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Qule è la differenza

Inviato: 26/12/2003 - 00:34
da concessionario
Leggo a destra e a manca della differenza tra un ctd e un internet point ma quale è la vera differenza in termini di licenza per operare?
Saluti a Auguri a tutti
anche a Bisca (poveraccio lo avete massacrato)

Inviato: 26/12/2003 - 12:12
da Nemesis
Riprendo da una vecchia discussione.


"...CTD: hai un regolare contratto (solitamente franchising) con un book regolarmente autorizzato e controllato nello stato UE di appartenenza. Questo contratto ti autorizza a raccogliere dati e denaro per quel book, che a sua volta ti riconosce come proprio intermediario in loco. La tua attività  principale (scommesse) è dichiarata.

Internet-point: gestisci un'attività  di affitto di attrezzature per la navigazione in rete. Dai tuoi computer si può scommettere, ma solo su conti nominativi e senza perfezionare il tutto con pagamenti/incassi in loco. Se le forze dell'ordine ti entrano dentro, la prima cosa che ti chiederanno sarà  di dimostrare che non stai bancando in proprio. Senza uno straccio di contratto, come farai? La tua attività  principale (scommesse) non è dichiarata..."

Inviato: 26/12/2003 - 21:47
da concessionario
Be! non credo sia cosi semplicistico.
Intanto tra un ctd e un internet point l'autorizazione ministeriale è la stessa.
Non credo vi siano due differenti autorizazioni dal Ministero per le Comunicazioni.
Poi se un internet point ha un contratto con un book? non è la stessa cosa?
Ho letto sulle ricevute Stanley che l'autorizazione è la stessa per un internet point, fa riferimento chiaramente alla legge medesima.

Inviato: 26/12/2003 - 22:04
da Nemesis
concessionario ha scritto:Be! non credo sia cosi semplicistico.
Intanto tra un ctd e un internet point l'autorizazione ministeriale è la stessa.
Non credo vi siano due differenti autorizazioni dal Ministero per le Comunicazioni.
Poi se un internet point ha un contratto con un book? non è la stessa cosa?
Ho letto sulle ricevute Stanley che l'autorizazione è la stessa per un internet point, fa riferimento chiaramente alla legge medesima.


Avere un contratto con un book comunitario è il primo requisito.
Direi la "conditio sine qua non".
Poi vengono ulteriori dettagli.

Inviato: 28/12/2003 - 03:29
da incazzatonero
Nemesis ha scritto:Riprendo da una vecchia discussione.


"...CTD: hai un regolare contratto (solitamente franchising) con un book regolarmente autorizzato e controllato nello stato UE di appartenenza. Questo contratto ti autorizza a raccogliere dati e denaro per quel book, che a sua volta ti riconosce come proprio intermediario in loco. La tua attività  principale (scommesse) è dichiarata.

Internet-point: gestisci un'attività  di affitto di attrezzature per la navigazione in rete. Dai tuoi computer si può scommettere, ma solo su conti nominativi e senza perfezionare il tutto con pagamenti/incassi in loco. Se le forze dell'ordine ti entrano dentro, la prima cosa che ti chiederanno sarà  di dimostrare che non stai bancando in proprio. Senza uno straccio di contratto, come farai? La tua attività  principale (scommesse) non è dichiarata..."


Scusa Pablo ma su ciò non mi trovi d'accordo innanzitutto, se non e' cambiata la giurisprudenza, non devo essere io a dimostrare che sono innocente ma loro a provare la mia colpevolezza, poi chi dice che un internet point non può dimostrare che non banca in proprio? Basta fornire un tabulato delle scommesse effettuate dai clienti sui conti in essere presso il book in questione

Inviato: 28/12/2003 - 03:31
da incazzatonero
EVVIVAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
FINALMENTE M'E SPARITO IL BUDINO, A SAPERLO PRIMA RIEMPIVO IL FORUM DI MESSAGGI A VUOTO :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Inviato: 28/12/2003 - 12:24
da Nemesis
incazzatonero ha scritto:Scusa Pablo ma su ciò non mi trovi d'accordo innanzitutto, se non e' cambiata la giurisprudenza, non devo essere io a dimostrare che sono innocente ma loro a provare la mia colpevolezza, poi chi dice che un internet point non può dimostrare che non banca in proprio? Basta fornire un tabulato delle scommesse effettuate dai clienti sui conti in essere presso il book in questione


Come già  detto in passato, in linea di principio quello che affermi tu è giusto solo se tutti i clienti scommettono su conti personali. Le cose cambiano radicalmente se i tabulati dimostrano che a scommettere sei principalmente tu; e fin qui nessuno può dirti niente, ma nel momento in cui pizzicano uno o più clienti con ricevute di giocate "tue", le cose si complicano. La sentenza Gambelli prevede l'inapplicabilità  della Legge 401 a quei CTD che danno garanzie anche dal punto di vista di tutela delle frodi, e perchè ciò avvenga, oltre alla documentazione attestante che effettui la raccolta per un book comunitario controllato nel proprio paese di stabilimento (che deve essere prodotta dal book stesso e non da te), è necessaria la certezza che a incassare l'eventuale vincita possa essere solo lo scommettitore e non tu per conto suo. Tieni presente che la Legge non discrimina in base all'onestà  del raccoglitore, ma considera situazioni "ideali" che non possano dare l'opportunità  di una frode; e mi pare ovviamente giusto così, perchè diversamente la Legge verrebbe applicata "ad personam", cosa inammissibile per il nostro Diritto. Inoltre, cosa molto importante, se non hai dichiarato che la tua attività  principale - e quindi il tuo reddito principale - consiste nella raccolta delle scommesse, sei sempre soggetto all'accusa di "raccolta clandestina"; la Gambelli ti mette al sicuro dall'accusa di "esercizio abusivo", non da quella relativa alla "clandestinità ".
Saluti.

Inviato: 28/12/2003 - 14:12
da Nemesis
Tanto per definire meglio il discorso, caro Pas: a un neofita io consiglierei o la strada del CTD con regolare contratto o la gestione di un centro collegato a un Concessionario. L'internet-point vecchia maniera lo lascerei a quelli come noi, un po' più esperti, visto che solo noi sappiamo bene quali sono i "dettagli" da curare per evitare sgradite sorprese. Saluti.