F.A.Q del satellite
Inviato: 24/09/2002 - 23:14
Ho trovato su Internet questa F.A.Q del Satellite può essere molto utile per saperne di più
1 La qualità della tv via satellite è migliore di quella della tv terrestre?
Sì, senza dubbio. Nel caso della tv analogica, il segnale che arriva dai satelliti non subisce le interferenze tipiche della tradizionale trasmissione terrestre. Le antenne terrestri possono ricevere segnali provenienti da trasmettitori diversi, che spesso si disturbano a vicenda, generando immagini doppie, disturbi, perdite di colore ed altri spiacevoli effetti. La parabola invece è estremamente selettiva: riceve solo il segnale trasmesso dal satellite verso la quale è puntata, un segnale che, se ricevuto in modo ottimale, appare privo di qualsiasi disturbo o interferenza. I segnali, inoltre, sono modulati in frequenza (anziché in ampiezza, come nelle trasmissioni terrestri), per offrire immagini di altissimo livello di definizione e dettaglio. Vi è praticamente la stessa differenza qualitativa che c’è tra una radio trasmessa in onde medie ed una trasmessa in FM.
2 Perché anche la qualità audio è nettamente migliore?
Perché viene trasmesso con dei sistemi più avanzati e con segnali "discreti" (il canale destro e quello sinistro viaggiano su portanti indipendenti l’una dall’altra). La maggior parte dei canali televisivi via satellite trasmette con audio stereofonico di altissima qualità , degno dei migliori impianti hi-fi, caratterizzato da un bassissimo livello di rumore.
In alcuni casi, l’audio è addirittura digitale, con la stessa qualità di un compact disc.
3 Se installo una parabola, quindi, posso anche fare a meno dell’antenna tradizionale?
No. La parabola, e quindi l’impianto di ricezione via satellite, è in grado di ricevere solo i segnali trasmessi dai satelliti. Ovviamente molte tv locali non trasmettono ancora via satellite, ma sfruttano i ripetitori terrestri. Per poterle ricevere, quindi, sarà comunque necessaria la vecchia antenna terrestre.
4 Quali componenti servono per ricevere la tv via satellite?
E’ necessario un impianto composto da vari elementi. Il più evidente è la parabola: un disco di alluminio o di materiale sintetico che capta i segnali provenienti dai satelliti e li riflette, concentrandoli, sul convertitore (detto anche LNB, ovvero Low Noise Block converter, blocco di conversione a basso rumore).
Questo secondo elemento si occupa di amplificare il segnale ricevuto e di convertirlo ad una frequenza più bassa, in modo tale da poterlo trasferire, attraverso un cavo, al ricevitore. Il ricevitore è l’apparecchio che, collegato al televisore, vi consentirà di sintonizzare e memorizzare, con il suo telecomando, i diversi canali ricevuti e di visualizzarli sulla tv o di trasferirli ad un videoregistratore.
5 Che differenza c’è tra un impianto fisso e un motorizzato?
L’impianto fisso può essere puntato su una sola posizione satellitare. Alcuni operatori, come Astra e Eutelsat, dispongono di flotte di satelliti posizionati su una stessa posizione orbitale, a poca distanza l’uno dall’altro. La flotta Hot Bird di Eutelsat, ad esempio, è composta attualmente da 5 satelliti collocati-locati sui 13 gradi Est, che vengono "visti" dalla parabola come un solo satellite, consentendo la ricezione di centinaia di canali con un sistema a puntamento fisso.
Un impianto motorizzato consente invece di spostare la parabola, direttamente dal telecomando, in modo da poter puntare tutti i satelliti visibili.
Esistono anche altre alternative, come i sistemi Dual Feed (in grado di ricevere due posizioni satellitari differenti con una stessa parabola a puntamento fisso, ad esempio Astra ed Eutelsat) e le motorizzazioni lineari (in grado di spostare la parabola su un arco più limitato, rispetto ai sistemi motorizzati completi, ma capaci di ricevere circa 8 diverse posizioni satellitari).
6 Come è possibile ricevere con una parabola fissa i segnali di un satellite in movimento?
I satelliti per le telecomunicazioni appartengono alla categoria dei "satelliti geostazionari": questo significa che il loro movimento segue, con estrema precisione, la rotazione del nostro pianeta.
Posizionati a 36.000 chilometri di altezza, i satelliti geostazionari si muovono alla stessa velocità della Terra, rispetto alla quale, quindi, appaiono fissi.
7 In che fascia di prezzo si posiziona un impianto fisso?
Dipende dalla dimensione della parabola e dalla qualità dei diversi componenti. In media, i prezzi per un kit completo (parabola da 85 cm. di diametro, convertitore e ricevitore analogico stereo) vanno dai 125 Euro (per i modelli più semplici) ai 500 Euro (per i sistemi più complessi, dotati magari di ricevitore con decodificatore integrato o di altri optional).
8 Quanto costa, invece, un impianto motorizzato?
Anche in questo caso, i prezzi oscillano a seconda della configurazione e del tipo di motorizzazione.
Per gli impianti motorizzati tradizionali, al prezzo della parabola va aggiunto il costo di alcuni accessori supplementari, come il montaggio polare (un tipo di montante che consente al disco di seguire, nel suo movimento, l’andamento ad arco della fascia d’orizzonte sulla quale sono collocati i satelliti), l’attuatore (il braccio meccanico che spinge materialmente la parabola, spostandola da una posizione all’altra) e del ricevitore con posizionatore integrato. La cifra da spendere, in questo caso, oscilla dai 350 Euro ad oltre 1.000 Euro.
9 E’ possibile trasformare un impianto fisso in un sistema motorizzato?
Sì. Per non spendere cifre esorbitanti, si possono utilizzare, in questo caso, i sistemi di motorizzazione più economici (come i motori lineari) che si adattano facilmente alle parabole di piccole dimensioni (fino a 100 cm. di diametro).
In questo caso, la spesa supplementare va dalle 300.000 alle 600.000 lire.
10 Quanti canali in più si possono ricevere con un impianto motorizzato?
Questo dipende da vari fattori, come la dimensione della parabola, l’escursione che questa riesce a compiere, e la visibilità dell’orizzonte alle estremità dell’arco. Anche se la maggior parte delle emittenti europee è concentrata sui satelliti Astra e Hot Bird, esistono decine di altri canali diffusi da operatori differenti, oltre a segnali "di servizio" che sfruttano le capacità dei diversi satelliti intercontinentali.
Con un impianto motorizzato di buona qualità , è possibile arrivare a ricevere diverse centinaia di canali.
11 Di che dimensione deve essere l’antenna parabolica?
Dipende dalla località nella quale si intende installare l’impianto e dal satellite (o dai satelliti) che si desidera ricevere. Il fascio di copertura della maggior parte dei satelliti europei è puntato verso le zone centrali del continente. Man mano che ci si sposta verso le zone più esterne, il segnale si fa più debole, ed è pertanto necessaria una parabola di dimensioni maggiori. Per fare un esempio, per ricevere i satelliti Astra in Italia sono necessarie parabole da 60-80 cm. di diametro al Nord, 90-120 cm. al Centro e 150-180 cm. al Sud della penisola. I satelliti delle generazioni più recenti (come gli Hot Bird di Eutelsat) offrono una copertura più uniforme di tutto il continente, garantendo un buon livello di ricezione con una parabola da 75 cm. su tutto il territorio nazionale. Altri satelliti illuminano, con il loro segnale, solo una zona limitata del continente (come i Thor norvegesi, il cui fascio di copertura è concentrato sulla penisola scandinava). In questo caso, una parabola da almeno 180 cm. di diametro è essenziale.
12 Posso montarmi l’impianto da solo?
Anche se l’installazione di un sistema di ricezione via satellite non è molto difficile (almeno per i sistemi a puntamento fisso), è preferibile ad un tecnico specializzato, abilitato al rilascio della necessaria certificazione specificata dalle legge 46/90 (sicurezza degli apparati radioelettrici).
I sistemi motorizzati sono decisamente più complessi, in quanto richiedono delle procedure di installazione, puntamento ed ottimizzazione estremamente delicati.
13 Posso utilizzare il mio balcone per installare la parabola?
Sì, a patto di avere l’orizzonte verso Sud sgombro da ostacoli. La parabola deve avere la possibilità di "vedere" il satellite, che è collocato sulla fascia equatoriale a 36.000 chilometri di altezza. Sulla traiettoria della parabola non devono quindi esserci alberi, palazzi o altri elementi che possano oscurare la visibilità .
14 Posso utilizzare il terrazzo condominiale, in alternativa?
Sì, senza problemi: la legge italiana sancisce il diritto individuale di installare "aerei atti alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive" sugli spazi comuni del proprio condominio. Le parabole, in questo, sono equiparate alle comuni antenne terrestri.
15 L’amministrazione del condominio può vietarmi di installare la parabola?
No, a meno che tale divieto non sia espressamente inserito in un regolamento condominiale di tipo contrattuale (firmato ed accettato all’atto dell’acquisto dell’appartamento).
Il diritto di installare un’antenna è sancito dalla Costituzione Italiana ed è stato più volte ribadito sia nella legislazione ordinaria che in varie sentenze della Corte di Cassazione.
16 Posso montare una parabola all’interno di un’abitazione?
No. Seppure sia possibile, a patto di avere comunque la visibilità dell’orizzonte verso Sud attraverso una finestra, bisogna tenere presenti alcune controindicazioni.
Al di là di quelle pratiche (una parabola è pur sempre un oggetto di dimensioni rilevanti), vi sono ragioni tecniche: per fare un esempio, il vetro delle finestre contiene una certa percentuale di piombo, elemento che attenuerebbe notevolmente il livello di segnale ricevibile.
17 Devo cambiare il televisore per ricevere la tv via satellite?
No, qualsiasi televisore può essere collegato ad un ricevitore sat. Per poter apprezzare appieno la differenza qualitativa con la tv tradizionale, è comunque consigliabile collegare il ricevitore al televisore attraverso la presa Scart (un connettore standard presente su tutti i televisori da una decina di anni a questa parte). In alternativa, se il vostro televisore non fosse dotato di ingressi Scart, potreste utilizzare l’uscita modulata in UHF del ricevitore: in questo caso il segnale proveniente dal ricevitore, verrà visualizzato su uno dei canali della banda UHF ricevuti dal televisore (solitamente selezionabile tra i canali 30 e 39 della banda).
18 Posso ricevere anche il Televideo dei canali via satellite?
Sì. Se il televisore collegato al ricevitore è dotato della funzione Teletext, basterà selezionarla dopo aver sintonizzato sul ricevitore il canale sat desiderato. Quasi tutti i canali televisivi ricevibili via satellite sono dotati di un proprio Televideo.
19 Posso videoregistrare i programmi ricevuti via satellite?
Certamente. La maggior parte dei ricevitori è dotata di un’uscita Scart collegabile direttamente a qualsiasi videoregistratore domestico. Anche in questo caso, se il proprio videoregistratore non fosse dotato di ingresso Scart, è possibile collegarlo al ricevitore tramite il cavo UHF.
20 E’ possibile ricevere anche le emittenti a pagamento?
Sì. Tutti i canali a pagamento utilizzano dei sistemi di codifica che richiedono l’utilizzo di un decodificatore, collegabile al ricevitore attraverso un apposito cavo. Esistono comunque ricevitori con decoder integrato. Alcuni sistemi di codifica richiedono inoltre l’utilizzo di un’apposita tessera d’abbonamento (Smart Card) da inserire nel decoder. E’ comunque necessario sottolineare che molte pay tv sono dedicate a particolari bacini d’utenza (i canali della Sky Tv, ad esempio, sono riservati ai residenti nella Gran Bretagna), e che pertanto non è possibile ottenere un abbonamento ufficiale.
21 La parabola è assimilabile ad un’antenna tv tradizionale?
No: la parabola è, in realtà , un riflettore. Il suo compito, a differenza delle tradizionali antenne per la ricezione della tv terrestre, è quello di riflettere, grazie alla sua particolare forma, i segnali radioelettrici trasmessi dai satelliti. Questi segnali vengono convogliati in un punto detto "fuoco", in corrispondenza del quale si installa il blocco illuminatore/convertitore.
22 Quanto deve essere grande la parabola?
Questo dipende da vari fattori: se si desidera ricevere un solo satellite (o un gruppo di satelliti collocati sulla stessa posizione orbitale) di potenza elevata (ad esempio gli Hot Bird di Eutelsat), la dimensione della parabola dovrà essere di almeno 75 cm. di diametro (questo per garantire un buon margine nel livello del segnale ricevuto, in modo da non avere problemi anche in caso di forti perturbazioni metoreologiche). Per la ricezione dei satelliti Astra, la dimensione della parabola varia in base alla propria posizione geografica: tra i 60/80 cm. di diametro (al Nord) e i 150 cm., o anche di più (al Sud). Per parabole dedicate alla ricezione multisatellitare (parliamo quindi di impianti motorizzati), è preferibile scegliere parabole di dimensioni maggiori (non tutti i satelliti sono potenti come Astra: in orbita ne esistono ancora diversi appartenenti alla vecchia generazione, di scarsa potenza, oltre a satelliti il cui segnale non arriva con sufficiente potenza sulla nostra penisola). La regola generale, comunque, è semplice: più grande è la parabola, migliori saranno le prestazioni dell’impianto.
23 Quanti tipi di parabole esistono e quali sono le loro differenze?
Possiamo riassumerli in cinque categorie, ognuna delle quali ha i suoi pregi e i suoi difetti. Le più diffuse sono quelle a fuoco primario (prime focus) e quelle offset.
Esistono altre tipologie, meno diffuse (ma non per questo meno efficaci) come le parabole a doppio riflettore chiamate cassegrain e gregoriane e infine quelle a tecnologia microstrip chiamate antenne piatte.
24 Quali differenze ci sono tra una parabola prime focus ed una offset?
Nelle prime focus, il fuoco coincide con il centro esatto della parabola, la cui forma è perfettamente circolare. Nelle parabole offset, di forma più allungata (quasi ovoidale), il fuoco è spostato rispetto al centro del disco. A livello pratico, le differenze tra un sistema e l’altro possono essere riassunte così: nelle prime focus, i sostegni per il blocco illuminatore/convertitore creano un’ombra sulla parabola, attenuando quindi (seppure in misura contenuta) la quantità di segnale da essa riflesso. Nelle offset invece i sostegni sono posti al di fuori della traiettoria del fascio di segnale che investe il disco. A parità di dimensioni quindi, le parabole offset offrono un rendimento superiore rispetto a quelle prime focus e con l’ulteriore vantaggio che il montaggio più verticale facilita lo smaltimento dell’eventuale neve accumulata, problema particolarmente sentito nel centro e nord Europa.
25 Quindi le parabole offset sono migliori di quelle prime focus?
Non esattamente: questo discorso vale soprattutto per le parabole di dimensioni contenute (in linea di massima fino a 120 cm.). Nelle parabole di dimensioni superiori, la quantità di ombra proiettata sul disco dai sostegni del convertitore diventa irrilevante rispetto alla superficie riflettente. Riassumendo, se si intende installare un disco di dimensioni inferiori ai 120 cm., è preferibile sceglierlo di tipo offset, mentre per i diametri maggiori si può utilizzare indifferentemente sia il tipo a fuoco primario che quello offset.
26 E’ vero che le parabole "piatte" non possono essere utilizzate in Italia?
Non è esatto: le parabole piatte erano state progettate per la ricezione di segnali di alta potenza, come quelli dei satelliti DBS (Direct Broadcasting Satellite, un tipo di satelliti dotati di pochi transponder con potenza elevatissima).
Alcuni modelli sono stati poi adattati per poter ricevere anche i segnali di Hot Bird e di altri satelliti ad alta potenza, ma il loro costo (piuttosto elevato) e il loro rendimento (paragonabile, per una parabola piatta da 40 cm. di lato, a quello di una parabola offset da 60 cm.) sono tali da sconsigliarne l’uso, in particolare in quelle zone del nostro Paese non raggiunte da un livello di segnale sufficientemente potente.
27 In cosa sono differenti le altre parabole, ovvero le Cassegrain e le Gregoriane?
Le Cassegrain sono parabole a fuoco primario che utilizzano un sistema di doppia riflessione: in corrispondenza del fuoco della parabola, viene posto un secondo parabolino, di dimensioni ovviamente molto contenute, che riflette e concentra a sua volta i segnali su un fuoco posto sul retro della parabola principale. Questo tipo di parabole è utilizzato soprattutto a livello professionale, negli impianti di grandi dimensioni. Le parabole Gregoriane sono una diretta derivazione delle Cassegrain, ma sono di tipo offset: anche in questo caso, quindi, grazie alla loro forma si ottiene il vantaggio di non creare ombre sul riflettore principale.
Il rendimento di un sistema a doppia riflessione, inoltre, è superiore a quello di una parabola tradizionale. Quindi le antenne gregoriane offrono, a parità di diametro con quelle tradizionali, una maggiore quantità di segnale.
28 Cosa si intende per "efficienza" di un’antenna parabolica?
E’ il valore riferito alla percentuale di segnale effettivamente riflettuto dalla parabola sul convertitore. Una parabola ideale, ovviamente, dovrebbe avere un’efficienza pari al 100%. Purtroppo le parabole "ideali" non esistono: ci sono molti elementi che inevitabilmente attenuano il segnale, prima che questo venga riflesso dal disco. I più evidenti possono essere delle piccole imperfezioni del disco: anche una ammaccatura, per quanto piccola, può contribuire a diminuire l’efficienza della parabola. Altre perdite di efficienza possono essere dovute al fatto che il segnale, anziché venir riflesso, può venire assorbito dal disco, seppur in minima parte. Anche il blocco illuminatore/convertitore può incidere negativamente sull’efficienza complessiva del sistema: se questi elementi non coincidono esattamente con il fuoco della parabola, ad esempio, avremo un’ulteriore diminuzione del segnale. In linea di massima, una buona parabola ha un’efficienza che si aggira intorno al 75%.
29 Cosa si intende per "guadagno" di una parabola?
Si tratta del valore relativo al livello di amplificazione del segnale ricevuto dalla parabola. Viene espresso in decibel ed è legato sia alla dimensione del disco (maggiori dimensioni, maggior guadagno) che alla effettiva efficienza della parabola.
30 Con quale materiale deve essere costruita una parabola?
E’ possibile utilizzare sia materiali metallici (l’alluminio è il più diffuso) che materiali sintetici (come la fibra di vetro). Le parabole in alluminio sono più semplici da realizzare: un foglio di metallo viene appoggiato su un apposito calco e spinto da una pressa fino ad assumere la forma desiderata. La facilità di realizzazione incide ovviamente sul costo finale, ormai molto contenuto per le parabole in alluminio.
Le antenne in materiale sintetico sono più difficili da realizzare: alla fibra di vetro, ad esempio, deve essere applicata una sottostruttura metallica reticolare, che costituirà l’elemento riflettente vero e proprio. A fronte di questo processo più complesso si ottengono però altri vantaggi: una maggiore solidità della parabola, prima di tutto, molto più difficile da "ammaccare" durante il trasporto e il montaggio, ed una minore sensibilità agli agenti climatici.
31 A cosa serve l’illuminatore, o feed, in una parabola?
E’ l’elemento che viene posto in corrispondenza del fuoco della parabola, e che serve a convogliare i segnali radioelettrici riflessi da quest’ultima verso il convertitore. Spesso sottovalutato, il "feed" ha in realtà una grande importanza: un illuminatore di bassa qualità , o un modello inadeguato alla forma della parabola, può introdurre nel segnale ricevuto una considerevole quantità di rumore, attenuandone quindi la qualità .
32 Posso utilizzare un illuminatore qualsiasi per la mia parabola o è necessario un modello specifico?
No, è preferibile adottare un illuminatore specifico, le cui caratteristiche variano in base al tipo e alla dimensione della parabola. Ad esempio, un illuminatore progettato per parabole offset di piccole o medie dimensioni, si rivelerà inadeguato su parabole prime focus. Viceversa, un illuminatore studiato per un’antenna a fuoco primario, non sarà in grado di convogliare al convertitore una giusta quantità di segnale, rispetto ad un modello specifico per il tipo di parabola che si utilizza. Vi sono inoltre differenze sostanziali anche tra gli illuminatori destinati alla ricezione della banda C e quelli dedicati invece alla ricezione della banda Ku.
33 Quali funzioni assolve il polarizzatore in ricezione?
I segnali radioelettrici trasmessi dai satelliti vengono diffusi con due differenti andamenti: lineari (verticale ed orizzontale, utilizzati dai satelliti come Astra ed Eutelsat) o circolari (destrorso e sinistrorso, utilizzati dai satelliti DBS come il Sirius 1 svedese o il TV Sat tedesco). Il polarizzatore ha il compito di discriminare questi segnali, per consentire al convertitore di riceverli al meglio, senza che questi interferiscano tra di loro. In mancanza del polarotor, infatti, un convertitore riceverebbe entrambe le polarità contemporaneamente, o una sola delle due polarità , a seconda di come è stato installato.
34 Quanti tipi di polarizzatori esistono?
Essenzialmente ce ne sono di due tipi: magnetici e meccanici. Esiste anche un terzo sistema, quello adottato nei convertitori di tipo Dual Pole (LNB a doppia polarità , selezionabile con la commutazione elettrica da 13 a 18 Volts) e in quelli Universali. Nei polarotor meccanici un dipolo metallico ruota meccanicamente per selezionare una delle due polarità . In quelli magnetici, ormai molto diffusi grazie al loro costo contenuto, la polarità viene discriminata attraverso l’utilizzo di un campo magnetico. Esistono inoltre dei polarotor in grado di gestire sia le polarizzazioni lineari che quelli circolari: sono in tutto simili ai precedenti, ma hanno in più una lamina in materiale plastico che, di fatto, converte i segnali circolari in lineari.
35 Se ho un polarotor lineare posso ricevere i segnali con polarizzazione circolare?
Si, ma non sarà possibile discriminare quelli destrorsi da quelli sinistrorsi. Il segnale comunque raggiungerà il convertitore e il ricevitore indipendentemente da questo.
36 E’ vero che i polarotor lineari e circolari hanno un rendimento inferiore rispetto a quelli solo lineari?
Nei polarizzatori "a 4 polarità " c’è effettivamente una maggiore perdita di segnale, dovuta proprio alla presenza della lamina dielettrica all’interno del cono che permette di discriminare le polarità circolari destrorsa e sinistrorsa.
37 A cosa serve e come funziona il convertitore in un impianto?
Il convertitore, o meglio, l’LNB (acronimo di Low Noise Block converter, ovvero blocco di conversione a basso rumore) è lo strumento sul quale vengono focalizzati i segnali riflessi dalla parabola. Il suo compito è quello di amplificarli e di convertirli a frequenze più basse, dai 10GHz circa a 1-2GHz, in modo da consentire poi il loro trasferimento, attraverso il cavo coassiale, al ricevitore domestico.
38 Quanti tipi di convertitori esistono?
Attualmente i più diffusi sono quelli di tipo "Universale", ovvero LNB studiati per la ricezione sia della tv analogica che di quella digitale.
Si tratta di convertitori in grado di ricevere entrambe le polarità lineari (orizzontale e verticale), selezionandole con la tensione di alimentazione inviata dal ricevitore, e l’intera gamma Ku (da 10.700 a 12.750 GHz), utilizzando il tono a 22 KHz per passare dalla fascia bassa (10.7-11.8 GHz) a quella alta (11.8 - 12.75 GHz). Sono estremamente semplici, e vengono costruiti in grandi numeri.
Il costo, di conseguenza, è molto contenuto. Tali convertitori vengono inclusi, normalmente, nei kit completi.
Alla precedente generazione, ormai meno diffusa, appartengono gli LNB monobanda. Ne esistono di quattro tipi, ognuno destinato ad una particolare banda di ricezione: FSS (da 10.7 a 11.8 GHz), DBS (11.7 - 12.5 GHz), SMS (12.5 - 12.75 GHz) e banda C (3.9 - 4.2 GHz).
Esistono inoltre convertitori multibanda di tipo non Universale: si tratta di convertitori privi di illuminatore e polarizzatore, utilizzati ormai quasi solo in impianti particolari, in grado di coprire tutta la gamma di frequenza della banda Ku (da 10.7 a 12.75 GHz) con la commutazione di banda attuata con il cambio di tensione (13/18 Volts)
39 Cos’è la banda C? Che differenze ci sono con la banda Ku?
Mentre la stragrande maggioranza dei satelliti europei trasmette nella fascia di frequenze denominata Ku, che va da 10.700 a 12.750 GHz (suddivisa a sua volta in tre fasce: FSS, da 10.7 a 11.7, DBS, da 11.7 a 12.5, ed SMS, da 12.5 a 12.75 GHz), alcuni satelliti (come ad esempio gli Intelsat), utilizzano anche una gamma di frequenze più bassa, la banda C (da 3.7 a 4.2 GHz). Il vantaggio offerto da questa gamma è quello di garantire, con la stessa potenza di trasmissione, una propagazione del segnale su un territorio più vasto (un segnale in banda C può coprire ad esempio l’intero continente africano), anche se il livello di segnale a terra risulterà complessivamente più debole (e, di conseguenza, saranno necessarie parabole di dimensioni maggiori per riceverlo). Per ricevere la banda C è necessario un apposito convertitore, differente da quelli utilizzati per la banda Ku.
40 Cosa si intende per figura di rumore di un convertitore?
Nel processo di amplificazione di un segnale, l’LNB introduce inevitabilmente una certa quantità di rumore, che in termini pratici si traduce in disturbo (visibile sulle immagini come un alternarsi di puntini bianchi e neri, più o meno fitti). Con la figura di rumore si quantifica, in decibel, il livello di questo rumore: minore è questo valore, maggiore sarà quindi la sensibilità del convertitore. Un "buon" convertitore è caratterizzato da una figura di rumore inferiore al valore di 1.0 dB. I modelli più recenti di LNB sono ormai arrivati ad una figura di rumore bassissima, addirittura inferiore agli 0.6 dB. Per fare un paragone, i primi convertitori della Marconi (realizzati appena 8 anni or sono) avevano una figura di rumore di 1.8 dB.
1 La qualità della tv via satellite è migliore di quella della tv terrestre?
Sì, senza dubbio. Nel caso della tv analogica, il segnale che arriva dai satelliti non subisce le interferenze tipiche della tradizionale trasmissione terrestre. Le antenne terrestri possono ricevere segnali provenienti da trasmettitori diversi, che spesso si disturbano a vicenda, generando immagini doppie, disturbi, perdite di colore ed altri spiacevoli effetti. La parabola invece è estremamente selettiva: riceve solo il segnale trasmesso dal satellite verso la quale è puntata, un segnale che, se ricevuto in modo ottimale, appare privo di qualsiasi disturbo o interferenza. I segnali, inoltre, sono modulati in frequenza (anziché in ampiezza, come nelle trasmissioni terrestri), per offrire immagini di altissimo livello di definizione e dettaglio. Vi è praticamente la stessa differenza qualitativa che c’è tra una radio trasmessa in onde medie ed una trasmessa in FM.
2 Perché anche la qualità audio è nettamente migliore?
Perché viene trasmesso con dei sistemi più avanzati e con segnali "discreti" (il canale destro e quello sinistro viaggiano su portanti indipendenti l’una dall’altra). La maggior parte dei canali televisivi via satellite trasmette con audio stereofonico di altissima qualità , degno dei migliori impianti hi-fi, caratterizzato da un bassissimo livello di rumore.
In alcuni casi, l’audio è addirittura digitale, con la stessa qualità di un compact disc.
3 Se installo una parabola, quindi, posso anche fare a meno dell’antenna tradizionale?
No. La parabola, e quindi l’impianto di ricezione via satellite, è in grado di ricevere solo i segnali trasmessi dai satelliti. Ovviamente molte tv locali non trasmettono ancora via satellite, ma sfruttano i ripetitori terrestri. Per poterle ricevere, quindi, sarà comunque necessaria la vecchia antenna terrestre.
4 Quali componenti servono per ricevere la tv via satellite?
E’ necessario un impianto composto da vari elementi. Il più evidente è la parabola: un disco di alluminio o di materiale sintetico che capta i segnali provenienti dai satelliti e li riflette, concentrandoli, sul convertitore (detto anche LNB, ovvero Low Noise Block converter, blocco di conversione a basso rumore).
Questo secondo elemento si occupa di amplificare il segnale ricevuto e di convertirlo ad una frequenza più bassa, in modo tale da poterlo trasferire, attraverso un cavo, al ricevitore. Il ricevitore è l’apparecchio che, collegato al televisore, vi consentirà di sintonizzare e memorizzare, con il suo telecomando, i diversi canali ricevuti e di visualizzarli sulla tv o di trasferirli ad un videoregistratore.
5 Che differenza c’è tra un impianto fisso e un motorizzato?
L’impianto fisso può essere puntato su una sola posizione satellitare. Alcuni operatori, come Astra e Eutelsat, dispongono di flotte di satelliti posizionati su una stessa posizione orbitale, a poca distanza l’uno dall’altro. La flotta Hot Bird di Eutelsat, ad esempio, è composta attualmente da 5 satelliti collocati-locati sui 13 gradi Est, che vengono "visti" dalla parabola come un solo satellite, consentendo la ricezione di centinaia di canali con un sistema a puntamento fisso.
Un impianto motorizzato consente invece di spostare la parabola, direttamente dal telecomando, in modo da poter puntare tutti i satelliti visibili.
Esistono anche altre alternative, come i sistemi Dual Feed (in grado di ricevere due posizioni satellitari differenti con una stessa parabola a puntamento fisso, ad esempio Astra ed Eutelsat) e le motorizzazioni lineari (in grado di spostare la parabola su un arco più limitato, rispetto ai sistemi motorizzati completi, ma capaci di ricevere circa 8 diverse posizioni satellitari).
6 Come è possibile ricevere con una parabola fissa i segnali di un satellite in movimento?
I satelliti per le telecomunicazioni appartengono alla categoria dei "satelliti geostazionari": questo significa che il loro movimento segue, con estrema precisione, la rotazione del nostro pianeta.
Posizionati a 36.000 chilometri di altezza, i satelliti geostazionari si muovono alla stessa velocità della Terra, rispetto alla quale, quindi, appaiono fissi.
7 In che fascia di prezzo si posiziona un impianto fisso?
Dipende dalla dimensione della parabola e dalla qualità dei diversi componenti. In media, i prezzi per un kit completo (parabola da 85 cm. di diametro, convertitore e ricevitore analogico stereo) vanno dai 125 Euro (per i modelli più semplici) ai 500 Euro (per i sistemi più complessi, dotati magari di ricevitore con decodificatore integrato o di altri optional).
8 Quanto costa, invece, un impianto motorizzato?
Anche in questo caso, i prezzi oscillano a seconda della configurazione e del tipo di motorizzazione.
Per gli impianti motorizzati tradizionali, al prezzo della parabola va aggiunto il costo di alcuni accessori supplementari, come il montaggio polare (un tipo di montante che consente al disco di seguire, nel suo movimento, l’andamento ad arco della fascia d’orizzonte sulla quale sono collocati i satelliti), l’attuatore (il braccio meccanico che spinge materialmente la parabola, spostandola da una posizione all’altra) e del ricevitore con posizionatore integrato. La cifra da spendere, in questo caso, oscilla dai 350 Euro ad oltre 1.000 Euro.
9 E’ possibile trasformare un impianto fisso in un sistema motorizzato?
Sì. Per non spendere cifre esorbitanti, si possono utilizzare, in questo caso, i sistemi di motorizzazione più economici (come i motori lineari) che si adattano facilmente alle parabole di piccole dimensioni (fino a 100 cm. di diametro).
In questo caso, la spesa supplementare va dalle 300.000 alle 600.000 lire.
10 Quanti canali in più si possono ricevere con un impianto motorizzato?
Questo dipende da vari fattori, come la dimensione della parabola, l’escursione che questa riesce a compiere, e la visibilità dell’orizzonte alle estremità dell’arco. Anche se la maggior parte delle emittenti europee è concentrata sui satelliti Astra e Hot Bird, esistono decine di altri canali diffusi da operatori differenti, oltre a segnali "di servizio" che sfruttano le capacità dei diversi satelliti intercontinentali.
Con un impianto motorizzato di buona qualità , è possibile arrivare a ricevere diverse centinaia di canali.
11 Di che dimensione deve essere l’antenna parabolica?
Dipende dalla località nella quale si intende installare l’impianto e dal satellite (o dai satelliti) che si desidera ricevere. Il fascio di copertura della maggior parte dei satelliti europei è puntato verso le zone centrali del continente. Man mano che ci si sposta verso le zone più esterne, il segnale si fa più debole, ed è pertanto necessaria una parabola di dimensioni maggiori. Per fare un esempio, per ricevere i satelliti Astra in Italia sono necessarie parabole da 60-80 cm. di diametro al Nord, 90-120 cm. al Centro e 150-180 cm. al Sud della penisola. I satelliti delle generazioni più recenti (come gli Hot Bird di Eutelsat) offrono una copertura più uniforme di tutto il continente, garantendo un buon livello di ricezione con una parabola da 75 cm. su tutto il territorio nazionale. Altri satelliti illuminano, con il loro segnale, solo una zona limitata del continente (come i Thor norvegesi, il cui fascio di copertura è concentrato sulla penisola scandinava). In questo caso, una parabola da almeno 180 cm. di diametro è essenziale.
12 Posso montarmi l’impianto da solo?
Anche se l’installazione di un sistema di ricezione via satellite non è molto difficile (almeno per i sistemi a puntamento fisso), è preferibile ad un tecnico specializzato, abilitato al rilascio della necessaria certificazione specificata dalle legge 46/90 (sicurezza degli apparati radioelettrici).
I sistemi motorizzati sono decisamente più complessi, in quanto richiedono delle procedure di installazione, puntamento ed ottimizzazione estremamente delicati.
13 Posso utilizzare il mio balcone per installare la parabola?
Sì, a patto di avere l’orizzonte verso Sud sgombro da ostacoli. La parabola deve avere la possibilità di "vedere" il satellite, che è collocato sulla fascia equatoriale a 36.000 chilometri di altezza. Sulla traiettoria della parabola non devono quindi esserci alberi, palazzi o altri elementi che possano oscurare la visibilità .
14 Posso utilizzare il terrazzo condominiale, in alternativa?
Sì, senza problemi: la legge italiana sancisce il diritto individuale di installare "aerei atti alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive" sugli spazi comuni del proprio condominio. Le parabole, in questo, sono equiparate alle comuni antenne terrestri.
15 L’amministrazione del condominio può vietarmi di installare la parabola?
No, a meno che tale divieto non sia espressamente inserito in un regolamento condominiale di tipo contrattuale (firmato ed accettato all’atto dell’acquisto dell’appartamento).
Il diritto di installare un’antenna è sancito dalla Costituzione Italiana ed è stato più volte ribadito sia nella legislazione ordinaria che in varie sentenze della Corte di Cassazione.
16 Posso montare una parabola all’interno di un’abitazione?
No. Seppure sia possibile, a patto di avere comunque la visibilità dell’orizzonte verso Sud attraverso una finestra, bisogna tenere presenti alcune controindicazioni.
Al di là di quelle pratiche (una parabola è pur sempre un oggetto di dimensioni rilevanti), vi sono ragioni tecniche: per fare un esempio, il vetro delle finestre contiene una certa percentuale di piombo, elemento che attenuerebbe notevolmente il livello di segnale ricevibile.
17 Devo cambiare il televisore per ricevere la tv via satellite?
No, qualsiasi televisore può essere collegato ad un ricevitore sat. Per poter apprezzare appieno la differenza qualitativa con la tv tradizionale, è comunque consigliabile collegare il ricevitore al televisore attraverso la presa Scart (un connettore standard presente su tutti i televisori da una decina di anni a questa parte). In alternativa, se il vostro televisore non fosse dotato di ingressi Scart, potreste utilizzare l’uscita modulata in UHF del ricevitore: in questo caso il segnale proveniente dal ricevitore, verrà visualizzato su uno dei canali della banda UHF ricevuti dal televisore (solitamente selezionabile tra i canali 30 e 39 della banda).
18 Posso ricevere anche il Televideo dei canali via satellite?
Sì. Se il televisore collegato al ricevitore è dotato della funzione Teletext, basterà selezionarla dopo aver sintonizzato sul ricevitore il canale sat desiderato. Quasi tutti i canali televisivi ricevibili via satellite sono dotati di un proprio Televideo.
19 Posso videoregistrare i programmi ricevuti via satellite?
Certamente. La maggior parte dei ricevitori è dotata di un’uscita Scart collegabile direttamente a qualsiasi videoregistratore domestico. Anche in questo caso, se il proprio videoregistratore non fosse dotato di ingresso Scart, è possibile collegarlo al ricevitore tramite il cavo UHF.
20 E’ possibile ricevere anche le emittenti a pagamento?
Sì. Tutti i canali a pagamento utilizzano dei sistemi di codifica che richiedono l’utilizzo di un decodificatore, collegabile al ricevitore attraverso un apposito cavo. Esistono comunque ricevitori con decoder integrato. Alcuni sistemi di codifica richiedono inoltre l’utilizzo di un’apposita tessera d’abbonamento (Smart Card) da inserire nel decoder. E’ comunque necessario sottolineare che molte pay tv sono dedicate a particolari bacini d’utenza (i canali della Sky Tv, ad esempio, sono riservati ai residenti nella Gran Bretagna), e che pertanto non è possibile ottenere un abbonamento ufficiale.
21 La parabola è assimilabile ad un’antenna tv tradizionale?
No: la parabola è, in realtà , un riflettore. Il suo compito, a differenza delle tradizionali antenne per la ricezione della tv terrestre, è quello di riflettere, grazie alla sua particolare forma, i segnali radioelettrici trasmessi dai satelliti. Questi segnali vengono convogliati in un punto detto "fuoco", in corrispondenza del quale si installa il blocco illuminatore/convertitore.
22 Quanto deve essere grande la parabola?
Questo dipende da vari fattori: se si desidera ricevere un solo satellite (o un gruppo di satelliti collocati sulla stessa posizione orbitale) di potenza elevata (ad esempio gli Hot Bird di Eutelsat), la dimensione della parabola dovrà essere di almeno 75 cm. di diametro (questo per garantire un buon margine nel livello del segnale ricevuto, in modo da non avere problemi anche in caso di forti perturbazioni metoreologiche). Per la ricezione dei satelliti Astra, la dimensione della parabola varia in base alla propria posizione geografica: tra i 60/80 cm. di diametro (al Nord) e i 150 cm., o anche di più (al Sud). Per parabole dedicate alla ricezione multisatellitare (parliamo quindi di impianti motorizzati), è preferibile scegliere parabole di dimensioni maggiori (non tutti i satelliti sono potenti come Astra: in orbita ne esistono ancora diversi appartenenti alla vecchia generazione, di scarsa potenza, oltre a satelliti il cui segnale non arriva con sufficiente potenza sulla nostra penisola). La regola generale, comunque, è semplice: più grande è la parabola, migliori saranno le prestazioni dell’impianto.
23 Quanti tipi di parabole esistono e quali sono le loro differenze?
Possiamo riassumerli in cinque categorie, ognuna delle quali ha i suoi pregi e i suoi difetti. Le più diffuse sono quelle a fuoco primario (prime focus) e quelle offset.
Esistono altre tipologie, meno diffuse (ma non per questo meno efficaci) come le parabole a doppio riflettore chiamate cassegrain e gregoriane e infine quelle a tecnologia microstrip chiamate antenne piatte.
24 Quali differenze ci sono tra una parabola prime focus ed una offset?
Nelle prime focus, il fuoco coincide con il centro esatto della parabola, la cui forma è perfettamente circolare. Nelle parabole offset, di forma più allungata (quasi ovoidale), il fuoco è spostato rispetto al centro del disco. A livello pratico, le differenze tra un sistema e l’altro possono essere riassunte così: nelle prime focus, i sostegni per il blocco illuminatore/convertitore creano un’ombra sulla parabola, attenuando quindi (seppure in misura contenuta) la quantità di segnale da essa riflesso. Nelle offset invece i sostegni sono posti al di fuori della traiettoria del fascio di segnale che investe il disco. A parità di dimensioni quindi, le parabole offset offrono un rendimento superiore rispetto a quelle prime focus e con l’ulteriore vantaggio che il montaggio più verticale facilita lo smaltimento dell’eventuale neve accumulata, problema particolarmente sentito nel centro e nord Europa.
25 Quindi le parabole offset sono migliori di quelle prime focus?
Non esattamente: questo discorso vale soprattutto per le parabole di dimensioni contenute (in linea di massima fino a 120 cm.). Nelle parabole di dimensioni superiori, la quantità di ombra proiettata sul disco dai sostegni del convertitore diventa irrilevante rispetto alla superficie riflettente. Riassumendo, se si intende installare un disco di dimensioni inferiori ai 120 cm., è preferibile sceglierlo di tipo offset, mentre per i diametri maggiori si può utilizzare indifferentemente sia il tipo a fuoco primario che quello offset.
26 E’ vero che le parabole "piatte" non possono essere utilizzate in Italia?
Non è esatto: le parabole piatte erano state progettate per la ricezione di segnali di alta potenza, come quelli dei satelliti DBS (Direct Broadcasting Satellite, un tipo di satelliti dotati di pochi transponder con potenza elevatissima).
Alcuni modelli sono stati poi adattati per poter ricevere anche i segnali di Hot Bird e di altri satelliti ad alta potenza, ma il loro costo (piuttosto elevato) e il loro rendimento (paragonabile, per una parabola piatta da 40 cm. di lato, a quello di una parabola offset da 60 cm.) sono tali da sconsigliarne l’uso, in particolare in quelle zone del nostro Paese non raggiunte da un livello di segnale sufficientemente potente.
27 In cosa sono differenti le altre parabole, ovvero le Cassegrain e le Gregoriane?
Le Cassegrain sono parabole a fuoco primario che utilizzano un sistema di doppia riflessione: in corrispondenza del fuoco della parabola, viene posto un secondo parabolino, di dimensioni ovviamente molto contenute, che riflette e concentra a sua volta i segnali su un fuoco posto sul retro della parabola principale. Questo tipo di parabole è utilizzato soprattutto a livello professionale, negli impianti di grandi dimensioni. Le parabole Gregoriane sono una diretta derivazione delle Cassegrain, ma sono di tipo offset: anche in questo caso, quindi, grazie alla loro forma si ottiene il vantaggio di non creare ombre sul riflettore principale.
Il rendimento di un sistema a doppia riflessione, inoltre, è superiore a quello di una parabola tradizionale. Quindi le antenne gregoriane offrono, a parità di diametro con quelle tradizionali, una maggiore quantità di segnale.
28 Cosa si intende per "efficienza" di un’antenna parabolica?
E’ il valore riferito alla percentuale di segnale effettivamente riflettuto dalla parabola sul convertitore. Una parabola ideale, ovviamente, dovrebbe avere un’efficienza pari al 100%. Purtroppo le parabole "ideali" non esistono: ci sono molti elementi che inevitabilmente attenuano il segnale, prima che questo venga riflesso dal disco. I più evidenti possono essere delle piccole imperfezioni del disco: anche una ammaccatura, per quanto piccola, può contribuire a diminuire l’efficienza della parabola. Altre perdite di efficienza possono essere dovute al fatto che il segnale, anziché venir riflesso, può venire assorbito dal disco, seppur in minima parte. Anche il blocco illuminatore/convertitore può incidere negativamente sull’efficienza complessiva del sistema: se questi elementi non coincidono esattamente con il fuoco della parabola, ad esempio, avremo un’ulteriore diminuzione del segnale. In linea di massima, una buona parabola ha un’efficienza che si aggira intorno al 75%.
29 Cosa si intende per "guadagno" di una parabola?
Si tratta del valore relativo al livello di amplificazione del segnale ricevuto dalla parabola. Viene espresso in decibel ed è legato sia alla dimensione del disco (maggiori dimensioni, maggior guadagno) che alla effettiva efficienza della parabola.
30 Con quale materiale deve essere costruita una parabola?
E’ possibile utilizzare sia materiali metallici (l’alluminio è il più diffuso) che materiali sintetici (come la fibra di vetro). Le parabole in alluminio sono più semplici da realizzare: un foglio di metallo viene appoggiato su un apposito calco e spinto da una pressa fino ad assumere la forma desiderata. La facilità di realizzazione incide ovviamente sul costo finale, ormai molto contenuto per le parabole in alluminio.
Le antenne in materiale sintetico sono più difficili da realizzare: alla fibra di vetro, ad esempio, deve essere applicata una sottostruttura metallica reticolare, che costituirà l’elemento riflettente vero e proprio. A fronte di questo processo più complesso si ottengono però altri vantaggi: una maggiore solidità della parabola, prima di tutto, molto più difficile da "ammaccare" durante il trasporto e il montaggio, ed una minore sensibilità agli agenti climatici.
31 A cosa serve l’illuminatore, o feed, in una parabola?
E’ l’elemento che viene posto in corrispondenza del fuoco della parabola, e che serve a convogliare i segnali radioelettrici riflessi da quest’ultima verso il convertitore. Spesso sottovalutato, il "feed" ha in realtà una grande importanza: un illuminatore di bassa qualità , o un modello inadeguato alla forma della parabola, può introdurre nel segnale ricevuto una considerevole quantità di rumore, attenuandone quindi la qualità .
32 Posso utilizzare un illuminatore qualsiasi per la mia parabola o è necessario un modello specifico?
No, è preferibile adottare un illuminatore specifico, le cui caratteristiche variano in base al tipo e alla dimensione della parabola. Ad esempio, un illuminatore progettato per parabole offset di piccole o medie dimensioni, si rivelerà inadeguato su parabole prime focus. Viceversa, un illuminatore studiato per un’antenna a fuoco primario, non sarà in grado di convogliare al convertitore una giusta quantità di segnale, rispetto ad un modello specifico per il tipo di parabola che si utilizza. Vi sono inoltre differenze sostanziali anche tra gli illuminatori destinati alla ricezione della banda C e quelli dedicati invece alla ricezione della banda Ku.
33 Quali funzioni assolve il polarizzatore in ricezione?
I segnali radioelettrici trasmessi dai satelliti vengono diffusi con due differenti andamenti: lineari (verticale ed orizzontale, utilizzati dai satelliti come Astra ed Eutelsat) o circolari (destrorso e sinistrorso, utilizzati dai satelliti DBS come il Sirius 1 svedese o il TV Sat tedesco). Il polarizzatore ha il compito di discriminare questi segnali, per consentire al convertitore di riceverli al meglio, senza che questi interferiscano tra di loro. In mancanza del polarotor, infatti, un convertitore riceverebbe entrambe le polarità contemporaneamente, o una sola delle due polarità , a seconda di come è stato installato.
34 Quanti tipi di polarizzatori esistono?
Essenzialmente ce ne sono di due tipi: magnetici e meccanici. Esiste anche un terzo sistema, quello adottato nei convertitori di tipo Dual Pole (LNB a doppia polarità , selezionabile con la commutazione elettrica da 13 a 18 Volts) e in quelli Universali. Nei polarotor meccanici un dipolo metallico ruota meccanicamente per selezionare una delle due polarità . In quelli magnetici, ormai molto diffusi grazie al loro costo contenuto, la polarità viene discriminata attraverso l’utilizzo di un campo magnetico. Esistono inoltre dei polarotor in grado di gestire sia le polarizzazioni lineari che quelli circolari: sono in tutto simili ai precedenti, ma hanno in più una lamina in materiale plastico che, di fatto, converte i segnali circolari in lineari.
35 Se ho un polarotor lineare posso ricevere i segnali con polarizzazione circolare?
Si, ma non sarà possibile discriminare quelli destrorsi da quelli sinistrorsi. Il segnale comunque raggiungerà il convertitore e il ricevitore indipendentemente da questo.
36 E’ vero che i polarotor lineari e circolari hanno un rendimento inferiore rispetto a quelli solo lineari?
Nei polarizzatori "a 4 polarità " c’è effettivamente una maggiore perdita di segnale, dovuta proprio alla presenza della lamina dielettrica all’interno del cono che permette di discriminare le polarità circolari destrorsa e sinistrorsa.
37 A cosa serve e come funziona il convertitore in un impianto?
Il convertitore, o meglio, l’LNB (acronimo di Low Noise Block converter, ovvero blocco di conversione a basso rumore) è lo strumento sul quale vengono focalizzati i segnali riflessi dalla parabola. Il suo compito è quello di amplificarli e di convertirli a frequenze più basse, dai 10GHz circa a 1-2GHz, in modo da consentire poi il loro trasferimento, attraverso il cavo coassiale, al ricevitore domestico.
38 Quanti tipi di convertitori esistono?
Attualmente i più diffusi sono quelli di tipo "Universale", ovvero LNB studiati per la ricezione sia della tv analogica che di quella digitale.
Si tratta di convertitori in grado di ricevere entrambe le polarità lineari (orizzontale e verticale), selezionandole con la tensione di alimentazione inviata dal ricevitore, e l’intera gamma Ku (da 10.700 a 12.750 GHz), utilizzando il tono a 22 KHz per passare dalla fascia bassa (10.7-11.8 GHz) a quella alta (11.8 - 12.75 GHz). Sono estremamente semplici, e vengono costruiti in grandi numeri.
Il costo, di conseguenza, è molto contenuto. Tali convertitori vengono inclusi, normalmente, nei kit completi.
Alla precedente generazione, ormai meno diffusa, appartengono gli LNB monobanda. Ne esistono di quattro tipi, ognuno destinato ad una particolare banda di ricezione: FSS (da 10.7 a 11.8 GHz), DBS (11.7 - 12.5 GHz), SMS (12.5 - 12.75 GHz) e banda C (3.9 - 4.2 GHz).
Esistono inoltre convertitori multibanda di tipo non Universale: si tratta di convertitori privi di illuminatore e polarizzatore, utilizzati ormai quasi solo in impianti particolari, in grado di coprire tutta la gamma di frequenza della banda Ku (da 10.7 a 12.75 GHz) con la commutazione di banda attuata con il cambio di tensione (13/18 Volts)
39 Cos’è la banda C? Che differenze ci sono con la banda Ku?
Mentre la stragrande maggioranza dei satelliti europei trasmette nella fascia di frequenze denominata Ku, che va da 10.700 a 12.750 GHz (suddivisa a sua volta in tre fasce: FSS, da 10.7 a 11.7, DBS, da 11.7 a 12.5, ed SMS, da 12.5 a 12.75 GHz), alcuni satelliti (come ad esempio gli Intelsat), utilizzano anche una gamma di frequenze più bassa, la banda C (da 3.7 a 4.2 GHz). Il vantaggio offerto da questa gamma è quello di garantire, con la stessa potenza di trasmissione, una propagazione del segnale su un territorio più vasto (un segnale in banda C può coprire ad esempio l’intero continente africano), anche se il livello di segnale a terra risulterà complessivamente più debole (e, di conseguenza, saranno necessarie parabole di dimensioni maggiori per riceverlo). Per ricevere la banda C è necessario un apposito convertitore, differente da quelli utilizzati per la banda Ku.
40 Cosa si intende per figura di rumore di un convertitore?
Nel processo di amplificazione di un segnale, l’LNB introduce inevitabilmente una certa quantità di rumore, che in termini pratici si traduce in disturbo (visibile sulle immagini come un alternarsi di puntini bianchi e neri, più o meno fitti). Con la figura di rumore si quantifica, in decibel, il livello di questo rumore: minore è questo valore, maggiore sarà quindi la sensibilità del convertitore. Un "buon" convertitore è caratterizzato da una figura di rumore inferiore al valore di 1.0 dB. I modelli più recenti di LNB sono ormai arrivati ad una figura di rumore bassissima, addirittura inferiore agli 0.6 dB. Per fare un paragone, i primi convertitori della Marconi (realizzati appena 8 anni or sono) avevano una figura di rumore di 1.8 dB.