Mi ero dimenticato.....
MILANO, 6 maggio 2003 - Treviso e Modena, ancora loro. Come nella metà delle finali degli ultimi 10 anni. Da mercoledì ancora una volta l'una contro l'altra per lo scudetto. E' la quinta replica, con bilancio favorevole agli emiliani: 3-1. E con etichetta di fresca rivincita, giacché l'anno passato furono sempre loro le protagoniste dell'epilogo tricolore, con tanto di successo modenese. Per i gialloblù, la Juventus del volley (anche se vista l'età media sarebbe forse il caso di parlare di Senectus), è la finale numero 11, per Treviso è la nona in dieci anni. Una supremazia pressoché assoluta sul movimento. Un dominio esercitato in modo diverso dall'una e dall'altra squadra, però indubbiamente capace di garantire incertezza, spettacolo e dunque emozioni. Mettiamoli gli uni di fronte agli altri, allora, modenesi e trevigiani, considerando i ruoli (non solo tecnico-tattici) e le rotazioni che, salvo qualche ritocco, i due tecnici mantengono costanti. Ovvero: partendo da posto uno: Dante-Giani-Iakovlev-Cantagalli-Bovolenta, Ball e Papi-Fei-Dineikin-Cisolla-Tencati-Vermiglio.
I registi: Vermiglio-Ball
Cervelli e mani a confronto. Vermiglio si trova nelle condizioni in cui Ball era l'anno scorso. Vale a dire alla prima vera finale da titolare (l'anno passato perse quella di coppa Italia con Parma), dunque alla resa dei conti nei confronti di chi chiede di verificare il suo valore nel momento della verità . Se vale quanto fatto vedere in semifinale Vermiglio ha di che stare tranquillo. Certo che lo stesso si può dire di Ball. Il trevigiano ha 34 muri all'attivo, Ball 37, lo statunitense ha sparato 24 ace, Vermiglio 14. Ma gli unici numeri che contano sono le percentuali d'attacco delle rispettive squadre: Treviso 56.1, Modena 53.4.
Schiacciatori "esperti": Papi-Cantagalli
Sono le certezze delle due squadre, senza di loro Sisley e Kerakoll non possono stare, pena il decadimento di tanti equilibri e altrettante certezze. Quest'anno Bazooka doveva fare il settimo e non è uscito mai dal campo: 387 punti (in 117 set) con il 50.2% in ricezione; il capitano di Treviso quadra la ricezione dei suoi (63.7%). Le percentuali d'attacco sono pressoché uguali: 52.5 per Cantagalli, 51.9 per Papi. Così come la propensione a sacrificarsi, in area di ricezione coperta e in palloni difficili e delicati da schiacciare.
I centrali "immagine": Fei-Giani
C'è una specie di passaggio di consegne in questa sfida. Per quel che sta facendo e quel che promette di fare Fei può diventare il Giani dei prossimi anni. Con la benedizione del rivale. Da mercoledì saranno dirimpettai al centro della rete. Con i numeri che premiano il più giovane trevigiano: 93 muri contro 65, 66.6 in attacco contro 60.6 e in più la miglior media ace/set di tutto il campionato, 0.4, frutto di 46 battute punto. Ma i numeri non sono tutto. Giani è lontano dal suo top, domenica in gara-5 di semifinale con Macerata ha fatto solo 6 punti, ma uno, il muro nel finale di quarto set, è stato decisivo. Non per caso.
I martelloni russi: Dineikin-Iakovlev
Nel loro ruolo sono (con Miljkovic) i più forti del mondo. Su di loro saranno fissi gli occhi di tutti. Saranno loro ad attaccare la maggior parte dei palloni giocati. E in più c'è una rivalità in chiave nazionale, dove Iakovlev è titolare e Dineikin non è nemmeno convocato. Il modenese ha realizzato 632 punti, il trevigiano 533, con percentuali leggermente a vantaggio del secondo: 55.3 contro 53.2. Il che significa che Iakovlev attacca molto di più di Dineikin. Il quale (ex Parma) contro il pubblico di Modena solitamente si esalta, incurante, e anzi divertito dalle valanghe di improperi.
Gli schiacciatori "emergenti": Cisolla-Dante
Sono entrambi alla loro prima finale da titolari. E sono considerati martelli di banda più d'attacco che non di fondamentali di seconda linea, anche se poi il brasiliano di Modena viaggia al 59.1 in ricezione. Ciso schiaccia con 52.9% di positività contro il 47.6 del rivale. Ma le cifre contano poco, i due hanno una caratteristica comune: se partono forte poi è quasi impossibile fermarli.
I centrali "muratori": Tencati-Bovolenta
Bella sfida: 69 muri Bovo, 71 Tenca. Il trevigiano ha soffiato il posto in nazionale al modenese. Dopo un lungo infortunio Tencati è finalmente vicino alla forma migliore. Bovolenta in gara-5 di semifinale con Macerata ha fatto 13 punti (73%) chiudendo praticamente da solo il terzo set. Sarà un gran duello.
I liberi: Farina-Pippi
Nel loro ruolo (con Sorcinelli), sono il meglio sulla piazza. Il trevigiano forse più redditizio in difesa, il modenese più forte in ricezione (62.7% contro 59.3). Pippi è in nazionale, Farina no. Logico che nel confronto diretto sotto gli occhi di tutti il Faio vorrebbe dimostrare di valere almeno quanto il rivale. Possibile, anche se dovrà dare il suo meglio: con Macerata Pippi è stato semplicemente eccezionale, non tanto per gli interventi acrobatici e le difese impossibili, né per le percentuali di ricezione, quanto per la capacità , disarmante, di rendere inoffensive le battute di Miljkovic, Wijsmans e Nalbert. Con Papi, Dineikin e, soprattutto, Fei, sarà altrettanto dura.
Aggiungo alcune considerazioni:
1) Non e' vero che "gli unici numeri che contano sono le percentuali d'attacco delle rispettive squadre", contano eccome anche muri, ace, difese, attacchi di seconda intenzione, ma soprattutto il rapporto fra attacchi positivi e percentuale di ricezione, e casomai, conta la percentuale di primi tempi..... ma qui si va a finire troppo sul tecnico, scusate la divagazione professionale, ma non sopporto le inesattezze.... meglio se si evitavano questo commento
2) Credo che in giornata buona Papi e Fei siano superiori a Giani e Cantagalli (anche se si parla di due mostri sacri del volley, giu' il cappello

), e hanno gia' entrambi moltissima esperienza; forse i modenesi sono un po' piu' costanti.
3) I due liberi non "sono il meglio sulla piazza" (non dimentichiamoci di Corsano, di Cecchin, il libero di Ferrara, per cui io stravedo, e anche di Latelli di Piacenza, oltreche' di Sorcinelli).