rumori
Inviato: 14/10/2009 - 15:34
mi capita spesso seguendo qualche trasmissione o leggendo d'incontrare parole come rumors, location, briefing e tante altre che esistono anche in italiano, non sono un nazionalista eppure devo dire che questo atteggiamento mi urta molto i nervi, a qualcuno produce lo stesso effetto o sono l'unico?
vorrei comunque dire che questi geni della comunicazione non inventano nulla, riprendono tecniche e modi di fare che sono vecchissimi, nel caso specifico eccovene l'esempio:
conviene imitare i retori, anche in ciò che segue, mi è parso giusto imitare i retori della nostra epoca.
essi credono d'essere delle divinità belle e buone, se, a mò delle sanguisughe, mostrino di possedere due lingue, e stimano sia un titolo di gloria disseminare i loro discorsi in latino di parolette greche, come se si trattasse d'un mosaico, e anche se capitano a sproposito.
se poi fan difetto esotici vocaboli, allora da pergamene ammuffite dissotterrano 4 o 5 termini vetusti e con quelli gettano la polvere negli occhi dei lettori.
naturalmente quelli che riescono a capire, sempre più si compiacciono di se stessi; quelli che non capiscono, nutrono un'ammirazione tanto più alta quanto maggiore è la loro incomprensione.
da " elogio alla pazzia " Erasmo da rotterdam 1466 - 1536
vorrei comunque dire che questi geni della comunicazione non inventano nulla, riprendono tecniche e modi di fare che sono vecchissimi, nel caso specifico eccovene l'esempio:
conviene imitare i retori, anche in ciò che segue, mi è parso giusto imitare i retori della nostra epoca.
essi credono d'essere delle divinità belle e buone, se, a mò delle sanguisughe, mostrino di possedere due lingue, e stimano sia un titolo di gloria disseminare i loro discorsi in latino di parolette greche, come se si trattasse d'un mosaico, e anche se capitano a sproposito.
se poi fan difetto esotici vocaboli, allora da pergamene ammuffite dissotterrano 4 o 5 termini vetusti e con quelli gettano la polvere negli occhi dei lettori.
naturalmente quelli che riescono a capire, sempre più si compiacciono di se stessi; quelli che non capiscono, nutrono un'ammirazione tanto più alta quanto maggiore è la loro incomprensione.
da " elogio alla pazzia " Erasmo da rotterdam 1466 - 1536