinca particolarmente perche' va a "sbattere" su delle variazioni che non sempre sono motivate dall'allibramento del book, ma anche dalle variazioni sensibili nel mercato asiatico /o betfair; per non finire vittima di speculazione, il 95% dei bookmaker tende a mettersi a mercato pur non avendo ricevuto gioco, quindi in questo caso si andrebbe esclusivamente "contromercato"; tra l'altro in questo modo gli eventi vanno comunque estremamente ben periziati, e bisogna essere a conoscenza di qualsiasi possibile evento possa variare i valori di quota di partenza.
Il mio personale parere nel tuo specifico caso e' quello si di rispettare il mercato e i book, specialmente quando si intuisce quali sono i singolo book "forti" in determinati campi, ma nel contempo non ritenerli troppo superiori a noi, anzi.
il discorso potrebbe poi sviscerarsi in miliardi di sottoargomenti, ma francamente su un forum e via scritta e' un po difficile aggiungere altro e non essere prolissi.
un saluto

Inviato: 02/03/2011 - 11:31
da principe87rm
MAh...devo dire che spesso io mi muovo in questa direzione.Tralasciando il fatto della perizia che poi dovrebbe in linea di massima essere sempre fatta...ma ti posso dire ke lavorando in agenzia per un Book estero...confermo che questa teoria ha piu di qualche base fondata.
Ovvero...spesso semplicemente vedendo il movimento di quota..e soprattutto che magari le puntate vengono fatte in senso contrario..e invece di scendere la quota sale..poi effettivamente si rivela che la squadra in salita ( e qui non parlo di 2-3 tick)...risulta perdente. Esempio la Roma con Shaktar. Oppure spesso si notano quote troppo alte per squadre nettamente favorite...che magari salgono pure.Ovvio..potrebbe chiamarsi INSIDER la spiegazione...ma secondo me non solo. Se ce qualcuno interessato al discorso...benvenga discuterne!

Inviato: 02/03/2011 - 17:21
da unsoldinoalgiorno
Interessante questo argomento, ma, se si pesa troppo il valore delle early non si rischia di sottovalutare altri elementi più importanti?

Inviato: 03/03/2011 - 12:30
da FocoDePaglia
psyduck ha scritto:La tua analisi sui sette match in questione a mio (modestissimo) parere non e' un metodo che mi convinca particolarmente perche' va a "sbattere" su delle variazioni che non sempre sono motivate dall'allibramento del book, ma anche dalle variazioni sensibili nel mercato asiatico /o betfair; per non finire vittima di speculazione, il 95% dei bookmaker tende a mettersi a mercato pur non avendo ricevuto gioco, quindi in questo caso si andrebbe esclusivamente "contromercato";


Ciao psy, un grazie per il benvenuto e per la risposta, così come agli altri che sono intervenuti. Scusandomi per il lasso di tempo fatto passare prima di replicare, vado al punto.

Sono d'accordo con le tue puntualizzazioni, specie sull'andare contromercato. Io infatti penso che farlo continuamente sia la strada più breve per andar sotto un ponto, mentre farlo con criterio è tutt'altra questione. La chiave di volta sarebbe anticiparlo...ma almeno io non ho la sfera di cristallo.
Ora, al di la di questo, considero anche io quell'esperimento sulla serie c un semplice divertissement. Però l'opinione che mi premeva ricevere era se secondo voi una strategia del genere, unita alla perizia, può portare del gain, o comunque al valore.

Perchè noi sappiamo che la quota del testa o croce è 2, e se me la fanno giocare a 2,1 la giocheremmo sempre, anche dopo aver perso 5 6 volte di fila puntando,perchè fa parte del naturale scarto. La giocheremmo perchè sappiamo di essere in valore e nel lungo periodo etc etc.
Così unendo l'analisi delle quote in early ed un mio pronostico avrei giocato, come detto, Siracusa e il pari del Gela...
Ora, lasciando stare il pari del gela che è entrato, mi chiedo se quelle quote potevano esprimere valore.
Bisognerebbe fare un'analisi più appprofondita e diversificare i match, credo. Nel senso che se l'x di Milan Bari tra due domeniche salisse di molto oltre le soglie d'apertura, tale da annlluare l'aggio iniziale, io sarei portato a pensare che si potrebbe trattare solamente di un riflesso dovuto alla massa che preme sul milan, e quindi per prima cosa che il milan stesso rappresenti una giocata a valore aspettato negativo (-ev).
Il punto sarebbe stabilire a che punto , e come, si possa individuare una giocata contraria che rappresenti +ev.

psyduck ha scritto:il discorso potrebbe poi sviscerarsi in miliardi di sottoargomenti, ma francamente su un forum e via scritta e' un po difficile aggiungere altro e non essere prolissi.
un saluto


Se hai altro da aggiungere, come credo di capire, sarei ben lieto di ascoltare altro...

unsoldinoalgiorno ha scritto:Interessante questo argomento, ma, se si pesa troppo il valore delle early non si rischia di sottovalutare altri elementi più importanti?


Tipo?

Io penso che le quote dei book in early tengano conto di più informazioni di quelle di cui dispone il punter medio. Al loro interno però vi è anche la previsione di come il mercato dovrebbe muoversi. Cioè, io non ho mai lavorato presso un bookmaker (quindi laddove qualcuno volesse correggere o approdondire ciò che sto per dire è il benvenuto), ma a rigor di logica i quotisti al momento di stilare le proposte possibili cercano di prevedere anche come reagirebbe il mercato, in modo tale poi da uscire con una lavagna che permetta al book di essere il piu bilanciato possibile.
Ovviamente parlo dei veri books e non quelli che copiano pedissequamente senza mai esporsi.

Anzi, aggiungo un pò di carne al fuoco, quali sono secondo voi i migliori in tal senso?

Inviato: 03/03/2011 - 14:09
da dorsten
FocoDePaglia ha scritto:
psyduck ha scritto:La tua analisi sui sette match in questione a mio (modestissimo) parere non e' un metodo che mi convinca particolarmente perche' va a "sbattere" su delle variazioni che non sempre sono motivate dall'allibramento del book, ma anche dalle variazioni sensibili nel mercato asiatico /o betfair; per non finire vittima di speculazione, il 95% dei bookmaker tende a mettersi a mercato pur non avendo ricevuto gioco, quindi in questo caso si andrebbe esclusivamente "contromercato";


Ciao psy, un grazie per il benvenuto e per la risposta, così come agli altri che sono intervenuti. Scusandomi per il lasso di tempo fatto passare prima di replicare, vado al punto.

Sono d'accordo con le tue puntualizzazioni, specie sull'andare contromercato. Io infatti penso che farlo continuamente sia la strada più breve per andar sotto un ponto, mentre farlo con criterio è tutt'altra questione. La chiave di volta sarebbe anticiparlo...ma almeno io non ho la sfera di cristallo.
Ora, al di la di questo, considero anche io quell'esperimento sulla serie c un semplice divertissement. Però l'opinione che mi premeva ricevere era se secondo voi una strategia del genere, unita alla perizia, può portare del gain, o comunque al valore.

Perchè noi sappiamo che la quota del testa o croce è 2, e se me la fanno giocare a 2,1 la giocheremmo sempre, anche dopo aver perso 5 6 volte di fila puntando,perchè fa parte del naturale scarto. La giocheremmo perchè sappiamo di essere in valore e nel lungo periodo etc etc.
Così unendo l'analisi delle quote in early ed un mio pronostico avrei giocato, come detto, Siracusa e il pari del Gela...
Ora, lasciando stare il pari del gela che è entrato, mi chiedo se quelle quote potevano esprimere valore.
Bisognerebbe fare un'analisi più appprofondita e diversificare i match, credo. Nel senso che se l'x di Milan Bari tra due domeniche salisse di molto oltre le soglie d'apertura, tale da annlluare l'aggio iniziale, io sarei portato a pensare che si potrebbe trattare solamente di un riflesso dovuto alla massa che preme sul milan, e quindi per prima cosa che il milan stesso rappresenti una giocata a valore aspettato negativo (-ev).
Il punto sarebbe stabilire a che punto , e come, si possa individuare una giocata contraria che rappresenti +ev.

psyduck ha scritto:il discorso potrebbe poi sviscerarsi in miliardi di sottoargomenti, ma francamente su un forum e via scritta e' un po difficile aggiungere altro e non essere prolissi.
un saluto


Se hai altro da aggiungere, come credo di capire, sarei ben lieto di ascoltare altro...

unsoldinoalgiorno ha scritto:Interessante questo argomento, ma, se si pesa troppo il valore delle early non si rischia di sottovalutare altri elementi più importanti?


Tipo?

Io penso che le quote dei book in early tengano conto di più informazioni di quelle di cui dispone il punter medio. Al loro interno però vi è anche la previsione di come il mercato dovrebbe muoversi. Cioè, io non ho mai lavorato presso un bookmaker (quindi laddove qualcuno volesse correggere o approdondire ciò che sto per dire è il benvenuto), ma a rigor di logica i quotisti al momento di stilare le proposte possibili cercano di prevedere anche come reagirebbe il mercato, in modo tale poi da uscire con una lavagna che permetta al book di essere il piu bilanciato possibile.
Ovviamente parlo dei veri books e non quelli che copiano pedissequamente senza mai esporsi.

Anzi, aggiungo un pò di carne al fuoco, quali sono secondo voi i migliori in tal senso?













Ogni book ha i propri quotisti e i più bravi sono quelli che sbagliano meno, vedendo quotidianamente le quote posso dirti che gioco digitale che è uno dei primi ad uscire ha dei bravi quotisti così come snai.
Comunque non tutti i quotisti bravi lavorano per dei book qualcuno fa il puntatore e probabilmente guadagna di più :wink:

Inviato: 03/03/2011 - 21:26
da unsoldinoalgiorno
Voglio dire che le quate early sono comunque condizionate da alcuni fattori che, per lo scommettitore non sono importanti.

Faccio un esempio: se si gioca Paris Saint Germain - Juventus, su bwin.fr la quota del PSG sarà  più bassa che su bwin.it. Perchè ci si attende che gli scommettitori francesi giochino più soldi sul PSG.

Inoltre, recenti studi sulla psicologia delle decisioni hanno dimostrato che più importante è la scelta da fare e meno fattori vanno presi in considerazione per effettuare quella scelta.

Mi spiego meglio: se dovete decidere il colore della sciarpa da acquistare potete prendere in considerazione molti fattori. Alla fine il risultato della vostra decisione sarà  comunque vicino al risultato giusto (cioè il colore che vi fa più comodo)

Se dovete decidere se uccidere la suocera o no, meno fattori prendete in considerazione e più avete la probabilità  di fare la scelta giusta. Ne basta uno: se l'ammazzo mi arrestano. Non vale la pena passare la vita in galera per la suocera e quindi non l'ammazzo: decisione giusta.

Sulle scommesse (io scommetto solo sul basket) quando ho preso in considerazione classifica, infortunati e ultime news, ho già  elementi più che sufficienti x fare la mia scelta.

Inviato: 04/03/2011 - 13:04
da FocoDePaglia
unsoldinoalgiorno ha scritto:
Faccio un esempio: se si gioca Paris Saint Germain - Juventus, su bwin.fr la quota del PSG sarà  più bassa che su bwin.it. Perchè ci si attende che gli scommettitori francesi giochino più soldi sul PSG.


E' quello che avevo tentato di dire nel post precedente, senza il dono della sintesi e della chiarezza che tu possiedi :)
Mi trovi ovviamente d'accordo.

unsoldinoalgiorno ha scritto:Sulle scommesse (io scommetto solo sul basket) quando ho preso in considerazione classifica, infortunati e ultime news, ho già  elementi più che sufficienti x fare la mia scelta.


Ok, va bene. Quì però si tratta di prono puro. Per te non fa differenza poi la quota?
Voglio dire, tornando all'esempio delle scarpe, una volta che hai deciso di comprare quel determinato modello, che fai?
Entri nel primo negozio che le vende e le compri senza guardare il prezzo, o cerchi la miglior offerta disponibile facendoti un giro?
E' di questo che si sta fondamentalmente parlando...

Inviato: 04/03/2011 - 16:07
da unsoldinoalgiorno
Sia per le scarpe che per scommesse adotto lo stesso metodo.

Ultime scarpe comprate: un paio bianche da tennis. Prima uscire di casa per andare al negozio sapevo già  la cifra massima che volevo spendere: 100 euro. Essendo un negozio specializzato nel tennis sapevo bene anche che non potevo spendere comunque meno di 50. Ecco che senza volerlo avevo già  deciso il mio range: 50 -100.

Entrato nel negozio scelgo fra quelle a disposizione. Oltre al prezzo (di cui ho parlato prima) avevo solo due richieste:
a) che fossero bianche
b) che ci fosse il mio numero

Sono uscito dal negozio con le mie scarpe bianche del mio numero pagate 72 euro.

Passiamo alle scommesse (ricordo che io gioco solo basket).
Nel testa a testa mi interessano quote fra 1.10 (incluso) e 1.99 (incluso).

La scelta vera sta nel campionato da giocare: nba o eurolega soprattutto.
Se apro la lista delle quote e c'è solo il campionato ucraino, per esempio, non gioco.

Insomma la scelta su quello che gioco e su come lo gioco, in un certo senso, la faccio a priorio, ancora prima di accendere il computer e collegarmi al bookmaker.

Infatti so già  su quali campionati giocherò e che quote mi interessano. Poi le partite che posso giocare in un giorno (tutte singole) possono essere una, due, cinque, dieci, dipende da quante ne trovo che mi piacciono.

Inviato: 04/03/2011 - 17:29
da FocoDePaglia
unsoldinoalgiorno ha scritto:
Infatti so già  su quali campionati giocherò e che quote mi interessano. Poi le partite che posso giocare in un giorno (tutte singole) possono essere una, due, cinque, dieci, dipende da quante ne trovo che mi piacciono.


Ok, capito il tuo modo di operare. Però ,premesso che ognuno deve trovare un tipo di gioco che più si addica alle sue caratteristiche di scommettitore e alle sue inclinazioni, io personalmente le quote 'infime' (se mi passi il termine) non le giocherei nemmeno sotto tortura. Una quota a 1,10 è una quota su cui non c'è margine di guadagno nel lungo periodo. A meno che non ti stanno dando a 1,10 qualcosa che vale 1,05...ma sono fortemente scettico, per dire il minimo. Per cui manco le guardo.
Quando si parla di valore, tendenzialmente, sono portato a guardare com'è messo l'underdog della situazione piuttosto. Credo che essendo la punta sbilanciata sul favorito, il value lo si potrebbe trovare sulla giocata opposta. Bisogna capire però a che punto la giocata contraria allo strafavorito, che ripeto per me è sempre -ev, può diventare +ev nel lungo periodo.

Inviato: 04/03/2011 - 18:02
da unsoldinoalgiorno
Andiamo con ordine:

- sull'opportunità  di giocare quote infime (da 1.10 a 1.40) potremmo parlare per anni. A me, ogni tanto queste quote fa comodo giocarmele.

- per quanto riguarda l'underdog nel basket, posso dirti che alcuni mesi fa su Il Giornale è uscito uno studio su questo argomento per quanto riguarda le quote con l'handicap: si è visto che i bookmakers tendono a sopravvalutare la squadra con handica a sfavore (quella favorita per capirsi).

- bisognerebbe aprire una parentesi per decidere cosa si intende per underdogs nel basket. A volte capita che la squadra che è messa meglio in classifca abbia una quota più alta, sia quindi data per sfavorita dal bookmaker. Questo può avvenire per una serie di fattori quali: maggiore notorietà  della squadra peggio posizionata in classifica oppure per il fattore campo.

- chiudo dicendo che, a mio modestissimo parere, molto si gioca intorno allo stake. Stake da 1/10 a 10/10 per capirsi. Su questo argomento ho una mia personale opinione, ma il discorso sarebbe lungo.

Una domanda: ma te su quali sport scommetti?

Inviato: 04/03/2011 - 18:15
da blackdog
Mia personale opinione nei motori in apertura molti bookies inseriscono quote non bilanciate un competente in materia di betting e sport motoristici in early gioca quote molto buone,spesso alcuni H/H in apertura di quote sono a quote invertite tra favoriti e corrette successivamente dal book stesso.
I pronostici presi dopo attenta perizia rimangono la componente principale ma senza una quota "allegra" concessa dai vari book avrei un + a fine anno molto diverso.
Concludo il mio pensiero che con il calcio e i volumi di gioco che raccoglie le quote sin dalla apertura sono spesso correttte e le occasioni di prendere buone quote sono minori,mi tolgo tanto di cappello a chi scommette solo calcio ed a fine anno arriva ad + significativo.

Saluti

Inviato: 04/03/2011 - 18:28
da unsoldinoalgiorno
blackdog ha scritto:Concludo il mio pensiero che con il calcio e i volumi di gioco che raccoglie le quote sin dalla apertura sono spesso correttte e le occasioni di prendere buone quote sono minori,mi tolgo tanto di cappello a chi scommette solo calcio ed a fine anno arriva ad + significativo.

Saluti


Il calcio lo escludo proprio. Io gioco solo sul basket. Sto facendo un pensierino anche al baseball perchè l'anno scorso mi sono trovato bene.

Inviato: 05/03/2011 - 14:06
da FocoDePaglia
unsoldinoalgiorno ha scritto:Andiamo con ordine:

- sull'opportunità  di giocare quote infime (da 1.10 a 1.40) potremmo parlare per anni. A me, ogni tanto queste quote fa comodo giocarmele.


Possiamo parlarne, siamo su un forum apposta, no?
Personalmente le ritengo sottopagate nella stragande maggioranza dei casi, per cui non valgono la pena di essere giocate, se si pensa al lungo periodo.

unsoldinoalgiorno ha scritto:
- bisognerebbe aprire una parentesi per decidere cosa si intende per underdogs nel basket. A volte capita che la squadra che è messa meglio in classifca abbia una quota più alta, sia quindi data per sfavorita dal bookmaker. Questo può avvenire per una serie di fattori quali: maggiore notorietà  della squadra peggio posizionata in classifica oppure per il fattore campo.


Non conosco il basket così bene, anche se a sprazzi qualcosina su l'nba ho puntato, con risultati scarsi, per cui non sono in grado di rispondere e mi fido di quel che dici, magari in attesa di qualcun altro competente in materia.

unsoldinoalgiorno ha scritto:
- chiudo dicendo che, a mio modestissimo parere, molto si gioca intorno allo stake. Stake da 1/10 a 10/10 per capirsi. Su questo argomento ho una mia personale opinione, ma il discorso sarebbe lungo.


Mi piacerebbe ascoltarla. Personalmente credo altrettanto che lo stake sia una parte molto importante, ma non è tutto. Quando penso ad un 'metodo' o ad un modo di operare, il miglior modo per testarnè la validità  è la giocata a massa pari. Se un sistema di puntate non produce utile a massa pari, non lo produrrà  in nessun modo nel lungo periodo, indipendentemente dagli stake usati. Una volta invece avuta conferma che il nostro modus operandi è vincente, allora una corretta gestione dello stake e la gestione del bankroll possono aiutarci ad aumentare gli utili. Almeno questa è la mia visione.

unsoldinoalgiorno ha scritto:Una domanda: ma te su quali sport scommetti?

Sul calcio, proprio perchè seguendolo assiduamente ho strumenti migliori per periziarlo.

blackdog ha scritto:Concludo il mio pensiero che con il calcio e i volumi di gioco che raccoglie le quote sin dalla apertura sono spesso correttte e le occasioni di prendere buone quote sono minori


Proprio per questo motivo, ammettendo che quanto appena riportato corrisponda al vero nella maggior parte dei casi, tornando all'idea iniziale del post, non sarebbe allora cosa buona prendere le quote di apertura come riferimento e giocare poi successivamente solo quelle quote che solo per effetto del mercato si muovono in modo tale da superare l'aggio iniziale?
Ovviamente il tutto sempre dopo aver periziato.
D'altronde l'aggio del book in apertura è generalmente molto maggiore di quello in chiusura. Già  in questo modo ci si potrebbe costruire una lavagna con uno svantaggio minore...

dico la mia

Inviato: 06/03/2011 - 14:40
da trimmered
Ciao a TT. Ho letto con attenzione. Ho colto dirversi punti apprezzabili ed assolutamente condivisibili (e personalmente da diverso tempo verificati dal campo).
es:
... perchè noi abbiamo l'arma di non dover scommettere per forza su ogni evento, ma solo su quelli attentamente periziati ...

oppure:
... un solo bookmaker può uscire con delle quote diverse da un altro a seconda della propria lavagna e basate sulle previsioni del comportamento dei suoi clienti ...

ed ancora:
studio [...] per quanto riguarda le quote [...] handicap: [...] i bookmakers tendono a sopravvalutare la squadra con handicap a sfavore (quella favorita per capirsi).

e l'elenco potrebbe persino continuare....

Mentre altri mi hanno lasciato ben più di una perplessità ... non tanto per il concetto in se - assolutamente legittimo - quanto per il così radicato convincimento (da queste pagine, con il tempo ed un pizzico di umiltà , ho imparato quanto sia saggio dubitare sempre delle proprie "certezze").
es:
... dipende da quante ne trovo che mi piacciono ...

oppure:
... Personalmente (le quote tra 1,1 e 1,4) le ritengo sottopagate nella stragande maggioranza dei casi, per cui non valgono la pena di essere giocate, se si pensa al lungo periodo. ...


provo a spiegare...
La logica sottesa al ragionamento del 3d è di grande attualità ... purtroppo ancora una volta si trovano a confrontarsi due logiche di gioco che spesso hanno dato luogo a conflitti di religione... da una parte i puristi della quota in se (dei numeri, della statistica, della redemption insomma) dall'altra quelli dell'intuizione... del colpo di genio... quelli che "se la sentono"... io stesso (pur sentendo mi in questo senso "schierato") posso testimoniare che gli uni non possono affermare nessun dominìo assoluto sugli altri...

certo scommettere è e deve essere gioco, competizione prima di tutto con se stessi ma (e qui emerge il mio pensiero) è x me sopratutto una applicazione di logica sul lungo periodo.
Certo, si può vincere con un bel colpo di un giorno... ma cercarlo troppo a lungo può essere MOLTO pericoloso!!!
Lavorare sui dati, anche sulle quote, è faticoso ma se fatto con un minimo di logica... può aiutare senz'altro!
Non sono d'accordo sullo "scartare" le quote tout court. Fra le righe di questa discussione, è stato già  detto il perchè, ma mi preme sottolieneare un aspetto: la quota - in quanto tale - è un valore di persè neutro - ne di vantaggio ne di svantaggio - lo diventa quando fattori "esterni" ne incidono sul valore (il mercato: nell'incrociarsi della domanda e dell'offerta, le condizioni di gara: infortuni o assenze, fattori speculativi: operazioni di carattere finanzanziario o di market engineering, ecc.)
una quota "bassa" in se rappresenta semplicemente una alta probabilità ...
lavorare o ragionare su questa, significa ne più ne meno che lavorare/ragionare su qualsiasi quota... elaborando su base statistica difettosità , valore, fattori di ricorsività , ecc.

Conseguanza di tutto questo è una mia certa "allergia" alle "specializzazioni", almeno per come sono state sin qui esposte, quasi lasciando indendere (ma posso benissimo aver capito male io) che un certo sport sia più redditivo (in termini di betting) di altri.
Io penso che in generale la "preferenza" ci stia, ma sia legata più alla personale conoscenza di un ambito, di un mercato, più che alla sua vera o presunta capacità  di revenue...
Detto questo... tanto per non essere da meno dei miei autorevoli ed apprezzati interlocutori, mi permetto di segnalare il seguente link.... è solo un esemio, intendiamoci! io non c'entro nulla! (si fanno pagare... ma espongono con regolarità  risultati, dritte, ed informazioni utili, penso, anche a ragionamenti come questi) penso solo possa aiutarci a ragione come caso di studio... senza volere affatto insegnar niente a nessuno... ci mancherebbe! :lol:
http://trubetting.com/
a presto risentirVi, con stima.

Trim[/quote]