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gestione conto

Inviato: 11/09/2006 - 00:54
da claudiolotito
ho deciso di investire una piccola quota dei miei risparmi(5.000 euro) su betfair(non è la prima volta che gioco su bf, gia ho messo e molte volte anche prelevato denaro con il sudetto book)la cosa che mi bugera però è la gestione del conto,infatti non ho una vera e propia linea di condotta,gioco somme a piacimento.chi è che ha qualche consuglio sulla gestione del conto? :roll: grazie in anticipo

Inviato: 11/09/2006 - 08:29
da sardar
Il vero problema è questo, non esiste un money managment per le scommesse sportive che sia valido in tutti i casi.
Alcuni provano ad applicare il sistema di Kelly, ma secondo me è fuorviante, intanto il sistema nasce dalla interpretazione e trasposizione di formule inventate per altri scopi, e tutti i sistemi conosciuti e maggiormente applicati si basano su un ritorno fisso in termini di quota e che quindi sia conforme alla sua probabilità , considerando naturalmente l'aggio del banco.
Ma sulle scommesse sportive la quota non è mai ancorata alla reale probabilità  dell'evento (per cui il ritorno non è fisso ma variabile in relazione alla quota ed all'aggio del banco), per cui un qualsiasi sistema che tenda a stabilire una puntata ottimale è destinato a fallire se non è accoppiato ad una ottima capacità  di pronostico ed ad una valutazione corretta della quota.
Quindi per me queste 3 componenti sono tutte necessarie nel seguente ordine di importanza:1) capacità  di pronosticare l'evento (non parlo della sua probabilità  ma proprio di azzeccare chi vince un match, una corsa etc.), 2)valutazione della quota in relazione alla probabilità  dell'evento, 3)capacità  di determinare il quantum da scommettere.
Se sbagli il primo punto puoi essere un genio nel calcolare gli altri due ma non puoi vincere mai, se sei un drago sul primo punto gli altri due punti ti servono per ottimizzare le rendite.
I sistemi di money managment si applicano più propriamente negli investimenti in borsa dove la scommessa non è su chi vince un match, ma è sul gain o non gain, cioè se un titolo salirà  o scenderà , per cui molti su BF hanno scelto di operare un trading sulle corse dei cavalli inglesi dove per tale motivo si determinano volumi mostruosi, quindi chi opera il trading lo fa scommettendo sul fatto che la quota (prevalentemente del favorito) salga o scenda utilizzando programmi che danno segnali affidabili e usando sistemi di stop-loss, in pratica si riproduce lo stesso meccanismo di borsa con il vantaggio che le transazioni sono molto più veloci e soprattutto gli eventuali guadagni sono esenti tasse.
Quindi bisogna che stabilisci prima cosa vuoi fare, betting o trading? in tutti e due i casi secondo me è indispensabile l'uso di programmi adeguati.
Questo è il problema.
Ciao

Inviato: 11/09/2006 - 10:05
da darpao
sardar ha scritto:Il vero problema è questo, non esiste un money managment per le scommesse sportive che sia valido in tutti i casi.
Alcuni provano ad applicare il sistema di Kelly, ma secondo me è fuorviante, intanto il sistema nasce dalla interpretazione e trasposizione di formule inventate per altri scopi, e tutti i sistemi conosciuti e maggiormente applicati si basano su un ritorno fisso in termini di quota e che quindi sia conforme alla sua probabilità , considerando naturalmente l'aggio del banco.
Ma sulle scommesse sportive la quota non è mai ancorata alla reale probabilità  dell'evento (per cui il ritorno non è fisso ma variabile in relazione alla quota ed all'aggio del banco), per cui un qualsiasi sistema che tenda a stabilire una puntata ottimale è destinato a fallire se non è accoppiato ad una ottima capacità  di pronostico ed ad una valutazione corretta della quota.
Quindi per me queste 3 componenti sono tutte necessarie nel seguente ordine di importanza:1) capacità  di pronosticare l'evento (non parlo della sua probabilità  ma proprio di azzeccare chi vince un match, una corsa etc.), 2)valutazione della quota in relazione alla probabilità  dell'evento, 3)capacità  di determinare il quantum da scommettere.
Se sbagli il primo punto puoi essere un genio nel calcolare gli altri due ma non puoi vincere mai, se sei un drago sul primo punto gli altri due punti ti servono per ottimizzare le rendite.
I sistemi di money managment si applicano più propriamente negli investimenti in borsa dove la scommessa non è su chi vince un match, ma è sul gain o non gain, cioè se un titolo salirà  o scenderà , per cui molti su BF hanno scelto di operare un trading sulle corse dei cavalli inglesi dove per tale motivo si determinano volumi mostruosi, quindi chi opera il trading lo fa scommettendo sul fatto che la quota (prevalentemente del favorito) salga o scenda utilizzando programmi che danno segnali affidabili e usando sistemi di stop-loss, in pratica si riproduce lo stesso meccanismo di borsa con il vantaggio che le transazioni sono molto più veloci e soprattutto gli eventuali guadagni sono esenti tasse.
Quindi bisogna che stabilisci prima cosa vuoi fare, betting o trading? in tutti e due i casi secondo me è indispensabile l'uso di programmi adeguati.
Questo è il problema.
Ciao


esistono programmi che aiutano a scommettere??? :shock:

no ti prego.. me ne indichi uno che voglio vedere di cosa si tratta?
o ognuno deve farselo per proprio conto??

Inviato: 11/09/2006 - 11:15
da sardar
Non vorrei fare pubblicità  gratuita nè indirizzare qualcuno su programmi particolari visto che ne esistono a decine, già  nei post si parla di alcuni di questi programmi, in alternativa ricerca con google, vedrai che troverai centinaia di pagine sull'argomento.
Ciao

Inviato: 11/09/2006 - 17:00
da Look
sardar ha scritto:Ma sulle scommesse sportive la quota non è mai ancorata alla reale probabilità  dell'evento


io direi "non del tutto ancorata", nel senso che la quota, oltre alla valutazione dell'evento in sè (valutazione tecnica fatta dal quotista o chi/cosa per lui) incorpora anche il fattore mercato (gradimento atteso della punta sull'evento stesso)...le quote al 100 quindi non esprimono valori % esatti, ma nemmeno sono così distanti dalla realtà  (anzi per me sono il punto di riferimento principale), anche perché se lo fossero non sarebbe difficile per uno scommettitore di media capacità  produrre stime più attendibili e di conseguenza battere sistematicamente il banco.

saluti

Inviato: 11/09/2006 - 17:24
da sardar
Look ha scritto:
sardar ha scritto:Ma sulle scommesse sportive la quota non è mai ancorata alla reale probabilità  dell'evento


io direi "non del tutto ancorata", nel senso che la quota, oltre alla valutazione dell'evento in sè (valutazione tecnica fatta dal quotista o chi/cosa per lui) incorpora anche il fattore mercato (gradimento atteso della punta sull'evento stesso)...le quote al 100 quindi non esprimono valori % esatti, ma nemmeno sono così distanti dalla realtà  (anzi per me sono il punto di riferimento principale), anche perché se lo fossero non sarebbe difficile per uno scommettitore di media capacità  produrre stime più attendibili e di conseguenza battere sistematicamente il banco.

saluti


Su questo ti posso disilludere, il problema dello scommettitore è che si trova dalla parte sbagliata, cioè gioca su quote che non necessariamente sono ancorate alla reale probabilità  di un evento, anzi chi fa le quote non necessariamente deve spaccare il capello sulla probabilità  perchè eventualmente può errare grossolanamente (a volta accade) solo chi pubblica per primo, poi è il mercato che regola, e non è detto che ci azzecchi (il mercato), diversamente sarebbe sufficiente giocare sui movimenti di quota per vincere e non è così.
In realtà  puoi giocare con qualsiasi tipo di sistema ma non potrai mai superare la percentuale di aggio nel lungo periodo, se non a condizione di azzeccare una percentuale di prono superiori alla quota media alla quale hai scommesso.
Per cui l'unica alternativa praticabile è bancare negli exchange betting tipo BF e non a qualsiasi quota ma solo sulle quote dove conviene bancare, in tal modo nel lungo periodo si otterrebbe un utile a condizione che l'indicatore di convenienza non fallisca la maggior parte delle indicazioni e che sia bancata la quota più bassa possibile rispetto al mercato, cioè si deve riprodurre la condizione operativa del bookmaker dove però l'utile non è ricavato bancando sopra il 100 su tutti gli eventi possibili (nel tennis A e B), ma bancando dalla parte dove si avrebbe un utile maggiore ed un rischio inferiore calcolato sulla base di una serie storica di risultati, il lungo periodo compensa le posizioni e dovrebbe garantire un utile perchè la percentuale di allibramento la ricavi sulla serie e non sul singolo evento, è un pò complicato da realizzare ma ci sto lavorando.
Ciao

Inviato: 12/09/2006 - 00:32
da claudiolotito
in tutti e due i casi secondo me è indispensabile l'uso di programmi adeguati.
Questo è il problema.
Ciao[/quote]


ciao sardar,innanzitutto grazie per la risposta dettagliata,poi vorrei chiederti quale programma mi consiglieresti per il betting?ho cercato molto e devo dire che ci sono tantissimi 8) programmi,tuttavia essendoci molta richiesta ho paura che girino molte fregature.se non vuoi fare pubblicità  a programmi e roba varia,mi manderesti un pm con il tuo programma preferito?te ne sarei molto grato

Inviato: 12/09/2006 - 00:38
da Alicon
Se nn è possibile dirlo fa niente,però volevo sapere il nome di qualche prog per il trading sulle horse racing.Niente di eccessivamente complicato,giusto per farsi un'idea se può esserci guadagno o meno :wink:

Inviato: 12/09/2006 - 00:49
da claudiolotito
Alicon ha scritto:Se nn è possibile dirlo fa niente,però volevo sapere il nome di qualche prog per il trading sulle horse racing.Niente di eccessivamente complicato,giusto per farsi un'idea se può esserci guadagno o meno :wink:



conosci marketfeeder4.1?ho sentito che è molto buono per il trading...mi disp ma conosco solo quello

Inviato: 12/09/2006 - 15:37
da Look
sardar ha scritto:Su questo ti posso disilludere, il problema dello scommettitore è che si trova dalla parte sbagliata, cioè gioca su quote che non necessariamente sono ancorate alla reale probabilità  di un evento, anzi chi fa le quote non necessariamente deve spaccare il capello sulla probabilità  perchè eventualmente può errare grossolanamente (a volta accade) solo chi pubblica per primo, poi è il mercato che regola, e non è detto che ci azzecchi (il mercato), diversamente sarebbe sufficiente giocare sui movimenti di quota per vincere e non è così.
In realtà  puoi giocare con qualsiasi tipo di sistema ma non potrai mai superare la percentuale di aggio nel lungo periodo, se non a condizione di azzeccare una percentuale di prono superiori alla quota media alla quale hai scommesso.
Per cui l'unica alternativa praticabile è bancare negli exchange betting tipo BF e non a qualsiasi quota ma solo sulle quote dove conviene bancare, in tal modo nel lungo periodo si otterrebbe un utile a condizione che l'indicatore di convenienza non fallisca la maggior parte delle indicazioni e che sia bancata la quota più bassa possibile rispetto al mercato, cioè si deve riprodurre la condizione operativa del bookmaker dove però l'utile non è ricavato bancando sopra il 100 su tutti gli eventi possibili (nel tennis A e B), ma bancando dalla parte dove si avrebbe un utile maggiore ed un rischio inferiore calcolato sulla base di una serie storica di risultati, il lungo periodo compensa le posizioni e dovrebbe garantire un utile perchè la percentuale di allibramento la ricavi sulla serie e non sul singolo evento, è un pò complicato da realizzare ma ci sto lavorando.
Ciao


sardar faccio un pò fatica a seguirti fino in fondo... :roll:
siamo d'accordo sul fatto che le quote non siano del tutto ancorate, non spacchino il capello ecc...però non puoi nemmeno dire che siano "grossolane" perché i bookies non sono enti benefici che regalano i soldi mettendo quote a casaccio e dunque potenzialmente vantaggiose per lo scommettitore. fare le quote è il loro mestiere, anzi farle bene, altrimenti chiudi bottega! le quote spesso (ahimè) non regalano nulla proprio perché riflettono in maniera sostanzialmente corretta la probabilità  associata all'evento, impedendo in questo modo l'ottenimento di un profitto nel lungo periodo. se così non fosse un bookie non potrebbe durare a lungo, perché il solo aggio non gli consentirebbe certo di compensare i danni provocati dai "cannamenti" di quota...

saluti

Inviato: 12/09/2006 - 15:38
da Look
doppio invio, scusate.

Inviato: 12/09/2006 - 23:39
da sardar
Look ha scritto:sardar faccio un pò fatica a seguirti fino in fondo... :roll:
siamo d'accordo sul fatto che le quote non siano del tutto ancorate, non spacchino il capello ecc...però non puoi nemmeno dire che siano "grossolane" perché i bookies non sono enti benefici che regalano i soldi mettendo quote a casaccio e dunque potenzialmente vantaggiose per lo scommettitore. fare le quote è il loro mestiere, anzi farle bene, altrimenti chiudi bottega! le quote spesso (ahimè) non regalano nulla proprio perché riflettono in maniera sostanzialmente corretta la probabilità  associata all'evento, impedendo in questo modo l'ottenimento di un profitto nel lungo periodo. se così non fosse un bookie non potrebbe durare a lungo, perché il solo aggio non gli consentirebbe certo di compensare i danni provocati dai "cannamenti" di quota...

saluti


A mio parere l'unico problema che hanno i books è quello di accettare scommesse proporzionate sul rischio che si assumono, immagina che ogni evento sportivo sia un mercato, e che su ogni mercato sia possibile un guadagno X, il guadagno del bookmaker è il volume raccolto su un risultato, cioè se raccolgono metti 10000 euro su un evento (nel tennis gli eventi possibili sono 2) è necessario che tale somma sia proporzionata alla quota, assumendo che la quota rifletta la probabilità  dell'evento, però poi è sicuro che tutti gli eventi quotati secondo una perc di probabilità  si verifichino secondo quella percentuale? molto prob no, ma se il banco quota l'evento al 50% ad 1.9 (tanto per fare una quota larga) in realtà  con l'aggio hanno un margine di errore del 2.6 per cui siccome sul mercato le partite così vicine tendono a rispettare le percentuali di probabilità , i books possono perdere solo se accettano scommesse proporzionalmente sbagliate su un evento e tale evento poi si verifica.
In realtà  un books che si rispetti allibra continuamente se necessario quindi in definitiva non corre rischi indipendentemente dalle quote che fa perchè quello che conta è la proporzione delle scommesse accettate.
Tornando all'esempio di prima se prendono 10000 e 10000 ad 1.9 incassano 20000 e restituiscono 19000, guadagno 1000 questo tanto per fare un'ipotesi scolastica.
Chi fa le quote in realtà  non ha bisogno di conoscere le serie storiche, nei testa a testa è sufficiente conoscere quante volte si è verificata la vittoria del favorito e quante quella della sorpresa, da quì possono ricavare un coefficiente che consente di bilanciare l'accettazione delle scommesse.
Per questo motivo a mio modesto avviso bisognerebbe fare lo stesso ragionamento, ponendosi dalla parte del banco, cioè il criterio proporzionale va applicato sulla quota che si banca e non su quella che si punta, in un mercato bitermine sembrerebbe la stessa cosa, ma dai calcoli fatti finora con i back test sulle serie storiche il guadagno si ha solo dal lato banca e non sul lato punta, pur avendo provato tutte le inversioni possibili il risultato è sempre positivo se la giocata viene proporzionata sulla banca, inoltre il margine è maggiore bancando costantemente lo sfavorito, naturalmente mi riferisco al tennis.
Il criterio di Kelly fa riferimento alla quota sulla quale si vuole puntare, ed infatti tutti i test finora eseguiti hanno dato esito negativo.
Ciao

Inviato: 12/09/2006 - 23:54
da claudiolotito
sardar ti ho mandato un pm