bastiat ha scritto:Intanto una nota:
noi possiamo chiedere anche più di un documento (esempio una bolletta) per verificare residenza ecc se esistono i presupposti per questo tipo di verifiche (esempio nomi e indirizzi non corrispondenti tra dati dell'account e documenti di identità o metodi di pagamento/prelievo)
Saluti
Bastiat ma per curiosità posso sapere dove sta scritto che i concessionari italici possono richiedere documenti estrosi quali bollette et similia (io non leggo nulla del genere nè sul contratto di gioco nè sulla convenzione di concessione...)??
Che valore legale ha una bolletta? La bolletta (sempre a patto che ne abbia una a mio nome perchè potrei vivere in casa dei miei genitori e non averne una intestata a me), è comunque qualcosa che attiene al mio rapporto personale con un gestore terzo di servizi e non vedo perchè debba mandarne una copia al book di turno...cosa assolutamente contraria a quanto previsto dalle norme in materia di privacy (non si comprende a che titolo titziocaaiobet.it debba sapere quale sia il mio gestore di telefonia, di energia, di luce, gass ecc...)
purtroppo dobbiamo riconoscere che numerosi .com che hanno acquisito concessione .it credono di venire in Italia e fare un po' quello che gli pare abituati al modus operandi estero
sono il primo detrattore dell'AAMS ma occorre ammettere che, almeno come idea di fondo, il sistema concessionario italiano è l'unico davvero serio del pianeta poichè equidistante (ripeto, almeno dal punto di vista teorico) tra giocatore e bookmaker
lo pseudo sistema concessionario maltese, ad esempio, non è altro che un troiaio autorizzato che vende licenze a destra e a manca con un obiettivo ben preciso: quello di adescare quanti più più bookies possibili che decidano di operare con licenza di quel paese, evadendo di fatto il fisco negli altri paesi dell'unione pur raccogliendovi gioco (e sfruttando le leggi ridicole che regolano la nostra cara Europa ed in particolar modo l'Italia)
tutto ciò per dire quanto segue: il fatto che a malta, curacao, isle di man ed altre isolette del kaiser, i bookies facciano quello che gli pare in barba alla legge richiedendo bollette, foto personali con documenti alla mano, foto con la fidanzata sotto il monumento più rappresentativo della città di residenza ed altre pagliacciate del genere, non significa che tutto questo sia giusto e, men che meno, lecito
ripeterò fino alla morte che tutte queste pagliacciate ostruzionistiche quali richieste di documenti improbabili e vessazioni di altro genere, non sono altro che via traverse per porre rimedio a voragini invereconde nella gestione del rischio a cui i colossi del betting italiano cercano di porre maldestramente rimedio non già assumendo quotisti degni di questo nome, bensì paraburocrati sottopagati che trascorrono la giornata a controllare bollette della luce e del gas
Gli unici grandi bookies del mondo, (asiatici + pinna) hanno un sistema di business tale per cui non soltanto non hanno esigenza alcuna di verificare l'identità del cliente ma addirittura mostrano totale disinteresse nell'identificazione degli utenti (procedura completamente bypassata dalla struttura piramidale di agenti). La verità è che, se un book sa il fatto suo, se sa gestire il rischio, se è consapevole e sicuro delle proprie procedure di risk managment ecc. se ne frega altamente del fatto che a scommettere sia tizio, caio e sempronio poichè il suo unico interesse è quello di raccogliere gioco
Tu ti difenderai, caro Bastiat, sostenendo che in quanto concessionari di un un sistema regolamentato, voi bookies ,it avete l'obbligo di verificare l'identità della cliente ecc. ecc.. ecc.. ma sai meglio di me che questa è solo una giustificazione di facciata poichè il vero motivo per cui pretendete bollette ecc. (basterebbe e avanzerebbe il documento d'identità) è fare ostruzionismo laddove riteniate che dietro un particolare conto gioco ci sia un cliente sgradito o comunque precedentemente già schedato
sono sempre dell'idea che, e per una questione di immagine, e per una questione di profitti, e per una questione di razionalizzazione del business sarebbe sempre meglio assumere due quotisti decenti, piuttosto che 10 controllori di bollette del gas, 20 hacker informatici per scovare gli ip, 30 freezer whirlpool professionisti al rischio che invece di far bene le quote pensano a far fuori gli utenti, e tante altre figure "professionali" del genere che nulla hanno a che fare col betting...
se io lavorassi in un book non ghiaccerei mai nessuno, non controllerei bollette, non starei come un segugio dietro IP e MAC address ma cercherei di portare alla mia azienda del valore aggiunto, apprendendo come una spugna dai giocatori più bravi per trarne insegnamento ed informazioni, migliorando le mie conoscenze e le mie capacità (queste sono le regole base di tutti coloro che hanno fatto del betting una professione). Insomma, cercherei di essere costruttivo nell'approccio alla gestione del rischio e non passivo come il 99% dei pseudoquotisti italioti, che capre erano 15 anni fa e capre patentate sono rimaste tuttora...
tvb
