UNA GIORNATA INDIMENTICABILE
Inviato: 02/06/2003 - 20:13
Finalmente,dopo aver espolicato tutte le pratiche,sono riuscito ad ottenere
un "permesso di soggiorno limitato a due giorni"per PEPPINO,che quindi ha potuto "salire" al Nord dopo qualche anno di attesa.Da parte mia ho dovuto fare tutte le vaccinazioni,compresa l'"antiromanite" che è una malattia contagiosa,e quando ti colpisce ti passa la voglia di lavorare per sempre.
L'appuntamento era fissato nei pressi del cavallo di Leonardo posto all'ingresso dell'ippodromo di Milano.
Ovviamente Peppino non c'era,se no che romano sarebbe?
Va beh,i cellulari ci sono per questo,ho pensato,quindi lo chiamo e l'appuntamento viene spostato al palo di arrivo.
E Peppino si conferma.
Non c'è neanche lì.
Ad attendermi comunque vi era una splendida fanciulla astigiana di nome ELENA.Un angelo.Ancora mi domando,e le domando,cosa ci trovasse di attraente in Peppino.Ah i misteri dell'amore!
La fortuna non mi abbandona e finalmente conosco Jonch,"una persona che è obbligatorio conoscere",anche se il tutto dura pochi attimi,giusto il tempo di darci un canarino che puntualmente vince comodo.Ultima corsa: Peppino si rivolge all'angelo e le dice "gioca un cavallo",uno sguardo rapido e la decisione dell'angelo cade su "Viola di campo".Tocca a Peppino che con aria di sufficienza sentezia "Er tre nun pò perde"!!!!!
Ordine di arrivo:1^ VIOLA DI CAMPO(quota 13,rotti).Er tre,che nun poteva perde......si sono mossi quelli di "Chi l'ha visto?"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Finiscono le corse e ci dirigiamo allo stadio,ignaro di quello che stava per accadere:
una esperienza che non auguro al mio peggior nemico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dunque, dicevo,terminate le corse ci rechiamo allo stadio per assistere all'ennesimo trionfo del MILAN,guidato dal MITICO CARLETTO.Biglietti easuriti.Bagarini che vendevano il terzo anello al prezzo di un chilo di borotalco.
Questo è l'inizio del dramma.
Peppino non si scompone e mi dice:"Arbè,mò tè devi mette a parlà romano!!"
Non capisco.
Intanto ci dirigiamo verso un plotone di poliziotti che come inquadrano Peppino lo circondano ed iniziano a perquisirlo.
Avrebbero voluto perquisire anche l'angelo,ma uno sguardo di Peppo li blocca.
Comunque,superiamo lo sbarramento e ci troviamo di fronte ad una biglietteria con scritto "OSPITI".
Prendiamo i biglietti e finalmente entriamo alla "Scala del Calcio".
Saliamo le scale impiegandoci circa mezz'ora.("il milanese" ci impiega 11" scarsi,"il romano" ha i suoi tempi,quindi mi adeguo).
ORRORE!!!!!!!!!!!!!!!
Sapete dove mi aveva portato Peppino????????
NE LA CURVA DE' LI' ROMANISTI
Un odore di "pecorino romano",mischiato a "lì vini de lì castelli"
aleggiava in tutto il settore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Saranno stati circa 3.000.Una tribù.Nel senso proprio della tribù!!!!!!!
Gente che urlava "ve famo neri" "semo er mejo" "Forza Magggicccca".Lascio stare il mestiere che attribuivano alle mamme e alle sorelle.
Il sangue non circolava più nelle mie vene.Salivazione azzerata.
Come già detto,saranno stati circa 3.000,uno di loro si stacca dal gruppo mi si avvicina,tra me e me penso,mi ha riconosciuto,(dovete sapere che tra i "milanesi" e "li romani" vi sono delle differenze di lineamenti e di colore della pelle,troppo evidenti)mi squadra e dice "speremo che li stronzi abbino voja dè giogà "!!!!!!!
MI AVEVA SCAMBIATO PER UNO DI "LORO"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Su 3.000 persone aveva centrato l'unico che non era dei loro!!!!!!!!!!!!!!!!!
Cosa avrei dovuto fare di fronte a quell'orda di barbari,che approfittando di un evento sportivo erano calati nella nostra amata Capitale?
Nulla,se non sperare che ,l'incubo durasse meno tempo possibile.
Fortunatamente il primo tempo finiva 0-0 e Peppino,sconsolato perchè aveva giocato P.F.2-2,decideva di abbandonare lo stadio,sempre seguito dall'angelo,anzitempo.
Usciti dallo stadio Peppino rischiava nuovamente l'arresto.
Ci salutavamo,telefonicamente,quindi io rientravo e FINALMENTE
mi ritrovavo circondadato da gente che parlava nella unica lingua risconosciuta dalla nostra Costituzione:l'italiano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Quei 45' minuti rimarrano per sempre impressi nella mia mente!!!!!!!!!!!
Ora sono ancora in terapia,mi è stata data la possibilità di scrivervi questa mia esperienza affinchè nessuno di voi possa cadere nella ingenuità di avere un "rendez vous" con un romano,soprattutto con un romano di nome
"PEPPINO"
un "permesso di soggiorno limitato a due giorni"per PEPPINO,che quindi ha potuto "salire" al Nord dopo qualche anno di attesa.Da parte mia ho dovuto fare tutte le vaccinazioni,compresa l'"antiromanite" che è una malattia contagiosa,e quando ti colpisce ti passa la voglia di lavorare per sempre.
L'appuntamento era fissato nei pressi del cavallo di Leonardo posto all'ingresso dell'ippodromo di Milano.
Ovviamente Peppino non c'era,se no che romano sarebbe?
Va beh,i cellulari ci sono per questo,ho pensato,quindi lo chiamo e l'appuntamento viene spostato al palo di arrivo.
E Peppino si conferma.
Non c'è neanche lì.
Ad attendermi comunque vi era una splendida fanciulla astigiana di nome ELENA.Un angelo.Ancora mi domando,e le domando,cosa ci trovasse di attraente in Peppino.Ah i misteri dell'amore!
La fortuna non mi abbandona e finalmente conosco Jonch,"una persona che è obbligatorio conoscere",anche se il tutto dura pochi attimi,giusto il tempo di darci un canarino che puntualmente vince comodo.Ultima corsa: Peppino si rivolge all'angelo e le dice "gioca un cavallo",uno sguardo rapido e la decisione dell'angelo cade su "Viola di campo".Tocca a Peppino che con aria di sufficienza sentezia "Er tre nun pò perde"!!!!!
Ordine di arrivo:1^ VIOLA DI CAMPO(quota 13,rotti).Er tre,che nun poteva perde......si sono mossi quelli di "Chi l'ha visto?"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Finiscono le corse e ci dirigiamo allo stadio,ignaro di quello che stava per accadere:
una esperienza che non auguro al mio peggior nemico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dunque, dicevo,terminate le corse ci rechiamo allo stadio per assistere all'ennesimo trionfo del MILAN,guidato dal MITICO CARLETTO.Biglietti easuriti.Bagarini che vendevano il terzo anello al prezzo di un chilo di borotalco.
Questo è l'inizio del dramma.
Peppino non si scompone e mi dice:"Arbè,mò tè devi mette a parlà romano!!"
Non capisco.
Intanto ci dirigiamo verso un plotone di poliziotti che come inquadrano Peppino lo circondano ed iniziano a perquisirlo.
Avrebbero voluto perquisire anche l'angelo,ma uno sguardo di Peppo li blocca.
Comunque,superiamo lo sbarramento e ci troviamo di fronte ad una biglietteria con scritto "OSPITI".
Prendiamo i biglietti e finalmente entriamo alla "Scala del Calcio".
Saliamo le scale impiegandoci circa mezz'ora.("il milanese" ci impiega 11" scarsi,"il romano" ha i suoi tempi,quindi mi adeguo).
ORRORE!!!!!!!!!!!!!!!
Sapete dove mi aveva portato Peppino????????
NE LA CURVA DE' LI' ROMANISTI
Un odore di "pecorino romano",mischiato a "lì vini de lì castelli"
aleggiava in tutto il settore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Saranno stati circa 3.000.Una tribù.Nel senso proprio della tribù!!!!!!!
Gente che urlava "ve famo neri" "semo er mejo" "Forza Magggicccca".Lascio stare il mestiere che attribuivano alle mamme e alle sorelle.
Il sangue non circolava più nelle mie vene.Salivazione azzerata.
Come già detto,saranno stati circa 3.000,uno di loro si stacca dal gruppo mi si avvicina,tra me e me penso,mi ha riconosciuto,(dovete sapere che tra i "milanesi" e "li romani" vi sono delle differenze di lineamenti e di colore della pelle,troppo evidenti)mi squadra e dice "speremo che li stronzi abbino voja dè giogà "!!!!!!!
MI AVEVA SCAMBIATO PER UNO DI "LORO"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Su 3.000 persone aveva centrato l'unico che non era dei loro!!!!!!!!!!!!!!!!!
Cosa avrei dovuto fare di fronte a quell'orda di barbari,che approfittando di un evento sportivo erano calati nella nostra amata Capitale?
Nulla,se non sperare che ,l'incubo durasse meno tempo possibile.
Fortunatamente il primo tempo finiva 0-0 e Peppino,sconsolato perchè aveva giocato P.F.2-2,decideva di abbandonare lo stadio,sempre seguito dall'angelo,anzitempo.
Usciti dallo stadio Peppino rischiava nuovamente l'arresto.
Ci salutavamo,telefonicamente,quindi io rientravo e FINALMENTE
mi ritrovavo circondadato da gente che parlava nella unica lingua risconosciuta dalla nostra Costituzione:l'italiano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Quei 45' minuti rimarrano per sempre impressi nella mia mente!!!!!!!!!!!
Ora sono ancora in terapia,mi è stata data la possibilità di scrivervi questa mia esperienza affinchè nessuno di voi possa cadere nella ingenuità di avere un "rendez vous" con un romano,soprattutto con un romano di nome
"PEPPINO"