Federico ha scritto:TRENK -5,5 @1.82 TOTOSI.. non ho altri book e quindi non so se c'è di meglio.. comunque questo è un furto con destrezza

Infante rotto, vabbè ormai me la tengo
REGGIO. ’N éter. Traduciamo per i non reggiani: un altro. Traduciamo anche per McGowan: another. Nicolò Melli prima, Luca Infante adesso: i lunghi van giù come i birilli del bowling, il lazzaretto reggiano mette fuori il cartello di esaurito. Sotto il ferro ricurvo che svetta a tre metri e cinque dovranno ora spiegazzarsi i grembiulini azzurri di Ancellotti e Campani. Vero, quello della Trenkwalder è l’asilo più bello del mondo ma sempre di asilo si tratta: il sopracitato bestione d’oltre oceano è atteso da un lavoretto di tutto riposo: caricarsi la squadra sulle spalle.
Apriamo subito il cartoccio del crudo: il ginocchio destro di Infante ha fatto crac, pare il Mibtel negli ultimi sei mesi. Nel match di Coppa col Vanoli, giusto una settimana fa, il guerriero pareva a proprio agio (dopo quel mese di pit-stop coatto) nelle discese ardite da rimbalzo. Invece una maledetta volta è venuto giù con la gamba stenca, ha dovuto tornare a Reggio facendo il passo dell’oca. Poveretto, come Totò quando imitava Pinocchio.
Il dolore, il gonfiore: ieri gli aiutanti di sanità biancorossi sono andati a guardare - dentro l’anomala anguria che pulsava al culmine della gamba destra del guerriero e vi han trovato il plastico di Caporetto: frattura traumatica acuta della cartilagine, recita l’impietoso dispaccio dei medici Rocchi e Camurri. Peggio ancora il bollettino: intervento chirurgico indispensabile, tre mesi di tempo per la ripresa agonistica.
I dottori della Trenk specificano che questo infortunio nulla ha a che vedere con le precedenti sofferenze della torre di Scafati ma lo scenario non cambia. Amen, Luca Infante sarà pronto per il Gnaker ma il suo campionato, verosimilmente, finisce qui. L’azzurro lamentava problemi alle ginocchia sin dall’alba della stagione, per quelle ginocchia aveva dovuto rallentare - sì, anche fermarsi - in una salita senza fine al calvario. Infante non stava bene già dal primo giorno di lavoro agli ordini di Gnappo Marcelleti, ma la pur (e giustamente) ambiziosa Trenkwalder lo ha sempre lasciato senza una stampella che non fosse di legno giovane. Forse troppo giovane per puntare al bersaglio grosso.
Ancellotti è bravo e denota discreti zebedei; Campani, beh, questo dal calvario è appena disceso; dopo un mesetto di villeggiatura. Il tutto mentre Chris Heinrich riceveva un raus inusitato, veniva spedito fuori dal recinto della prima squadra, estromesso dal gruppo con un messaggio subliminale che ci sentiamo di tradurre in questo modo: «
Héi crucco, trovati un’altra squadra. Togliti dai ****, auf wiedersehen».
Intanto s’era appena dissolta dal parquet del PalaBigi l’ormai goffissima ombra di quel boiler di fabbricazione bulgara - Vasco Evtimov - che venne preferito al più scolastico ma fedele Heinrich nella partita di Jesi. E fu un operoso coproduttore di quello scempio di partita.
La gestione dei lunghi, in casa Trenkwalder, continua ad apparire incomprensibile, aggrovigliata, umorale. Probabilmente
si è proceduto ad minchiam e la fredda logica, adesso, presenta il suo conto. Mica si può richiamare Heinrich, Infante è fuori, Melli lo è ancora. E il mercato riaprirà una finestra soltanto il 26 marzo. Speriamo che la Trenk non esca nel frattempo dalla porta del campionato con i piedi in avanti.