Bar del basket
Inviato: 23/09/2011 - 11:27
davvero pazzesco,fuori da ogni criterio logico:l’Alta Corte di Giustizia Sportiva del Coni ha ammesso Venezia in serie A. A diciotto giorni dall’inizio del massimo campionato cestistico italiano è un vero e proprio terremoto, dalle conseguenze difficilmente immaginabili: al Consiglio federale di oggi e domani a Roma decidere come affrontarlo.
Di sicuro, le scosse arrivano da lontano, da quando proprio la Federazione, su sollecitazione della Lega Basket, ha accettato l’idea che la penultima classificata del massimo campionato potesse decidere se retrocedere in LegaDue oppure salvarsi versando 500mila euro nelle casse del club sconfitto in finale promozione nel campionato sottostante. L’hanno chiamato «premio di risultato»: il bel risultato è questo caos.
Da lì è nata una delibera pasticciata, ambigua nelle date e nei comportamenti, tanto che tre organi di giustizia sportiva diversi, hanno formulato altrettanti verdetti: il 6 luglio la Commissione Nazionale Giudicante ha promosso Venezia e retrocesso Teramo, il 12 luglio la Corte Federale ha completamente ribaltato queto verdetto, adesso l’Alta Corte ha riportato in A Venezia lasciandovi anche Teramo.
LE IPOTESI per uscire da questo vicolo cieco possono essere diverse. La più probabile è una serie A con 17 squadre, con un calendario completamente da rifare e mille problemi per le date dei palasport, due retrocessioni e una sola promozione dalla LegaDue. Ma si può arrivare anche a un torneo a 18 ripescando un altro club dalla LegaDue, con un campionato eterno, infelicemente già sperimentato.
Di certo, se fosse stato ascoltato il presidente di LegaDue Marco Bonamico, che da sempre si batte sia per i contenuti del «premio di risultato», sia per la sua applicazione, oggi la pallacanestro italiana non si troverebbe in questo inghippo. E adesso la seconda lega, il cui cammino è stato spesso ostacolato, diventa l’ago della bilancia, ad esempio se la serie A diventa a 18 squadre, la LegaDue dovrà ridursi a 15 e a quel punto per non giocare un campionato dispari potrebbe ripescare una società dalla Dna, con in lizza Capo d’Orlando o Trieste.
Di certo oggi Bonamico ha una ragione in più per cancellare una norma ingiusta e ripristinare le due promozioni, fatto salvo che per non giocare dispari nel 2012/13 ci vorranno tre retrocessioni quest’anno. Intanto l’inizio del campionato di LegaDue, fissato per domenica 2 ottobre, potrebbe esser rimandato di una settimana, con la prima di campionato da recuperare l’8 dicembre, mentre al posto della prima si giocherebbero i quarti di finale di Coppa di Lega.
A MENO CHE la Fip non decida di rivolgersi alle autorità civili per far annullare la decisione dell’Alta Corte del Coni, ma sarebbe un cattivo esempio e sarebbe una sorta di invito a nozze per chi, in futuro, pensando di aver ricevuto un torto dalla giustizia sportiva, portasse la controversia sui binari di quella civile.
Di sicuro, le scosse arrivano da lontano, da quando proprio la Federazione, su sollecitazione della Lega Basket, ha accettato l’idea che la penultima classificata del massimo campionato potesse decidere se retrocedere in LegaDue oppure salvarsi versando 500mila euro nelle casse del club sconfitto in finale promozione nel campionato sottostante. L’hanno chiamato «premio di risultato»: il bel risultato è questo caos.
Da lì è nata una delibera pasticciata, ambigua nelle date e nei comportamenti, tanto che tre organi di giustizia sportiva diversi, hanno formulato altrettanti verdetti: il 6 luglio la Commissione Nazionale Giudicante ha promosso Venezia e retrocesso Teramo, il 12 luglio la Corte Federale ha completamente ribaltato queto verdetto, adesso l’Alta Corte ha riportato in A Venezia lasciandovi anche Teramo.
LE IPOTESI per uscire da questo vicolo cieco possono essere diverse. La più probabile è una serie A con 17 squadre, con un calendario completamente da rifare e mille problemi per le date dei palasport, due retrocessioni e una sola promozione dalla LegaDue. Ma si può arrivare anche a un torneo a 18 ripescando un altro club dalla LegaDue, con un campionato eterno, infelicemente già sperimentato.
Di certo, se fosse stato ascoltato il presidente di LegaDue Marco Bonamico, che da sempre si batte sia per i contenuti del «premio di risultato», sia per la sua applicazione, oggi la pallacanestro italiana non si troverebbe in questo inghippo. E adesso la seconda lega, il cui cammino è stato spesso ostacolato, diventa l’ago della bilancia, ad esempio se la serie A diventa a 18 squadre, la LegaDue dovrà ridursi a 15 e a quel punto per non giocare un campionato dispari potrebbe ripescare una società dalla Dna, con in lizza Capo d’Orlando o Trieste.
Di certo oggi Bonamico ha una ragione in più per cancellare una norma ingiusta e ripristinare le due promozioni, fatto salvo che per non giocare dispari nel 2012/13 ci vorranno tre retrocessioni quest’anno. Intanto l’inizio del campionato di LegaDue, fissato per domenica 2 ottobre, potrebbe esser rimandato di una settimana, con la prima di campionato da recuperare l’8 dicembre, mentre al posto della prima si giocherebbero i quarti di finale di Coppa di Lega.
A MENO CHE la Fip non decida di rivolgersi alle autorità civili per far annullare la decisione dell’Alta Corte del Coni, ma sarebbe un cattivo esempio e sarebbe una sorta di invito a nozze per chi, in futuro, pensando di aver ricevuto un torto dalla giustizia sportiva, portasse la controversia sui binari di quella civile.